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Voglio tornare negli anni ’90!

Fuori è una brutta giornata. La nebbia, tipica costante della pianura padana, ha iniziato a manifestarsi e a farci capire che ci terrà compagnia per i prossimi mesi.

Guardando fuori dalla finestra, dove non riesco vedere al di la’ del giardino a causa del grigiume, mi viene solo da pensare a quanto mi manchi l’estate con il sole, il mare e, ovviamente, tutti quei bei concerti all’aperto.

Ma siccome questo è un magazine di musica, e non vi voglio annoiare con un bollettino meteorologico, lasciamo da parte la malinconia e concentriamoci su qualcosa che ci possa distrarre.

Vorrei parlarvi della primavera/estate del 2019 che riserverà tantissime emozioni per tutti quelli che sono cresciuti negli anni ’90.

La notizia bomba riguarda senza dubbio le Spice Girls che hanno annunciato la loro reunion, ma senza Victoria, un nuovo cd e un tour.

Loro però hanno illuso i loro fan italiani. Non potremo infatti cantare insieme a loro I’ll tell you what i want, what i really really want (lo so che lo state leggendo a tempo di musica) perché la mini tournée delle Spice si limiterà soltanto all’Inghilterra.

Dopo questa terribile delusione però ci hanno pensato i Backstreet Boys a farci tornare il sorriso.

Ebbene si, Nick & Co., la boyband più amata della storia della musica tornerà in Italia per un concerto il 15 maggio al Forum di Assago di Milano.

Magari io sono un po’ esagerata ma questo annuncio mi ha fatto dimenticare la mia malinconia autunnale e ha fatto scattare i preparativi per quello che sarà sicuramente uno dei concerti più divertenti dell’anno.

E se anche voi siete cresciuti negli anni ’90 non potete dirmi che non avete fatto un piccolo sobbalzo sulla sedia quando avete letto la notizia e che non vi è venuta voglia di cantare Backstreet’s back all right.

Ma le gioie, perché ogni tanto ce ne meritiamo qualcuna anche noi, non sono finite.

Dopo i Backstreet Boys quest’estate sarà il turno dei Take That che, anche senza Robbie Williams, offrono sempre un grande spettacolo.

Per chi non lo sapesse le date italiane son due: il 28 giugno a Lucca e il giorno seguente a Roma.

Tra Backstreet Boys, Spice Girls, Take That, pantaloni a vita alta, fantasie animalier, e il ritorno di serie tv come Sabrina e Streghe sembra di essere tornati negli anni ’90.

Quindi per tutti quelli un po’ nostalgici, il 2019 è l’anno del riscatto e del tuffo nel passato (volendo potremmo anche lanciare l’hashtag #throwbackyear).

Perché anche se non possiamo vantare il triplete a causa delle Spice, avremo la possibilità di vedere due delle band più amate e iconiche degli anni ’90.

Non vedo l’ora che passi l’inverno!

 

Laura Losi

(quella nelle foto di copertina. Quella che è tornata negli anni ’90)

Viito

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• Viito •

| Troppoforte Tour |

Covo Club (Bologna) // 15 Novembre 2018

 

La terza delle undici tappe del Troppoforte tour dei Viito è stata Bologna.

Il titolo del tour, è lo stesso del loro album d’esordio, uscito l’8 settembre scorso e anticipato da quattro singoli, che hanno portato la band ad un rapido successo nel giro di pochi mesi.

Un successo in una scena Indie ormai ricca di talenti emergenti e non, in cui non è facile farsi spazio. Eppure ci stanno riuscendo benissimo.

E il segreto è solo uno, anzi, due: semplicità ed umiltà.

Tutto è iniziato meno di un anno fa, con l’uscita di: Bella come Roma, ultima canzone nella scaletta proposta del duo, composto da Giuseppe e Vito, che ieri sera, sul palco del Covo Club, hanno regalato al loro pubblico un live – faccia a faccia e cuore a cuore.

Un concerto – intimo- se vogliamo.

Una festa non è solo una delle loro canzoni d’amore più belle, è anche il modo in cui ci hanno fatto vivere un’ora e mezza intensa.

Ogni sentimento è stato toccato.

Dal romanticismo sulle note di Esami e Lisbona, alla carica/scarica di energia di Industria porno e Compro oro.

Troppo forti davvero questi ragazzi!

Partiti da zero e da soli, una complicità iniziata con una convivenza romana da studenti fuorisede e continuata poi condividendo l’amore puro per la musica. E così Vito al microfono e Giuseppe alla chitarra, ha preso vita una band destinata ad una scalata verso un successo sempre più grande.

Arriveranno Tempi migliori ma intanto grazie, perché sicuramente, riescono a rendere migliori questi.

Scrivendo testi così vicini alla nostra realtà che poi ? la stessa di tutti quei ragazzi che ieri hanno cantato a memoria ogni brano.

Le parole vere arrivano sempre al cuore della persone.

E i Viito ne stanno avendo la dimostrazione.

Arrivano al cuore anche a chi come Valeria e Laura sono arrivate appositamente da Sulmona per sentirli cantare a Bologna.

Noi di Vez li abbiamo incontrati per bere una birra e fare due chiacchiere post- concerto.

A breve report completo sul nostro sito.

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SETLIST:

ESAMI

TROPPO FORTE

CERCO L’ESTATE

MONDIALI

TEMPI MIGLIORI

COMPRO ORO

UNA FESTA

NON SUCCEDERA’ PIU’ (Claudia Mori Cover)

LASCIAMI LECCARE L’ADRENALINA (Afterhours Cover)

SISTEMA SOLARE

CON IL NASTRO ROSA (Lucio Battisti Cover)

INDUSTRIA PORNO

LISBONA

– bis –

TEMPI MIGLIORI

COMPRO ORO

BELLA COME ROMA

 

Testo: Claudia Venuti

Foto: Luca Ortolani

 

 

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Superorganism

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• Superorganism •

+
| Pi Ja Ma |
Express Festival
Locomotiv Club – Bologna // 14 Novembre 2018

 

Scalpitavo per questa serata da quando è uscita la programmazione del Locomotiv Club.

Ero proprio curioso di fotografare e godermi il live dei Superorganism!

 

Quello dei Superorganism inizia come un progetto di registrazione casuale con membri che hanno sede in piu paesi, Inghilterra, Giappone e Australia per citarne alcuni, il tutto nato online nei forum di musica.

Attualmente sette membri su otto vivono sotto lo stesso tetto in una grande casa a schiera nell’East End, mentre l’ottavo membro, il vocalist sud-coreano Earl Ho vive a Sydney, lontano dal gruppo, per questo ultimamente una immagine stampata del suo volto sostituisce il vocalist nelle foto di gruppo della band.

Nei primi mesi del 2018 escono con l’omonimo album Superorganism, il singolo Everybody Wants to Be Famous entra tra le prime posizioni in classifica in molti paesi.

 

In apertura troviamo Pauline de Tarragon aka PI JA MA, che io amo sia come illustratrice che come cantante.

Sul palco stasera ad affiancare la parigina Pauline è presente anche Axel Concato alla chitarra.

Per lei, vestitino da scolaretta con sopra disegni e scritte fatte a mano più birra Moretti in lattina, per lui una bella tuta bianca da operaio.

Consiglio di ascoltare il loro indie pop sul loro canale Spotify (link), a me piacciono veramente tanto!

 

I superorganism entrano in scena avvolti in impermeabili glitterati, maneggiando sfere luminose, suonando un triangolo ed immersi nella luce e nelle grafiche che vengono proiettate alle loro spalle.

La cantante principale, Orono, si presenta in Crocs e occhiali da sole e per i primi tre brani che toccano a noi fotografi sembra non si voglia fare troppo vedere evitando più volte di incrociare le nostre macchine fotografiche con lo sguardo. Nove brani in scaletta, con suoni e grafiche che ti catapultano direttamente nel loro mondo.

Una band stravagante e divertente che fa ballare e cantare, fondendo magistralmente musica e visuals in un vortice di emozioni che ti destabilizza.

Uscendo dal Locomotiv non mi sarei meravigliato di trovarmi direttamente dentro qualche assurdo cartone animato o videogioco giapponese!

Cool!

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SETLIST:

SPRORGNSM

NIGHT TIME

IT’S ALL GOOD

NAI’S MARCH

NOBODY CARES

REFLECTIONS ON THE SCREEN

THE PRAWN SONG

EVERYBODY WANTS TO BE FAMOUS

RELAX

SOMETHING FOR YOUR M.I.N.D.

 

Grazie come sempre all’organizzazione del Locomotiv Club.

 

Testo e Foto: Luca Ortolani[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1503314301745{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 11px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”9317,9330,9333,9335,9336,9328,9323,9327,9338,9345,9340,9322,9325,9326,9337,9339,9332,9334,9329,9343,9331,9344,9341,9342″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

PI JA MA

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Gemitaiz

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• Gemitaiz •

| Paradise Lost Club Tour 2018 |

Estragon (Bologna) // 10 Novembre 2018

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Dopo il successo di Davide, il suo nuovo disco di inediti già certificato disco di platino, il rapper romano Davide De Luca, in arte Gemitaiz, sbarca all’Estragon Club di Bologna per il suo secondo Sold Out consecutivo.

Su tredici date, già sei sono Sold Out.

Successo meritatissimo per uno dei migliori rapper italiani.

Show essenziale ma d’impatto, con Mixer T inseparabile compagno d’avventura.

 

Grazie a Zamboni53 Store

 

Foto: Matilde Manara

 

 

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Omar Pedrini

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• Omar Pedrini •

Bombonera – Cesena // 09 Novembre 2018

 

Il lato artistico e musicale di Omar Pedrini non ha bisogno di particolari presentazioni, millantamenti o trampolini. Il lato musicale ed artistico di Omar Pedrini in questo articolo non verrà esposto.

Dico questo perché vorrei dedicare qualche riga in più al lato umano dell’artista bresciano.

L’onestà intellettuale, l’umiltà tipica dei veri figli del popolo sono un regalo e un’eccellenza da conservare come un patrimonio nell’ambito sempre più sterile della musica in Italia.

La fierezza dell’appartenenza, la semplicità dei “grazie” e “per piacere” accompagnati da un sorriso sempre presente come intercalare a ogni battuta.

Il tipico esempio di capitano, di leader moderato che fa parlare le prerogative dell’anima prima di quelle del pentagramma.

Il concerto alla Bombonera a Cesena è un’orgia di personalità ed età diverse, gente arrivata da Brescia, da Firenze, da Parma, da Venezia oltre che da mezza Romagna.

Un concerto onesto che ha riattraversato le fasi embrionali della permanenza di Omar nei Timoria.

Un clima casalingo che a detta dello stesso Omar ha fatto la differenza, a dimostrazione che la crescita artistica di un musicista trova spesso confort nella provincia che può ancora raccontare storie diverse, lontane dai clichè ordinari.

Ad accompagnare il cantautore scopriamo Marco, chitarrista mancino dal talento evidente, in un duetto di chitarre acustiche, accompagnate con costanza dall’incalzante sottofondo del pubblico pronto a seguire ed eseguire ogni passaggio di spicco dei classici marcati fine ’90 primi ’00.

Omar, uomo, cantautore, amico e trascinatore.

Ci fossero artisti come lui, anzi più semplicemente, ci fossero uomini come lui.

Un grande Zio Rock, esempio vero.

 

Testo: Vasco Abbondanza[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Foto: Luca Ortolani[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1503314301745{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 11px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”9250,9259,9252,9263,9254,9261,9262,9255,9265,9260,9258,9257,9256,9264,9251″][/vc_column][/vc_row]

La vita secondo MAC

Un pianeta su nove è l’album d’esordio di MAC, acronimo di Mario Alessandro Camellini, per Private Stanze.

Si tratta certamente di un album piuttosto peculiare e particolare, decisamente controcorrente rispetto a quello che siamo abituati ad ascoltare.

I testi sono duri, forti, disillusi a tratti persino cattivi che sbattono in faccia a chi li ascolta il disagio generazionale.

MAC non gira intorno alle cose, le dice in modo chiaro e tondo e questo sicuramente farà parlare di lui, nel bene o nel male.

Tutto questo appare chiaro fin dal primo ascolto della sua opera.

Ad esempio Un pianeta su nove, traccia che da il titolo all’intero album, altro non è che una critica forte alla società e a tutte quelle contraddizioni insite in essa. Tematica che potrebbe essere considerata un po’ il filo conduttore di tutto il cd.

In Livore, che ha anticipato l’uscita dell’album, non la manda adire a tutti quelli che danno importanza all’apparire piuttosto che all’essere. “La vita non è vita se hai solo bisogno di attenzioni” è la frase più emblematica della canzone, quella che ti entra in testa e ti porta a pensare alla superficialità delle cose; quella che dipinge al meglio la nostra attuale società.

Non a caso Camellini non è soltanto un cantante ma anche un poeta e uno scrittore che ha all’attivo due romanzi psicologici.

Suoni un po’ distorti, urla lamenti e continui cambi di tono accompagnano ed enfatizzano le parole dei testi andando a creare una particolare Alchimia (parola che ho scelto non a caso visto che è il titolo di uno dei brani.).

MAC con la sua schietta e disillusa visione della vita, del mondo e della nostra epoca potrebbe essere la voce della nuova generazione; ma una voce controcorrente che ne mette in luce le debolezze, le ipocrisie e le vanità effimere che caratterizzano la nostra epoca.

Se siete curiosi non vi resta che aspettare il 9 novembre, data di uscita di Un pianeta su nove, per vedere cosa ne pensate e farvi la vostra personale idea.

Perché MAC non lascia indifferenti: o lo si ama o lo si odia.

Laura Losi

Propagandhi

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• Propagandhi •

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| Dead To Me | RVIVR |

Zona Roveri – Bologna // 08 Novembre 2018

 

Personalmente attendevo da un doppio lustro di rivedere i Propagandhi, baluardo storico, politico ed irriverente della scena “punk hardcore melodica”.

Aspettative mantenute in parte, se non nella maestria e nell’impeto tecnico che come ogni gruppo con influenze vicine al metal mette come scudo e prerogativa davanti al resto.

Sì, perché la band canadese marchia a fuoco la velocità dei riff e dei virtuosismi con spiccate e molto più ampliate sonorità metal rispetto al passato.

Lo dimostra la scelta della scaletta e della decisione che personalmente reputo discutibile, in quanto romantico nostalgico, di aver trascurato i dischi degli albori, salvo un paio di pezzi come Anti-Manifesto Ma davvero c’è stato ben poco spazio per le dietrologie e i flash-back .

Nel contesto comunque concerto gradevole, fluido, suonato come già citato prima con dettagliata cura e metronomica precisione, più dedito al “perfezionesimo” come culto musicale a discapito del sentimentalismo di primi anni 2000 che aimè, è rimasto un po’ nel cassetto.

Anche per questo forse i Propagandhi vogliono affermarsi e farsi trovare pronti nell’imminente presente, poiché appoggiarsi sul passato è concettualmente prematuro, a dimostrazione del fatto che il serbatoio è ancora pieno di carburante.

Spezzo una lancia a favore di Sulynn Hago, chitarrista che dal 2015 si è unita all’organico canadese, dando prova di tenacia e piena attitudine.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

SETLIST:

Failed Imaginer

Speculative Fiction

Dear Coaches Corner

Fuck The Border

Lotus Gait

Devils Crick

Note To Self

Failed States

Comply / Resist

Fears Collide

Nigredo

Cop Of The Frame

Duplicate Keys

Back To Motor League

Pc Fascist

Nation States

Less Talk

Anti-MAnifesto

Victory / Night / Life

 

Grazie come sempre a Hub Music Factory & LP Rock Events.

 

Testo: Vasco Bartowski Abbondanza

Foto: Luca Ortolani[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1503314301745{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 11px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”9223,9224,9208,9220,9226,9215,9209,9221,9227,9218,9210,9219,9211,9212,9213,9207,9214,9216,9217,9222,9228″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Dead To Me

 

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RVIVR

 

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La prima volta di VEZ a Radio Veronica

Vi voglio raccontare una storia.

Se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi due anni di lavoro come ufficio stampa e come giornalista è stato che nulla può essere fatto senza sostegno e collaborazione.

Credo in un mondo in cui il rispetto reciproco e il riconoscimento del valore altrui sia fondamentale per creare rapporti sereni e duraturi. Nella vita come nel lavoro.

E credo anche che ci sia bisogno di racconti di esperienze positive e di collaborazioni proficue. Perché c’è anche questo, fortunatamente. E la collaborazione maggiore mi è arrivata da parte delle donne. Sì, proprio di quelle donne che tutti pensano competitive e invidiose.

Ora, non fraintendiamoci, molti sono gli uomini su cui posso e ho potuto contare, ma le donne, loro sono state una sorpresa. Ma torniamo alla nostra storia.

Durante il Bay Fest, festival musicale che si tiene ad agosto a Bellaria Igea Marina, ho conosciuto Ivana Stjepanovic.

La mia neo collega e collaboratrice dello stesso festival per cui anche io stavo lavorando mi è venuta incontro con un sorriso. E in un mondo costellato di tatuaggi, magliette e canotte di gruppi musicali, piercing (ne ho alcuni anche io) e Bella VEZ + Regaz, Ivana mi ha incuriosito tantissimo.

Biondissima, occhi azzurrissimi e tanta energia, Ivana mi racconta di Radio Veronica, la famosissima emittente radio per la quale lavora e che ognuno di noi ha imparato a conoscerne durante la propria crescita. Le ho chiesto un’intervista e lei ha rilanciato chiedendone una anche a me (sotto questo articolo, il trailer della puntata radio della quale sono stata ospite).

 

Una radio storica Radio Veronica… Chi non la conosce!

Per più di quarant’anni Radio Veronica è stata una delle emittenti di spicco delle Marche ma anche di tutta la parte del Centro italia e dell’Emilia Romagna. E’ una sorta di istituzione. Nel 2017 però sono state vendute le frequenze che ora sono di RTL 102.5 (Radio Freccia). Il marchio poi è stato affittato a Radio Arancia di Ancona. Al momento Radio Veronica è tornata ancora più forte e più viva, ma con un nuovo palinsesto tra i quali c’è anche Marmellata Sound, il mio programma, che proprio a dicembre compirà il suo primo anno di vita.

 

Da quando hai iniziato a lavorare in radio?

Lavoro in radio da poco più di due anni. Prima di Radio Veronica ho fatto una breve esperienza in un’altra radio locale di Pesaro. Dopo la laurea magistrale in Televisione, cinema e New Media allo IULM di Milano ho iniziato il lavoro a Radio Veronica.

 

Sei sempre stata una DJ quindi!!

Non solo. Da un paio d’anni sono qui a Radio Veronica ma non sono solo una DJ. Mi occupo anche della parte commerciale della radio e svolgo anche il ruolo di consulente pubblicitario. On Air come dicevo, mi occupo del programma Marmellata Sound dal dicembre 2017 e ne vado molto orgogliosa. Il programma va in onda dalle 18:00 alle 19:00 dal lunedì al venerdì. Con questa trasmissione ho deciso di uscire un po’ da quello che sono i soliti generi che si possono ascoltare in radio e seguire di più anche i miei gusti personali e dei miei collaboratori.

 

Tanto Rock quindi a Marmellata Sound, e tanto cuore…

Certo il rock, ma anche punk, indie e musica elettronica. Abbiamo anche deciso di invitare ed intervistare anche personaggi differenti inserendo anche tante notizie di cinema, eventi e festival. Vorrei che questo spazio giornaliero potesse diventare un punto di riferimento per tutti quelli che come me amano la musica e le arti e vogliono rimanere sempre aggiornati sulle novità. La passione però non è solo mia. Tutto il team che lavora con me si impegna tantissimo per non far morire questa emittente storica.

 

Vorrei ringraziare Ivana per l’ospitalità e Radio Veronica per la bella musica.

Ragazzi in bocca al lupo e See You Soon!!!

 

Sara Alice Ceccarelli

 

Video Trailer di Mattia Celli

 

Nothington

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• Nothington •

Tpo (Bologna) // 7 Novembre 2018

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Ultima data italiana per i Nothington al TPO di Bologna che dopo questo tour europeo abbandoneranno la scena per una pausa personale.

Un concerto intimo che ha, però, rivelato tutta la grinta di questi 4 ragazzi di San Francisco in attività dal 2007.

Scaletta con tutti i brani più belli della band, A Mistake, In The End, Cobblestone i nostri preferiti.

A fine concerto, dopo aver letteralmente svaligiato il loro merch, abbiamo salutato il frontman Jay che non ha nascosto la sua malinconia per la rottura, anche se momentanea, del gruppo, lasciandoci non con un addio ma con un “arrivederci” a San Francisco.

SETLIST:

The Ocean

Far To Go

A Mistake

Nothing But Beaches

It Comes At Goes

Cobblestones

Already There

In The End

End Of The Day

Not Looking Down

Last Time

Where I Stand

St. Andrews

ENCORE:

The Lies I Need

Stop Screaming

 

 

Testo: Nicoletta Neri

Foto: Luca Ortolani[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1503314301745{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 11px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”9174,9178,9175,9176,9186,9196,9197,9193,9179,9195,9194,9180,9181,9182,9183,9184,9177,9185,9188,9187,9190,9191,9192,9189″][/vc_column][/vc_row]

Fotografie Segnanti: le passioni, la satira, la musica

A pochi giorni della proclamazione dei Macchianera Awards, noi di Vez abbiamo avuto l’onore di poter intervistare uno degli ideatori della pagina: Jaques Ecravatte.

Assieme a lui cercheremo di entrare nel mondo di Fotografie Segnanti, una delle pagine più seguite di Facebook.

Non solo social network nella sua vita però, ma anche musica, cani e tanto altro ancora.

 

Ciao Cristian benvenuto su Vez Magazine. Ti posso Chiamare Cristian o Jacques?

Ciao puoi chiamarmi tranquillamente Jacques, ormai è un’istituzione questo Nick.

 

Ci puoi brevemente dire in che cosa consiste Fotografie Segnanti e perché è nata la pagina Facebook?

Una fotografia segnante è una decontestualizzazione di una foto attraverso una didascalia che nulla ha a che vedere con la foto stessa ma il risultato finale è assolutamente credibile anche se totalmente falso.

L’idea è nata da Fabrizio (creatore di Commenti Memorabili) prendendo spunto da Le fotografie che hanno fatto la storia ma come dicevo sopra, decontestualizzando il tutto.

 

Quante persone si occupano di questo progetto e quanto vi impegna durante l’arco della giornata? 

Dietro la pagina siamo in due più altri tre validi admin che seguono il gruppo Facebook. Riguardo al tempo, diciamo che gran parte della giornata è dedicata alla pagina stessa.

 

I social vi hanno reso popolari, ma allo stesso tempo vi rendono la vita difficile per colpa dei personaggi pubblici che vi bannano . Secondo te perché non è possibile avere una satira come in passato?

Beh, non sono i personaggi pubblici che ci segnalano, però a volte qualcuno non apprezza e ce lo fa sapere. Credo che il discorso satira sia da valutare bene. Ad oggi è molto facile indignarsi nonostante venga fatta bene, soprattutto per l’età media dell’utenza social che non la capisce.

Molte volte le vostre immagini sono veramente forti, soprattutto quando si tratta di morti o disastri. In questi casi secondo me l’ironia dovrebbe fare un passo indietro per rispetto delle per le persone che non ci sono più.

 

Come mai avete questa linea di satira un pochino macabra?

Noi tendiamo sempre ad andare a toccare le reazioni degli utenti, ma parlare di satira macabra mi sembra troppo perché non è quella che facciamo.

Le combo possono risultare forti ma sono per la maggior parte sono omaggi (vedi Astori, Frizzi) o di denuncia (ponte Morandi).

 

Adesso passiamo alle cose importanti che uniscono soprattutto le tue passioni alle nostre. Ci puoi dire il tuo genere musicale preferito? Indicaci Le cinque canzoni che non possono mancare nella tua playlist.

Beh il mio genere preferito è sicuramente il grunge con i Pearl Jam su tutti, anche se ascolto molti altri generi. Le canzoni immancabili in playlist sono a centinaia e non in ordine stabilito quindi dirò cinque delle mie preferite:

State of Love and Trust – Pearl Jam

Black – Pearl Jam

Canzone – Vasco rossi

Bigmouth Strikes Again – Smiths

Eternamente nell’Illusione di te – Moltheni

 

Quando fare satira sugli artisti com’è la loro reazione?

Sicuramente interessante, ci ridono sopra e molti intervengono. Qualcuno si è anche offeso, ma son cose che lasciano il tempo che trovano. Siamo una pagina satirica.

 

Io recentemente ho paragonato un artista a Herbert Ballerina (ndr) e quasi quasi mi voleva denunciare per averlo insultato. Abbiamo forse perso il senso dello humor?

Forse certi personaggi si prendono troppo sul serio andando a snaturare il vero senso della parola. Ridiamoci su.

 

Oltre alla musica quali sono le tue passioni?

Beh il calcio, il web e i Bull Terrier.

 

In poche parole spiegaci cosa vuol dire per voi il Macchianera Awards e del perchè le persone dovrebbero votare proprio voi?

Macchianera per noi significa consacrazione di tutto il lavoro fatto in questo anno e mezzo, il tempo tolto alle nostre famiglie, il sacrificio e impegno nel portare avanti il progetto e poi la consacrazione definitiva come realtà del web anche se ormai siamo un’istituzione. Però per concludere, sarebbe lo step mancante a questa avventura, e per quello detto sopra, chiediamo di votarci per capire che abbiamo fatto un ottimo lavoro.

 

Ultima domanda dicci una cosa da “vez” che hai fatto nella tua vita. 

Credo che essere una realtà consolidata del web si possa definire vez. Parlo ovviamente a nome dei miei colleghi.

 

Carlo Vergani

Frank Turner

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• Frank Turner •

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| Pup | Xylaroo |

Zona Roveri – Bologna // 03 Novembre 2018

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Aprono la serata le Inglesi Xylaroo.
La dolcezza e la delicatezza delle sorelle Holly e Coco Hunt rapisce le prime persone presenti.
In scaletta anche la cover di Under the Bridge dei RHCP, ovviamente nel loro stile.
Belle e brave.

Ora capiamo perché molte delle persone sono già presenti dall’apertura dei cancelli, sono qui per loro, i PUP!
Molti se li ricorderanno di spalla ai Mezingers anno scorso sempre a Bologna.
Il quartetto di Toronto fa subito caricare tutti. Potenza e freschezza per questo quartetto canadese che non le manda a dire.
Eseguono brani tratti dai loro due album, il piu recente The Dream Is Over e l’omonimo PUP.
Elettrici.

22:00 puntuale sale sul palco Frank Turner.
Questo ragazzo è come un virus letale, il suo Folk Rock ti entra nelle vene e non ti mollla più, e ti fa saltare dall’inizio alla fine!
Jump, jump, jump, jump!
Ventiquattro canzoni per circa un ora e tre quarti di live.
La gente balla, poga, canta e ride.
Tra tutte le canzoni, sicuramente 1933, Recovery, Losing Days, e la bellissima Four Simple Words, sulla quale si lancia in un crowd surfing e concede un balllo ad una fan nel pubblico, sono gli episodi che preferisco.
Gran concerto e grandissimo artista, che spero di rivedere live molto presto!
Devastante.

 

SETLIST:

Be More Kind

1933

Get Better

Recovery

Little Changes

The Next Storm

Losing Days

Blackout

Glorious You

Eulogy
(Italian version)

Frank acoustic solo
Long Live the Queen

The Way I Tend to Be

How it Began
(second time live)

Live Fast Die Old

Full Band
Try This at Home

Photosynthesis

Encore:
Don’t Worry

I Still Believe

Four Simple Words

Polaroid Picture

Grazie come sempre a Hellfire Booking Agency.

 

Testo e Foto: Luca Ortolani[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1503314301745{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 11px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”9107,9112,9129,9109,9121,9111,9131,9108,9130,9110,9114,9124,9122,9115,9118,9116,9117,9127,9119,9113,9123,9125,9126,9128,9120″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

PUP

 

 

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Xylaroo

 

 

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Dalla Parte degli ultimi per sentirmi primo

C’è un ragazzo nato nel 1996, di nome Niccolò, in arte Ultimo, che scrive canzoni.

Mi lego alle sue parole sin dal suo esordio. Nasce una sorta di chimica tra il mio mondo ed il suo. Un mondo fatto di parole, un mondo di sognatori cronici che credono, appunto, nei propri Sogni appesi.

E così le parole di questo giovane ragazzo diventano mie, poiché ogni testo potrebbe essere un capitolo di un mio libro. Come se potessi finalmente posare la penna o magari lasciare a qualcuno il compito di scrivere per me e di me.

Perché è questo che fa: descrive perfettamente le mie sensazioni. Mi tocca l’anima. Lui canta e io mi perdo in quelle frasi.

Un ragazzo fuori dagli schemi in questi anni così poveri di cuore, di una sensibilità che tocca corde troppo profonde per non rimanerne folgorati.

Un ragazzo umile che ringrazia il proprio pubblico in continuazione, ora come tempo fa, quando in totale erano dieci o venti persone al massimo. Ma non ieri.

Ieri a Roseto degli Abruzzi presso il Pala Maggetti c’è stato il suo primo concerto in un Palazzetto (sono 227 chilometri da Rimini, ma sono dettagli. Tanto ormai conosco a memoria tutte le aree di servizio della A14).

Previste inoltre altre due tappe, entrambe sold out, a Roma e a Milano che fungono da anticipo a quello che sarà poi il tour del 2019. Tour che prenderà il nome del suo prossimo album Tutta colpa delle favole.

Comunque ci siamo, è il 30 ottobre e mi metto in macchina, attivo la modalità me, myself and I e mi sparo due ore di viaggio, per un concerto che aspettavo da mesi.

Fazzolettini in borsa (con me non ne ho mai) pronti per l’occasione unica. Io e la mia consapevolezza, due best friend come sempre.

Arrivo un quarto d’ora prima e parcheggio nell’unico posto libero che riesco a trovare, uno con una cicogna disegnata a terra. Ne deduco non sia per me, ma procedo ugualmente.

Ci siamo. Ci sono. Sono da sola solamente in apparenza.

C’è un’atmosfera difficile da spiegare, perché spiegare la magia credo sia impossibile e quindi non resta che viverla, perché l’unica cosa possibile con la magia è una: respirarla.

Inizia il mio centosessantesimo concerto in trentun anni di vita. So tutte le canzoni a memoria e oggi ho poca voce.

Quasi tre ore di musica, tre ore intense, come ogni singola parola venuta fuori da quel microfono. Una scaletta ricca di tutti i suoi successi fatti di paure, sogni, speranze e amore.

Da Il ballo delle incertezze a Ti dedico il silenzio e ad una delle mie preferita Stasera. Cazzo quanto amore c’era! E quanto ne trasmette!

Ultimo non è solo un cantante e i suoi concerti non sono solo concerti. Le sue canzoni hanno un’anima come tutte le persone presenti.

Anime rare, probabilmente, che hanno il coraggio di credere in cose impossibili e nei sentimenti come base della propria vita. Disgraziati come me, insomma.

Tanta emozione da parte mia, e anche lacrime, perché di fronte a canzoni come L’eleganza delle stelle, Farfalla bianca o Cascare nei tuoi occhi la commozione è inevitabile.

I suoi testi sono poesie che non si limitano a parlare d’amore, perché Ultimo con le parole, l’amore lo fa. Lo crea. Lo scolpisce. Lo infligge. Tipo lezioni che non puoi dimenticare.

Quando si siede al pianoforte, si spegne il mondo e si accende solo lui. E nasce la magia nella magia.

Pieno di vita, ecco come definirei Niccolò, che ha cantato ma anche lasciato e lanciato messaggi di speranza su quanto a volte sia fondamentale lottare con le unghie e con i denti per ottenere ciò che si desidera.

E su come la felicità costi anche dei sacrifici ma che non è giusto mollare solo per la paura di farli.

Ne è valsa la pena tornare a casa a notte fonda, non solo per quello che mi ha lasciato dentro e addosso, ma soprattutto perché mentre tornavo a casa ho visto anche una stella cadente.

E forse era quella La stella più fragile dell’universo e ho espresso un desiderio.

Non venitemi a dire che la meraviglia non esiste.

Io la vedo ovunque.

Claudia Venuti