Skip to main content
Screeching Weasel @ Live Club

Screeching Weasel @ Live Club

| Stefano Gardelli

Trezzo sull’Adda, 10 Maggio 2026

Nonostante i 40 anni esatti di carriera, gli Screeching Weasel si sonoesibiti in Europa solo tre volte, delle quali due in Italia e, sempre per gli amanti delle cifre tonde, la band dell’Illinois non veniva nel nostro paese da 10 lunghi anni. In questi casi sarebbe bello proseguire con “e non sono cambiati di una virgola”, in realtà sono letteralmente cambiati quattro quinti di band. 

Basta con i numeri, e diciamo subito che Ben Weasel, soci ed ex-soci, a Trezzo Sull’Adda, si sono comportati, ancora una volta, da ottimi headliner. Gli Screeching Weasel sono i king del Ramones-core, con un leader carismatico che è ti obbliga a guardarlo, ammirarlo e cantare con lui, e il suo noto atteggiamento provocatorio, spigoloso e fumante, non fa altro che aumenta la sua aura. 

È domenica sera, i concerti sono iniziati più presto del solito, al Live Club, l’età media si aggirava tranquillamente sui 48 anni, era pieno di punk con chiodo e spillette ancora più punk dei punk, si stava una favola, si respirava nostalgia e familiarità.

I primi sul palco sono stati The Odorants, band finlandese che da poco vede tra le sue fila il nostro connazionale Andrea Manges, un altro king della Ramones-core family. Non li conoscevo, i “ragazzi” suonano un pop-punk super catchy con i ritornelloni inaspettatamente attuali. C’erano già circa 200 persone, tutte prese dal concerto, tutte col sorriso di chi ritrova i suoi simili.

Alle 20.30 o forse un minuto prima, hanno iniziato i Retarded, andando quindi contro al loro nome. La band di Voghera giocava totalmente in casa, i loro sing-along, lì dentro, erano più famosi delle canzoni degli 883. Io conoscevo solo qualche pezzo ma allo stesso tempo nessuno mi è sembrato “nuovo”. Non sono molto fan delle voci roche e graffianti ma mi è sembrato il sound perfetto per quel climax, ad un certo punto un chitarrista ha detto: “Siete in tanti e ne conosco praticamente la metà, grazie è bellissimo”, mi ha dato quasi conforto.

A pensarci fa strano, a 16 anni i concerti punk ti sapevano di ossa rotte, sfaso e di qualcosa più grande di te, ora che siamo noi i grandi, ci sembra di passare una serena e memorabile domenica in famiglia.

Alle 21.30 sono saliti puntualissimi gli Screeching Weasel che, per non sbagliare, hanno attaccato con Veronica Hates Me senza quindi fare attendere gli oi-oi-oi e uan-ciù-trì-for del pubblico, che non si sono giustamente mai placati per tutto il concerto. È opportuno mettere in luce il fatto che ogni fan dei Weasels conosce tutti e quindici i loro album, quindi non importa dove vadano a pescare, sarà sempre uó-ah-oh-oh! Tuttavia, mi sento costretto a constatare che pensavo e speravo in una scaletta molto diversa dalle precedenti, vista appunto l’ampia gamma di scelta, invece li ho risentiti fare (vado a memoria, potrei sbagliare) moltissime stesse canzoni. Mi sono rimasti diversi colpi in canna che desideravo sentire, ma questo è stato, a mio modesto avviso, il loro unico difetto. 

Non si sono fatti desiderare, zero tempi morti tra una canzone e l’altra e ritmo da tachicardia senza fronzoli. Questo si va ad aggiungere all’atteggiamento molto professionale dello stesso Ben Weasel che non ha avuto bisogno di catalizzare l’attenzione con lungi discorsi o scontentezze, insomma non gli si poteva urlare “suona!”, è stato bello concreto, soprattutto quando c’era da spingere. Le hit della serata che per me sono state My Brain Hurts, tutta urlata da tutti a indici alzati (mi è tornata la pelle d’oca mentre scrivo), ed il finalone con Cool Kids che mi sto ancora cantando dentro.

A differenza della maggioranza delle Ramones-core band, gli Screeching Weasel da vivo mi han stupito e fatto riflettere sulla loro skill di passare da pezzi pienamente nel genere, ad altri super melodici e oserei dire emozionali, per poi partire senza sosta con qualche scheggia hardcore spezzando quindi continuamente la linea del loro immaginario collettivo. Altra nota in favore di Ben: non è invecchiato mai, anzi, l’ho trovato ringiovanito sia per il gas sul palco, che per la voce, canta tranquillamente mentre corre o si muove freneticamente e non teme note alte o lunghe. 

Negli ultimi anni ho visto molte punk rock band datate, continuare a suonare per inerzia o più probabilmente per sbancare il lunario, in diverse occasioni ho provato tenerezza e tristezza, vedere gli Screeching Weasel sul palco invece mi ha dato 10cc di adrenalina. Grazie Ben.