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SEI FESTIVAL 2022 DAL 28 AL 31 LUGLIO A CORIGLIANO D’OTRANTO

SEI FESTIVAL 2022

DAL 28 AL 31 LUGLIO A CORIGLIANO D’OTRANTO IN PROGRAMMA

LA SEDICESIMA EDIZIONE DEL SEI FESTIVAL CON ARAB STRAP, BLACK MIDI, DENGUE DENGUE DENGUE, DITONELLAPIAGA E ALTRI

AD AGOSTO 8, 15, 16, 20 – LE DATE OFF CON I CONCERTI DI

PIXIES, VENERUS, PSICOLOGI, POPX

PREVENDITE SU DICE.FM/BUNDLE/SEIFESTIVAL.

INFO SEIFESTIVAL.IT

Arab StrapBlack MidiDengue DengueDengueDitonellapiagaMombao, NickodemusCeri sono alcuni dei protagonisti della sedicesima edizione del SEI Festival. Con il claim#ShapeTheFuturedal 28 al 31 luglio nel Castello Volante di Corigliano d’Otranto, il festival salentino ideato, prodotto e promosso da Coolclub proporrà un fitto programma di concerti, incontri, proiezioni e altri momenti di confronto. #ShapeTheFuture è un invito ad avere fiducia nel domani: reimmaginare il futuro, riscriverlo, ridisegnarlo. Ritrovare il desiderio di  unaquotidianità che sembra ormai non appartenerci più. Anche quest’anno non mancheranno alcune date OFF con Venerus e Mace (8 agosto) e Psicologi (20 agosto) al Parco Gondar di Gallipoli, Pop X e bnkr44 (15 agosto) alle Tagghiate Urban Factory di Lecce e soprattutto con l’atteso concerto degli statunitensi Pixies (rinviato per due anni a causa della pandemia) che si esibiranno il 16 agosto in Piazza Libertini a Lecce. La lunga estate del SEI Festival è partita già dal 20 al 25 giugno nel Castello Volante di Corigliano d’Otranto con la seconda edizione della residenza artistica “FeelM – From Primitives to the Future” che unisce il cinema delle origini e la musica contemporanea con la direzione artistica di Ginevra Nervi, compositrice e producer che basa la sua ricerca artistica sull’esplorazione timbrica vocale. Ideato, prodotto e promosso da Coolclub, con la direzione artistica di Cesare Liaci, il Sei Festival, che dal 2017 ottiene il riconoscimento del Fus – Fondo Unico per lo spettacolo del Ministero della Cultura, è realizzato con il patrocinio di Regione PugliaComune di Corigliano d’OtrantoComune di Lecce (nel cartellone estivo LecceinScena), Distretto Produttivo Puglia Creativa con il sostegno di Vini Garofano e in collaborazione con Dice.fmCastello VolanteBassCultureParco GondarTagghiate Urban Festival, Seeyousound Lecce e numerose realtà pubbliche e private. Prevendite su dice.fm/bundle/seifestival. Info seifestival.it

SEI FESTIVAL A CORIGLIANO D’OTRANTO

Il cuore del festival dal 28 al 31 luglio al Castello Volante di Corigliano d’Otranto con quattro intense serate con ospiti nazionali e internazionali che si esibiranno nell’atrio, sulle terrazze e nel fossato dell’antica fortezza (abbonamento disponibile su Dice.Fm).


Si parte giovedì 28 luglio (ingresso 5 euro inclusa la prima consumazione) alle 20 sulla Terrazza di “Nuvole – Cibi, storie, culture” con la presentazione del volume “Nel labirinto. Thom Yorke. Storie, mito e musica” di Luca Castelli (Sperling & Kupfer). Alle 21 nella Sala Cavallerizza la prima proiezione di a cura di Seeyousound Lecce con B-movie: Lust & sound in the West Berlin 1979-1989 di Jörg A. Hoppe, Klaus Maeck, Heiko Lange, Miriam Dehne. Sempre alle 21 nella Sala Nobile al via l’ascolto immersivo di “From Ecstasy to Trance” un viaggio sensoriale a cura di Flower of Sound. Sempre alle 21 nell’atrio al via i live con l’universo umano e musicale di Giorgio Tuma e il progetto solista della cantante, bassista e autrice dei Be Forest Koko. Alle 22:30 nel Fossato (ingresso 25.50 euro) la prima serata ospiterà la psichedelia turca dei Lalalar e l’inimitabile miscela di paesaggi sonori post-rock, elettronica sottile, ticchettii della batteria, archi gonfi pionieristico del duo scozzese Arab Strap, composto da Moffat e Malcolm Middleton. A seguire si torna nell’atrio con le esplosive sonorità dei Funk Rimini.

Venerdì 29 luglio (ingresso 5 euro inclusa la prima consumazione) la seconda serata parte alle 20 sulla Terrazza di “Nuvole – Cibi, storie, culture” con l’incontro Puglia da scoprire, i luoghi dello spettacolo fra musica e politiche culturali. Dalle 21 al via la proiezione, a cura di Seeyousound Lecce, nella Sala Cavallerizza di Betty Davis: They say I’mdifferent di Philip Cox e nella Sala Nobile l’ascolto immersivo di “From Ecstasy to Trance” un viaggio sensoriale a cura di Flower of Sound. Sempre dalle 21 nell’atrio si alterneranno i giovani baresi Lazzaretto, con il loro “alt rock tra richiami shoegaze e una voce distorta in francese che parla agli incompresi”, e il duo toscano Aquarama, che fonde groove ispirati dal moderno r’n’b statunitense, melodie surf, ritmi afro-cubani e sonorità funk all’eleganza della tradizione pop italiana. Dalle 22:30 nel Fossato (ingresso 25.50 euro) spazio ai live di 72-Hour post fight con le loro atmosfere fluide dove elettronica, interventi jazz, improvvisazione, chitarre affilate e break di batteria di taglio hip-hop convivono con un’armonia inaspettata, e dei Black Midi, trio londinese composto da GeordieGreep (chitarra, voce principale), Cameron Picton (basso, voce) e Morgan Simpson (batteria) che, con con il sassofonista Kaidi Akinnibi e il tastierista Seth Evans, proporranno i brani del nuovo progetto discografico “Cavalcade”. La serata si concluderà nell’atrio con Planet Opal, progetto di musica elettronica formato da Giorgio Assi (produttore, sintetizzatori e voce) e Leonardo De Franceschi (batteria e percussioni).

Sabato 30 luglio (ingresso 5 euro inclusa la prima consumazione) la serata si aprirà alle 20 sulla Terrazza di Nuvole con la presentazione del libro “La musica possibile. Dal cilindro all’auto-tune, storia del rapporto tra popular music e tecnologia” di Dino Mignogna (Arcana). Alle 21 nella Sala Cavallerizza, in anteprima, sarà presentato il videodocumentario di Feelm – From primitives to the future diretto da Davide Faggiano e prodotto da Coolclub nella programmazione Puglia Sounds Producers 2022 (POC Puglia 2007/2013 – Azione “Sviluppo di attività culturali e dello spettacolo). Nella Sala Nobile ancora l’ascolto immersivoFrom Ecstasy to Trance” di Flower of Sound. Alle 21:30 al centro dell’Atrio si esibiranno i Mombao, un progetto che si basa su percussioni, voci ed elettronica, molto potente e originale, a metà tra un rituale, una performance e un concerto rock. Dalle 22:30 (ingresso 15 euro) doppio live nel Fossato con il trio Mundial, che recupera le vecchie storie e filastrocche utilizzando un sound caratterizzato da campionamenti dei suoni del paesaggio pugliese, editati e trasformati in pattern ritmici, e Dengue Dengue Dengue, duo peruviano di tropical bass che mescola cumbia psichedelica e dub, salsa e footwork, tribale e techno.  Gran finale nell’atrio con le selezioni del dj e producer newyorkese Nickodemus e con le sonorità del Tropical party featDubin Federico Primiceri.

Domenica 31 luglio (ingresso 5 euro inclusa la prima consumazione), infine, l’ultima serata si aprirà alle 21 nella Sala Cavallerizza con la proiezione del documentario Jagged – Alanis Morisette di Alison Klaymana cura di Seeyousound Lecce. Sempre alle 21 mentre nella Sala Nobile si conclude l’ascolto immersivo a cura di Flower of Sound nell’atrio prende il via il live di Adastra. Dalle 21:30 nel Fossato (ingresso 15 euro) sul palco la performer LaHasna, milanese di origini marocchine con sonorità che richiamano il mondo arabo, e Ditonellapiaga, una delle rivelazioni dell’ultimo Festival di Sanremo in coppia con Donatella Rettore, che con il suo album d’esordio “Camouflage” ha entusiasmato pubblico e critica tra nu-soul e R’N’B,  frenetici ritmi latin e virate psichedeliche, inebrianti canzoni pop e sofisticate sonorità elettroniche, vincendo la prestigiosa Targa Tenco come miglior esordio. Subito dopo in consolle tra Atrio e Ammezzato spazio a Rome In Reverse, trio che propone un mix tra dance, techno, dub e trip hop, e Ceri, uno dei produttori tra i più innovativi e influenti della scena italiana (Salmo, Coez, Calcutta, Franco 126, Frah Quintale e Crookers), “demiurgo dello streetpop italiano, con beat che uniscono hip hop, tradizione cantautorale e dancefloor di marca house”.

SEI OFF A LECCE E GALLIPOLI – PIXIES, VENERUS, MACE E PSICOLOGI

Anche quest’anno, come detto, il SEI proporrà alcune date OFFMartedì 16 agosto (prevendite attive su Dice.fm) in Piazza Libertini Lecce si concluderà l’attesa (che si protrae da due anni a causa della pandemia) per il live degli statunitensi Pixies, una delle band più importanti della storia del rock che ha aperto la strada a pesi massimi della musica come Nirvana, Radiohead e Pearl Jam. I loro successi sono entrati nella storia della cultura pop, come “Where ismy mind?”, conosciuta in tutto il mondo per essere stata utilizzata nella scena finale e nei titoli di coda del film Fight Club. Il giorno prima alle Tagghiate Urban Factory di Lecce si festeggerà Ferragosto con il multiforme progetto PopX, uno show completamente rinnovato e d’impatto che ripercorrerà canzoni storiche e nuove estratte dalla sua ormai quindicennale carriera, e bnkr44, band toscana che mischia elementi hip hop, pop e di elettronic (15 agosto – prevendite attive su Dice.fm). Il Parco Gondar di Gallipoli ospiterà invece due serate con il concerto di Venerus, astro nascente del cantautorato che, a un anno esatto dal fortunatissimo “Magica Musica tour”, torna a esibirsi con il nuovo show “Estasi degli angeli”, un viaggio tutto da vivere, tra canzoni amate e conosciute e nuove sorprese, e il dj set di Mace, uno dei producer più importanti della nuova musica italiana (8 agosto – prevendite attive su Dice.fm), e l’esibizione degli Psicologi, esponenti della generazione “post millennials”, che raccontano la complessità del mondo che hanno intorno con verità e intelligenza compositiva (20 agosto – prevendite attive su Dice.fm).

FEELM – FEELM – FROM PRIMITIVES TO THE FUTURE

In attesa dei concerti di luglio e agosto, dal 20 al 25 giugno il Castello Volante di Corigliano d’Otranto ha ospitato la seconda edizione di Feelm – From primitives to the future. Dopo aver indagato il mondo dei Fratelli Lumière e di Thomas Alva Edison sotto la guida del duo Underspreche, quest’anno Feelm, con la direzione artistica di Ginevra Nervi, compositrice e producer che basa la sua ricerca artistica sull’esplorazione timbrica vocale, ha reso omaggio a Elettra Raggio, diva e pioniera del cinema muto, con la sonorizzazione del lungometraggio “La morte che assolve” di Carlo Alberto Lolli (1918). Con Ginevra Nervi, candidata, lo scorso aprile, ai Premi David di Donatello per la categoria “Miglior Canzone Originale” con “Miles Away” e fresca dell’uscita dell’album “The Disorder Of Appearances” (La Tempesta), si sono confrontati il sassofonista e compositore Valerio Cosi, il batterista e compositore Walter Forestiere, la pianista e produttrice giapponese Midori Hirano e il musicista elettronico e produttore greco Jay Glass Dubs. La residenza ideata, prodotta e promossa da Coolclubnell’ambito del SEI Festival, realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale di Roma, la Cineteca di Milano e il DAMS dell’Università del Salento, sarà raccontata da un documentario diretto da Davide Faggiano e realizzato nella programmazione Puglia Sounds Producers 2022 della Regione Puglia (POC Puglia 2007/2013 – Azione “Sviluppo di attività culturali e dello spettacolo) che sarà presentato sabato 30 luglio alle 21 al Castello Volante di Corigliano d’Otranto e che dal giorno dopo sarà disponibile su YouTube.

LA STORIA

Ideato, prodotto e promosso da Coolclub, con la direzione artistica di Cesare Liaci, uno tra i più importanti Festival nell’agenda musicale di tutto il sud Italia, che negli ultimi anni ha ottenuto il riconoscimento del Fus – Fondo Unico per lo spettacolo del Mibac, è realizzato in collaborazione con Dice.fmVini Garofano e numerose realtà pubbliche e private. Dal 2006 SEI – Sud Est indipendente Festival ha portato nel Salento le sonorità più interessanti della musica italiana e internazionale, offrendo al pubblico una panoramica ampia e variegata della musica dal punk al cantautorato, dal rock allo ska, dal folk ai ritmi in levare, dall’elettronica alla nuova scena italiana. Nelle diverse location salentine, che nelle prime quindici edizioni hanno ospitato il festival, si sono alternati artisti internazionali come Kings of Convenience, Lee Ranaldo, Jon Spencer Blues Explosion, Cat Power, Suzanne Vega, Peter Hook & The Light, Skatalites, Joan as Police Woman, Finn Andrews, Patrick Watson, J.P. Bimeni & The Black Belts, Giant Sand, Hollie Cook, Gogol Bordello, Mad Professor, Bombino, Russell Leetch (Editors), gli italiani Baustelle, Calcutta, Franco126, Mannarino, AvionTravel, Negrita, Lo Stato Sociale, Calibro 35, BrunoriSas, Be Forest, Diaframma, Any Other, Lorenzo Kruger, Venerus, Ariete, Francesco Bianconi, Cristina Donà, Cristiano Godano, Paolo Benvegnù, Roberto Angelini, Bud Spencer Blues Explosion, Coma_Cose, Galeffi, Eugenio In Via di Gioia, Andrea Poggio, Siberia, Canova, Colombre, Giorgio Poi, Bugo, Daniele Silvestri, Cosmo, Verdena, Tre Allegri Ragazzi Morti, Vallanzaska, Teatro degli Orrori, OneDimensional Man, La Municipàl e molte altre realtà dalla Puglia, dall’Italia e dal resto del mondo.


Info

3331803375 – www.seifestival.it

#seifestival #shapethefuture

Facebook – Instagram @SeiFestival

Tre Domande a: Life Like Low

Come e quando è nato questo progetto?

Il progetto Life Like Low nasce qualche anno fa, nel 2017, da un’idea di Jacopo Rossi: fare un disco usando solo chitarre, drum machines e sintetizzatori. Alla ricerca di un cantante, dopo svariati tentativi, si lega a Fabrizio Peccerillo alla voce. Il progetto prende quindi forma e anche nome, partendo da una citazione di Ry Cooder nel brano Can I Smoke in Here?, dove il cantautore scrive la frase “Life is like a low budget movie”. Dopo vari taglia e cuci e una stesura non definitiva dei brani, il duo si affida al produttore Mattia Tavani per dare la svolta. Le influenze nel progetto Life Like Low, sono tante e tutte diverse, dal trip hop di Bristol, all’hip-hop stile Gorillaz, al cantautorato italiano e americano, da Elliot Smith a Sufjian Stevens, passando per Niccolò Fabi.
La scelta di fare un disco in italiano, con influenze musicali prettamente anglo americane, senza cadere nella copia o nell’appropriazione culturale, è ciò che noi pensiamo sia la nostra carta vincente.

 

Cosa vorreste far arrivare a chi vi ascolta?

Ci piacerebbe tanto che al nostro pubblico arrivasse la ricerca della profondità espressiva, nel suo ossimoro della leggerezza pop, sia nei testi che nella musica. Insomma, che arrivi e non voli via, ma rimanga e sia da stimolo, o almeno sia un vero momento di condivisione emotiva, personale e collettiva. 

 

Se doveste scegliere una sola delle vostre canzoni per presentarvi a chi non vi conosce, quale sarebbe e perché?

Sarebbe sicuramente Messico e Cenere, che è stato anche il nostro primo singolo.
La canzone esprime perfettamente la nostra idea di brano: una tessitura di incastri tra batteria analogica e drum machines, chitarra dalla melodia semplice ma ricercata e sovrapposizioni di vari sintetizzatori e loop atti a non interrompere mai il movimento del pezzo.
La sua leggerezza poetica, il climax e l’arrangiamento articolato crediamo ci rappresentino fino in fondo.

Cosmo @ Balena Festival

Arena del Mare (Genova) // 23 Luglio 2022

COSMO

MAURIZIO CARUCCI

DITONELLAPIAGA

Balto

Lowtopic

Venice

 

L’estate del 2022 la ricorderò come la stagione che mi ha connessa al significato intimo e primordiale della musica. È l’anno in cui ho imparato a fare pace con la stanchezza e le delusioni, perché i miei anni non me li ridarà indietro nessuno ed è meglio divertirsi e sudare di fronte a un palco, perché anche se le ore di sonno che ti separano dalla sveglia per andare in ufficio sono poche, si riesce a trovare l’energia per lavorare. Ogni sforzo si riduce se ti rende felice.

La mia filosofia da quattro spiccioli è frutto di un’altra serata al Balena Festival di Genova, che ha acceso l’Arena del Mare in uno dei sabati sera più attesi dell’estate. Gli headliner erano Ditonellapiaga, Maurizio Carucci e Cosmo, ma la serata è stata scandita anche da Venice, dai Balto e da Lowtopic, che si sono esibiti sul palco secondario.

A scaldare l’Arena è stata la voce di Venice, una giovane cantautrice di cui spero che sentiremo parlare ancora e bene e che ha preparato il pubblico alla grande diva della serata. Ditonellapiaga è un tornado indescrivibile: canta, rappa, balla, è divertente ed è libera e sensuale. È innegabile che io abbia un debole per le donne che salgono sul palco dell’Ariston per gridare la libertà sessuale su Rai Uno in faccia ai conservatori che sperano ancora in un’esibizione del trio Il Volo. L’artista ha fatto ballare il pubblico con alcuni suoi brani, come l’ultimo singolo Disco (I love it) e Repito, Chimica e Vogue, presenti nell’album Camouflage. Ma il grande successo atteso e protagonista anche del merchandising della cantautrice era Spreco di Potenziale, una canzone che parla di quando resti aggrappata a una relazione che non funziona e che è dolorosa, quando rincorri qualcuno che non ti fa sentire le emozioni che vorresti. Come descrivere Ditonellapiaga con una parola? Magnetica. 

 

ditonellapiaga balena

 

Dopo l’energia e i balli della prima parte della serata, è arrivata la quota strappalacrime e malinconica dell’evento: Maurizio Carucci, cantautore genovese ed ex frontman degli Ex-Otago. Senza giri di parole, bisogna ammettere che la sua musica è molto diversa dalle proposte degli altri artisti che si sono esibiti prima e dopo di lui e che è stato un rischio inserirlo nella line-up tra Ditonellapiaga e Cosmo. Alla fine, però, Carucci era di casa, era circondato da persone amiche ed è un artista che fa parte della storia cantautorale genovese. Infine, sentire il pubblico cantare da ogni angolo dell’Arena La nostra pelle e Mare, ha ricordato il legame tra la città e gli Ex-Otago e non c’era modo migliore per urlare che fossimo a casa nostra.

 

carucci balena

 

Dopo la quiete, ecco la tempesta: i Balto. È stata la prima volta che ho sentito il pubblico intonare il coro “se non metti l’ultima, noi non ce ne andiamo” a degli artisti che suonavano in un intermezzo e sul palco secondario. Alla band bolognese è bastata solo mezz’ora per farsi amare dalla gente e per dimostrare il suo potenziale di fronte a una fanbase scatenata e coinvolgente. Inoltre, io amo avere ragione (posso dare la colpa al segno zodiacale dei gemelli?) e per me è stato un orgoglio sentirmi dire dalle mie amiche: “È vero, sono proprio bravi!” Io vi avevo avvisato su queste pagine a gennaio, all’uscita dell’album Forse è giusto così. 

Arriviamo al momento più bello e atteso della serata. Cosmo è di una bravura immensa, un fuoriclasse indiscusso, una persona che lotta e manifesta le sue posizioni politiche e sociali anche quando sono scomode e, soprattutto, è un artista capace di caricare il pubblico in un modo pazzesco. Puoi non conoscere le sue canzoni e può non piacerti il suo genere, ma sentirlo dal vivo è un’esperienza divertente e coinvolgente. L’Arena del mare ballava e cantava sulle note di Tristan Zarra, Animali, Antipop e tanti altri successi di Cosmo che ha cantato insieme a Pan Dan, un’artista che voglio menzionare perché realizza e vende vestiti e accessori originali dentro ai sacchetti del pane e il suo business merita attenzione (e ricordiamo che ha creato degli iconici copri-capezzoli commestibili con la liquirizia). 

Cosmo fa emozionare, fa baciare le coppie in uno slancio di romanticismo, fa divertire e ti fa ballare e liberare il tuo corpo in mezzo alla gente. Ogni giorno siamo circondati da tante persone, dobbiamo muoverci tra potenziali critiche e amarci per quel che siamo senza paranoie sembra un atto rivoluzionario. Il concerto del cantautore e DJ è stato, per me, il significato della libertà: un momento esente da ogni giudizio, in cui anime e corpi difettosi si sono uniti per divertirsi e cantare. E verso il finale, l’artista ha ricordato che nell’antichità non c’era il concetto di tempo che abbiamo oggi, in cui ogni aspetto della nostra vita deve stare dentro a dei ritmi. La musica durava quanto voleva durare, il suo unico limite erano le energie fisiche e mentali. Dopo averci regalato altri grandi successi come L’ultima festa e Sei la mia città, Cosmo ha salutato e ringraziato il pubblico emozionato buttandola in caciara con O calipp te piace, una canzone neomelodica napoletana che alcuni mesi fa era diventata virale sui social network.

Lowtopic ha chiuso la serata facendo ballare chi aveva ancora le forze e il coraggio di sfidare il mal di piedi e le gambe doloranti, ricordando, ancora una volta, il valore intimo e primordiale della musica: unire le persone e farci godere i piccoli e preziosi momenti della vita.

“Via, è ora di andare via/Iniziano a guardarci male/Eppure mi sento da Dio.”


Marta Massardo

foto di Plurale Video

Le Endrigo e la genuinità del cambiamento

Avevamo fatto due chiacchiere con Le Endrigo nel 2019, poco prima dell’Indie Pride Festival.
Due anni dopo la band pubblica l’album Le Endrigo per Garrincha Dischi e ad oggi conta due nuovi singoli, l’ultimo, Uno, Due, è uscito il 1° luglio.

 

L’ultima volta che abbiamo parlato è stato nel 2019 poco prima dell’Indie Pride Festival. Sono passati quasi tre anni e sono successe un sacco di cose. Intanto, come state?

“Alti e bassi come prima, ma per fortuna siamo ancora qui a fare ciò che amiamo.”

 

Nell’occasione dell’Indie Pride Festival avevamo discusso di attivismo contro omotransfobia, bullismo e sessismo. Ci avevate risposto così: “[…] quando non ne parliamo con la musica, lo facciamo sul palco, dal palco, comunicando tra una canzone e l’altra in modo più schietto. Il palco è per noi un riflettore e un momento importante per veicolare questi messaggi.” E non solo dal palco! A marzo dello scorso anno annunciate pubblicamente “Oggi muoiono Gli Endrigo e nascono Le Endrigo”. Qual è stata la spinta verso questo cambiamento? Ci sono state reazioni che non vi sareste aspettati?

“La spinta è nata dopo aver scritto Cose più grandi di te. Finalmente eravamo riusciti a convogliare messaggi a cui tenevamo con una formula che ci piacesse e non ci sembrasse troppo retorica. Sull’onda di questo abbiamo voluto portare ancora più in profondità il concetto, cambiando direttamente il nome alla band. Siamo stati sempre molto convinti una volta deciso di farlo, io personalmente penso che oggi scriverei un manifesto molto diverso, formulato meglio, ma c’era molta genuinità e sincerità e questo ci porta comunque ad esserne fieri. Nessuna reazione imprevista, forse pensavamo sarebbe stato più criticato ma in realtà è stato un piccolo gesto apprezzato dalle persone che volevamo supportare.”

 

Parliamo delle novità di quest’anno! Dopo Un santo, un ricco, un fascio, è uscito il 1° luglio il vostro nuovo singolo Uno, Due, che catapulta l’ascoltatore in una dimensione molto “live” ed elettronica. State sperimentando nuove sonorità?

“In realtà a livello di scrittura stiamo mantenendo più o meno la stessa direzione dell’ultimo album, però in studio stiamo giocando un po’ di più in fase di produzione e quindi sono uscite fuori delle sfumature nuove, cosa che ci rende molto contenti. Sicuramente continueremo in questa direzione, mentre dal vivo per ora tendiamo a tornare all’arrangiamento originale, ma anche qui se in futuro avremo i mezzi saremo molto felici di esplorare con altri strumenti e perché no anche musicisti sul palco.”

 

Questa per voi non è la prima esperienza al Donkey Studio di Medicina (BO). Vi ricordate la prima volta che ci siete entrati? C’è un aneddoto particolare che vi va di raccontarci? 

“La prima volta saremo sicuramente entrati mentre qualcuno che conosciamo stava registrando, ma difficile ricordarsi. Invece ricordiamo bene la prima volta che ci siamo entrati per registrare, due settimane in cui avremo dormito mezz’ora a notte e preso infiniti kg. Una volta rientrati ci sono voluti giorni di sonno per recuperare, mentre i kg sono ancora lì.”

 

Dopo lo stop causato dalla pandemia e dopo la recente esperienza a X-Factor, il vostro approccio alla performance live è cambiato? 

“Abbiamo capito che dobbiamo riscaldare la voce perché siamo invecchiati, per il resto nessun cambiamento clamoroso ma nel nostro piccolo abbiamo provato a diventare più professionali dal punto di vista della preparazione del live. Poi spesso dopo la prima nota va tutto in malora e si torna alla vecchia scuola.”

 

Momento curiosità: come scegliete la scaletta per i concerti? La preparate insieme, di getto o è pensata attentamente?

“Di solito prepariamo una scaletta ipotetica per ogni tour, ad esempio una primaverile e una estiva, giusto per fare in modo che chi torna a vederci non senta gli stessi pezzi. Poi tendiamo a cambiare alcune cose in corsa a seconda della serata, ad esempio se c’è poca gente sotto palco facciamo un pezzo che ci aiuti a fare avvicinare, mentre se va tutto come deve andare ci piace seguire lo snodo che ci siamo prefissati, che appunto è pensato con un criterio di crescendo e calando per poi ricrescere. Questa estate stiamo aggiungendo una cover acustica spesso diversa e mezza improvvisata al momento in caso ci chiedano i bis, oppure se la serata è particolarmente bella finiamo il concerto in mezzo alla gente con la chitarra acustica senza microfoni. In più spesso chiamiamo amici e amiche musicist* delle varie città dove suoniamo per fare qualcosa assieme sul palco. Sono tutte piccole cose per mantenere innanzitutto noi sempre carichi, e in più regalare un po’ di varietà a chi si fa magari più date nello stesso tour, magari pure giorni consecutivi.”

 

Per chiudere, progetti futuri e prossimi live?

“Per i live trovate tutto sul nostro Instagram, per quanto riguarda il futuro abbiamo il solito punto di domanda gigante con una serie di possibili risposte che non vediamo l’ora di darci e darvi.”

 

Cecilia Guerra

Kings Of Convenience @ Teatro Romano

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• Kings Of Convenience •

Teatro Romani (Verona) // 23 Luglio 2022

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]foto di Francesca Garattoni

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TODAYS presenta: TOLAB, dal 26 al 28 agosto tutti gli eventi dedicati a formazione, sostenibilità, innovazione

TORINO

26-27-28 AGOSTO 2022

Per tre giorni opinion maker, giovani artisti, professionisti, istituzioni, giornalisti, produttori di giovani talenti si ritroveranno nella piazza interna semicoperta alla ex fabbrica INCET, fulcro evocativo dell’ex Industria Nazionale Cavi Elettrici Torino, che in questa edizione si conferma quartier generale diurno del festival, sede delle attività educational TOLAB.
Incontri, conferenze, residenze, live poadcast, masterclass, panel, talk e anteprime esclusive, dedicate a chi si muove trasversalmente fra i differenti linguaggi in campo musicale, artistico e sociale, per raccontare storie e scambiarci esperienze in momenti di formazione, discutere sui temi legati all’evoluzione della musica e del gender gap, della tecnologia e di spazi urbani, della sostenibilità e bere responsabile, della cultura e delle professionalità ad essa legate.

La partecipazione è gratuita (fino a esaurimento posti disponibili)
www.todaysfestival.com/to_lab

ex fabbrica INCET
c/o dehors EDIT
Piazza Teresa Noce, 15/A

TORINO GIUNGLA URBANA
in collaborazione con IREN
venerdì 26/8h.15.00

Quali sono i benefici del verde negli spazi urbani?
Parchi, cortili, giardini, sono sufficienti a rendere una città un luogo accogliente e piacevole in cui vivere?
Sappiamo bene quali siano i vantaggi legati alla presenza di vegetazione nel vivere quotidiano, Torino è la città dei lunghi viali alberati, dei bellissimi giardini ma crediamo fortemente che si possa andare oltre: le piante convertono la CO2 in ossigeno, favoriscono la biodiversità, accrescono la sensazione di benessere psico-fisico, offrono cibo e molto altro. E quindi? Più piante ci circondano meglio è.
Proviamo a progettare la città più verde del mondo!
Ospiti: Eugenio In Via Di Gioia, Lifegate, Fridays For Future

SENZA FUTURO
Se nostra nonna fosse viva sarebbe molto difficile spiegarle il nostro lavoro.
venerdì 26/8h.16.00
Il collettivo di design e comunicazione Senza Futuro presenta il nuovo magazine autoprodotto Senza Futuro ‘zine, contenitore editoriale diy basato sull’identità visuale che racconta i processi creativi senza alcun edulcorante.
Attraverso esperienze audio e video live affronteremo il tema della nostalgia, andando ad esplorare la de-personalizzazione e de-realizzazione dell’essere umano. Si parlerà di come l’evocazione nostalgica ha cambiato il web, della connessione tra la nostalgia e la perdita di contatto con la realtà distorta immersi nei contesti di clubbing e festival, di realismo capitalista di Mark Fisher e di spazi architettonici di transizione che raccontano il ritorno ad una casa che non e’ mai esistita.
Ospiti: Edoardo Salviato (Algoritmi), Karin Gavassa (Biennale di Venezia/Castello di Rivoli)

THIS GIRL IS A PRIME MOVER
di e con FEDERICO SACCHI
venerdì 26/8h.17.00

C’è un gender gap nella musica ed il numero di artiste donne all’interno delle line-up dei festival musicali contemporanei, così come nelle prime posizioni dei dischi più venduti non è certo incoraggiante.
Il problema della disparità di genere all’interno della musica è entrato nella conversazione mediatica anni fa, e dei cambiamenti stanno cominciando ad avvenire, seppure la strada da fare sia ancora tanta, ma cosa succedeva nel secolo scorso? Il musicteller nostrano Federico Sacchi ci accompagnerà in un viaggio nella musica tutto al femminile, perché diciamolo una volta per tutte: il ruolo delle autrici nell’evoluzione della musica pop USA è stato fondamentale!
Scopriremo artiste donne straordinarie che hanno saputo emergere in un ambiente profondamente maschilista grazie alla loro tenacia e alla grandezza delle loro opere. Alcune di loro ad un certo punto hanno deciso di interpretare le proprie canzoni creando di fatto la figura della cantautrice come la intendiamo oggi.

Tra le tante, ascolteremo insieme la musica di Jackie de Shannon, Bobby Gentry, Laura Nyro, considerata una delle più grandi cantrici di New York del 900, oltre che attivista e lesbica.
Non le avete mai sentite nominare? Benissimo! Avete un motivo in più per venire ad ascoltare, e vi garantiamo che le loro storie straordinarie vi lasceranno senza fiato, perché occorre conoscere il passato per comprendere il presente e cercare di migliorare il futuro superando ogni barriera di genere.

A CHE PUNTO È LA NOTTE

Dai festival ai club, dai concerti al ballo, la fruizione culturale come antitesi alla “malamovida”?
A cura di Associazione FEA

sabato 27/8 – dalle h. 14.30 alle h.18.00

A che punto è la notte” è un percorso partecipativo innovativo: un laboratorio di idee per costruire con le tante realtà del territorio una visione sul come vivere la notte e l’intrattenimento nel presente e progettando il futuro, ripensando lo spazio pubblico dalla fascia preserale a quella più notturna, facendo coesistere le necessità delle diverse comunità che abitano questo spazio: giovani, residenti, esercenti.

La collaborazione fra operatori culturali, istituzioni, reti associative e rappresentanze dei commercianti deve ambire a una condivisione felice dello spazio città nella fascia notturna.

We wanna be free, we wanna be free to do what we wanna do, and we wanna get loaded and we wanna have a good time. That’s what we’re gonna do, We’re gonna have a good time, we’re gonna have a party.

Primal Scream – Loaded

Produzione artistica e culturale, creatività e libera espressione dei giovani “abitano” lo spazio temporale della notte. “A che punto è la notte” si pone come obiettivo quello di riflettere sul rapporto che l’offerta di programmazione culturale ha con le politiche di contenimento della “malamovida”.

La gestione del fenomeno movida è da tempo attraversato da forti contraddizioni, come credere che la condizione di fruizione del tempo libero notturno sia legittima solo all’interno di spazi di intrattenimento e spettacolo e non come diritto individuale o collettivo e che la mancata individuazione di una qualche forma di contenimento “alternativa” sposti la gestione della movida sul piano della sicurezza.

Queste azioni securitarie in passato hanno agito tenendo come unico riferimento la massa di giovani confinata in specifiche piazze, a discapito di una riflessione sistematica sull’eterogeneità dell’offerta culturale spontanea e sulla dinamica del fenomeno come processo autonomo di spostamento dei giovani, fra i quartieri della movida.

Può la gestione della movida può diventare stimolo per politiche culturali efficaci che puntino su un equilibrato bilanciamento tra sicurezza e luoghi di fruizione culturale e/o aggregativa?

Come valorizzare le esperienze di intrattenimento e programmazione culturale che i tanti operatori della città propongono ai giovani senza che vengano confuse con i comportamenti antisociali legati alla malamovida?

Attraverso il dialogo con sociologi, enti e operatori del settore cercheremo di condividere riflessioni con l’auspicio di tracciare soluzioni alternative alla gestione securitaria della malamovida.

h. 14.30 Introduzione a cura di:
Carlotta Salerno: Assessora Istruzione, Politiche Giovanili, Periferie e Rigenerazione Urbana Città di Torino.

LA NOTTE, OPPORTUNITÀ O REPRESSIONE?
sabato 27/8h.15.00

Dal live al dancefloor, dal festival al club, passando per le piazze della movida la notte può essere vista come opportunità economica, lavorativa, culturale e sociale?

Insieme rifletteremo sullo spazio temporale serale e notturno come elemento dicotomico fra chi la vive come momento di aggregazione, evasione, arricchimento culturale e l’indirizzo sempre più securitario della politica invocato dai residenti.

Modera: Hamilton Santià (autore e giornalista)

Intervengono: Enrico Petrilli (Università Bicocca di Milano), Corrado Nuccini (Ferrara Sotto Le Stelle, rete festival Emilia Romagna), Filippo Camedda (Associazione Murazzi del Po), Giorgio Crana (Cinema Vekkio, Alba), Fabio Lo Cicero (Città di Torino, Divisione Sicurezza – Area Eventi, Coordinamento Tavolo Tecnico Eventi e Manifestazioni).

LA MOVIDA ESPRESSIONE DELLA GENTRIFICATION?
sabato 27/8h.16.00

Da diversi decenni, ormai, le città sono protagoniste di una pianificazione disomogenea tra centro e periferia: i quartieri del centro, occupati dalla “Movida” esplodono di locali di sola somministrazione e dehors, i centri del protagonismo giovanile nelle aree periferiche soffrono una condizione difficile. I dehors gratuiti durante e dopo e fasi più acute della pandemia come valvola di socialità, soprattutto nei quartieri del centro, hanno aumentato l’entropia nella gestione della movida, esacerbato la coabitazione tra giovani in cerca di aggregazione e abitanti dei quartieri.

I club, i festival, i locali e circoli che propongono una programmazione culturale e aggregativa come possono essere protagonisti di una rinascita culturale in antitesi alla malamovida?

Modera: Daniele Signorelli (La Stampa, Wired, Il Tascabile)

Intervengono: Silvia Crivello (Sociologia dell’Ambiente e del Territorio Politecnico di Torino), Luca Beatrice (critico d’arte, curatore e accademico), Consorzio MUV, ARCI Torino, Rete delle Case del quartiere.

NUOVE ISTANZE DI SOCIALITÀ: DIRITTO COLLETTIVO?
sabato 27/8h.17.00

La condizione di fruizione del tempo libero serale è sempre in bilico tra tentativi di normalizzazione e istanze di rivendicazione di socialità, spazi e servizi. La fruizione dello spazio notturno è possibile che sia legittima solo all’interno dei club o cocktail bar e non come diritto individuale o collettivo? Rifletteremo sulla relazione fra lo spazio urbano e le comunità che lo abitano, ne parleremo con i nuovi progetti, collettivi, community e piattaforme che indagano la contemporaneità attraverso linguaggi inediti e stanno incubando la nuova generazioni di talenti.

Modera: Hamilton Santià (autore e giornalista)

Intervengono: CULTO, Radio Banda Larga, Comala Torino, Giampiero Leo (Consigliere di Indirizzo della Fondazione CRT e Coordinatore della Commissione consiliare Cultura)
Showcase di EUGENIO RODONDI e YOSH WHALE

 

 

COMPAGNIA DEI CARAIBI
domenica 28/8h.15.00
Compagnia dei Caraibi, azienda leader del settore beverage e sponsor della manifestazione, organizza un talk dedicato al tema del bere responsabile.

L’azienda nata a Vidracco e nota a livello nazionale ed internazionale è diventata nell’ultimo anno una Società Benefit che ha, tra i suoi obiettivi, anche l’educazione al “bere bene”.Il panel di domenica 28 agosto vedrà la presenza di alcuni professionisti del settore che racconteranno ai presenti qualcosa di più sul mondo degli spirits e daranno alcuni pratici consigli per fa festa, senza esagerare.

ESSERI RECIPROCI
come possono le organizzazioni culturali guidare verso una convivenza sostenibile?
presentato da Imbarchino Torino
domenica 28/8h.16.00
Un talk che coinvolge diverse realtà che in Italia e in Europa sviluppano iniziative culturali in spazi pubblici a stretto contatto con ecosistemi naturali e con l’obiettivo di stimolare una riflessione comune legata ai temi della sostenibilità e della riduzione dell’impatto ambientale derivante dall’organizzazione di eventi, festival e iniziative culturali. Un confronto pratico e culturale tra modelli organizzativi sostenibili che mirano a trasformare le aree naturali urbane in luoghi di incontro, partecipazione e sperimentazione artistica.
Esseri Reciproci coniuga arte, scienza e attivismo per indagare il legame tra spazio urbano e naturale e le relazioni tra comunità e ambiente. Un percorso aperto a diverse discipline per ripensare a nuovi modi di prendersi cura degli spazi, viverli e farli vivere offrendo nuovi luoghi di espressione in dialogo e nel rispetto dell’ambiente.
Ospiti: Spazio Hydro (Biella), Imbarchino (Torino), Opera Festival (Milo, Sicilia), Slow Fest (Francia)

CARTOLINE DALLA SCOZIA
di e con MAURIZIO BLATTO
domenica 28/8h.17.00
Una gloriosa tradizione di pop indipendente fieramente a nord di Londra.
Glasgow al centro del mondo chitarristico, la Postcard Records dei primi anni 80, la letteratura auto indulgente degli Arab Strap, l’intimismo melodico di Belle and Sebastian e l’elettronica indossata all’improvviso dai Primal Scream. Il crooner dellacritica musicale italiana Maurizio Blatto ci condurrà in una inedita narrazione per video e canzoni, un nuovo inno per Scotland the brave.

TODAYS

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BIGLIETTERIA ONLINE

Biglietto singolo ingresso a sPAZIO211: 32 eu + dp
Biglietto singolo ingresso a INCET: 10 eu + dp
Abbonamento 3 giorni (26, 27, 28/8): 95 eu + dp

Apertura porte sPAZIO211: ore 18:00
inizio live: ore 18:30 / fine live: ore 00:00

Apertura porte ex fabbrica INCET: ore 23:00
inizio live: ore 23:00 / fine live: ore 02:00

Prevendite biglietti singoli ed abbonamenti:
https://link.dice.fm/todays2022

GUARDA IL VIDEO TRAILER DI TODAYS 2022
https://vimeo.com/724376143

sPAZIO211 main stage
Parco Sempione, Via Cigna 211 – Torino (It)
(in ordine di apparizione):

VENERDÌ 26 AGOSTO 2022:
GEESE -data unica italiana-
HURRAY FOR THE RIFF RAFF -data unica italiana-
BLACK COUNTRY, NEW ROAD -data unica italiana-
TASH SULTANA

SABATO 27 AGOSTO 2022:
SQUID -data unica italiana-
LOS BITCHOS
MOLCHAT DOMA -data unica italiana-
FKJ -data unica italiana-

DOMENICA 28 AGOSTO 2022:
ARAB STRAP -data unica nord italia-
DIIV -data unica nord italia-
YARD ACT
-data unica nord italia-
PRIMAL SCREAM
-data unica italiana-

ex fabbrica INCET:
Piazza Teresa Noce, 15/A – Torino (It)

VENERDI’ 26 AGOSTO 2022:
VOODOOS AND TABOOS

TAMBURI NERI
ADIEL

SABATO 27 AGOSTO 2022:
SPACERENZO
WHODAMANNY
MYSTIC JUNGLE

DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITÀ AMBIENTALE

TODAYS è il festival dedicato al presente, con lo sguardo rivolto al futuro.
Anche l’edizione 2022 di TOdays rappresenta un punto di svolta sul terreno della sensibilità alle ormai ineludibili sfide ambientali. La Città di Torino, in collaborazione con la Fondazione per la Cultura, ha intrapreso un percorso per rendere più sostenibili i propri eventi, attraverso l’avvio dell’iter di certificazione del sistema di gestione secondo la norma internazionale UNI ISO 20121:2013.

 

Tale percorso ha come finalità quella di promuovere azioni ed attività idonee a rispettare i canoni della sostenibilità ambientale in senso assoluto, dalla pianificazione alla gestione, alla realizzazione e alla valutazione finale degli eventi, in conformità con una policy di sviluppo sostenibile in un contesto di miglioramento continuo e nel rispetto delle tre tematiche di interesse: ambientale, sociale ed economica.

 

L’edizione 2022 di TOdays mira a rafforzare l’impegno del festival nella riduzione del suo impatto sull’ambiente, riducendo gli sprechi, i rifiuti e in genere le emissioni di carbonio, puntando a salvaguardare la biodiversità delle location del festival e ad implementare azioni ancora più ambiziose e in linea con l’Agenzia 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

 

In questo quadro, TODAYS Festival 2022 mira a rafforzare il suo impegno di responsabilità e di agire concreto, per educare, ispirare e motivare ad un nuovo stile di vita più consapevole, responsabile e rispettoso per le generazioni future.

 

Alcune delle azioni implementate, di seguito meglio dettagliate, sono state rese possibili e rafforzate grazie alla preziosa partnership con Iren, un’azienda che condivide con il Festival una visione proiettata al futuro abbracciando il claim “Quel che ci muove oggi è il domani”.

Ognuno può fare la sua parte!

 

LE 15 AZIONI SOSTENIBILITÀ

TODAYS Festival si impegna per realizzare 15 Azioni che coinvolgono tutti gli aspetti chiave della gestione sostenibile degli eventi* (trasporti, acqua, rifiuti/riciclo, energia) con un approccio a 360 gradi.

  • TRASPORTI / MOBILITA’ SOSTENIBILE
    I trasporti hanno un grosso impatto a livello di impronta ecologica dei festival: quasi l’80% delle emissioni totali è causata dai trasporti di pubblico, artisti e staff.

1. Dotazione di un’auto elettrica Nissan Leaf powered by IrenGO a Emissioni ZERO

Attraverso questa collaborazione, si vuole sottolineare ancora di più l’impegno di Iren come azienda attenta alle tematiche green e in particolare alla mobilità sostenibile, andando così a rafforzare le azioni di sostenibilità messe in atto all’interno di Todays Festival 2022. La Vettura, messa a disposizione durante le giornate di Todays, sarà utilizzata per il trasporto cittadino di artisti e production, permettendo così uno spostamento rapido e sostenibile in condizioni di totale sicurezza.

 

2. Monopattini Elettrici Dott con tariffe agevolate per il pubblico che si reca a Todays

Dott è una startup europea attiva nel settore della micro mobilità urbana powered by IrenGo, leader di mercato nel territorio torinese e della città metropolitana. Dott offre un servizio di mobilità elettrica in sharing smart, sostenibile e affidabile grazie ad una gestione interna capillare. In sinergia con Iren, è in grado di ricaricare i mezzi con sola energia proveniente da fonti rinnovabili certificate.
Con il codice speciale TODAYS22, valido per tutta la durata della manifestazione, le prime due corse da 20 minuti saranno gratuite per tutti i nuovi utenti.

  • ACQUA
    Ridurre gli impatti negativi del consumo e spreco di acqua durante gli eventi è una delle sfide più grandi.

3. Installazione di due fontanelle di acqua potabileper il pubblico a Spazio 211.
Anche quest’anno, grazie alla collaborazione con Smat, saranno messi a disposizione del pubblico di Todays punti di acqua filtrata e gratuita, collegati alla rete pubblica cittadina. Le fontanelle di acqua permetteranno di abbattere costi in termini di utilizzo di bottiglie di plastica, di gestione dei rifiuti e dei trasporti degli stessi.

 

4. Dispenser con boccioni di acqua filtrata e refrigerata, a disposizione nei camerini degli artisti e per il personale produzione in SPAZIO211.

  • RIFIUTI – RICICLO
    La gestione dei rifiuti di un evento è uno degli aspetti maggiormente visibile dei suoi effetti negativi sull’ambiente. Il TODAYS Festival appoggia la Gerarchia dei Rifiuti, una serie di modalità da privilegiare per gestire i rifiuti con il minor impatto ambientale possibile ed evitare lo smaltimento indifferenziato in discarica, secondo i principi di: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero di altro tipo, smaltimento.

5. Integrazione e implementazione del numero di contenitori per lo smaltimento delle diverse frazioni di rifiuto e il loro successivo riciclo in collaborazione con AMIAT.

 

6. Predisposizione di isole ecologiche presso le aree spettacolo di Spazio211 e Parco Peccei, con bidoni chiaramente segnalati per la frazione organico, plastica, indifferenziato. All’interno delle aree bar e ristoro interne saranno presenti bidoni chiaramente segnalati per la frazione vetro, lattine e indifferenziato.

  • ENERGIA

7. Utilizzo di luci LED per illuminare tutti e due i palchi del Todays festival per risparmio energetico.

  • RIDUZIONE USO MATERIALI IN PLASTICA

La diffusione di oggetti di plastica di uso quotidiano è il nemico invisibile che permane nell’ambiente per anni, devastando l’ecosistema e contribuendo al global warming. Come già intrapreso dall’edizione 2019, anche Todays 2022 cercherà di contenerne l’uso e favorire l’utilizzo di materiali alternativi e durevoli verso il mono uso.

 

8. In tutti bar e aree ristoro del festival sarà vietato l’uso di cannucce di plastica.

9. Presso i bar di Spazio 211 e di Parco Peccei, sarà effettuata la vendita di bottigliette di acqua in plastica riciclata e riciclabile.

 

10. Utilizzo di piatti e stoviglie compostabili nella zona catering artisti e in tutte le aree ristoro, smaltibili nei cassonetti dell’organico presenti nelle sedi del Festival.

11. In tutti bar saranno utilizzati solamente bicchieri PLA compostabili e smaltibili nei cassonetti dell’organico presenti nelle sedi del Festival.

  • COMUNICAZIONE

Comunicare le scelte portate avanti dal Todays Festival in termini di pianificazione e gestione sostenibile dell’evento, è il modo più efficace per favorire il cambiamento sociale. Condividere la nostra esperienza è il modo migliore per ingaggiare comportamenti virtuosi e responsabili.

 

12. Evidenza alle azioni di sostenibilità sul sito web Todays Festival
13. Piano editoriale Social del festival dedicato alle azioni di sostenibilità.
14. Utilizzo carta certificata EcoLabel per tutto il piano di comunicazione stampato.

  • WORKSHOP E PANEL – ToLAB

15. Talk sulla sostenibilità che accompagnano il pubblico in un percorso alla scoperta di mondi apparentemente distanti e invece tra loro assonanti: l’economia circolare, la musica e la sostenibilità degli eventi culturali, il bere responsabile in collaborazione con COMPAGNIA DEI CARAIBI.

INFO:

email: info@todaysfestival.com // mobile: + 39.349.3172164

UFFICIO STAMPA TODAYS:
Ja.La Media Activities – www.jalamediaactivities.com

laura@jalamediaactivities.com // +39.3397154021

UFFICIO STAMPA CITTA’ DI TORINO:

Luisa Cicero luisa.cicero@comune.torino.it


Ufficio Stampa sPAZIO211: MARIO MARTINI

Un progetto di: CITTA DI TORINO
Realizzato da: FONDAZIONE PER LA CULTURA TORINO
Partner: IREN
Con il sostegno di: FONDAZIONE COMPAGNIA DI SAN PAOLO
Con il contributo di: FONDAZIONE CRT
Sponsor: COMPAGNIA DEI CARAIBI – KOZEL – ROCK BURGER TRUCK – EATALY TORINO LINGOTTO
In collaborazione con: sPAZIO211 – EDIT
Media Partner: ROLLING STONE – RUMORE – RAI RADIO 2 – ONDAROCK – INFINITE JEST – EURORADIO EUROSONIC
Empowered by: DICE.FM
Ideazione e Direzione Artistica: GIANLUCA GOZZI

Mått Mūn “Lux” (Beautiful Losers, 2022)

Note di stelle e beat infiniti attraverso il cosmo musicale di Mått Mūn

Mått Mūn, pseudonimo del padovano Mattia Menegazzo, è un musicista che ha sviluppato il suo percorso come cantante e chitarrista in vari gruppi rock del panorama musicale underground nostrano. L’incontro con Andrea Liuzza che lo porta ad avventurarsi nella carriera solista con il progetto Cosmography del 2019 dove emergono la sua passione per l’astronomia e l’amore della new-wave e la musica cyberpunk anni ’80, con un forte richiamo a gruppi come i Depeche Mode. Con il nuovo progetto Lux, l’artista conferma il suo sguardo rivolto verso una frontiera che trascende la quotidianità, ma non per questo la ignora. Il viaggio ora è verso la luce, vista oppure solo desiderata, in atmosfere spaziali dove i pensieri fluttuano senza peso. 

Il progetto è composto da dieci tracce, tra loro distinte, ma unite dalla sensazione di trovarsi in un flusso cosmico, dove musica e parole si fondono grazie a beat sintetici per diventare un’unica esperienza sonora, senza tradire, però, la voglia di lanciare messaggi verso la Terra. Divine apre l’album con i suoi tratti distintivi di sonorità decise ed elettroniche dove la voce di Mūn acquista forza evocativa che, come una divinità, diventa trascendete e acquista una luminosità che continua in Iridescent, un brano che si avvale non solo di note, ma anche di parole a tratti dilatate come a riprodurre una luminosità diffusa che abbraccia l’ascoltatore. Mentre lo ascolti gli occhi si chiudono senza che te ne accorga, e la mente si apre a luci che forse fanno parte della memoria, oppure la creano partendo dalla sensazione di leggerezza provocata dalla musica stessa. L’impressione è quella di galleggiare nell’aria. Waves ha invece una ritmica più forte e cadenzata, dove il canto “I know what is coming now” diventa un tutt’uno con le onde sonore e in quelle onde, che tu lo voglia o no, ci devi nuotare. Ogni beat si infrange contro l’ascoltatore che si muove tra l’elettronica e una batteria che ad ogni colpo è uno schiaffo sulla pelle, mentre un’eco vocale distorta ci guida verso un vascello spaziale che ci attende in infinite nebulose. Ammetto che mi piace perdermi in questa sensazione di spazio infinito, e gioco con il nome dell’artista che mi ricorda la luna come viene pronunciata in inglese, mentre l’atmosfera rarefatta che abbraccia il progetto si fonde con il beat elettronico che ne caratterizza ogni passo. Scopro che l’album si arricchisce di featuring interessanti come quello con Emilya NdMe in Red Shift oppure con l’esordiente Isevril in Neon Dreams, e Are You Real?, progetto di Liuzza, nell’eterea Soulprism. Nel frattempo, arrivo all’ultima canzone, Cosmic Kiss che saluta l’ascoltatore con suoni dilatati di synth e un canto sussurrato come un bacio rubato, di saluto o di addio, questo sta a noi deciderlo, mentre la melodia da bassa si apre a note alte, a un timbro vocale che diventa sempre più evocativo come una luce che si irradia e viaggia attraversando la nostra anima verso l’universo pieno di colori. 

Come il telescopio spaziale James Webb e le sue immagini che ci hanno fatto vedere le sfumature dell’infinito, Mått Mūn usa la musica per cantarci del cosmo e ce ne fa percepire i suoi colori, le sue infinite sospensioni dove noi nuotiamo nell’aria, e se non possiamo farlo fisicamente, attraverso i suoi suoni possiamo farlo con la mente. Le sue atmosfere sonore attraversano come un raggio di luce, ci trafiggono per poi portarci lontano con loro, e questo che si voglia essere trascinati oppure no. Quando pensi che forse sia il caso di tornare con la testa sulla terra, lui ti chiede di rimanere ancora un po’e di goderti quel momento in ogni sua sfaccettatura. Non sai se vale la pena assentarsi o no quel tanto che basta ad ascoltarlo, ma non sono domande che riesci a farti tanto di cattura, rimane solo una sensazione di morbidezza anche quando madre Terra ti richiama all’ordine. E tu torni con la tua emozione sospesa nel vuoto ancora pieno delle note appena ascoltate.

 

Mått Mūn

Lux

Beautiful Losers

 

Alma Marlia

The Kooks “10 Tracks to Echo in the Dark” (Lonely Cat / AWAL Recordings, 2022)

Il post punk nasce, poeticamente, dalla delusione che la generazione punk provò nei confronti del genere che gridava “No Future” a squarciagola. Quella tanto agognata rivoluzione non ebbe mai davvero luogo e dopo una manciata di anni di furore, del “No Future” rimase solo il “No”. Il post punk prese su di sé la delusione e la disillusione di una generazione che si sentì lasciata sola, abbandonata, e le diede uno spazio tutto suo.

Il sesto disco dei The Kooks nasce da una delusione molto simile, seppur temporalmente dissimile. 10 Tracks To Echo In The Dark è il sesto album della storica indie rock band, un disco molto atteso e che per certi versi supera l’ottimo predecessore Let’s Go Sunshine. Luke Pritchard, frontman della band, rimane molto deluso quando il suo paese, l’Inghilterra, decide di staccarsi dall’Europa attraverso l’arci nota Brexit.
Dopo i tour trionfali di Let’s Go Sunshine, Pritchard e i suoi si rendono conto di essere ormai tra i big e di avere un pubblico che si rinnova automaticamente ma soprattutto di avere un pubblico davvero internazionale, squisitamente europeo. Sapere di vivere in un paese dichiaratosi estraneo rispetto un continente non va a genio a The Kooks, specialmente al frontman, il quale si ritrova a viaggiare spesso nella capitale emerita dell’Europa, Berlino. Non è raro che musicisti, artisti e creativi in generale trovino rifugio nella capitale teutonica ma è proprio li che prende forma 10 Tracks To Echo In The Dark.

Con questo disco la band cerca e trova un sound che si riconosce nel suo essere genuinamente internazionale, europeo, sempre con i piedi ben piantati nell’indie rock. Si respira un’atmosfera cosmopolita, quasi libertina nel disco ma ciò che più stupisce è l’inserimento della parte elettronica che si amalgama gioiosamente con le loro caratteristiche chitarre e ritmiche.

Fin da Connection, la prima traccia, si ode quel qualcosa che ti fa dire “si sono The Kooks, ma c’è qualcosa di nuovo”, da qui poi è tutta discesa.
Piace e colpisce il synth “francese” di Jesse James, rapisce la cavalcata synthpop di Closer ma non poteva mancare il pezzo alla Bowie, Sailing on a Dream che guarda dritto in faccia il Duca Bianco, ricordandoci che anche lui ha vissuto nella mitologica Berlino. Con Modern Days The Kooks tornano ad essere The Kooks ma con una consapevolezza diversa, forse più matura, forse solo più espansa.
25 merita una nota dedicata perché ci avviciniamo a territori cari a gente come Beach House ma con un giro di basso più deciso. I synth tacciono sul finale per lasciare spazio a una ballad che sarebbe un magnifico pezzo di chiusura per una serie Netflix su giovani disadattati e disagiati che alla fine ce la fanno, Without A Doubt.

10 Tracks To Echo In The Dark è in ultima analisi un disco ben fatto, un lavoro che sa guardare davvero il presente per capirlo e farlo proprio. La colonna sonora ideale per una banda di dandy disadatti e disagiati che alla fine ce la fanno.

 

The Kooks

10 Tracks To Echo In The Dark

Lonely Cat / AWAL Recordings

 

Fernando Maistrello

LP @ Auditorium Parco Della Musica

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• LP •

Auditorium Parco Della Musica (Roma) // 22 Luglio 2022

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]foto di Claudia Bianco

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Thurston Moore + Manuel Agnelli @ Balena Festival

Arena del Mare (Genova) // 21 Luglio 2022

 

Che la serata del 21 luglio del Balena Festival di Genova sarebbe stata diversa da quello a cui sono abituata l’ho capito appena varcati i cancelli e vedendo le sedie schierate sotto il palco principale del festival: per una frazione di secondo mi sono sentita portata indietro all’anno scorso, quando le sedie dovevano essere la normalità per qualsiasi concerto. Poi sono tornata alla realtà, allo spettacolo che avrei visto, e ho pensato che tutto sommato, quelle sedie poteva avere la loro ragione di esistere.

Il Balena infatti ha schierato due pezzi da novanta: Thurston Moore – chitarrista dei Sonic Youth – con la sua band prima, e Manuel Agnelli dopo.

A intervallare, Dellacasa Maldive e Cara Calma, alternando cosí in un denso cartellone vecchie glorie e nuove leve. Davanti al palco dove si sono esibiti loro però le sedie non c’erano e infatti sarebbe stato strano il contrario. Giovani ed energiche, le due band hanno accompagnato e fatto ballare la serata più “adulta” (passatemi l’aggettivo) dell’intero festival. 

Ad ogni modo, le sedie avevano ragione di esistere perché i due spettacoli sul palco principale sono stati una forma di rapimento. Osservare le dita di Thurston Moore muoversi come se avessero vita propria lungo la chitarra richiedeva una certa attenzione, oltre a suscitare stupore tra tutti i presenti. Per un’ora abbondante il chitarrista dei Sonic Youth avrà staccato le mani dal suo strumento – maneggiato con la cura con cui si maneggia un oggetto prezioso e allo stesso tempo usato con la gioia di chi sta giocando al proprio gioco preferito – per quelli che saranno stati dieci minuti in tutto, a voler stare larghi. Nessun effetto speciale, nessun abito stravagante: solo lui, la sua band e la musica. 

È stato diverso, ma è stato anche uno Spettacolo (lettera maiuscola voluta), uno di quelli dopo il quale non puoi fare altro che chiederti come sia possibile che esista un talento del genere.

 

20220712 manuelagnelli pistoia letiziamugri 23

 

Anche Manuel Agnelli era accompagnato dalla sua band, una band ringraziata a più riprese. Non a caso, la cosa che mi ha colpito di più probabilmente alla fine di questa serata è stata l’umiltà di cui hanno fatto prova tutti gli artisti presenti: grati della presenza del pubblico, grati per chi ha scelto di accompagnarli sul palco, grati per poter essere semplicemente lí. 

Il concerto è stato un andirivieni tra pezzi recenti e successi degli Afterhours, durante i quali il pubblico ha dimenticato dell’esistenza di quelle sedie sistemate con precisione. Non sono neanche mancati i momenti di contatto con il pubblico: alcuni più didascalici – in primis quello sulla dignità dei “pezzi su commissione” prima di intonare La Profondità degli Abissi, pluripremiata canzone scritta per il film Diabolik – altri più emotivi, come quello che ha preceduto Padania, altri invece genuinamente divertenti, dato che Manuel Agnelli, oltre a dar prova di grande umiltà, si è dimostrato anche incredibilmente autoironico. 

Se Thurston Moore aveva la chitarra, Manuel Agnelli aveva la voce. Ovviamente non è il suo unico strumento (l’affiancamento alla tastierista Beatrice Antolini durante Proci o l’assolo di chitarra verso la fine lo hanno ampiamente dimostrato), ma ieri sera è stata sicuramente il suo asso nella manica. Una voce potente che risuonava in tutto il Porto Antico e al tempo stesso malleabile, tanto da riuscire ad adattarla e a modificarla, fino quasi a sembrare persone diverse, a seconda del pezzo. 

E ieri sera, mentre guardavo il pubblico urlare insieme a lui pezzi come Non si esce vivi dagli anni ’80 o Ballata per la mia piccola iena, ho pensato che se avessi avuto l’età che ho oggi tra gli anni ’90 e l’inizio del 2000, sarei stata una fan sfegatata di quei pezzi lì.


Francesca Di Salvatore

foto di copertina Roberto Mazza Antonov
foto nel testo Letizia Mugri

Tre Domande a: Giacomo Riggi

Come e quando è nato questo progetto?

Direi che dopo qualche tempo che non facevo uscire qualcosa di veramente nuovo mi è tornata la voglia di mettere insieme alcuni brani per un nuovo disco, come il semplice desiderio di tornare in studio per condividere la mia musica con amici musicisti e raccogliere quindi una serie di composizioni che mi stavano a cuore. In particolare canzoni in questo caso, dove la grande novità sta nel fatto di essermi “esposto” con canzoni in lingua italiana per la prima volta. Alcuni di questi brani, come Desperate Call, Climb Your Ladder e Delicate Speranze sono nati durante un periodo su una nave da crociera, ho voluto mettermi alla prova, cercando di scrivere un brano al giorno per 24 giorni in tutte le tonalità, da questa sfida sono nate alcune composizioni delle quali sono molto soddisfatto. Una volta tornato in Italia ho appunto deciso di raccogliere queste idee e di farne un disco.

 

Cosa vorresti far arrivare a chi ti ascolta?

Questa è una domanda interessante! Vorrei arrivasse la verità prima di tutto, la verità nel senso che per quanto mi riguarda so benissimo che tutto quello che scrivo è si pensato ovviamente ma è soprattutto il risultato di ciò che sono e di quello che ho dentro. Mi piacerebbe tanto quindi che si percepisse la sincerità con la quale scrivo e mi metto in gioco. Ognuno sentirà cose diverse e questo è anche il bello della musica, 11Windows è un disco fatto di tante cose diverse, questo probabilmente metterà in crisi qualcuno durante l’ascolto, e da un lato questo mi piace. Mi piace che alla fine qualcuno dica: “Ma chi è lui? Dove lo colloco?” Non mi pongo più l’obiettivo di trovare una mia identità, la mia identità sono diverse identità.

 

Progetti futuri?

I progetti futuri sono tanti in realtà, sicuramente terminare di scrivere la mia terza operetta orchestrale per ragazzi sperando di portarla in scena presto, portare in giro 11Windows per farlo conoscere a quante più persone possibili, continuare a studiare a mantenere attive le mie attuali collaborazioni musicali e prendermi cura dell’Agriturismo di famiglia, un luogo meraviglioso nelle campagne Toscane che vorrei fosse scenario di eventi ancora più di adesso.

Fantastic Negrito @ Fiesole

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• Fantastic Negrito •

Teatro Romano (Fiesole) // 20 Luglio 2022

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foto di Letizia Mugri

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