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Tre Domande a: Martina Gil

Tre Domande a: Martina Gil

| Redazione

Come e quando è nato questo progetto?

Il mio progetto è nato nel 2022, da un incontro: suonavo la tastiera in una band che faceva cover rock, ero poco più che adolescente e scrivevo già pezzi miei, ma li tenevo gelosamente nascosti. Il cantante e chitarrista di quella band insistette per ascoltarli e, da quel momento, si prese a cuore il progetto, convincendomi a cercare una band con cui arrangiarli. Nel luglio del 2023 ho fatto il primo live con la band che ancora oggi suona con me sul palco, composta da Francesca Bertola alla batteria, Alberto Giovagnoli al basso e Alessandro Monfroglio alla chitarra.

Se dovessi riassumere la tua musica con tre parole, quali sceglieresti e perché?

Non sono brava a riassumere né a sintetizzare, però, se non ci penso troppo, mi vengono in mente le parole notte, nostalgia e identità… Credo mi siano venute in mente perché molti pezzi li ho scritti dopo certe notti un po’ complicate e, dentro i miei lavori, c’è tanto — se non tutto — di quello che sono.

Se dovessi scegliere una sola delle tue canzoni per presentarti a chi non ti conosce, quale sarebbe e perché?

Sarebbe Mine, perché è un autoritratto ironico di me stessa, un po’ una caricatura, direi… Credo che sia il modo migliore per presentarmi, mostrando subito i miei punti deboli, i miei difetti, le mie paranoie e i pensieri un po’ più strani.