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Nada @ Locomotiv Club

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• Nada •

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Locomotiv Club (Bologna) // 16 Dicembre 2022

 

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Tre Domande a: Bengala Fire

Come state vivendo questi tempi così difficili per il mondo della musica?

Ciaooooooo! Sono tempi bui, sì, ma anche tempi di giganti possibilità. Siamo tutti nostalgici del cd, così come del vinile i nostri predecessori, alcuni di noi rimpiangono persino i torrent… MA, ed è un grosso ma, Spotify e company sono ineluttabili realtà. Non solo, sono comodissime, accessibili a tutti, e offrono delle opportunità inedite, prendete per esempio i canvas (i mini video che in loop accompagnano i brani), o l’home page dell’artista, in cui trovate biografia, foto, prossimi concerti ecc. Pensiamo che il futuro della discografia parta da qui, da una sorta di “ipertestualità” della musica, dal creare un mondo – facilmente accessibile – attorno alle canzoni. Poi siamo tutti d’accordo che, assieme alla comodità, venga anche la superficialità, ma non possiamo biasimarla più di tanto, siamo convinti che se un disco o un pezzo ti piace, lo ascolterai con pazienza e attenzione, che sia in vinile o nel metaverso.

 

Cosa vorreste far arrivare a chi vi ascolta?

Ne parlavamo tra noi giusto qualche giorno fa. La domanda aveva assunto un po’ la forma del “Chi vorremmo essere per il pubblico, e per quale pubblico?”. E le risposte andavano per esempi, tipo “La nuova bandiera del rock alternativo italiano”, piuttosto che “i nuovi Verdena/Arctic Monkeys/Beatles” e chi più ne ha più ne metta. Ma, in tutta onestà, sono sciocchezze. Un artista /compositore/performer deve (nell’accezione di “must” e non di “have to”) contentare prima di tutto se stesso. Una canzone, un disco, uno show, una creatività x devono far godere chi le ha create, vuoi per gusto, per emozione o anche solo per soddisfazione. Lo si fa per sé, attraverso ciò che presuntuosamente chiamiamo arte, che si declina nella forma che a ognuno più si addice (suono, parole, immagini, esperienze..). Dopodiché, naturalmente, viene la cura per i destinatari, e ci si fanno mille domande, tutte importanti, perché non saremmo niente senza gli altri, come il famoso albero che cade in una foresta disabitata, senza nessuno che lo possa sentire e decretare caduto.

 

Quanto puntate sui social per far conoscere il vostro lavoro?

Lo ammettiamo, siamo delle mezze pippe nei social…
Il discorso pressappoco potrebbe essere lo stesso della domanda precedente: cioè che il nostro modo di usare i social dovrebbe contentare prima di tutto noi stessi. Però non è altrettanto facile che nella musica, almeno per noi. Ci sono dei periodi in cui ci impegniamo molto, su Instagram soprattutto, ed è molto soddisfacente, ma toglie anche un sacco di tempo ed energie. I social offrono enormi possibilità, un po’ come Spotify ecc (vedi domanda 1), ma sinceramente dobbiamo ancora capire come usarle bene. Ogni consiglio è ben accetto, se volete mandarcene qualcuno!

VEZ5_2022: Alberto Adustini

A dicembre scorso, mentre pubblicavamo per il secondo anno di fila le personali top 5 della redazione e degli amici di VEZ, ci eravamo augurati come buon proposito per l’anno nuovo di tornare il prima possibile e in modo più normale possibile ad ascoltare la musica nel suo habitat naturale: sotto palco.
Nel 2022 tutto sommato possiamo dire di esserci riusciti, tra palazzetti di nuovo pieni e festival estivi senza né sedie né distanziamenti. Però ormai ci siamo affezionati a questo format-resoconto per tirare le somme, quindi ecco anche quest’anno le VEZ5 per i dischi del 2022.

 

Black Country New Road Ants From Up There

Dall’esordio, altrettanto clamoroso, più orientato verso il post rock, la band inglese rimescola tutto e ci consegna uno dei dischi più emotivamente coinvolgenti e musicalmente interessanti dell’anno. La dipartita (speriamo temporanea) del cantante e chitarrista Isaac Wood rende Ants From Up There un lascito di valore ancora maggiore se possibile.

Traccia da non perdere: Snow Globes

 

Kae Tempest The Line Is A Curve

Un disco di spoken word che raggiunge livelli di intimità e poesia abbacinanti, nel quale attualità e introspezione convivono in maniera quasi magica. Un lavoro che mostra un’assoluta urgenza di raccontare e raccontarsi. 

Traccia da non perdere: Grace

 

Birds in Row Gris Klein

Terzetto francese, i cui componenti (B., J. e Q.) con questo Gris Klein ci regalano uno dei migliori dischi post hardcore da molti anni a questa parte. Violentissimo e super raccomandato.

Traccia da non perdere: Trompe l’Oeil

 

Vieri Cervelli Montel I

Una folgorazione autentica questo I, un disco che avanza per sottrazioni, per sussurri e bisbigli, tra racconti autobiografici e ricordi per un cantautorato poetico e minimale.

Traccia da non perdere: Primo

 

Cassels A Gut Feeling

Due fratelli inglesi, chitarra e batteria, la ferocia del post hardcore, le ritmiche sghembe del math rock, un disco pieno di idee, creatività e sana cagnara.

Traccia da non perdere: Mr. Henderson Coughs 

 

Honorable mentions 

Pinegrove 11:11 – Ritornati alla grandissima e Orange è la canzone più bella del 2022 e you can’t change my mind mi dispiace.

Mario Pigozzo Favero Mi commuovo, se vuoi – Si mette in proprio una delle figure fondamentali dell’indie italiano con una gemma cantautorale che cresce esponenzialmente con gli ascolti.

Micah P. Hinson I Lie To You – Il cantautore americano piazza il colpo di coda di questo 2022. Un disco intenso ed implacabile, bellissimo. Bentornato Micah.

 

Alberto Adustini

LA TERZA STAGIONE DI INDIE JUNGLE Un viaggio nella musica dal vivo con 12 concerti SABATO 17 DICEMBRE: PROTAGONISTA HU

SKY ARTE PRESENTA:

LA TERZA STAGIONE DI

INDIE JUNGLE

Un viaggio nella musica dal vivo con 12 concerti

SABATO 17 DICEMBRE: PROTAGONISTA HU

 

IN ONDA OGNI SABATO ALLE 20.10 SU SKY ARTE

IN STREAMING SU NOW E ON DEMAND

CIASCUN LIVE SARÀ INOLTRE DISPONIBILE PER TUTTI SUL SITO DI SKY ARTE PER UNA SETTIMANA

La nuova stagione di INDIE JUNGLE libera la musica in TV.

Prosegue l’appuntamento settimanale con il programma di approfondimento musicale che propone 12 puntate monografiche per altrettanti concerti dedicati al pubblico televisivo.

HU è la protagonista della nuova puntata di INDIE JUNGLE, in onda sabato 17 dicembre alle ore 20.10 su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) e disponibile in streaming su NOW e on demand.

HU, al secolo Federica Ferracuti, è una cantante, producer e polistrumentista Italiana che con la sua musica prova a riportare in Italia le correnti europee dell’elettronica da club, arricchendola con una veste “pop”. Nel 2020 partecipa all’edizione di AmaSanremo con “Occhi Niagara”, brano con cui cattura l’attenzione degli addetti ai lavori e del pubblico. Nell’autunno 2021, dopo aver calcato alcuni dei più grandi palchi sia come artista solista, sia come polistrumentista nel ‘Fortuna Tour’ di Emma Marrone, è sulla copertina di ‘Radar’, la playlist di Spotifyche dà rilievo ai migliori artisti emergenti, divenendo poi anche testimonial della campagna ‘Claim Your Space’, sempre a cura della piattaforma. Nel febbraio 2022 è in gara al Festival di Sanremo affianco a Highsnob con il brano “Abbi cura di te”, che la consacra tra le promesse della musica italiana.

In attesa della puntata che vede protagonista HU è disponibile per tutta la settimana in streaming gratuito per tutti su https://arte.sky.it/ la puntata precedente dedicata a Giovanni Truppi.

Non mancano inoltre le sorprese di fine anno: il format,infatti, riprenderà con gli ultimi 2 episodi di stagione il 7 e il 14 gennaio 2023 con protagonisti Dutch Nazari e Rancore, ma non mancherà di regalare prima una puntata speciale al pubblico del canale, con un appuntamento eccezionale in programma il prossimo 31 dicembre, tutto da vivere.

INDIE JUNGLE – IL PROGRAMMA

Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno visto raccontare la musica e la storia artistica di alcuni tra i nomi più rappresentativi della scena musicale contemporanea, e dopo la speciale parentesi live con “Indie Jungle Fest” al Lido di Venezia presso l’aeroporto Nicelli durante le giornate della 79ª Mostra del Cinema, è partita la terza stagione del format televisivo dedicato al mondo dei live che propone sullo schermo l’esperienza immersiva di un intero concerto dal vivo.

Il programma, prodotto da ERMA PICTURES in collaborazione con Sky Arte, è in onda da sabato 15 ottobre alle ore 20.10 su Sky Arte, disponibile anche in streaming su NOW e on demand. Ogni puntata sarà inoltre visibile in streaming gratuito per tutti su https://arte.sky.it/ per tutta la settimana successiva alla messa in onda.

Protagonisti della nuova stagione di INDIE JUNGLE sono:DITONELLAPIAGA, GIORGIO POI, WILLIE PEYOTE, STUDIO MURENA, LAILA AL HABASH, MOBRICI, FRANCO 126, BARTOLINI, GIOVANNI TRUPPI, HU, DUTCH NAZARI, RANCORE.

Fin dalla prima stagione, Indie Jungle si è distinto nel panorama televisivo italiano per la novità della proposta e per le peculiarità del format che vede per la prima volta sullo schermo gli autori della musica attuale italiana raccontarsi in speciali interviste ed esibirsi in esclusive live session, attraverso un accurato ritratto che rende le puntate dei veri e propri mini documentari. Il tutto corredato anche da materiali di repertorio, con foto e video spesso inediti.

Come da tradizione, anche le nuove puntate ci accompagneranno alla scoperta di alcuni tra i principali autori del panorama attuale, introducendo un importante cambio di studio e di allestimento: i live, infatti, quest’anno hanno trovato casa presso lo storico Teatro 1 di Cinecittà, con una scenografia inedita e suggestiva rappresentata da un’enorme gabbia esplosa che “libera” idealmente le performance e il racconto degli artisti coinvolti.

Con 12 nuove puntate e nuovi artisti, INDIE JUNGLE si conferma uno speciale appuntamento con la musica dal vivo in uno spazio, sempre inedito e coinvolgente, interamente dedicato al grande pubblico televisivo.

Protagonisti della prime due stagioni sono stati FrahQuintale, Fulminacci, Calibro 35, Coma Cose, La Rappresentante di Lista, Gazzelle, Ghemon, Eugenio in via di Gioia, Colapesce e Dimartino, Selton, Lucio Corsi, Lucio Leoni, Ministri, Motta, Joan Thiele, Fast Animals and Slow Kids, Myss Keta, Francesco Bianconi, Melancholia, Tutti Fenomeni, NAIP, Vasco Bondi, Margherita Vicario.  

INDIE JUNGLE è un programma scritto da Max De Carolis e Fabio Luzietti e prodotto da ERMA PICTURES in collaborazione con Sky Arte. In onda dal 15 ottobre su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) e disponibile in streaming su NOW e on demand. Ogni puntata sarà inoltre visibile in streaming gratuito per tutti sul sito di Sky Arte https://arte.sky.it/ per tutta la settimana successiva alla messa in onda.

Tutti i concerti sono stati registrati in studio presso il Teatro 1 di Cinecittà a Roma.

CALENDARIO PUNTATE TERZA STAGIONE

15 Ottobre 2022 Ditonellapiaga

22 Ottobre 2022 Giorgio Poi

29 Ottobre 2022 Willie Peyote

05 Novembre 2022 Studio Murena

12 Novembre 2022 Laila Al Habash

19 Novembre 2022 Mobrici

26 Novembre 2022 Franco 126

03 Dicembre 2022 Bartolini

10 Dicembre 2022 Giovanni Truppi

17 Dicembre 2022 Hu

07 Gennaio 2023 Dutch Nazari

14 Gennaio 2023 Rancore

Against The Current @ Legend Club

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• Against The Current •

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Legend Club (Milano) // 14 Dicembre 2022

 

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VEZ5_2022: Alessandra D’aloise

A dicembre scorso, mentre pubblicavamo per il secondo anno di fila le personali top 5 della redazione e degli amici di VEZ, ci eravamo augurati come buon proposito per l’anno nuovo di tornare il prima possibile e in modo più normale possibile ad ascoltare la musica nel suo habitat naturale: sotto palco.
Nel 2022 tutto sommato possiamo dire di esserci riusciti, tra palazzetti di nuovo pieni e festival estivi senza né sedie né distanziamenti. Però ormai ci siamo affezionati a questo format-resoconto per tirare le somme, quindi ecco anche quest’anno le VEZ5 per i dischi del 2022.

 

Viagra Boys Cave World

Probabilmente sarò ripetitiva, perché ogni volta che c’è una classifica da fare li inserisco sempre, ma al cuor non si comanda, e tra me e i Viagra Boys è amore vero. Terzo disco per la band di Stoccolma capitanata da Sebastian Murphy e anche stavolta per me è un grande, gigantesco, sì. Chitarre rumorose, ironia pungente e quella classica aria strafottente di ogni band punk che si rispetti.

Traccia da non perdere: Troglodyte

 

Wet Leg Wet Leg

Album d’esordio per questo talentuosissimo duo britannico, che in poco tempo ha scalato le classifiche mondiali ed è stato prodotto nientepopodimeno che dalla Domino. Testi irriverenti e sarcastici accompagnati da riff di chitarre incalzanti che non puoi fare a meno di canticchiarli per giorni e giorni.

Traccia da non perdere: Ur Mum

 

CLAMM Care

Dopo un anno dal loro debutto, questa chiassosa band australiana torna a far parlare di sé. Quindici brani veloci e furenti, dove traspare tutta l’ansia dei tempi attuali, tra pandemia e cambiamenti climatici. Consigliato a chi piace fare headbanging in cameretta o in macchina verso il lavoro.

Traccia da non perdere: Monday

 

Beach House Once Twice Melody

Un’opera musicale di ben 18 brani, suddivisa in quattro album pubblicati a circa un mese di distanza l’uno dall’altro. Un lunghissimo sogno psichedelico, ma mai ripetitivo. I Beach House dimostrano ancora una volta di saper giocare sapientemente con synth, chitarre elettriche e acustiche, creando quel suono vellutato ed onirico tipico della band.

Traccia da non perdere: Hurts to Love 

 

Crack Cloud Tough Baby

Il collettivo americano nato da un gruppo di aiuto per uscire dalle dipendenze, ha prodotto un disco decisamente fuori dall’ordinario. Le loro origini post punk si sentono ancora, ma ogni brano ha vita a sé, ricchi di influenze post rock passando dal trip hop fino al gospel. Una sorpresa continua.

Traccia da non perdere: Costly Engineered Illusion

 

 

 

Alessandra D’aloise

VEZ5_2022: Marta Massardo

A dicembre scorso, mentre pubblicavamo per il secondo anno di fila le personali top 5 della redazione e degli amici di VEZ, ci eravamo augurati come buon proposito per l’anno nuovo di tornare il prima possibile e in modo più normale possibile ad ascoltare la musica nel suo habitat naturale: sotto palco.
Nel 2022 tutto sommato possiamo dire di esserci riusciti, tra palazzetti di nuovo pieni e festival estivi senza né sedie né distanziamenti. Però ormai ci siamo affezionati a questo format-resoconto per tirare le somme, quindi ecco anche quest’anno le VEZ5 per i dischi del 2022.

 

Cara Calma Gossip!

Per me è passata un’eternità dall’inizio del 2022 e mi sembra di potermi separare dal mio corpo e osservare i miei primi mesi dell’anno da spettatrice esterna. Un periodo strano e determinante, che ho vissuto sulle note dei Cara Calma, una colonna sonora che si è presentata al tramonto del 2021 e mi accompagna ancora adesso. È stato come tornare ai miei quindici anni e camminare per le vie del centro con i My Chemical Romance nelle cuffie: un dolore velato e quasi romantico. Mi servono gli schiaffi in faccia, sempre. 

Traccia da non perdere: Consumarci

 

Balto Forse È Giusto Così

È nella mia lista per il percorso personale che ho affrontato da quando ho recensito l’album su queste pagine a oggi. Avevo scritto: “Poi i primi anni di lavoro irrompono con le loro difficoltà e ci chiediamo quando scompariranno l’angoscia e il senso di inadeguatezza […]” Adesso mi sento molto vicina alla risposta e capisco che le emozioni che vorrei mi stanno cercando e devo farmi trovare.

Traccia da non perdere: I tuoi vent’anni

 

Ministri Giuramenti

Non c’è molto da dire: finché uscirà un album dei Ministri, ci saranno altissime probabilità che io vi dica di ascoltarlo, perché la musica è anche uno strumento di lotta politica e sociale.

Traccia da non perdere: Numeri

 

Editors EBM

È un album che unisce diverse generazioni, eterno come lo stile degli Editors ed è una consapevolezza che si è consolidata dopo essere stata al loro concerto al Balena Festival di Genova. Quando ho bisogno di sentirmi a casa e riconoscermi anche nella totalizzante frenesia quotidiana, so che l’indie rock britannico mi accoglierà sempre.

Traccia da non perdere: Heart Attack

 

Elephant Brain Canzoni da Odiare

Lo ammetto: sono entrata in un loop tremendo da cui non riesco a uscire. Canto a squarciagola la scena rock alternativa italiana perché sono del segno dei gemelli, ho le fisse periodiche e non riesco a dosarmi. E perché vorrei urlare al mondo che c’è molto di meglio dell’aura snob dell’indie italiano del 2016 (altrimenti chiamata Completamente Sold Out dei Thegiornalisti), che non si addice più alla mia personalità. Chissà cosa si direbbero i miei “Spotify wrapped” degli ultimi anni se si potessero parlare tra di loro. Forse ho bisogno di essere salvata, ma è anche vero che il 2022 non mi ha completamente soddisfatta nelle novità musicali. A ogni modo, gli Elephant Brain sono davvero forti e sono di Perugia come i Fast Animals And Slow Kids: speriamo che porti fortuna.

Traccia da non perdere: Calamite

 

Marta Massardo

VEZ5_2022: Francesca Di Salvatore

A dicembre scorso, mentre pubblicavamo per il secondo anno di fila le personali top 5 della redazione e degli amici di VEZ, ci eravamo augurati come buon proposito per l’anno nuovo di tornare il prima possibile e in modo più normale possibile ad ascoltare la musica nel suo habitat naturale: sotto palco.
Nel 2022 tutto sommato possiamo dire di esserci riusciti, tra palazzetti di nuovo pieni e festival estivi senza né sedie né distanziamenti. Però ormai ci siamo affezionati a questo format-resoconto per tirare le somme, quindi ecco anche quest’anno le VEZ5 per i dischi del 2022.

 

Cara Calma Gossip!

Terzo album e terzo strike di fila per la band bresciana che, per quanto mi riguarda, non sbaglia un colpo e continua a essere uno dei gruppi più interessanti della scena rock nostrana. Visti live durante il loro tour estivo, l’energia del disco trova il suo habitat naturale nei concerti dal vivo e loro si confermano animali da palco. 

Traccia da non perdere: Kernel

 

Rancore Xenoverso

Quattro anni dopo Musica per Bambini e con una partecipazione a Sanremo nel frattempo, Rancore pubblica un concept album che potrebbe tranquillamente essere una via di mezzo tra un romanzo di formazione e uno di fantascienza. Il suo rap diventa sempre più raffinato e curato e di canzone in canzone, un po’ come di capitolo in capitolo, noi che ascoltiamo ci addentriamo sempre di più in questo mondo futuristico, dove si può viaggiare tra i mondi e nel tempo. 

Traccia da non perdere: Le Rime (Gara tra 507 Parole)

 

Stromae Multitude

Se non erano dieci anni che Stromae non faceva uscire niente di nuovo, poco mancava. E per fortuna questi nove anni di distanza da Racine Carrée non l’hanno minimamente scalfito. Stromae è tornato con un album perfetto sia per ballare a una festa in casa sia per piangere, dipende se preferite prestare maggiore attenzione alla musica o al testo. Non mi aspettavo niente di meno.

Traccia da non perdere: Santé

 

Imagine Dragons Mercury – Act 2

Dopo un Mercury – Act 1 uscito lo scorso anno senza infamia e senza lode, il secondo atto risolleva le sorti di questo lavoro da 32 canzoni in tutto pubblicate su due anni.
Mercury – Act 2, pur mantenendo le sonorità più radiofoniche a cui ci hanno abituato negli ultimi anni, ricorda almeno in parte i loro dischi precedenti e a cui sono estremamente affezionata, essendo stata la band che mi ha fatto avvicinare in modo più strutturato alla musica. 

Traccia da non perdere: Higher Ground 

 

Taylor Swift Midnights

L’album che mi ha stupito di più quest’anno, se lo mettiamo in relazione alle mie aspettative pressoché inesistenti. Un album intimo e sincero che riprende temi e sonorità da quell’indie pop ormai sdoganato dalla scena internazionale. Il duo con Lana Del Rey in Snow on the Beach ha fatto prepotentemente risvegliate la quattordicenne che alberga nascosta dentro di me.

Traccia da non perdere: Anti-Hero 

 

Honorable mentions 

Pinguini Tattici Nucleari Dentista Croazia – Un bellissimo ritorno alle origini.

Gazebo Penguins Nubifragio – Un fulmine a ciel sereno, un ritorno inaspettato. Canzone meravigliosa.

Francesca Michielin Bonsoir – Una bellissima lettera d’amore.

Imagine Dragons Love Of Mine – Il 2022 è stato il decennale del loro primo LP, Night Visions, quindi la band ci ha regalato tutte quelle canzoni che non erano rientrate nella prima versione. Vince il premio “Viale dei Ricordi”.

La Rappresentante Di Lista Ciao Ciao – La mia personale vincitrice di Sanremo 2022 e non accetto alternative.

 

Francesca Di Salvatore

Tre Domande a: Deut

Ci sono degli artisti in particolare che influenzano il tuo modo di fare musica o a cui ti ispiri?

C’è un intero mondo musicale che seleziono e cerco di ampliare o confinare a seconda dei periodi, che spazia dal folk popolare alla musica elettronica, dal progressive rock al metal fino ai compositori classici contemporanei. Durante la scrittura di From the Other Hemisphere ho ascoltato musicisti lontani da me come Little Simz, Anderson.Paak e Black Thought, grazie ai quali ho ragionato molto sulla ripetizione e sul sampling. Con altri musicisti ho scoperto il click and cuts, ma non credo sia nemmeno una tecnica. Ho usato i dischi di Nick Drake come tranquillante, mangiato tutta la produzione dei War On Drugs e degli Arcade Fire perché adoro la loro scrittura. Dal folk e dalla psichedelia turca nominerei i Karagunes e gli Altin Gün con cui imparo e ripasso scale orientali, la polifonia, i controcanti e i tempi sbilenchi.
Citerei Sam Fender, The Building, Hania Rani e Model Man, tutti diversi tra loro ma capaci di suggerire atmosfere rarefatte. Ho trovato la leggerezza nel city pop di Tatsuro Yamashita e ascoltato la saggezza di Francis Bebey. Ultimamente le mie orecchie si sono poggiate su Dan Mangan e sul duo Svaneborg Kardib. In linea di massima sono attratto e ispirato da tutto ciò che mi è diverso perché aiuta ad allontanarmi dal luogo interiore da cui attingo le idee e soprattutto da me stesso.

 

Progetti futuri? 

Mi piacerebbe dedicarmi ad una nuova ricerca sonora e ad un nuovo lavoro musicale, continuare campionare suoni, lavorare su cose minimali con strumenti analogici. Anche in privato, senza velleità, senza il limite della struttura canzone… ma soprattutto dal vivo e non rinchiuso in casa con le cuffie. Mi piacerebbe avere qualche compagno/a musicale per creare insieme brani strumentali anche solo per il piacere di farlo. Sarebbe bello ricevere qualche proposta di collaborazione, giusto per uscire dal tracciato e sperimentare cose nuove.

 

Qual è la cosa che ami di più del fare musica?

Mi piace quando mi libero dell’urgenza. Mi è capitato non di rado di scappare verso casa con tutti gli strumenti che mi suonano in testa nello stesso momento, buttare giù le parti come appunti veloci e vedere un brano nascere. Mi piace la spontaneità con la quale arrivano le idee nella testa, il tormento che può darti una melodia. Amo le sovraincisioni, gli strati, lavorare sugli errori e sul caso… campionare suoni e inserirli nell’arrangiamento, strafare e poi magari ripulire. Dare un pizzico di senso al turbinio creativo per poi poterlo esprimere. Comunicarlo agli altri è potentissimo, quando accade è come se si suonasse insieme.

Alborosie & Shengen Clan @ Hiroshima Mon Amour

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• Alborosie & Shengen Clan •

Estragon Club (Bologna) // 10 Dicembre 2022

Hiroshima Mon Amour (Torino) // 11 Dicembre 2022

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Non avevo idea dell’aspetto dell’ascoltatore medio di Alborosie o di che atmosfera si sarebbe creata per un concerto reggae, con chi avrei incrociato lo sguardo, come mi sarei trovato ieri sera entrando all’Estragon Club di Bologna. Appena varcata la soglia già suonavano dalle casse Bob Marley, Peter Tosh, qualcosa di registrato dello stesso Alborosie e, appena ho visto che la gente già si permetteva un piccolo balletto o scuoteva la testa sopra quelle fantastiche strumentali reggae e dancehall, mi sono sentito a casa. Non potrei descrivere meglio l’atmosfera se non con la parola mellow, che in inglese significa, in linea di massima, qualcosa di caldo, suadente, tranquillo. Ecco, sarà stata la gente incredibilmente calma, le luci che illuminavano con i tipici verde, giallo e rosso della bandiera rasta o la musica reggae che, piaccia o meno, regala sempre calma e serenità, ma l’ambiente era esattamente così: confortevole, accogliente, calmo. 

La band e il cantante hanno iniziato senza presentazione, qualcuno sventolava una bandiera della Giamaica. Il gruppo, composto da due chitarristi, un bassista, batterista e due voci di supporto, presenta un’ottima capacità tecnica e riesce ad incanalare tutta la spiritualità della musica reggae attraverso le note emesse dagli strumenti. Alborosie, sul palco, rappresenta l’essenza di un vero rastaman: si muove, salta, fa ballare i lunghi dreadlocks assieme a lui. Purtroppo il pubblico era un po’ spento, in pochi cantavano o rispondevano all’artista, ma sono stato piacevolmente colpito nel notare come nessuno riuscisse a rimanere fermo: la maggior parte delle persone stava ballando o si scuoteva a ritmo del basso e della batteria. Non sono mancate sorprese o piccole chicche, come qualche assolo del bassista e l’entrata sul palco del giovane rapper Laioung, che ha cantanto anche il ritornello della sua canzone Giovane Giovane. Alborosie durante il concerto non ha parlato molto, poiché, per sua stessa ammissione, preferisce lasciar parlare le canzoni, ma durante un piccolo stacco fra una canzone e l’altra ha preso qualche minuto per dire che abbiamo bisogno, oggi più che mai, di musica reggae informativa, politica e positiva. A suo dire siamo schiacciati dalla situazione politica e sociale a tal punto da diventare dei filtri. Notevole anche un secondo piccolo discorso dove elogia le donne, definendole più importanti in quanto punto cardine della società e figura più emotivamente forte e tollerante.

Finito il concerto avevo voglia di fare un salto a Kingston Town, perché è questo che lasciano Alborosie e la sua band quando suonano: il profumo di Giamaica, il profumo di libertà e amore che lascia sulla pelle la cultura rasta.

Riccardo Rinaldini (Bologna)

 

Foto di Diego Bianchi (Torino)[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”27295″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”27303″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”27302″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”27301″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”27300″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”27294″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”27297″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”27299″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”27293″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”27298″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”27304″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Grazie a BPM Concerti e Astarte Agency
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VEZ5_2022: Alma Marlia

A dicembre scorso, mentre pubblicavamo per il secondo anno di fila le personali top 5 della redazione e degli amici di VEZ, ci eravamo augurati come buon proposito per l’anno nuovo di tornare il prima possibile e in modo più normale possibile ad ascoltare la musica nel suo habitat naturale: sotto palco.
Nel 2022 tutto sommato possiamo dire di esserci riusciti, tra palazzetti di nuovo pieni e festival estivi senza né sedie né distanziamenti. Però ormai ci siamo affezionati a questo format-resoconto per tirare le somme, quindi ecco anche quest’anno le VEZ5 per i dischi del 2022.

 

Benjamin Clementine And I Have Been

Un pianoforte per negare le proprie radici, una voce per ricordare le proprie origini. Vivere una relazione di amore-odio con noi stessi, perché ciò che siamo diventati porterà sempre le tracce di ciò che siamo stati. Trasformare questa sensazione in arte, farne musica è un destino inevitabile.

Traccia da non perdere: Genesis

 

Auge In Purgatorio

Il rock italiano esiste e può essere spietato. Nove brani per parlare di profondità dell’anima, una musica che non rimargina, ma apre ferite. Una chitarra elettrica che taglia le pieghe della pelle, un basso potente che scava in profondità e una voce che ha il coraggio di guardare dentro l’abisso e da gemito di dolore si trasforma in grido di liberazione.

Traccia da non perdere: Tu Sei Me

 

The White Buffalo Year of the Dark Horse

Come il cavallo del titolo, il progetto si muove libero sfuggendo a interpretazioni e definizioni muovendosi tra stili e atmosfere diverse, per soffermarsi, poi, su note intime e paesaggi musicali dolci e familiari. Un piccolo necessario stato di grazia.

Traccia da non perdere: C’mon Come Up Come Out

 

Fantastic Negrito White Jesus Black Problems

Il quarto disco in studio per Xavier Amin Dphrepaulezz con il soprannome Fantastic Negrito dove il rock contemporaneo lascia prevalere le tradizioni ritmiche della black music unita a quel q.b. di psichedelia per parlare di razzismo, disuguaglianza sociale, violenza, ma anche amori struggenti viaggiando tra passato e presente come una macchina del tempo. 

Traccia da non perdere: You Better Have a Gun

 

Florence + the Machine Dance Fever

Dal passato arrivano i demoni esistenziali che prima non si riuscivano a capire, e che ora, invece, vengono affrontati con maggiore maturità e consapevolezza. L’esperienza della pandemia fatta di ansie e aspettative diventano testi che oscillano tra l’introspezione e l’audacia per esorcizzare fantasmi e paura a ritmi di ballate oppure sfumature pop più moderne e synth brillanti. Il tutto abbracciato dall’accattivante voce di Florence Welch.

Traccia da non perdere: Anti-Hero 

 

Honorable mentions 

Cris Pinzauti Moonatica – Musica per raccontare l’essere umano nella sua fragilità di vittima e carnefice, destinato alla follia per rimanere se stesso. 

Pixies Doggerel Un basso pulito e sonorità eleganti per una band che onora la propria storia musicale senza rimanerne intrappolati.

Ivan Francecsco Ballerini Racconti di Mare. La via delle spezie. – Essere cantautori è un mestiere difficile oggi, ma, come i navigatori di un tempo, l’artista affronta i pericoli e le meraviglie dei mari misteriosi della musica.

Harry Styles Harry’s House – L’accattivante voce di Harry Styles si muove tra melodie piacevoli e in apparenza leggere, per svelare momenti di intimità, la malinconia, ma anche la gioia di vivere ogni momento. 

Ariete Specchio Ariete è forza delicata, un simbolo di opposti dove la giovane età abbraccia la profondità di un animo più maturo di molti artisti della vecchia guardia. 

 

Alma Marlia

Divagazioni su musica raggae e spiritualità con Alborosie

Se dovessi pensare ai nomi più importanti del panorama reggae odierno, sicuramente uno dei primi sarebbe Alborosie. All’anagrafe Alberto D’Ascola, nasce a Marsala il 4 luglio 1977. Si avvicina al reggae nel 1993, quando fonda il gruppo Reggae National Tickets, ancora conosciuto come Stena. Nel 2000 si trasferisce in Giamaica, dove rinnova il nome d’arte in Alborosie (inizialmente Al Borosie) e inizia la sua significativa carriera da solista. Attualmente conta all’attivo ben ventitré album in studio, di cui cinque con il gruppo Reggae National Tickets.
Noi di Vez abbiamo avuto il piacere di intervistarlo.

 

Ciao Alberto, benvenuto su Vez Magazine!
Sei un’istituzione riconosciuta a livello globale del reggae moderno. Cosa significa essere una voce importante della religione rasta nel 2022?

“Dopo aver vissuto una rivoluzione spirituale e aver studiato a lungo e a fondo la storia dell’Etiopia – vessata per anni dagli italiani – per me è un onore essere oggi portavoce di questa importante cultura. Quella rasta non è una religione, è spiritualismo, la parola religione implica anche una componente politica da cui io mi sento lontano.”

 

Gli anni caratterizzati dal virus hanno influito sulla tua creatività e sul modo di vedere il mondo? 

“Ho sempre fatto concerti, circa 200 date l’anno, e per la prima volta, non c’è stata alcuna interruzione nella lavorazione del disco. Avevo ritmi così estenuanti che stare fermo un anno e mezzo ha avuto sicuramente i suoi risvolti positivi, anche in fatto di creatività. Durante il periodo della pandemia infatti ho lavorato a casa, avendo la fortuna di avere uno studio a disposizione.”

 

Sei un artista molto seguito sia a livello italiano che internazionale. Qual è il tuo rapporto con i fan, sia nostrani che esteri?

“Ho un rapporto stupendo, e sento che con il tempo mi sto avvicinando a loro sempre di più. Sono contento perché sia dall’Italia che dall’estero, noto sempre una grande attenzione e partecipazione da parte loro rispetto alla mia evoluzione musicale.”

 

Il reggae è in buona parte critica verso il sistema occidentale. Qual è il tuo pensiero sulla situazione politica italiana odierna?

“Reputo la classe politica italiana un po’ tutta uguale, ma non vorrei entrare nel merito in questo contesto, preferisco lasciar parlare le mie canzoni.”

 

Quali sono gli artisti reggae che ti hanno formato di più? E quelli di altri generi?

Bob Marley, Peter Tosh fra gli artisti reggae internazionali che mi hanno formato di più. Fra gli italiani invece, sicuramente gli Africa Unite. Mentre per quanto riguarda gli altri generi, i Doors.”

 

Secondo te quale sarà l’evoluzione del genere reggae in vista di gusti sempre più omologati e mainstream? Evolverà in altri stili sporcandosi anche di generi diversi o rimarrà fedele a sé stesso?

“Sarò io a fare in modo che molto presto il genere si evolva, in questo periodo mi sto dedicando a studiare proprio questo.”

 

C’è qualcosa in cui credi fortemente al di là della musica e del rastafarianesimo che vorresti condividere con i lettori?

“L’unica altra cosa in cui credo fortemente insieme alla musica e al rastafarianesimo è la vita.”

 

Riccardo Rinaldini