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Yann Tiersen “Portrait” (Mute Records, 2019)

O no! It is an ever-fixed mark,
That looks on tempests and is never shaken;
It is the star to every wand‘ring bark,
Whose worth’s unknown, although his height be taken.

                                                                                W. Shakespeare

Sarà anche vero che siamo attratti dagli opposti, ma è ancora più vero che per creare, per vivere, per sentirci ispirati cerchiamo la metafora autoriferita, cerchiamo un luogo, un simbolo, un totem che ci garantisca che quello che vediamo, per come lo vediamo, sia per sempre in sintonia col nostro sentire. Una sorta di golem a protezione della nostra Musa, una trottola in Inception, un luogo sacro, pagano — sia chiaro —, che sia recinto per la vita.

Un faro, un’isola a ovest della Bretagna, l’estremo confine occidentale, per di più circondato dal mare, che diventa doppiamente finis terrae, uno di quei luoghi dove potevano vivere selkie e banshee, un luogo dove il grande faro sfida l’ Oceano Atlantico e si prende cura degli uomini in mare.

Sull’isola di Ouessant (o Ushant) un uomo ha deciso di vivere e di scrivere musica. A giudicare dalla sua storia, fatta di studi classici e di amore per il punk, e ancor più a giudicare dalla sua opera, viene da pensare che abbia, in realtà, deciso di mettere in note la terra che ha scelto. E i suoi cieli, le sue nebbie, i suoi verdi. Del resto ci sono incontri fortuiti che cambiano storie e destini. E chissà quale sarebbe potuta essere la storia di Yann Tiersen, se i suoi occhi non si fossero posati sul grande faro di Ushant. Un uomo che a tredici anni poteva già definirsi polistrumentista, che abbraccia la musica degli Stooges e dei Joy Division, che poi si perde e decide di fare da solo, in una stanza, con un registratore a otto tracce, sinth e drum machine.

E quello che ne nasce è ispirato al grande classico Freaks di Tod Browning del 1932 e ai fantasmi giapponesi di Aya no Tsuzumi. Suona cinquanta strumenti, il nostro protagonista, ma ha in testa un mare burrascoso, e trova la pace solo nel 1998, quando riesce a mettere su pentagramma il suo demone e lo ingabbia, lo esorcizza, lo chiama per nome. Un terzo album chiamato Le Phare, e una canzone, Monochrome che arriva alla cinquantesima posizione della classifica francese. Iniziano i tour, una collaborazione con i Noir Désire, il successo mondiale grazie a Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain nel 2001. Il resto è storia, nuove colonne sonore, nuovi tour con orchestra e mille collaborazioni.

Questo album, che andrebbe ascoltato solo nell’edizione in vinile (e vi spiegherò il perché), è la summa di questa strana storia e di questo fortunato incontro, tra un uomo e il suo faro.

Yann Tiersen sulla sua isola ha costruito uno studio di registrazione, battezzato The Eskal, in cui accoglie i numerosi artisti che hanno partecipato a questo suo ultimo progetto. Di fatto questo Portrait è un’antologia dei pezzi più noti e amati del compositore bretone. Ma Tiersen ha voluto rivisitare ogni traccia, e le ha reinterpretate tutte, ibridandole con idee nuove, lasciando che non ingiallissero col tempo. Ha così chiamato alcuni amici a lavorare con lui: Gruff Rhys dei Super Furry Animals, John Grant, Stephen O’Malley dei Sunn O))), Blonde Redhead.

È un’opera volta a riappropriarsi della musica nata dalla propria storia e immaginazione, che ha vissuto altre storie, che a volte è stata fraintesa. È una setlist rivisitata e che crea un nuovo contesto e una nuova chiave di lettura. Ma è ancora di più: l’intero album è registrato in presa diretta su nastro e inciso su vinile senza passaggi in digitale. Un vero album analogico, suonato con spirito da artigiani, da musicisti di strada, un po’ troubadour un po’ esploratori, sospesi tra minimalismo e malinconia. Del resto Tiersen in passato è stato accostato a Erik Satie e al Teatro dell’Assurdo.

Quest’opera, così definita a livello temporale, trova una sua dimensione anche spaziale, geografica: sembra la colonna sonora di un isola con faro, più che di una storia d’amore. È un lungo piano sequenza pieno di spiriti inquieti, di note che escono da pianoforti giocattolo, da strumenti improvvisati. E un suono antico e solo apparentemente semplice, in realtà è quasi sempre portatore di un lato nascosto e, spesso, oscuro.

E’ come il suo faro, Yann Tiersen. Calmo, osservatore, impassibile, testimone di eventi, di storie, di maree. E, come il faro di Shakespeare, sovrasta le tempeste e non vacilla mai.

 

Yann Tiersen

Portrait

Mute Records, 2019

 

Andrea Riscossa

 

Grandmaster Flash @ Locomotiv Club

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• Grandmaster Flash •

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Express Festival 2019

Locomotiv Club (Bologna) // 03 Dicembre 2019

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Grazie a: Locomotiv Club

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PIXIES: annunciate due date estive in Italia!

8 luglio 2020 – Roma
Auditorium Parco della Musica // Roma Summer Fest

In collaborazione con Ventidieci e Alhena Entertainment

Ore 21:00

Biglietti
35€ + d.p. – Parterre
40€ + d.p. – Tribuna Centrale
30,50€ + d.p. – Tribuna Mediana
30,50€ + d.p. – Tribuna Laterale
25€ + d.p. – Tribunetta

Apertura prevendite Venerdì 6 dicembre a partire dalle ore 12:00
sul circuito Ticketone – http://bit.ly/Pixies_Ticketone

 

29 agosto 2020 – Lecce
SEI – Sud Est Indipendente Festival

In collaborazione con Locus Festival

Apertura Porte 19:00
Support 21:00
Pixies 22:30

Biglietti: 35€ + d.p.

Apertura prevendite venerdì 6 dicembre a partire dalle ore 12:00 sui circuiti
Ticketone – bit.ly/Pixies_Ticketone
Vivaticket – bit.ly/VT_Lecce

MAGGIORI INFO SU www.dnaconcerti.com

Dopo i due sold out dello scorso ottobre a Bologna e Torino per il tour del loro settimo album “Beneath The Eyrie”, la leggendaria band di Boston tornerà nel nostro paese a luglio e ad agosto per la gioia dei numerosissimi fan italiani
Sono senza dubbio tra le band più importanti della storia e, anche solo a giudicare dall’ultima volta che sono passati in Italia, i loro live sono da sempre fra i più amati e attesi. Tra il tutto esaurito al Paladozza di Bologna lo scorso 11 ottobre e quello alle Officine Grandi Riparazioni di Torino il giorno dopo, migliaia di fan hanno assistito estasiati a una performance impeccabile durata più di due ore. Centoventi minuti in cui Black Francis e la sua band, nell’ormai consolidata formazione con Paz Lenchantin al basso, hanno eseguito ben più di quaranta brani: ai grandi e attesissimi classici della loro carriera si sono aggiunti i nuovi estratti dall’ultimo album “Beneath The Eyrie”, pubblicato lo scorso 13 settembre su BMG/Infectious.
La rosa rossa attaccata al basso della Lenchantin ben rappresenta la band, ancora in grado di dare lezioni alla modernità con la sua bellezza, mai sfiorita. E mentre i piedi sono in aria e la testa per terra, come canta Charles Thompson IV, in arte Black Francis, e mentre nuotiamo nei Caraibi e gli animali si nascondono dietro le rocce, benediciamo i Pixies e il loro cuore caldo.
(“Le rose rosse dei Pixies” recensione del concerto alle Officine Grandi Riparazioni di Torino a cura di Erica Manniello – Rockol 13/10/2019)
Che il rock sia morto o meno, la certezza è che i Pixies sono ancora qua, saranno sempre qua, a mantenere le promesse a cui ancora tutti noi, nostalgici e romantici, continueremo ad aggrapparci, mentre osservando la città crollare ci chiederemo: “Where is my mind?”.
(“Il ritorno in grande stile dei Pixies alle OGR di Torino” di Umberto Scaramozzino –
La Repubblica XL 13/10/2019)

Nel 2020 i Pixies ci regaleranno due nuove imperdibili occasioni per vederli dal vivo: l’8 luglio si esibiranno nel cuore musicale capitolino, la Caveadell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Torneranno poi sul finire dell’estate, il 29 agosto, questa volta a Lecce, al SEI – Sud Est Indipendente Festival, una tra le rassegne più rilevanti e audaci nell’agenda musicale di tutto il sud Italia.

Considerati la band più influente e pionieristica degli anni ’80, i Pixieshanno aperto la strada a pesi massimi della storia della musica come Nirvana, Radiohead e Pearl Jam. I loro successi sono innumerevoli, e molti sono entrati nella storia della cultura pop, come “Where is my mind?“, conosciuta in tutto il mondo per essere stata utilizzata nella scena finale e nei titoli di coda del film Fight Club.

La band si forma a Boston nel nel 1986 dall’incontro di Black Francis(voce e chitarra), Kim Deal (basso), David Lovering (batteria) e Joey Santiago (chitarra). Dopo cinque album in studio che li hanno portati all’apice della popolarità, nel 1993 Black Francis annuncia il loro scioglimento in un’intervista radiofonica su BBC Radio 5. Torneranno insieme solo nell’aprile 2004, ripartendo con un lungo tour per celebrare la loro reunion. Nel 2012 rientrano in studio per scrivere nuova musica, ma proprio sei giorni dopo la fine delle registrazioni la bassista Kim Dealdecide di abbandonare la band. I membri rimasti decidono di proseguire, lavorando con diversi bassisti fino a quando Paz Lenchantin, ex A Perfect Circle, entra a far parte della band in modo definitivo. “Indie Cindy” è stato pubblicato nel 2014 ed è il loro primo album di musica inedita dopo più di 20 anni di silenzio discografico, seguito nel 2016 da “Head Carrier”. Lo scorso settembre hanno pubblicato “Beneath The Eyrie”, accolto entusiasticamente da critica e pubblico per la coerenza con il resto della discografia della band, arricchita da un’inedita dose di leggerezza e psichedelia.

 Molto presto avremo due nuove occasioni per vedere live queste leggende viventi, che a ogni ritorno aggiungono qualcosa alla loro storia e riprendono il palco con rinnovata energia.

Bay Fest 2020: DOPPIO ANNIVERSARIO da celebrare per la rassegna punk Riminese!

15, 16, 17 AGOSTO

PARCO PAVESE | BELLARIA IGEA MARINA | RIMINI

BAY FEST 2020

TORNA IL FERRAGOSTO PIÙ PUNK D’ITALIA: 3 GIORNI DI PUNK-HARDCORE CON

BAD RELIGION – TOUR PER IL LORO 40° COMPLEANNO

CIRCLE JERKS – REUNION ESCLUSIVA PER IL 40° ANNIVERSARIO DEL DISCO “GROUP SEX”

 

 

Bellaria chiama, Bay Fest risponde… con l’inconfondibile e divertentissimo grido del Punk!  La sesta edizione del festival è pronta a trasportarvi in un vortice di energia, singalonge sano pogo per una tre-giorni che si prospetta indimenticabile!

 

I primi nomi ufficiali annunciati sono due pesi massimi del genere: ci penseranno BAD RELIGION e CIRCLE JERKS a infiammare il Ferragosto più punk d’Italia! Quindi… bando alle ciance e SEGNATEVI LE DATE: 15, 16, 17 agosto 2020 al Parco Pavese di Bellaria Igea Marina, Rimini.

 

I Bad Religion potrebbero essere definiti come la band punk/hardcore più coerente di tutti i tempi, una fiducia nella loro essenza artistica che li ha portati ad essere ancora tra i nomi caldi della scena anche nel 2020.

 

Per ricordarcelo e come consuetudine senza fronzoli i Bad Religion arriveranno  ad agosto in Italia festeggiando i 40 anni di “compleanno”!

 

Sarebbe facile per loro andare avanti con la nostalgia dei fan semplicemente ripetendo i loro più grandi successi sul circuito festival ogni estate. Invece il gruppo si mette in discussione e pubblica ancora materiale inedito e fresco, non solo l’ultimo disco “Age of Unreason”, 17° in studio, che rovescia veleno e ritmiche serrate sull’America di Trump e sui crescenti muri delle destre conservatrici. Ma anche una biografia in uscita nei prossimi mesi che ripercorrerà i 40 anni di una band unica capace di schierarsi sempre con l’obiettivo di far pensare gli ascoltatori grazie a canzoni come Generator, American Jesus e tante altre.

Ma non è finita qui, perché anche l’altra band protagonista del Bay Fest 2020 – i Circle Jerks– festeggerà 4 decadi dall’uscita del loro album “Group Sex”, una pietra miliare per tutto il movimento punk-hc di Los Angeles e della west coast.

I Circle Jerks fanno infatti parte dei più innovativi gruppi alternativi nati a L.A. alla fine degli anni ’70, con i loro inni aspri e conditi di rabbiadalla voce del frontman, Keith Morris, e con quel “Group Sex” che, in poco più di quindici minuti li fece conoscere dai punk-heads di mezza america. Le voci della reunion si susseguivano da tempo ed è stata recentemente confermata la loro presenza in diversi festival durante l’estate del 2020. Compresa l’esibizione al Bay Fest di Rimini.

Nelle prossime settimane verrà resa nota la line up completa di questa tre-giorni di hardcore, punk e alternative che sta diventando un punto di riferimento costante per la stagione degli open-air festival italiani.

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BAY FEST 2020

15, 16, 17 AGOSTO 2020 | PARCO PAVESE | BELLARIA IGEA MARINA | RIMINI

EARLY BIRD DISPONIBILI DAL 6 DICEMBRESU MAILTICKET E VIVATICKET

 

Report Criminali

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P0P presenta:

 

Report Criminali

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Un report alternativo del concerto di Massimo Pericolo, Speranza e Barracano presso il Teatro della Concordia Venaria Reale di Torino del 21 Novembre 2019.

 

Un grazie di cuore a Shining Production

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SPIRITUALITÀ: TRA MUSICA E SCRITTURA • 
STEFANIA BONOMI
 • MARTEDÌ 10 DICEMBRE ALLA MONDADORI di MILANO 
PRESENTA IL SUO NUOVO LIBRO
 “IL PENTAGRAMMA DELL’ANIMA”

Relatrice: la scrittrice e ipnologa MANUELA POMPAS
Musiche: la pianista e compositrice ROBERTA DI MARIO
Letture: l’attore scrittore ROBERTO RASIA DAL POLO
Ospite: ROBERTA BELLESINI FALETTI
Martedì 10 dicembre la giornalista e scrittrice Stefania Bonomi presenterà alla Mondadori di Milano (Via Marghera, 28 – ore 18.30) il suo nuovo romanzo IL PENTAGRAMMA DELL’ANIMA, ispirato al noto scrittore e attore Giorgio Faletti.
Durante la presentazione del libro saranno presenti la scrittrice ipnologa Manuela Pompas, Roberta Bellesini Faletti, moglie del noto scrittore, e Roberta Di Mario, talentuosa compositrice e pianista il cui ultimo album, uscito lo scorso 8 novembre e intitolato Disarm (Warner Music Italy), mira a connettere l’ascoltatore col suo vero io, abbandonando qualunque forma di difesa per abbracciare il lato più intimo e spirituale di sé. È proprio per quel filo sottile che unisce sia la scrittura che la musica alla dimensione di pura spiritualità che la presentazione del nuovo libro di Stefania Bononi e le letture eseguite dall’attore Roberto Rasia Dal Polo saranno accompagnate da Roberta Di Mario e dal suo pianoforte che, attraverso sonorità delicate ma d’impatto, condurrà il pubblico verso la più sublime forma d’arte capace di smuovere il divino che c’è in noi.  Se un aldilà esiste, con quale linguaggio potrebbe mai esprimersi e comunicare con un aldiquà? Stefania Bonomi, autrice del suo secondo romanzo Il pentagramma dell’anima, racconta da un lato la magica storia d’amore universale dei protagonisti di questo romanzo, dall’altro la canalizzazione con l’amico mancato Giorgio Faletti avvenuta attraverso la scrittura.
Un uomo muore, ma la fine si rivela in realtà l’inizio di un’ascesa spirituale tutta in salita, da conquistare attraverso il riesame di una vita terrena vissuta tra frustrazioni, dolori, amore e un sogno mai realizzato: la musica. E proprio la musica sarà la chiave di volta per la missione che Leonardo Alfieri, scrittore-attore ispirato a Giorgio Faletti, colto da una fine improvvisa e inaspettata, dovrà portare a compimento fra cielo e terra.
Biografia

Nata a Milano nel 1965 Stefania Bonomi inizia a scrivere nel 1983 collaborando con diverse testate giornalistiche di moda e turismo, dedicandosi anche alla stesura di racconti per il settimanale Alba. Dal 1990 al 1993 collabora con il quotidiano Il Giornale, per poi essere assunta come giornalista televisiva per un’emittente bergamasca locale. Nel 2004 inizia la collaborazione con il quotidiano Metro, pagina degli spettacoli. Nel 2008 con La Bestia dentro vince la XIV Edizione del Premio Letterario Racconti nella Rete. Nel 2012 pubblica il suo primo romanzo Perché ti ho messo al mondo, un’avvincente storia di affetti famigliari. Dopo una pausa di sette anni e l’avvio imprenditoriale di uno dei più importanti studi italiani di marketing medico di cui è oggi titolare, Stefania Bonomi si affaccia nuovamente al mondo editoriale con Il pentagramma dell’Anima, il suo nuovo romanzo dedicato all’energia universale, alle emozioni e all’amore eterno per la musica.

Sito: www.stefaniabonomi.com

 

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Subsonica, diciamoci la verità: c’era davvero bisogno di Microchip Temporale?

I latini dicevano “ubi maior, minor cessat”, una frase che dovremmo ricordare sempre e che potremmo tradurre con “laddove ci sono i grandi, lì cadono i piccoli”. Ecco, quando ho ascoltato per la prima volta Microchip Temporale, il rifacimento in featuring con i grandi nomi della nuova scena per l’anniversario dell’arcinoto Microchip Emozionale, dei Subsonica, quella è stata la prima frase a venirmi in mente. Non un grande inizio, insomma, ma andiamo per ordine.

Quando nel 1999 è uscito Microchip Emozionale io avevo due anni, quindi va di conseguenza che questo album io l’abbia scoperto più tardi, capendolo e assimilandolo in una luce diversa ed estratto completamente dalla sua contemporaneità. Eppure l’ho amato dal primo ascolto, imparando sin da subito quale fosse stato l’impatto che un progetto come Microchip Emozionale aveva avuto sulla musica di quel periodo, cambiandola radicalmente.

Ecco, potremmo dire che esistono dei momenti di trasformazione e che questi momenti, talvolta, vengono sanciti da album. Microchip Emozionale e i Subsonica stessi sono stati esattamente questo: una sorta di incoronazione, uno spartiacque nella musica italiana. 

Insomma, per riassumere, Microchip Emozionale è stato e tutt’ora è, per moltissimi, una sorta di testo sacro. E i testi sacri non si toccano. Mai. 

Microchip Temporale è stato pensato come una sorta di album di duetti in cui gli ospiti sono quelli che ancora ci ostiniamo a definire i “nuovi” nomi della scena musicale, e che invece ne sono protagonisti da un bel po’, sia rap che elettronica che nel nuovo cantautorato. Quelli, insomma, che fino a qualche anno fa avremmo definito indie rap e che ora sono quelli che riempiono i palazzetti. In ordine di comparsa e senza bisogno di grandi presentazioni troviamo: Willie Peyote, Nitro, ComaCose e Mamakass, Elisa, Motta, Lo Stato Sociale, Coez, Cosmo, Achille Lauro, Ensi, FASK, Myss Keta e Gemitaiz. Un ventaglio di possibilità che avrebbe potuto davvero rendere quello che è stato un album di culto per la scorsa generazione, un album di culto per quella nuova, che sta scoprendo la faccia di Samuel sui banchi della giuria di X-Factor.

Partendo con queste premesse, posso dire che l’attesa di un progetto come Microchip Temporale è stata più curiosa che scalpitante per me, ma ero pronta a far sì che il genio (perché di genio si tratta) della band rivoluzionasse tutte le mie aspettative; che ribaltasse il risultato, per dirla alla Borghese. Così è stato perché io ero pronta ad arrabbiarmi, infastidirmi, aggrottare le sopracciglia e innamorami ancora di più grazie all’apporto di alcuni tra gli artisti che popolano maggiormente le mie playlist. Invece l’unica cosa che ho fatto è stato rimanere impassibile, sopportare un solo ascolto, skipparne alcune al secondo. Per farla breve, il giorno dopo, per me, eccetto alcune rarissime eccezioni, Microchip Temporale non era mai esistito.

Perché il grande difetto di questo progetto è che strizza troppo l’occhio alle nuove generazioni, ma poi effettivamente non lo fa abbastanza. Gli ospiti del disco, invece di regalare qualcosa di nuovo e superarsi, danno la spintarella che non ti sposta granchè, non ti fa volare, una via di mezzo.

Certo le mie aspettative erano molto alte, tanto che il confronto con il precedente muore nel momento stesso in cui viene fatto. La mia apertura mentale in questo caso si riduce per affetto, ma la verità è che le aspettative dovevano essere troppo alte, il confronto doveva essere vincente e queste chiusure mentali dovevano essere distrutte e spalancate al primo ascolto. In questo progetto bisognava osare al massimo, usare la massima reverenza, esattamente come si fa nei confronti di un capolavoro, non utilizzare soltanto questo remake per rilanciare l’immaginario di una band sull’onda dell’attenzione televisiva. 

Ammetto che ci sono dei momenti di grande bellezza, in particolare grazie a Motta a cui viene affidata Tutti i Miei Sbagli, che riesce a rendere il manifesto di una generazione ancora più grande, ancora più bello. Inoltre, grazie a Cosmo, che si consacra ancora come il Dio indiscusso dell’elettro pop, Disco Labirinto rinasce completamente. Giusta Myss Keta che in Depre si trova nella sua comfort zone e che alla fine si porta a casa in scioltezza un brano adatto a lei e chapeau anche per i Fast Animals and Slow Kids su Albe Meccaniche, la voce di Aimone regala quel quid in più.

Grande delusione per Willie Peyote (il cui talento e la cui capacità espressiva non vengono qui messe in discussione) che, dopo un tour con la band, in Sonde rende molto meno delle aspettative. Per gli altri rapper ci si aggira intorno alla sufficienza, a volte risicata. Non fanno gol nemmeno i Coma Cose, Lo Stato Sociale e – per assurdo – Coez, nettamente surclassati dall’imponenza delle canzoni.

Microchip Temporale è un album da sufficienza, sufficienza che c’è tutta, non fraintendetemi. Certo che la sufficienza, quando viene presa dal più bravo della classe, alimenta più delusione di un due e alla fine quello che torna è che forse tutti avevano una paura reverenziale nei confronti di questo gigante, tanto che, stavolta, su Davide ha vinto Golia. Forse, ancora, ricordavamo troppo bene il capolavoro e questo rifacimento resta troppo abbozzato. Quello che sappiamo per certo è che se questo album doveva rubare il posto al suo genitore ovvio,  non ce l’ha fatta. Perché non toglie, certo, ma non da’ quanto dovrebbe. E noi, dai più bravi della classe, volevamo la lode.

 

Mariarita Colicchio

 

Alessandro Cortini | “SABBIA” | Video + Quattro date in Italia!

condivide il video per
“SABBIA”
brano tratto da VOLUME MASSIMO 
disponibile ora su Mute [PIAS]

Guardalo QUI

QUATTRO DATE IN ITALIA
06 dicembre – Monk, Roma
07 dicembre – Argo 16, Venezia
20 dicembre – Teatro Comunale, Cervia
28 dicembre – Dancity Festival, Foligno

“A welcome return from one of the maestros of electronic music with an expertly produced record of exquisite beauty.” – Bleep
“an instrumental masterpiece that adds to an already incredible body of work by the gifted and skilled composer.” Exclaim 9/10
“a much deeper, denser record than Cortini has released before, full of expanding structures that seem to reach outwards into their surroundings.” the Quietus
“… exquisite sound design… “ – Uncut

Alessandro Cortini has shared the new video for ‘SABBIA’. Directed by Emilie Elizabeth and Alessandra Leone, the new video opens out the visual mood of the album’s artwork into a film that will be familiar to fans who have already had the chance to see Cortini’s live performances across Europe and North America.

The track, described by Resident Advisor as slow-burning industrial grind”, is taken from his acclaimed new album, VOLUME MASSIMO, out now on Mute and #2 in Bleep’s Albums of the Year. A exclusive cassette of the album, limited to 150 copies will be available from Bleep, get yours here: https://bleep.com/album-of-the-year-2019-ac-vm

Following the live launch at Berlin Atonal and an incredible performance at the Barbican, Cortini continues his VOLUME MASSIMO Tour with performances throughout Europe – updated tour dates below.

Alessandro Cortini’s music casts the listener into an intricately rendered vortex of emotive dynamics, where he expertly maximises the boundaries of contemporary electronic music, both in his solo work and as a member of Nine Inch Nails. The new album, Volume Massimo, combines his fondness for melody with the rigour of experimental practice and strikes a balance between analogue composition and cathartic dissonance into a momentous continuation of the aching electronics that he’s renowned for.

Volume Massimo picks up directly from the previous album, 2017’s Avanti, with the whisper of voices from that release slipping to the surface on the album’s opener, ‘Amore Amaro’.

From here, Volume Massimo takes flight, journeying into a meditative process that gently twists time and memory in its wake with a deftly arranged ensemble of synthesizers saturated with sonic artefacts. Often the foreground is luscious, and hints at Cortini’s pop sensibilities, as the background takes us down a vast melancholic maze. Perhaps surprisingly, his latest work is interspersed with guitar motifs that act as a subtle punctuation for the oneiric landscapes that shimmer before us.

Never falling prey to needless elaboration or digression, Cortini composes with a determined will to take what is felt through music as a map for life’s journey. It is in this sense that Volume Massimo departs from a conceptual hierarchy and aims for the heart with a minimalist’s arrow.

ALESSANDRO CORTINI LIVE
6 Dec – Rome IT – Monk
7 Dec – Venice IT – Argo 16

11 Dec – Brussels BE – Bozar Electronic Series
20 Dec – Cervia IT – Modulo Festival
28 Dec – Foligno IT – Dancity   

1 Feb – Paris FR – Lafayette
11 April – Bruges BE – Concertgebouw

RECENT DISCOGRAPHY
IMMEDIATE HORIZON – with Lawrence English (2018, Important Records)
AVANTI (2017, Point of Departure Recordings)
ALESSANDRO CORTINI AND MERZBOW (2017, Important Records)
FORSE (2015, Important Records)
RISVEGLIO (2015, Hospital Productions)

Buy the album: https://mute.ffm.to/acvm

Listen to ‘Amore Amaro’ here: https://youtu.be/MVJC–9Swuk
Watch the video for ‘Batticuore: https://youtu.be/fOnDwwMPgHg

https://twitter.com/blindoldfreak
https://www.instagram.com/alehan
https://soundcloud.com/alessandrocortini

Motionless In White @ Magazzini Generali

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• Motionless In White •

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+
Skold

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Magazzini Generali (Milano)

02 Dicembre 2019

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Foto: Annalisa Fasano

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Skold

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Grazie a Hellfire Booking Agency

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Fu Manchu live: il 24 Giugno 2020 Santeria 31 si tinge di Stoner Rock made in California!

Mercoledì 24 Giugno 2020

FU MANCHU LIVE

Santeria Toscana 31 | Milano

 

 

Fu Manchu, storica formazione Californiana dall’impronta stoner rock, è pronta a tornare in Italia dopo la pubblicazione del suo dodicesimo album “Clone of the Universe”, per saturare l’aria con i suoi riff granitici e spaziali. Il prossimo giugno accogliamo lo storico quartetto di San Clemente a Santeria Toscana 31, per un concerto che strizzerà l’occhio al passato, ma proiettato verso il futuro.

 

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LA BAND

I Fu Manchu nascono nel 1990 dalle ceneri della band hardcore punk Virulence. Nel giro di 5 anni pubblicano due album (“No One Rides Free” e “Daredevil”) che li portano all’attenzione del pubblico, tanto da riservargli la posizione di apertura per i concerti dei Monster Magnet, allora capi indiscussi dello Stoner Rock. Il gruppo californiano propone una miscela trascinante e distorta di Black Sabbath e Melvins, talvolta arricchita da spunti hardcore, laceranti aperture alla psichedelia pesante e ampio uso del fuzz.

Nel 1996, quando il terzo album “In Search Of” raggiunge gli scaffali, i Fu Manchu sono ormai capaci di usare tutti i vecchi modelli  stilistici del loro repertorio per creare una nuova grammatica “stoner rock”, con effetti intensi, sulla scia del migliore Jimi Hendrix.

Con il passare degli anni realizzano una serie di album di successo, nonché qualitativamente validi, e a rinforzare la loro reputazione di live act di assoluto rispetto, andando in tour insieme a band del calibro di Kyuss, Marilyn Manson, Clutch.

 

 

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FU MANCHU

24 GIUGNO 2020 | SANTERIA TOSCANA 31 | MILANO
PREVENDITE DISPONIBILI DA VENERDì 6 DICEMBRE SU MAILTICKET, VIVATICKET E TICKETONE

DENTE: IL 5 DICEMBRE AL MONK DI ROMA L’ANTEPRIMA DEL TOUR | Un concerto speciale tra anticipazioni dal nuovo disco in uscita e grandi classici!

DENTE

IL 5 DICEMBRE A ROMA

L’ANTEPRIMA DEL TOUR AL MONK

Open: h20.00 //Start: h22.00

Biglietti disponibili al botteghino → 15€

Un concerto speciale tra anticipazioni e grandi classici

Appuntamento giovedì 5 dicembre con Dente al Monk di Roma (Via Giuseppe Mirri, 35) per l’anteprima del tour 2020: un concerto speciale, che a Milano ha già fatto registrare il tutto esaurito a pochi giorni dall’apertura delle prevendite, mentre sono ancora disponibili pochissimi biglietti per il live capitolino, per regalare al pubblico un assaggio della tournée che nei prossimi mesi vedrà il cantautore sui palchi dei migliori club italiani. Per tutte le info:www.monkroma.it

Dente, accompagnato dalla sua band, porterà in scena il meglio del suo repertorio, brani come Invece tu, Chiuso dall’interno, Coniugati passeggiare, e tanti altri ancora. Canzoni essenziali, ricercate nei testi e negli arrangiamenti, che in oltre dieci anni di carriera l’hanno reso uno dei più apprezzati cantautori del nostro paese.

Il concerto sarà anche un’occasione unica per ascoltare dal vivo i nuovi singoli Anche se non voglio e Adieu, insieme ad altre anticipazioni dall’atteso nuovo disco di inediti, che sarà pubblicato nel 2020 da INRI e Artist First, a distanza di 4 anni dall’ultimo “Canzoni per metà”.

Il concerto è prodotto Massimo Levantini per Baobab Music & Ethics; per tutte le info e gli aggiornamenti di calendario: www.baobabmusic.it.

Giuseppe Peveri detto DENTE, nasce a Fidenza (PR) nel 1976. Poco più che adolescente, intraprende la sua avventura musicale come chitarrista dei Quic, passando per la band La Spina, con cui pubblica due album alla fine del secolo scorso, per poi intraprendere la carriera solista nel 2006. DENTE è uno dei più apprezzati cantautori italiani, un musicista che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più numeroso e affezionato riuscendo a imporre il suo personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati. Ad oggi ha pubblicato 6 album in studio, un Ep digitale e un libro. Ha collaborato con numerosissimi artisti del panorama italiano come Perturbazione, Arisa, Marco Mengoni, Le Luci della Centrale Elettrica, Manuel Agnelli, Coez, Brunori s.a.s., Enrico Ruggeri e Seltonper citarne solo alcuni.

 

PEARL JAM: una data evento in Italia il 5 luglio 2020 all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola!

PEARL JAM
ANNUNCIATO IL TOUR ESTIVO IN EUROPA
UNA DATA EVENTO IN ITALIA

DOMENICA 5 LUGLIO 2020
IMOLA
(AUTODROMO INTERNAZIONALE ENZO E DINO FERRARI)

PIXIES sarà la band special guest dello show

“12 Days of Pearl Jam” è la playlist natalizia
da oggi disponibile grazie a Ten Club

I PEARL JAM ritornano in Italia con un concerto evento domenica 5 luglio 2020all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. I PIXIES saranno gli ‘special guest’ della serata.

I membri del Pearl Jam Ten Club avranno accesso alle prevendite prima di tutti dalle ore 11.00 di lunedì 2 dicembre fino a giovedì 5 dicembre. La messa in vendita generale avrà invece inizio a partire dalle ore 11.00 di sabato 7 dicembre su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.

I Pearl Jam suoneranno in 13 date in giro per l’Europa a partire da giugno del prossimo anno. L’apertura del tour avverrà il 23 giugno a Francoforte, dove la band non si esibiva dal 1992 e si concluderà il 22 luglio ad Amsterdam. Il gruppo farà tappa anche a Budapest dopo 23 anni e a Zurigo (l’ultimo concerto qui fu nel 2000).
Questa nuova serie di show includerà diverse tappe in alcuni dei festival più celebri al mondo come il Lollapalooza a Stoccolma e Parigi, il Rock Werchter e BST Hyde Park.

Visita il sito http://www.pearljam.com 

Pearl Jam – TOUR 2020 Calendario:
DATA CITTÀ – PAESE VENUE
23 Giugno Francoforte, Germania* Festhalle
25 Giugno Berlino, Germania* Waldbühne
27 Giugno Stoccolma, Svezia Lollapalooza Stockholm
29 Giugno Copenhagen, Danimarca* Royal Arena
2 Luglio Werchter, Belgio Rock Werchter Festival
5 Luglio Imola, Italia** Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari
7 Luglio Vienna, Austria+ Wiener Stadthalle
10 Luglio Londra, UK**+ American Express presents BST Hyde Park
13 Luglio Cracovia, Polonia+ Tauron Arena
15 Luglio Budapest, Ungheria+ Budapest Arena
17 Luglio Zurigo, Svizzera+ Hallenstadion
19 Luglio Parigi, Francia Lollapalooza Paris
22 Luglio Amsterdam, Olanda+ Ziggo Dome
*     Special guest IDLES
**     Special guest Pixies
+    Special guest White Reaper12 Days of Pearl Jam:
Per celebrare la stagione natalizia, il Ten Club ha lanciato oggi “12 Days of Pearl Jam” ovvero 12 singoli natalizi dei Pearl Jam che saranno resi disponibili per la prima volta su Spotify.

PEARL JAM
Il 22 ottobre 2015 i Pearl Jam hanno festeggiato 25 anni di concerti live. Dopo 10 album in studio e centinaia di performance incredibili, la band continua ad ottenere il consenso di critica e pubblico. I Pearl Jam hanno venduto complessivamente 85 milioni di dischi e sono stati inseriti nel 2017 nella Rock and Roll Hall of Fame.

Radio ufficiale: VIRGIN RADIO.

Foto: Henry Ruggeri

Ufficio stampa Live Nation Italia:
giacomo.vitali@livenation.it