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RICCARDO MORANDINI • “Il Leone Verde”

RICCARDO MORANDINI
“Il Leone Verde”
Dopo L’Ep d’esordio “Eden”, il cantautore e musicista friulano di base a Bologna pubblica il suo primo LP registrato presso lo studio totalmente analogico L’Amor Mio Non Muore con la produzione artistica di Franco Naddei.

Anticipato dai singoli “Immagine“, “Unione” e “Sole dei sensi” e dopo la pubblicazione dell’EP “Eden” nel febbraio del 2021, il cantautore e musicista Riccardo Morandini fa il suo debutto con l’album “Il Leone verde“, coprodotto artisticamente da Franco Naddei (Naddei, Francobeat) presso lo studio totalmente analogico L’Amor Mio Non Muore di Forlì.

Il Leone Verde rappresentato nell’atto di divorare il sole, è il simbolo alchemico del vetriolo: un solvente in grado di fondere anche il metallo più tenace (l’oro simboleggiato dal sole). Nell’interpretazione psicanalitica dei processi alchemici, ciò può voler dire ammorbidire gli aspetti più duri dell’Ego. E’ questo infatti il filo conduttore che attraversa il disco.

L’ispirazione musicale è molto varia e riflette il personale percorso musicale di Morandini, musicista eclettico e trasversale che negli anni ha collaborato con Sammy Osman, Mr Zombie Orchestra, Collettivo Ginsberg, Kimia Ghorbani, Tower Jazz Composer Orchestra, Alessandro Ristori, Superpop. Nell’album incontriamo quindi: ritmi samba, ipnotici bordoni psichedelici, chitarre col fuzz schiettamente rock, contrappunti classicheggianti, armonie jazz e poliritmie afro-cubane.

Tracklist
01. Immagine
02. Unione
03. Menade
04. Farfalle e candele
05. Candida rosa
0
6. Sole dei sensi
07. Luce sulla collina

Credits
Parole e musica – Riccardo Morandini

Riccardo Morandini: voce, chitarra
Alberto Bazzoli: tastiere
Lorenzo Maltoni: tastiere
Roberto Villa: basso (Unione, Luce sulla collina)
Leonardo Ricci: batteria (Immagine, Unione, Luce sulla collina)
Eugenioprimo Saragoni: batteria (Menade, Farfalle e candele, Candida Rosa, Sole dei sensi)

Registrato e mixato presso L’amor mio non muore – sala d’incisione, Forlì, da Franco Naddei
Produzione artistica di Riccardo Morandini e Franco Naddei
Masterizzato presso La Maestà studios, Forlì, da Giovanni Versari

Grafica e concept di Luca Morandini e Riccardo Morandini

Bio
Riccardo Morandini è un musicista versatile ed eclettico con alle spalle molteplici esperienze in formazioni e band assolutamente trasversali. Negli anni ha collaborato con Sammy Osman, Mr Zombie Orchestra, Collettivo Ginsberg, Kimia Ghorbani, Tower Jazz Composer Orchestra, Alessandro Ristori. Attualmente è il chitarrista di Superpop. Nel 2021 ha pubblicato un EP cantautorale a suo nome intitolato “Eden”. Il 15 Aprile 2022 uscirà il suo LP d’esordio “Il Leone verde”.

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Naddei e Sabrina Rocchi insieme per “Ripensandoci”, l’album omaggio a Jula De Palma

NADDEI / SABRINA ROCCHI
Ripensandoci
Disponibile in vinile e digitale l’album “Ripensandoci”, omaggio a Jula De Palma definita negli Anni ’50 la “signora del jazz italiano”.

 

A distanza di circa due anni dall’ultimo progetto discografico “Mostri”, torna sulle scene il musicista, produttore e arrangiatore Naddei (già Francobeat). Questa volta insieme alla cantante (e moglie) Sabrina Rocchi, con cui pubblica – in formato vinile e online per l’etichetta L’Amor Mio Non Muore – l’album “Ripensandoci“, un sentito omaggio alla cantante Jula De Palma, protagonista della scena italiana negli Anni ’50, ’60 e ’70, per poi trasferirsi in Canada con la famiglia nel 1974.

L’uscita del disco – che coincide con il compleanno di Jula – è stata anticipata dai singoli “Se qualche volta” (brano scritto da Franco Califano e qui pubblicato in doppia versione, una cantata da Sabrina Rocchi, l’altra da Naddei), e “Per due parole” (canzone che fa parte della colonna sonora composta da Mario Nascimbene per il film “Summit” uscito nel 1968 ed interpretato da Gian Maria Volontè e Mireille Darc).

Il disco è a tutti gli effetti un’operazione di ricerca, recupero e riproposizione del repertorio di una delle voci più belle del panorama musicale italiano. Scoperta da Lelio Luttazzi (che la fece esordire giovanissima con la CGD di Teddy Reno), Jula De Palma fu definita “la signora del jazz italiano”. Troppo presto però si ritirò dalle scene, per sua stessa decisione, appena raggiunse l’apice della sua carriera.

“Ha ragione tuo marito: siamo musicalmente affini. Dagli esempi che mi hai mandato sento che la tua emissione, il tuo modo di dividere le parole e valorizzarle, la tua interpretazione, mi sono tanto vicini. Finalmente una cantante che canta e pensa come la penso io. E senza copiature odiose. Sono orgogliosa che dedichiate a me e ad alcune delle mie canzoni preferite questo disco. La nuova veste che avete dato ad ogni pezzo, non ignorando il cosiddetto punto di partenza, mi entusiasma. Gli arrangiamenti sono bellissimi e tu Sabrina sei una splendida interprete”. (J. De Palma)

Il disco, realizzato in collaborazione con Crinale Lab, è stato registrato e prodotto nello studio totalmente analogico de L’Amor Mio Non Muore di Forlì, ed hanno preso parte musicisti del calibro di Vincenzo VasiAlfredo Nuti Dal Portone(Supermarket, Extraliscio), Antonio Gramentieri (Sacri Cuori, Don Antonio) e Alberto Bazzoli (Collettivo Ginsberg, Superpop).

L’album ha inoltre un filo conduttore: una valigia sempre presente, dal video di “Se qualche volta” alle varie copertine. “La valigia è il nostro fil rouge. Rappresenta un contenitore di emozioni, perlopiù ricordi, piacevoli ma anche spiacevoli, che di fatto sono in continuo movimento. Perché i ricordi cambiano nel tempo, sono in continua evoluzione nella nostra mente. Dunque potremmo dire anche che questa valigia simboleggia un po’ tutti i brani di questo disco: canzoni del passato, dei ricordi, che ritornano dopo un viaggio che li ha cambiati profondamente”. (S. Rocchi)
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Tre Domande a: Samuele Proto

Come e quando è nato questo progetto?

Il mio progetto artistico è nato molto presto. Quasi fin da subito, quando avevo 16/17 anni ho avuto la fortuna di lavorare in studi di registrazione affermati al fianco di musicisti e produttori professionisti. Da queste mie esperienze mi sono portato dietro una certa mentalità legata alla qualità strutturale e di realizzazione delle canzoni.
Il progetto nasce proprio da una base del genere, è un insieme di canzoni pensato fin dal principio. Volevo dare un concetto generale a tutto il disco e l’uscita del primo singolo Fragili Rose rappresenta bene il sound del disco. Strumenti suonati, musicisti, arrangiamento ricercato. Tutte componenti che sono state considerate e organizzate fin da subito, appena finita la fase di scrittura delle canzoni. In più il desiderio di realizzare un progetto che potesse avere ancora più valore se portato live.
In termini invece temporali, la scrittura del disco è iniziata ad inizio della prima pandemia. Da questo punto di vista il tempo dilatato dovuto purtroppo alla situazione che abbiamo vissuto mi ha portato ad avere un po’ di tempo per pensare, riflettere ed elaborare nuove idee. Da quel punto in poi abbiamo impiegato quasi due anni per arrivare in fondo al lavoro. Avevo in testa un sound preciso che richiedeva una scelta precisa dei musicisti e addetti. Una grande famiglia che piano piano si è unita per creare un progetto che spero con tutto il cuore possa piacere. 

 

Cosa vorresti far arrivare a chi ascolta?

Mi piacerebbe tanto che Fragili Rose rappresentasse per le persone che l’ascoltano una piacevole scoperta. Non solo verso la mia musica ma soprattutto verso un concetto di musica che accomuna tanti artisti come me. Spesso ci si lamenta della mancanza di contenuto nelle canzoni o nell’arte in generale dei nostri tempi. Mai però ci si domanda se questa mancanza di contenuto sia dovuta agli artisti o alla possibilità degli artisti di fornire contenuti.
Io sono convinto che le persone che ascoltano musica vogliano e ricerchino contenuti, che siano lirici, musicali, artistici in generale.
La mia speranza è quella di riuscire a trasmettere una tipologia di lavoro forse anacronistico ma che venga assimilato e accettato nei tempi che viviamo.
Come artista penso che per trasmettere qualcosa ci sia bisogno di tempo e banalmente la durata radiofonica dei pezzi molto spesso non ti permette di dire niente.
La chiave sono convinto che sia nella capacità di realizzare una canzone che abbia tutto il tempo di dire quello che deve dire, ma realizzata e costruita in modo tale da non percepirla come opera complessa ma come canzone leggera, capace di essere cantata da chiunque.
Se riuscirò a trasmettere questa cosa agli ascoltatori sarò soddisfatto dal mio lavoro.

 

C’è un evento, un festival in particolare a cui ti piacerebbe partecipare?

La mia musica ha da sempre contenuto grandissime influenze Blues. Da musicista, prima che da cantautore il sogno nel cassetto rimarrà sempre quello di prendere parte ad una rassegna dedicata proprio al Blues.
Non nego che il desiderio più grande sia quello di partecipare al Crossroads Blues festival organizzato da Eric Clapton. A memoria, credo che solo Pino Daniele, come artista italiano abbia preso parte a quel concerto. Questo mi fa pensare che minime opportunità possano esserci anche per artisti nostrani.
Detto questo, vivendo a Firenze, apprezzo molto l’importanza e la storia del Pistoia Blues Festival, il modo in cui da sempre siano riusciti a dare valore a questo genere in una città così caratteristica mi affascina.
Per concludere la risposta direi appunto che se proprio avessi l’opportunità di partecipare ad un importante festival sicuramente sceglierei un concerto con respiro internazionale dove al centro dell’attenzione possano esserci musica e vibrazioni, al di là della barriera linguistica.

99PARANOIE – MORIBONDO | ANTEPRIMA VIDEO

Esce il 15 aprile 2022
“MORIBONDO”
Il nuovo singolo del rapper di casa Ferramenta Dischi

 

A soli pochi mesi dall’uscita del suo album d’esordio “Amnistia”, 99paranoie torna sulle scene con un nuovo singolo, “Moribondo”, in arrivo il 15 aprile 2022 per Ferramenta Dischi, distribuzione Believe. “Moribondo” parla dello scorrere del tempo e della morte dell’amore, ponendosi una domanda cruciale:
l’amore muore davvero con il passare del tempo? Un interrogativo che spinge l’artista a guardare dentro di sé per scorgere le tracce, seppur sbiadite, di un amore ancora presente nei ricordi che spesso rivive; momenti vissuti con persone care e ormai perduti per inseguire il denaro, lo stesso che serviva per realizzare i suoi e i loro sogni. Ed ecco che si pone il secondo dilemma della canzone: vale la pena sacrificare anche l’amore per un sogno, attraversando l’Inferno pur di raggiungerlo? Una dubbio lacerante che porta il musicista alla profonda realizzazione che, una volta uscito dal tormento, non rivedrà più le persone amate. Decide così di incidere la loro immagine scolorita sulla pelle, in modo tale che i ricordi sopravvivano fino alla sua stessa morte.

«L’unica possibilità che ha un moribondo, oltre la morte, è quella di resuscitare. Quella possibilità che Lei
non ha. A volte pensarci mi manda davvero fuori, tra i miei demoni. E mi fanno fare cose sbagliate, e a volte
mi fanno congelare dalla paura. Mi fanno rallentare e mi portano con loro. E non voglio che Lei mi guardi quando sono con loro. Vorrei che mi chiamasse quando sono con loro, ma le farei del male.  A volte quando sono in giro con i demoni, vedo un salice e mi ci fermo sotto, a prendere un po’ d’aria. A respirare. All’ombra di un salice sono stato bene più volte, da bambino e da adulto. Purtroppo ora mi posso fermare lì sotto sempre meno. Ora devo correre. Perché il tempo non lo riesco ancora a fermare».

Il brano è accompagnato da una live session realizzata in collaborazione con LIFT, che verrà pubblicata ufficialmente il 20 aprile, ma è possibile vederla in anteprima cliccando il video qui sotto!

 

 

CREDITI
Scritto da Jacopo Micillo; prodotto da Renato D’Amico; artwork di Tommaso Losindaco; foto di Riccardo
Sammartini (LIFT), outfit a cura di Base12 Bologna.

BIOGRAFIA
Jacopo Micillo, in arte 99paranoie, è un artista classe ’99 originario della bassa provincia di Brescia. Nella vita si divide tra la vendita di macchine d’epoca e la scrittura di canzoni che spaziano dal rap all’r&b e risentono dell’influenza di Dargen D’Amico e Mac Miller. Nel novembre 2019 pubblica il suo EP d’esordio My Name Is Rose, interamente prodotto da Ferramenta Dischi e distribuito da Believe.
Rilevante è la sua partecipazione alla Quinta Edizione del BMA – Bologna Musica d’Autore, grazie alla quale ha la possibilità di suonare nei celebri studi di Fonoprint e di esibirsi al Covo Club e al DumBO di Bologna in apertura a Joan Thiele e Post Nebbia. Il suo album d’esordio, Amnistia, è uscito il 29 ottobre 2021. Ad anticiparlo i brani Lolita e iPhone, pubblicati a cavallo tra il 2020 e il 2021, nonché l’ultimo singolo Sugar Mummy, uscito lo scorso 24 settembre, che è entrato a far parte delle playlist editoriali di
Spotify Scuola Indie e Fresh Finds. Il 15 aprile 2022 esce il nuovo singolo Moribondo.

Tra una settimana i SISTERS OF MERCY sbarcano a Milano e Roma!

Barley Arts

annuncia

THE SISTERS OF MERCY

TRA UNA SETTIMANA LA STORIA DEL GOTH ROCK INGLESE

ARRIVA A MILANO E ROMA

 

Le attesissime date italiane dei Sisters of Mercy, dopo svariati rinvii a causa della pandemia di Covid-19, sono finalmente in vista: la formazione sarà all’Alcatraz di Milano martedì 26 aprile e all’Orion Club di Ciampino il giorno successivo. I biglietti sono disponibili su Ticketone (entrambe le date), Ticketmaster e Vivaticket (solo Milano) e in cassa la sera del concerto.

I biglietti emessi per le date precedenti sono validiper l’accesso al concerto nella medesima città.

The Sisters Of Mercy si formano nel 1980 a Leeds, Inghilterra, prendendo il nome dalle Sisters of Mercy (sorelle della misericordia), ovvero le prostitute nell’omonima canzone di Leonard Cohen: “Ci piaceva l’ambiguità tra il significato originario dell’espressione, che si riferiva a un ordine di suore, e quello adottato da Cohen” spiega il cantante Andrew Eldritch. Già dal nome è chiara l’anima inquietante della loro musica, che costituisce una pagina fondamentale del dark-rock e post-punk. Difatti, fin dai primi anni di carriera il gruppo si consacra nell’olimpo dark insieme a band come Siouxsie and The Banshees, The Cure, Bauhaus e Joy Division. La voce da sciamano delle tenebre di Eldritch rimane, insieme a quelle di Peter Murphy e Siouxsie Sioux, tra le più emozionanti di tutto il genere gotico.

Ad aprire il concerto saranno gli Hugs of the Sky, formazione che nasce dalla fusione di due band belghe in occasione della registrazione di uno split album durante l’estate del 2018, e da allora ha pubblicato tre lavori in studio, il più recente dei quali è Virtual Lullaby Circus. La band sa sempre come sorprendere il suo pubblico, con rielaborazioni di vecchio materiale e scambi di strumenti tra i componenti.

thesistersofmercy.com

THE SISTERS OF MERCY

Support: HUGS OF THE SKY

Martedì 26 Aprile 2022

Milano, Alcatraz – via Valtellina, 25

Apertura porte h. 19:30 / Hugs of the Sky h. 20:45 / The Sisters of Mercy h. 21:45

Posto unico in piedi: € 30,00 + prev. / € 35,00 in cassa la sera del concerto

Biglietti disponibili su Ticketone, Ticketmaster e Vivaticket.

Mercoledì 27 Aprile 2022

Ciampino (RM), Orion Club – via J. F. Kennedy, 52

Apertura porte h. 20:00 / Hugs of the Sky h. 21:30 / The Sisters of Mercy h. 22:30

Posto unico in piedi: € 30,00 + prev. / € 35,00 in cassa la sera del concerto

Biglietti disponibili su Ticketone.

 

H.E.R. ARRIVA IN ITALIA PER L’UNICA DATA DEL BACK OF MY MIND TOUR IL 25 LUGLIO 2022 ALL’ANFITEATRO DEL VITTORIALE DI GARDONE RIVIERA (BS)

ARRIVA IN ITALIA
PER IL BACK OF MY MIND TOUR
H.E.R.
UNICA DATA ITALIANA
25 LUGLIO 2022
ANFITEATRO DEL VITTORIALE
GARDONE RIVIERA (BS)

 

Martedì 19 aprile 2022

Live Nation è lieta di annunciare l’unica data italiana del nuovo Back of My Mind Tour di H.E.R.

L’ affermata star del contemporary R&B si esibirà live il prossimo 25 luglio 2022all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera(BS) in occasione del Festival Tener-a-mente.

I biglietti saranno disponibili in anteprima per gli utenti My Live Nation a partire dalle ore 10:00 di mercoledì 20 aprile. Per accedere alla presale basterà registrarsi gratuitamente su www.livenation.it. La vendita generale dei biglietti aprirà dalle ore 10:00 di giovedì 21 aprile su www.ticketmaster.it, www.ticketone.ite www.vivaticket.com e in tutti i punti vendita autorizzati.

Dopo il trionfo consacrato dalla vittoria di cinque Grammy Award e nel 2021 l’Oscar alla migliore canzone con il brano Fight For You, colonna sonora dell’acclamato film di Shaka King Judas and the Black Messiah, la cantante ha venduto dall’inizio della sua carriera nel 2014 oltre 8 milioni di copie negli USA tra album e singoli come Focus, Best Part, Thursday, Hard Place e Better Than I Imagined.

Con questi progetti la polistrumentista, il cui talento è stato subito riconosciuto da artisti del calibro di Alicia Keys e Rihanna, ha ottenuto un BET Awards, tre Soul Train Music Award e un MTV Video Music Awards, quest’ultimo per il messaggio sociale contenuto nella canzone I Can’t Breathe dedicata al ricordo di George Floyd, scalando in più occasioni le classifiche della Billboard Hot 100.

Il tour Back of My Mind segue l’uscita dell’omonimo disco d’esordio, pubblicato nel giugno 2021 e anticipato dal brano Come Through featuring Chris Brown, con il quale aveva già collaborato nel remix del singolo di grandissimo successo Slide.

Con la sua voce, definita da Rolling Stone “ricca e vellutata”, ha negli ultimi anni collaborato a numerosi progetti discografici insieme a Khalid, Daniel Caesar, Bryson Tiller, Jess Glynne e Robert Glasper e partecipato ai principali festival musicali di tutto il mondo.

 

Tre Domande a: Nyco Ferrari

Se dovessi riassumere la tua musica in tre parole, quali sceglieresti e perché?

Intensità, perché amo tutto ciò che è denso, e vivo, e spesso, e tattile, e sgargiante, e vibrante, e vero, con una storia da raccontare.
Sincerità, perché se una canzone, o una performance, o qualsiasi prodotto artistico, non sorge da una necessità intrinseca ed esistenziale, che non sia la semplice voglia di fare qualcosa, non sia una forma prima di un contenuto (a meno che la forma stessa non sia l’ossessione), allora è solo brodaglia, qualcosa di annacquato, acquerello, superficiale, che è il contrario dell’intensità. Poi sono convinto che l’arte sia un vero mezzo terapeutico per l’essere umano, e se la terapia non è viscerale è solo pantomima.
Compagnia, perché spero che la mia musica possa essere un modo di affrontare la vita, è una mano tesa a chi la ascolta che invita a tirarsi su, o a riflettere, o a vivere un certo momento con una certa intensità energetica. Le mie canzoni dicono “Ti accompagno io, se vuoi”.

 

C’è un artista in particolare con cui ti piacerebbe collaborare?

Lo dico? La Rappresentante di Lista. Li seguo da quando non facevano 100 paganti ai concerti, ho anche aperto un loro live al Goganga a Milano, anni fa, e mi hanno sempre comunicato esattamente quell’intensità di cui parlavamo poco fa. Mi sento molto affine al loro modo di fare e di intendere la musica, soprattutto nella loro dimensione live, che deriva direttamente dalla loro esperienza con il teatro. Lavorare con loro sarebbe certamente la collaborazione che rispetterebbe più di tutto i miei parametri.

 

C’è un evento, un festival in particolare a cui ti piacerebbe partecipare?

Ce ne sono eccome. Mi piacerebbe molto partecipare al Miami, o all’Ortigia Sound System, occasioni in cui si crea una sinergia fortissima con tutte le spinte della musica emergente, all’incrocio tra impegno alla comunicazione con un pubblico maggiore, e contemporaneamente lo sforzo di rimanere il più fedeli possibili alla propria musica. Situazioni in cui l’interesse degli artisti incontra a pieno l’interesse del pubblico. Se dovessi proporre un live set un po’ più sperimentale, invece, amerei suonare a Terraforma, in un contesto un po’ più lontano dal day-to-day e più vicino ad un’esperienza di vita.

The Dead South @ Alcatraz

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• The Dead South •

+

Elliot Brood

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Alcatraz (Milano) // 16 Aprile 2022

 

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Elliot Brood

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I Ministri @ Rock Planet Club

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• I Ministri •

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Rock Planet Club (Pinarella di Cervia) // 16 Aprile 2022

 

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Cara Calma @ Largo Venue

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• Cara Calma •

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Largo Venue (Roma) // 16 Aprile 2022

 

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Rancore “Xenoverso” (Capitol / Universal, 2022)

Noi e l’altro

Parlare di questo album è complicato quasi quanto al liceo lo era parlare in modo improvvisato di cosa volesse dire Breton con le sue poesie surrealiste. Con Xenoverso, Rancore ha superato se stesso e qualsiasi aspettativa, già molto alte dopo il suo ultimo lavoro Musica per Bambini. Siamo di fronte a un viaggio difficile da decifrare, che ascolto dopo ascolto mostra nuove sfaccettature e nuove chiavi di lettura. Un diario di bordo che somiglia anche a un romanzo di formazione, una di quelle storie dove il giovane protagonista, lo stesso Tarek/Rancore a bordo della sua nave da cronosurfista, cerca di portare a compimento il suo percorso. 

C’è qualcosa di epico non solo nei testi dai toni concitati e quasi bellici ma anche nelle musiche, ancora più elaborate e curate dei lavori precedenti. Archi e tastiere si uniscono a elementi elettronici, perché d’altronde il futuro è già qui, tra viaggi nel tempo e tra le dimensioni. Tutto contribuisce a creare delle immagini così vivide da riuscire quasi a guardarle, ma allo stesso tempo veloci e difficili da decifrare, lasciando così solo atmosfere e sensazioni.

Si percepisce come queste diciassette canzoni vadano a comporre una storia complessa e studiata nei minimi dettagli, intervallata da due interludi parlati dove la voce di Tarek aiuta a contestualizzare meglio. Vengono lasciati ulteriori indizi per comporre il puzzle, si introducono nuovi personaggi in questa epica storia che è Xenoverso e che non possono non ricordarci alcuni archetipi della narrazione, dall’Aiutante al papabile Mentore. Ed è proprio grazie all’interludio che riusciamo finalmente a collocare la trilogia di singoli – Lontano 2036, X Agosto 2048 e Arkano 2100 – pubblicata a Marzo. 

Le storie ambientate nel futuro mantengono un sentore di passato e presente, declinazione di un eterno ritorno che emerge ancora più chiaramente in Federico, alter ego di Frederich Nietzsche che affianca il nostro protagonista nella terza traccia dell’album, dove si dipinge un’invasione di filosofi zombie. La vena colta e le citazioni – cifra stilistica di Rancore – sono ancora ben presenti e salde anche in questo suo ultimo lavoro.

Altro fil rouge che si lega al tema della battaglia è quello della comunicazione: quella tra Universo e Xenoverso, tra noi e l’altro, tra le parole che, in una scintilla di vita propria, arrivano fino a noi. Comunicazione già affrontata nel singolo Equatore, dove la collaborazione con Margherita Vicario ha portato alla luce una delle tracce più particolari e diverse dell’intero disco. 

Insomma, forse la difficoltà non sta tanto nel parlare di quest’album, quanto nel capirlo leggendo tra le righe. Le idee arrivano a chi ascolta con un certo décalage o addirittura si fermano prima perché incomunicabili, ma d’altronde le cose belle raramente sono immediate.

 

Rancore

Xenoverso

Capitol / Universal

 

Francesca di Salvatore

Tre Domande a: Malvax

Come e quando è nato questo progetto?

I Malvax sono Lorenzo Morandi (voce), Francesco Ferrari (piano e synth), Francesco Lelli (chitarra) e Giacomo Corsini (Batteria) e nascono a Pavullo nel Frignano (Modena) nel 2014, quando Lorenzo e Giacomo, dopo aver suonato insieme ad un saggio di fine anno, decidono di mettere insieme una cover band. A loro si uniranno, nei due anni successivi, anche Francesco Lelli e Francesco Ferrari, e la band inizierà dal 2016 a comporre pezzi inediti. Il vero e proprio progetto Malvax nascerà poi, ufficialmente, nel 2018: abbiamo scelto il nome Malvax prendendo ispirazione da una pianta, la Malva, che da sempre viene utilizzata come antinfiammatorio, e aggiungendo la x per farlo sembrare il nome di un medicinale; un po’ per dire col nostro nome che la musica può e deve essere un rimedio nei momenti meno belli, e che può aiutare a elaborare emozioni ed esperienze nel modo più sano.

 

Ci sono degli artisti in particolare a cui vi ispirate per i vostri pezzi?

Le nostre influenze sono estremamente varie, siamo quattro ragazzi molto diversi e la cosa si rispecchia anche nei gusti musicali; nonostante ciò abbiamo sempre cercato di fare tesoro di queste differenze, cercando sempre di ampliare gli orizzonti, mescolare generi, influenze e suoni. In ambito nazionale, gli artisti che hanno avuto maggiore influenza su di noi sono sicuramente le grandi figure cantautorali del passato e del presente (Dalla, Guccini, De André, De Gregori e Cremonini su tutti), ma negli ultimi anni hanno avuto un grande impatto anche tanti artisti del panorama indie (Calcutta, Gazzelle, Pinguini Tattici Nucleari, ecc…). Anche la musica internazionale ha lasciato una grande impronta su di noi, soprattutto per quanto riguarda il pop-rock inglese, dal Britpop degli anni ’90 (Oasis, Radiohead) ad artisti contemporanei, Coldplay su tutti.

 

Cosa vorreste far arrivare a chi vi ascolta?

Sicuramente il nostro modo di fare musica non ha nessuna pretesa morale o filosofica, non abbiamo mai cercato nulla di tutto ciò. La nostra musica si limita a raccontare quello che siamo, quello che viviamo, raccontiamo la nostra vita con la speranza che qualcuno, ascoltandola, ci ritrovi parte del suo mondo, che anche solo un’immagine, una frase o una parola lo faccia sentire parte di qualcosa; siamo convinti che la musica sia il miglior mezzo in assoluto per condividere qualcosa, per sentirci meno soli.