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BULL BRIGADE: “SOPRA I MURI” IL VIDEO DEL NUOVO SINGOLO

BULL BRIGADE

IL VIDEO DI “SOPRA I MURI”

 IL NUOVO SINGOLO

(Motorcity Produzioni, distr. Tunecore)

PERCHÉ NON SI SA MAI TOUR 2026

6 marzo – TORINO – Hiroshima Mon Amour

14 marzo – BOLOGNA – Estragon Club

20 marzo – RONCADE (TV) – New Age

18 aprile – ROMA – Largo Venue

24 aprile – MILANO – Magazzini Generali

Link alle prevendite: https://www.ticketone.it/artist/bull-brigade/

Link al video su YouTube: https://youtu.be/aCNR2f8guAQ
Online da venerdì 21 novembre, il video di SOPRA I MURI, primo singolo dei BULL BRIGADE pubblicato lo scorso 14 novembre estratto da Perché Non Si Sa Mai, il nuovo album in arrivo il 13 febbraio 2026. Una release, quella del disco, che sarà accompagnata dal “Perché Non Si Sa Mai Tour 2026”, prodotto da Barley Arts: il ritorno della band sui palchi di tutta Italia, con prevendite già disponibili.

Sopra i Muri è una dichiarazione d’intenti: un brano che racchiude l’essenza dei Bull Brigade, capaci come pochi di fondere l’urgenza del punk-rock con una scrittura autentica, diretta e profondamente attuale. Il sound intreccia l’energia ruvida del punk londinese dei primi anni ’80 con una sensibilità più intima e cantautorale, trovando un equilibrio perfetto tra impatto e introspezione. Nel testo, sorretto da un muro di suono compatto e trascinante, la band riflette sul significato della libertà e sull’importanza di restare fedeli a sé stessi, rivendicando con forza la propria assoluta indipendenza.

Raccontano i Bull Brigade: “Alla fine il punk dovrebbe essere libertà. Ma oggi, per essere considerati tali, si finisce intrappolati negli stessi schemi che a 20 anni pensavamo di combattere. Dunque, sì, ora siamo davvero liberi di fare ciò che vogliamo.”

Attivi dal 2006, i Bull Brigade rappresentano una delle realtà più solide e riconosciute della scena punk rock italiana. In quasi vent’anni di attività, la band ha costruito un percorso coerente e appassionato, fatto di dischi, tour e collaborazioni, mantenendo sempre viva la propria identità e il legame con il pubblico.

Il loro sound unisce street punk, punk rock e hardcore in un equilibrio unico, sorretto da una voce ruvida ma capace di grande espressività melodica. A renderli riconoscibili è anche la forza autentica dei testi, che intrecciano poesia e realismo per raccontare la vita di strada, le periferie urbane, la classe operaia, il mondo della tifoseria e le tensioni sociali che attraversano il presente.

Dal suono diretto e abrasivo di Strade Smarrite (2008) alla scrittura più matura e articolata di Vita Libertà (2016), fino alla profondità emotiva e solidità sonora de Il Fuoco Non Si è Spento (2021), i Bull Brigade hanno intrapreso un percorso di costante crescita artistica.

Con Sopra i Muri, la storica band torinese inaugura ufficialmente il cammino che porterà alla pubblicazione del nuovo album, Perché Non Si Sa Mai, in uscita il prossimo 13 febbraio.

I-DAYS 2026: arrivano i FOO FIGHTERS!

Gli ambasciatori del rock and roll

 FOO FIGHTERS

 Domenica 05 LUGLIO 2026 – Ippodromo SNAI LA MAURA

Unica data italiana del
“TAKE COVER TOUR 2026”

Prima di loro:
IDLES
FAT DOG

 BIGLIETTI DISPONIBILI
IN PREVENDITA SULL’APP I-DAYS dalle 10:00 di giovedì 13 novembre
SU MY LIVE NATION dalle ore 15.00 di giovedì 13 novembre
VENDITA GENERALE dalle ore 10.00 di venerdì 14 novembre
SU TICKETMASTER, TICKETONE E VIVATICKET

Altri protagonisti del cast dell’edizione 2026
verranno annunciati
 nelle prossime settimane

Milano, 10 novembre 2025.Gli I-DAYS Milano sono pronti per annunciare gli artisti che domenica 05 luglio 2026 saliranno sul palco dell’Ippodromo SNAI LA MAURA per una grande serata di Rock and roll: i FOO FIGHTERS.
La band americana porterà ad I-DAYS Milano l’unica tappa italiana del loro “TAKE COVER TOUR 2026”.

Dave Grohl, Nate Mendel, Pat Smear, Chris Shiflett e Rami Jaffeesi uniscono al grande cast già annunciato degli I-DAYS Milano 2026 (e altri grandi nomi arriveranno nelle prossime settimane) in un momento importante per la loro carriera. La band, infatti, festeggia quest’anno il 30° anniversario dell’album d’esordio e ha pubblicato negli ultimi mesi due singoli inediti (a luglio “Today’s Song” e a ottobre “Asking for a Friend“) che sono un primo assaggio di nuova musica inedita dall’acclamato “But Here We Are” del 2023.
Il “Take Cover Tour 2026” porterà i principali ambasciatori americani del rock and roll in giro per il mondo dopo il “Everything or Nothing at All” tour del 2024, una serie trionfale di spettacoli acclamata dal Guardian per la sua “intensità emozionante” e che ha spinto l’Evening Standard a proclamare la band “ancora i re indiscussi del rock da stadio”. 

Ad aprire la data due band molto amate dal pubblico e dalla critica: gli IDLES e i FAT DOG. 

Gli IDLES, la band britannica capitanata dal cantante Joe Talbot, si muove nel mondo dell’heavy post-punk, con testi caratterizzati da una visione fortemente progressista che parlano di vulnerabilità, accoglienza, immigrazione e fratellanza. L’ultimo album “Tangk”, uno dei progetti più sorprendenti del gruppo, è un lavoro più melodico ed elettronico dei precedenti composto da canzoni d’amore viscerali e storte.

FAT DOG sono una delle band emergenti più entusiasmanti degli ultimi anni, evocatori di quel genere di spettacoli dal vivo frenetici e selvaggi che non si vedevano da anni e ora creatori di “WOOF.”, un album di debutto brillante e sconvolgente. Il suono prodotto dai Fat Dog è “musica da urlare dentro un cuscino”, un’entusiasmante miscela di electro-punk, ringhi rock’n’roll, paesaggi sonori techno, industrial-pop ed euforia rave, musica per lasciarsi andare.

I biglietti per questo atteso appuntamento saranno disponibili in prevendita sull’app I-DAYS dalle 10:00 di giovedì 13 novembre, su My Live Nation dalle ore 15.00 di giovedì 13 novembre e in vendita generale dalle ore 10.00 di venerdì 14 novembre su ticketmaster, ticketone e vivaticket.

FOO FIGHTERS, gli IDLES e i FAT DOG si uniscono ai primi artisti già annunciati per l’edizione 2026 della concert series più importante d’Italia: Florence + The Machine, SYSTEM OF A DOWN, QUEENS OF THE STONE AGE e ACID BATH, un cast che renderà memorabile la prossima edizione di I-DAYS.

Dal 1999 ad oggi gli I-DAYS sono diventati simbolo di un cast artistico di alto livello e sempre attuale che risponde alle esigenze di un pubblico davvero appassionato di musica e ogni giorno più attento e variegato.

Questo il calendario aggiornato:

03 luglio 2026            Florence + The Machine        Ippodromo Snai San Siro

06 luglio 2026            System of a Down                 Ippodromo Snai la Maura

                                   Queen of the stone age       

                                   Acid Bath        

05 luglio 2026             FOO FIGHTERS                      Ippodromo Snai la Maura

                                    IDLES

                                    FAT DOG

Nato nel 1999 e inizialmente noto come Independent Days Festival, l’I-DAYS ha ospitato fin dagli esordi grandi nomi della musica mondiale: Arcade Fire, Arctic Monkeys, Blink 182, Green Day, Imagine Dragons, Justin Bieber, Kasabian, Liam Gallagher, Linkin Park, Manu Chao, Muse, Nine Inch Nails, Noel Gallagher’s High Flying Birds, Pearl Jam, Placebo, Queens Of The Stone Age, Radiohead, Sigur Ros, Sonic Youth, The Killers, The Offspring, Tool, Velvet Revolver, Travis Scott, Red Hot Chili Peppers, Florence + The Machine, Rosalìa, Paolo Nutini, The Black Keys. A questi si aggiungono negli ultimi anni i METALLICA, LANA DEL REY, GREEN DAY, DOJA CAT, TEDUA QUEENS OF THE STONE AGEBRING ME THE HORIZON, YUNGBLUDAVRIL LAVIGNE, SIMPLE PLAN e STRAY KIDS e se l’edizione 2023 aveva portato a Milano oltre 320 mila persone battendo il record di paganti ad un festival italiano registrato in precedenza sempre dagli I-DAYS nell’edizione del 2017 (tenutasi al Parco di Monza – Autodromo Nazionale), il record era stato battuto nuovamente nel 2024 con oltre 420.000 spettatori provenienti dall’Italia e dall’estero. Grande risultato anche per l’edizione 2025 che si è aperta con l’unica data italiana del tour mondiale di Justin Timberlake (una vera masterclass del pop mondiale davanti ad oltre 30 mila fan – record di presenze per il performer americano nel nostro paese) è proseguita con l’attesissima DUA LIPA (anche per lei quella di Milano è stata l’unica data nel nostro paese e i 70 mila fan in delirio hanno segnato un vero record per la nuova dea del pop che ha ammaliato il pubblico con una serata tra hit mondiali, cambi d’abito e perfino la cover di Raffaella Carrà) prima dell’arrivo dei DURAN DURAN (che hanno festeggiato l’ultima tappa italiana del loro tour applauditi da 20 mila persone – il loro maggior pubblico di questa estate nel nostro Paese) e dei LINKIN PARK (78.500 fan per un sold out pieno di emozioni per un’attesa lunga 8 anni e il record di presenze per la band nel nostro paese). 27 mila fan in completo visibilio hanno partecipato all’unica data italiana del tour mondiale di OLIVIA RODRIGO prima dell’arrivo di POST MALONE (davanti a 25.000 presenti), un altro grande colpo per la manifestazione ideata e guidata da LIVE NATION 6 che in 26 anni di I-DAYS ha abituato il pubblico italiano ad ascoltare il meglio della musica, dal pop al rock, dall’indie al metal, portando in Italia sia artisti già affermati a livello globale che puntando le sue fiches sui nomi più nuovi in circolazione.

 Per maggiori info su I-Days Milano

www.idays.it
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Virgin Radio è media partner

Lorde @ Unipol Arena

Bologna, 29 Novembre 2025

Ebbene sì, sono riuscita finalmente a vedere dal vivo Ella, in tutta la sua forza, sensualità e vulnerabilità.

Ella Marija Lani Yelich-O’Connor, in arte Lorde, è semplicemente una delle più precoci e talentuose pop star internazionali degli anni 2010. Di origine neozelandese, mia coetanea e mio idolo indiscusso, non aveva ancora compiuto 17 anni quando pubblicò Royals nel lontano 2013, brano che le valse due Grammy Award.

Raggiungo il parterre con un paio di amici e veniamo accolti da The Japanese House, secondo opener della serata dopo Fabiana Palladino. Le note eteree della cantante britannica invadono il parterre, già considerevolmente gremito da un pubblico eterogeneo: tantissimi stranieri, ragazzine ventenni vestite con i top argentei – colore simbolo dell’ultimo album Virgin e del tour Ultrasound – e noi immancabili millennials. Lorde fa il suo ingresso sulle note di Hammer, addosso una maglietta e pantaloni da ragazza di tutti i giorni, semplice come si pone nel quotidiano, e un sorriso dolcissimo che solo Ella sa rivolgere ai suoi fan. 

La setlist tenta di incastrare a pettine le 11 tracce dell’ultimo disco Virgin, uscito lo scorso 27 giugno, con alcune pietre miliari dei tre album precedenti, pubblicati ognuno a quattro anni di distanza: Pure Heroine (2013), quel capolavoro che è Melodrama (2017) e Solar Power (2021). Con mia grande delusione, a quest’ultimo è stato dedicato un minimo spazio, solo due brani Oceanic Feeling, definita dalla stessa Ella la sua preferita dell’album,e Big Star che riempie l’Arena di luci per uno dei momenti più toccanti del concerto. Ciò rispecchia un po’ quello che si avverte da tempo sulle pagine social della community e dalle stesse interviste di Ella: sembra sia un capitolo in cui non si rispecchia a pieno e che non ha molto a che fare con il tipo di energia che le interessa portare sul palco al momento. Un piccolo lutto per la sottoscritta che invece deve a quell’album tanti ricordi, momenti di conforto e intima gioia. 

Laserata procede cantando e ballando le colonne sonore della mia adolescenza, Team, e dei miei vent’anni, Perfect Places. È però su Liability che il tempo si ferma: gli accordi al pianoforte creano un tappeto per un discorso che si rivela una confessione ai fan. Ella dice: “La nostra è come una relazione che dura da tanto tempo, è sempre bellissimo incontrarvi, ma a volte non è facile, a volte mettermi a nudo mi spaventa, mi sento vulnerabile”. Poi Ella cede il passo a Lorde, che infligge con la sua voce il momento emotivamente più alto della serata. 

Oltre alle vecchie hit, il concerto vuole celebrare principalmente il ritorno di Lorde al synth pop e a sonorità quasi più tendenzialmente techno come in What Was That, singolo d’esordio dell’ultimo album, diventato subito virale, che, seguito in setlist da Green Light rappresenta uno dei momenti più euforici della serata. Green Light è iniziata due volte: qualcuno nelle prime file ha bisogno di aiutoedElla, senza esitare, si ferma e aspetta la conferma che sia tutto risolto per ricominciare.

Gli ultimi brani prevedono un setting diverso: Ella intona David mentre scende tra la folla fino al B-stage, per una condivisione più intima in mezzo al pubblico. Sopra di lei l’accompagna una sorta di corridoio di luce sospeso a mezz’aria, in cui sembrano generarsi continue nuvole. Lorde ci gioca con le dita e comincia il brano successivo.
Per la prima volta in tutto il tour, Lorde esegue Hard Feelings: dal B-stage riusciamo a vederla meglio, col il suo bomber blu, si muove magnetica e decisa. Ribs chiude la notte con una un’ultimissima esplosione di felicità prima del buio finale.

Quando le luci si riaccendono, ci guardiamo un po’ spaesati cercando di tornare nel mondo reale, ma senza troppa fretta. Forse non vogliamo lasciare andare subito tutte le emozioni che abbiamo vissuto.
Un concerto così non passa. Rimane. E continua a vibrare.

Setlist

Hammer
Royals
Broken Glass
Buzzcut Season
Favourite Daughter
Perfect Places
Shapeshifter
Current Affairs
Supercut
GRWM
400 Lux
The Louvre
Oceanic Feeling
Big Star
Liability
Clearblue
Man of the Year
If She Could See Me Now
Team
What Was That
Green Light
David

Hard Feelings
Ribs

Tre Domande a: Black Wojtyla

Come e quando è nato il vostro progetto?

I Black Wojtyla nascono nel 2009. Lorenzo Tamberi, bassista con un drive funk e un registro che copre anche sonorità da chitarra, e Michele Nastasi, trombettista proveniente dalla classica e dalla progressive, si sono trovati a improvvisare insieme durante un capodanno. È stato amore a prima vista. Il giorno dopo hanno fissato una prova. Lorenzo ha chiamato Andrea Lamberti, batterista roccioso con un passato nel punk e nella patchanka: erano nati i Black Wojtyla. 
Il trio nasce allora e, a parte qualche periodo di inattività, è sempre esistito, e la formazione attuale è ancora quella originale, perché il nostro sound e la vita stessa del gruppo sono indissolubilmente legate alle nostre caratteristiche personali.
La band ha pubblicato il primo LP CMUI diversi anni fa, e due EP, PREIUS e 3MUCH, usciti nel 2023, tutti autoprodotti. Adesso è uscito il nuovo disco CARDIO. I Black Wojtyla sono classificati tra gli emergenti, ma potremmo, piuttosto, avviarci a diventare una band di culto. In un certo senso nell’underground milanese è già un po’ così, ci conoscono e ci hanno sentiti suonare moltissime persone, talvolta anche insospettabili.

Se doveste riassumere la vostra musica con tre parole, quali scegliereste e perché?

Vitale, emotiva, enigmatica. 
Vitale perché è una vera pulsione di cuore e di spinta. I nostri brani sono pieni di energia e i nostri concerti sono potenti, coinvolgenti, il pubblico ascolta, balla e si diverte. 
Emotiva perché nella nostra musica lasciamo spazio alle emozioni, non abbiamo preclusioni rispetto a eccessi melodici e performativi, alle armonizzazioni classiche, alle frasi struggenti, e non abbiamo paura di toccare il pop e di sfiorare il kitsch – credendoci sempre molto ma facendolo con una certa ironia.
Enigmatica perché la nostra è una musica prevalentemente strumentale, che sfugge a una categorizzazione per generi, e il cui significato non è dichiarato, stabilito e stabile. Riteniamo che il nostro compito di artisti non sia quello di confermare verità ovvie, ma di sollevare dubbi non banali. E lo abbiamo fatto sempre, a partire dal nome della band, o dal singolo Giubileo con cui abbiamo lanciato il nuovo album. È un modo di toccare temi sensibili come, ad esempio, quello del cattolicesimo e della sua eredità culturale (soprattutto in Italia, e soprattutto nel campo delle arti e della musica), senza prendere una posizione di elogio o di condanna, ma lasciando che sia la sensibilità del pubblico a dare un significato alla nostra musica. Oggi la musica è spesso puro intrattenimento, non presuppone nessun pensiero da parte dell’ascoltatore. Noi non siamo così. 

Se doveste scegliere uno solo dei vostri brani per presentarvi, quale sarebbe e perché?

I nostri brani sono molto diversi tra loro, per cui sceglierne uno solo significa non rappresentare completamente la varietà sonora e ritmica della band. Dovendoci sottoporre a questa scelta crudele, un brano che oggi ci rappresenta bene è Minimum. 
Siamo molto affezionati a Minimum per la complementarietà tra la potenza dei suoni e la dolcezza delle melodie, tra i pieni e i vuoti, e per l’atmosfera lirica e tragica, cioè del tutto inattuale che lo caratterizza (nonostante in tempi in cui viviamo siano ampiamente dolorosi). Il titolo, anche per contrasto, si riferisce a questo. 
Inoltre in Minimum abbiamo sperimentato delle sonorità per noi inedite, costruite da elementi incidentali, minimi ma sempre molto rifiniti. Nella prima parte, per esempio, i cluster di tromba derivano dall’impossibilità di eseguire, in un loop creato dal vivo, note che si sovrappongano perfettamente, uno sfasamento che tecnicamente è un errore e che qui diventa elemento espressivo. Oppure, nella seconda parte, gli accenti e le legature nelle note di basso in rapida successione creano un andamento proprio, così come fa, armonicamente, la modulazione ascendente del finale. Mescolando influenze molto diverse tra loro, come sempre capita nei nostri brani: rock e metal, elettronica, raggaeton, minimalismo, musica antica, pop italiano, progressive.

Tre Domande a: Den

Ci sono degli artisti in particolare che influenzano il tuo modo di fare musica o a cui ti ispiri?

    Mi ispiro molto a girl in red, Billie Eilish e Sia. Di loro amo la sincerità, quella capacità di trasformare la fragilità in forza. Ascoltandole ho capito che la musica può essere cruda e delicata allo stesso tempo, e che l’onestà emotiva è la cosa più potente che puoi portare in una canzone.

    Cosa vorresti far arrivare a chi ti ascolta?

      Vorrei che a chi mi ascolta arrivasse quello che la musica ha sempre fatto arrivare a me: la sensazione di non essere soli, di sapere che da qualche parte c’è qualcuno che prova le stesse cose. Credo che una canzone, se è vera, possa diventare casa per chi la trova nel momento giusto.

      C’è un artista in particolare con cui ti piacerebbe collaborare/condividere il palco?

        Mi piacerebbe collaborare con Vasco Rossi, magari cantare un brano scritto da lui. Ha quella capacità unica di rendere vere anche le parole più semplici. Sul palco, invece, vorrei condividere tutto con girl in red, la sua energia, la sua libertà, il modo in cui riesce a essere se stessa davanti a tutti, mi ispirano tantissimo.