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Wavves @ Covo Club

Location

Covo Club (Bologna)

Data

03/03/2026

Foto di

Luca Ortolani

La sera di martedì 3 marzo aveva i contorni di una tipica notte di fine inverno: temperature in rialzo, la nebbia della pianura padana che si dissolve lentamente e quell’atmosfera sospesa che preannuncia la primavera. Dentro al Covo Club, storico tempio punk rock della città felsinea, il clima era però decisamente più rovente. Il motivo è presto detto: la prima data bolognese dei Wavves, progetto surf rock guidato dal californiano Nathan Williams.

La band è attualmente impegnata in un tour europeo per presentare l’ultimo LP GhostRamp. Solo due le tappe italiane, Bologna e Milano, entrambe sold out da settimane: un dato che conferma quanto fosse atteso il ritorno in Italia dopo anni di assenza.

La scaletta attinge con decisione al repertorio più amato. L’apertura è affidata a Way Too Much, brano del 2015 che suona come un manifesto generazionale per chi si sente intrappolato nella routine e vittima dell’overthinking. Seguono capisaldi come King of the BeachAfraid of Heights e Demon to Lean On, eseguiti con un’intensità che non concede tregua. I dialoghi con il pubblico sono ridotti al minimo: la band sceglie di lasciare che siano le chitarre sature e la sezione ritmica a parlare. Accanto ai classici trovano spazio anche brani più recenti come Bozo e Spun, accolti con un entusiasmo sorprendente. Il pubblico li canta a squarciagola come fossero già parte integrante della storia del gruppo, segnale inequivocabile di un legame ancora vivo e solido.

Altro protagonista indiscusso della serata è proprio il pubblico. Se nelle retrovie qualcuno osserva con maggiore prudenza, sotto il palco si forma un nucleo compatto di irriducibili che trasforma ogni brano in un’esplosione di movimento. Stage diving ripetuti, pogo serrato e un coinvolgimento fisico totale caratterizzano l’intero set. È uno di quei concerti in cui la mischia sotto al palco diventa parte dell’esperienza: qualche livido è messo in conto, perché quando il divertimento è così intenso il resto passa in secondo piano. Il momento di massima tensione arriva quando, su suggerimento di Nathan, la sala si divide in due ali contrapposte per dare vita a un imponente “wall of death”. Per qualche secondo il tempo sembra sospeso, poi l’impatto: corpi che si scontrano, energia che si sprigiona in modo travolgente, entusiasmo che raggiunge il suo apice. Il set si chiude senza bis, in modo netto e coerente con l’impostazione asciutta dell’esibizione. Dopo un’assenza così lunga, si potrebbe pensare che qualche brano in più sarebbe stato accolto con favore. Tuttavia, è difficile sostenere che la band non abbia dato tutto: dall’ingresso sul palco all’ultima nota, l’intensità non è mai venuta meno.

In un panorama spesso dominato da produzioni ridondanti e durate dilatate, la serata al Covo Club dimostra quanto possa essere efficace un concerto essenziale, costruito su coerenza e impatto diretto. Nessuna concessione superflua, nessun artificio: solo una band concentrata e un pubblico pienamente coinvolto. Si esce con la sensazione di aver assistito a un live autentico, in cui l’energia non è stata un semplice accessorio scenico, ma una vera co-protagonista. Ed è proprio questa autenticità a rendere la serata memorabile.

Alessandra D’aloise