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Tutta l’umanità fuori da La Gabbia

Tutta l’umanità fuori da La Gabbia

| Francesca Garattoni

Il vostro nuovo album Madre Nostra esce il 29 novembre, cosa volete trasmettere con questo disco?

Madre Nostra è a tutti gli effetti il primo disco, è la prima cosa matura che abbiamo fatto a seguito dell’EP di cui siamo soddisfattissimi.
In questo disco abbiamo fatto una scelta sonora precisa, più accurata nello stile, a differenza dell’EP che risulta più colorita e piena di sfumature.
Anche a livello tematico possiamo definire questo disco più “cattivo”, cosa non particolarmente presente nell’EP, in cui ci siamo mostrati più morbidi e meno aggressivi.
Si intitola così perché Madre Nostra è per noi l’umanità, perciò questo disco rappresenta il quadro distorto e pieno di sfumature di quella che è appunto l’umanità; si parlerà di cose bellissime ma anche di cose bruttissime.
Il disco comprende otto pezzi, di cui quattro super incendiari mentre gli altri quattro sono più introversi e riflessivi.

 

Siete un gruppo molto giovane ma avete già suonato in diversi festival tra cui il Frogstock e il MEI, in compagnia di grandi artisti della scena italiana. Quali consigli dareste a una giovane band che si sta per avvicinare al panorama musicale italiano?

Abbiamo avuto delle grandissime soddisfazioni che ci hanno aiutati a capire una cosa fondamentale che consiglierei a tutti: seppur sembri una banalità, è importante che nessuno debba mai pensare di allontanarsi dalla convinzione che quello che fa è di valore.
Questo è il consiglio che sentiamo di dare perché le soddisfazioni arrivano; noi senza nessun tipo di conoscenza, insistendo e credendo in quello che facciamo abbiamo raggiunto dei grandi traguardi, come ad esempio l’apertura di un concerto di Motta o dei Fast Animals And Slow Kids.

 

Molti artisti scelgono di fare dei featuring, voi cosa ne pensate? Ne fareste mai uno? Se si con chi?

Io personalmente ho già fatto un featuring con i Bytecore, una band della Basilicata.
Proprio questa occasione si è parlato con gli altri della questione dei featuring; sicuramente abbiamo tutti dei gruppi di riferimento della scena che ci piacciono: i Ministri, gli Afterhours. In particolare questi ultimi sarebbe un grande sogno.
Rispondendo con i piedi per terra invece sarebbe bello fare un featuring con Le capre a sonagli, che hanno delle sonorità molto interessanti, e con i Cara Calma.

 

C’è qualche rito che compiete prima di salire sul palco il giorno del concerto?

Credo che quello che facciamo sia il rito che vale un pò per tutti, ossia fuggire dalla stanza e andare a scrivere la scaletta. Questo rito appunto avviene sempre 10 minuti prima del concerto e ci ritroviamo in qualche tavolino remoto o nello sgabuzzino del locale. Questi minuti sono quelli più infuocati perché nello scrivere la scaletta ci insultiamo a vicenda. Nonostante questo non litighiamo, seppur non andiamo mai d’accordo, perché abbiamo capito che le cose più fighe nascono quando dalla diversità di gusti e pensieri di ognuno riusciamo a trovare un compromesso.

 

Giorgia Zamboni