Skip to main content

CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO 2019 • Ecco i primi nomi confermati!

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO 2019

ROMA, PIAZZA SAN GIOVANNI IN LATERANO
#1M2019  #UNPASSOAVANTI  #LAMUSICAATTUALE

CAST 2019: ecco i primi nomi confermati

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]


CARL BRAVE
DANIELE SILVESTRI
EX-OTAGO
GHALI
LA MUNICIPÀL
LA RAPPRESENTANTE DI LISTA
PINGUINI TATTICI NUCLEARI
SUBSONICA

Cresce l’attesa per l’edizione 2019 del CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO, uno degli appuntamenti più seguiti del panorama musicale nazionale, un grande evento che ogni anno, nel giorno della Festa dei Lavoratori, raduna centinaia di migliaia di spettatori in Piazza San Giovanni in Laterano a ROMA.

Il Concertone, promosso da CGIL, CISL e UIL, prodotto e organizzato da iCompany, anche per l’edizione 2019 presenterà una lunga maratona di musica dal vivo che verrà trasmessa in diretta da RAI 3 e Radio2.

Dopo il grande successo registrato lo scorso anno, con 16,8 milioni di contatti unici TV e la “media share” della diretta su Rai 3 ai massimi storici, il CONCERTONE punterà nuovamente i suoi riflettori sulla musica attuale e sulle proposte più interessanti della scena musicale italiana contemporanea.

La direzione artistica del CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO di ROMA è curata da Massimo Bonelli che è anche l’organizzatore generale dell’evento.

Tra i primissimi nomi confermati che si esibiranno sul palco di Piazza San Giovanni, ci sono:

CARL BRAVE, produttore e paroliere romano, istrionico e versatile, con le sue canzoni fotografa i giovani di oggi; il suo ultimo singolo è “Merci” estratto dal suo disco “Notti Brave (After)”.
DANIELE SILVESTRI, una delle voci più ispirate e autorevoli del cantautorato italiano, reduce dal successo al Festival di Sanremo dove ha conquistato il Premio della Critica Mia Martini e il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla; il 3 maggio uscirà il suo nuovo atteso album “La terra sotto i piedi”.

EX-OTAGO, la band genovese rivelazione del festival di Sanremo che, a seguito del successo del nuovo album Corochinato e del film documentario, torna sul palco del Concertone dopo aver abbracciato i club di tutta Italia con il Cosa fai questa notte? Tour.
GHALI, l’artista fenomeno dell’attuale scena urban continua a stupire; ha recentemente presentato il nuovo singolo “I Love You” al Carcere di San Vittore di Milano.
LA MUNICIPÀL vincitori del Contest del Concertone 1MNEXT 2018 ed ormai realtà di spicco della scena indie nazionale; hanno appena pubblicato l’album “Bellissimi difetti”.
LA RAPPRESENTANTE DI LISTA, progetto che fonde scrittura, teatro e forma canzone, è a oggi tra le nuove realtà più trasversali e interessanti del panorama musicale contemporaneo. Attualmente in tour per presentare “Go Go Diva”, il nuovo album.
PINGUINI TATTICI NUCLEARI, freschi della pubblicazione del quarto album “FUORI DALL’HYPE” (Sony) arriveranno sul palco del Concertone dopo un tour costellato di sold out.
SUBSONICA, la band torinese che ha rivoluzionato il suono della scena musicale italiana dagli anni ’90 ad oggi; attualmente è in rotazione radiofonica il singolo “L’incubo” feat. Willie Peyote, estratto dal nuovo album “8”. Il gruppo ha recentemente annunciato le nuove date estive di “8 TOUR”, che li vedrà protagonisti sui palchi di alcune tra le location più suggestive d’Italia, da nord a sud.

Nei prossimi giorni saranno annunciati gli altri tanti nomi degli artisti che comporranno il Cast 2019, che verrà poi presentato ufficialmente durante la conferenza stampa che si terrà presso le sedi Rai, nei giorni a ridosso dell’evento.

Nota: anche per l’edizione 2019 del Concerto del Primo Maggio, la richiesta di accesso al backstage potrà avvenire esclusivamente attraverso il form online: pass.primomaggio.net. entro e non oltre il giorno 24 aprile 2019


www.primomaggio.net
www.facebook.com/primomaggioroma
www.instagram.com/primomaggioroma

Ufficio Stampa Primo Maggio: Parole & Dintorni 

02 20404727[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Ex-Otago @ Atlantico

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

• Ex-Otago •

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435921124{margin-top: 20px !important;margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

C O S A   F A I   Q U E S T A   N O T T E ?
T O U R   2 0 1 9

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

Atlantico (Roma) // 10 Aprile 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Grazie a Goigest | Magellano Concerti

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Foto: Silvia Consiglio

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”13105,13107,13098,13099,13100,13102,13103,13097,13106″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551660750403{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”13101,13104,13096″][/vc_column][/vc_row]

Ex-Otago @ Palaestragon

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

• Ex-Otago •

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435921124{margin-top: 20px !important;margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

C O S A   F A I   Q U E S T A   N O T T E ?
T O U R   2 0 1 9

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

Palaestragon (Bologna) // 09 Aprile 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

È nei momenti in cui tutto va veloce che hai bisogno di un istante di relax.

Anche di un istante che sia microscopico, ma che sia solo tuo e possibilmente in compagnia di una scatola con un pulsante rosso per mettere in pausa tutto e ricominciare in solitudine a respirare lentamente a pieni polmoni.

Ma in mano ho solo un cellulare e attorno a me centinaia di persone.

Questa data del Cosa fai questa notte? Tour 2019 degli Ex Otago al PalaEstragondi Bologna inizia con la prontissima Questa notte e mi chiedo: Maurizio (Carucci ndr) stai parlando con me?

 

Cosa fai questa notte? Per il resto chi se ne fotte. Dove vai questa notte? Per il resto chi se ne fotte.

 

Ed eccolo lì il mio pulsante rosso. E spengo tutto lasciando fuori il lavoro (anche se al momento sto comunque “lavorando”), i doveri quotidiani e lo stress di una vita mai frenetica che talvolta fantastica la sedentarietà di un ufficio.
Intanto incontro amici, addetti ai lavori e musicisti che come me hanno deciso di dedicare una serata a della buona musica, sorprendendo inoltre me stessa di essere così rilassata dopo pochi minuti di concerto.
Ora Mauri, Racho e i colleghi difendono i ragazzi del 2019 in I giovani d’oggi perché se è vero che valgono poco, è altrettanto vero che le generazioni passate non hanno in alcun modo lasciato un mondo sano e salutare a quelli che verranno.
Tra brani vecchi e nuovi si salta con Tutto bene per arrivare alla dolce Quando sono con te che dedico alla mia metà, perché ogni volta che la sento esplode dentro di me un frastuono e una musica.
Sono contenta di constatare che il gruppo non è cambiato a dispetto di chi dice che il palco di Sanremo una volta calcato cambia l’attitude di un artista nei confronti del proprio pubblico.
Infatti per rassicurare anche i più scettici gli Ex Otago sono scesi dal palco a ballare con i propri fan concludendo la serata con tanta gioia.

E se qualcuno mi chiedesse un hashtag per descrivere la serata positiva appena trascorsa direi proprio #GIOIA.

E sono anche riuscita a trovare all’ultimo secondo un distributore di benzina, perché con la positività si risolve tutto e non si rimane nemmeno a piedi con la macchina.

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

SETLIST
  1. Intro
  2. Questa notte
  3. Le macchine che passano
  4. Bambini
  5. I giovani d’oggi
  6. Torniamo a casa
  7. Infinito
  8. Gli occhi della luna
  9. La notte chiama
  10. Tutto bene
  11. Costarica
  12. Stai tranquillo
  13. Amore che vieni, amore che vai (di Fabrizio De Andrè)
  14. Mare
  15. La nostra pelle
  16. Quando sono con te
  17. Solo una canzone
  18. Ci vuole molto coraggio
  19. Cinghiali incazzati
  20. Non molto lontano

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Grazie a Goigest | Studios Online | Magellano Concerti

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Testo: Sara Alice Ceccarelli

Foto: Luca Ortolani

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”13066,13063,13072,13077,13064,13075,13067,13065,13080″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551660750403{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”13068,13070,13074,13078,13076,13062,13071,13079,13073″][/vc_column][/vc_row]

Fedez @ Mediolanum_Forum

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

• Fedez •

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435921124{margin-top: 20px !important;margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

Mediolanum Forum (Milano) // 08 Aprile 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Foto: Elisa Hassert

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”13024,13022,13020,13016,13018,13026,13017,13021,13029″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551660750403{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”13025,13023,13019,13028,13031,13032,13030,13027″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Grazie a VIVO Concerti

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Gazzelle @ Gran_Teatro_Geox

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

• Gazzelle •

 

 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

P  U  N  K   T  O  U  R

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

 

Gran Teatro Geox (Padova) // 07 Aprile 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Foto: Enrico Dal Boni

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1503314301745{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 11px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12931,12930,12927,12925,12926,12932,12929,12923,12924″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Grazie ad VIVO Concerti | Words For You

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Malto • Day 2

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

Malto • Day 2

 

 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

I N T E R N A T I O N A L   B E E R   E X P O

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

 

Unipol Arena (Bologna) // 07 Aprile 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

 

Twist and shout!

Mokadelic

A Toys Orchestra

Husky Loops

Soviet Soviet

Omar Pedrini canta Timoria

Skiantos

Punkreas

…e moltissimi altri!

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Foto: Alessandra Cavicchi

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1554744070458{padding-top: 10px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12987,12988,12989,12990,12991,12992,12993,12994,13014″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1554742028317{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12995,12996,12997,12998,12999,13000,13001,13002,13003″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1554742028317{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”13004,13005,13006,13007,13008,13009,13010,13011,13012,13013″][/vc_column][/vc_row]

FIL BO RIVA @ Monk

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

• FIL BO RIVA •

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435921124{margin-top: 20px !important;margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

T h e   B e a u t i f u l   S a d n e s s   T o u r

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

Monk (Roma) // 07 Aprile 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Foto: Simone Asciutti

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”13041,13038,13046,13048,13039,13050,13045,13043,13049″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551660750403{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”13042,13037,13047,13036,13044,13040″][/vc_column][/vc_row]

Malto • Day 1

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

Malto • Day 1

 

 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

I N T E R N A T I O N A L   B E E R   E X P O

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

 

Unipol Arena (Bologna) // 06 Aprile 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text] 

 

Atlantico

Sem & Stenn

Osc2x

The Andrè

Johnny Marsiglia

Claver Gold

Viito

Teppa Bros ( lo stato sociale dj set)

 

…e moltissimi altri

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Foto: Alessandra Cavicchi

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1554744070458{padding-top: 10px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12957,12958,12959,12960,12961,12962,12963,12964,12965″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1554742028317{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12966,12967,12968,12970,12971,12972,12973,12974,12975″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1554742028317{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12976,12977,12978,12979,12980,12981″][/vc_column][/vc_row]

Low @ Hall

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

• Low •

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435921124{margin-top: 20px !important;margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

D O U B L E   N E G A T I V E   T O U R

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

Hall (Padova) // 05 Aprile 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Foto: Enrico Dal Boni

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12876,12880,12877,12879,12878,12881″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

 

Lullabier

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12883,12884,12882″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Grazie a Indipendente Concerti

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Tre Allegri Ragazzi Morti @ Bronson

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

• Tre Allegri Ragazzi Morti •

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435921124{margin-top: 20px !important;margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]

Bronson (Ravenna) // 06 Aprile 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Foto: Mattia Celli

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12941,12938,12942,12939,12937,12945,12940,12936,12933″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551660750403{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12943,12935,12944,12934″][/vc_column][/vc_row]

Kurt Cobain, 25 anni dopo

Esterno, giorno.
Varazze, Liguria.

Marzo 1994

“I Nirvana scrivono roba pesa, ma nell’ultima riga c’è quasi luce”.

Andrea mi telefonava quattro volte in un anno.

“C’è d’onda”, mi diceva. Era un richiamo, era una convocazione a un rito pagano tra maschi adolescenti.

“C’è d’onda fino a lunedì”. E così il sottoscritto il sabato entrava nel suo liceo classico con la valigia.

Poi treno, poi Varazze, poi onde. La sera birra e paste scotte e soprattutto una montagna di parole, finché all’alba si tornava in acqua. Quel weekend di Marzo, domenica mattina Andrea esce dall’acqua, mi raggiunge sul molo e con un sorriso irripetibile mi annuncia che aveva capito, i Nirvana scrivevano “cose sensate”.

Era così, lui, ci rimuginava. A scuola ci andava per far contenta sua madre, ma apparteneva a quella schiera di persone intelligenti e refrattarie al programma ministeriale. Parlavamo di Shakespeare, degli Who, di Sturm und Drang e Sonic Youth. Lui masticava cose nuove, le digeriva nella notte e poi l’indomani ruttava sentenze. Eravamo opposti e inevitabilmente attratti.

Se a sedici anni due maschi diventano amici lo saranno per sempre. Goonies quasi automuniti.

I Nirvana erano argomento di discussione tra di noi, e furono l’argomento di una delle più belle chiacchierate della mia vita, arrivata sotto un cielo stellato l’estate successiva. Eravamo ubriachi, belli come eroi greci, pieni di paura e con un bisogno infinito di un pilota per il viaggio verso l’età adulta.

 

 

Segnali.

A volte bisogna prevenire, o istintivamente agire per tempo. I segnali erano lì, alla luce del sole.

Ho ritrovato Bleach, un oggetto mistico, in formato cassetta, comprato dopo Nevermind, in un atto filologico che si rivelò un pugno in pancia. A dirla tutta avevo appena ritrovato tutte le cassette dentro una scatola rimasta chiusa come una capsula del tempo dopo l’ultimo trasloco.

E’ stato un salto mortale all’indietro nei primi anni ‘90, ma senza particolari momenti di malinconia o nostalgia. Quelli sì, sono arrivati pochi giorni dopo quando, inspiegabilmente, mi ritrovo il diario del liceo del 1994. Otto aprile, pagina nera.

E lì realizzo che il destino, come le donne della mia vita, si era dovuto impegnare per farmi comprendere qualcosa. Mi sarebbe arrivato uno tsunami di ricordi che avrei voluto volentieri tenere sepolti e invece.

E invece succede che venticinque anni dopo, forse, è giunto il momento di fare pace con te, Kurt Cobain.

Scrivere è catarsi, scrivere ti farà bene, mi dico. Ma sì, devi elaborare il lutto, mi dicono. Che poi questa storia di elaborare i lutti io davvero non la comprendo. Magari lo faccio a mia insaputa, elaboro a mia insaputa. So che sono passati venticinque anni dall’ultima volta che ho ascoltato per intero, per bene, dall’inizio alla fine, Nevermind.

Quindi, cuffie in testa, motori accesi, pronto a salire in sella alla più grande madelaine mai preparata. Ho la speranza che a forza di pensarci e di girarci attorno, come un derviscio in camicia da boscaiolo, io possa cadere in trance e tornare a quell’inizio aprile, per completare la mia missione.

 

 

Esterno, notte
Barrumba, Torino
ore 01.30 am

Ho appena percorso la scalinata del locale senza toccare gli scalini. Nonostante i miei 184 centimetri il buttafuori mi ha elevato al cielo, come cime ineguali, sparandomi nella neve fuori del locale.

Ballavo. Strafatto di Radiohead, Rage Against the Machine, Alice in Chains, Pearl Jam, Nirvana e, ammetto, un pò di alcool. Mi ha fregato Plush degli Stone Temple Pilots, stavo pogando, mi dicono, contro il buttafuori in persona, il che, in effetti, è disdicevole.

Ho scoperto la musica, questa musica, perché come spalla dei Guns, a Torino, vennero chiamati i Faith No More e i Soundgarden.

E fu un’epifania divina. E fu l’inizio di un amore infinito. E fu allora che Kurt Cobain, per primo, guardando dentro un obbiettivo fotografico, guardando dentro una generazione, sembrò dirmi “ma sei veramente sicuro di capire quello che vi sto dicendo?”.

Il cosiddetto grunge (facciamolo una sola volta, adesso, di nominarlo, poi smetto, prometto), aveva una caratteristica che mi affascinò: diceva cose terribili, con giri di chitarra epici. In generale gli artisti di quegli anni si erano finalmente tolti la maschera e cantavano, letteralmente, della loro imperfezione.

Erano infanzie atroci finite in liriche, erano tossicodipendenze molto meno intellettuali di quelle degli anni settanta. Dal superomismo, al supermachismo si era arrivati a un rock di antieroi.

E l’antieroe, più umano e più reale, porta a un livello superiore l’immedesimazione, si alza il grado di empatia. Kurt e soci cantano di quanto ognuno di noi fosse legittimato a sentirsi inadatto al mondo, alla famiglia, alle aspettative sociali. E’ come un nuova rivoluzione, in cui l’attrito non è più intergenerazionale, qui la frizione è all’interno della generazione stessa.

Un adolescente, davanti a questa visione, abbraccia Kurt con le lacrime agli occhi.

Ma.

 

 

Interno, giorno
Torino, venerdì
8/4/1994

E’ la televisione a dirmelo. Asettico. Dio, era così prevedibile che già esisteva un “coccodrillo”. Un mese prima, a Roma, ci aveva provato. Solo che finché non succede pensi che possa non succedere. Speri che una persona che ha saputo mettere in versi un malessere così vero, profondo e universale abbia gli strumenti per gestirlo, per tenere lontano tutti i demoni evocati dalla propria arte. E invece no, come un golem senza controllo, creato dalla potenza delle parole, arriva la morte.

Smemoranda. Pagina nera, ritagliai una piccola foto da una rivista di musica. Quella fu la mia lapide per lui, senza epitaffio. Nevermind, In Utero, Bleach, Incesticide, finirono in un cassetto. Tutto il senso di quelle parole erano offuscate dalla mia rabbia.

Suona il telefono.
“C’è d’onda”.
“Andrea, Kurt si è sparato in faccia”.
“Lo so, per questo c’è d’onda”.
Torino era la mia Seattle. Grigia, bagnata, vibrante di musica nelle cantine. La musica non la lasciai, ma odiavo i Nirvana perché mi sentivo tradito, mi avevano dato la benedizione per essere imperfetto e poi…

E poi capii cosa aveva portato un tossicodipendente a spararsi. Lessi, mi informai, pendevo dalle labbra dei suoi amici sopravvissuti. Anche se, negli anni seguenti, Seattle si trasformò in una Spoon River. Prima di Cobain ci fu Andrew Wood, dopo di lui quasi tutti, in anni diversi.

Staley, Hoon, Weiland, Cornell. Altri entravano e uscivano dalle cliniche per disintossicarsi. Cosa ci poteva essere di buono in gente così? Dove stava la coerenza tra il messaggio e l’artista che questo messaggio lo aveva non solo creato, ma poi cantato al mondo intero?

Kurt Cobain scrisse, nella sua lettera di addio che è meglio ardere in fretta piuttosto che spegnersi lentamente. Mi piace ancora adesso leggerla come l’ultimo atto di autoindulgenza, l’ultimo tentativo di dare un senso a quanto era successo. Faceva musica per sentirsi libero. Era musica di libertà, diceva. Dopo Nevermind questo non fu più possibile.

Guardandosi allo specchio credo non abbia più trovato la stessa intenzione, la stessa empatia o, semplicemente, lo stesso naso.

Sospesi il giudizio. Era inutile, imparai ad accettare che alcuni eventi esulano dal controllo o dalle proprie speranze. Anzi, ne trassi una morale che mi servì pochi anni dopo.

All’ennesimo “bisogna essere forti”, capii che invece no, non bisognava essere forti. Bisognava aprirsi al mondo, proprio in quel momento di dolore planetario e generazionale. Bisognava mollare la presa, far cedere le mandibole serrate, cercare l’empatia e allargare le braccia in cerca di abbracci.

Fu esattamente l’opposto. La morte di Kurt Cobain fu un passo in avanti verso l’essere adulti. Fu un insegnamento doloroso, ma così carico di significati che ci ho messo anni, letteralmente, a digerirlo. E fu triste, perché fu un addio.

Come una supernova, esplose. La sua polvere resta ancora oggi in quasi tutta la musica che ascolto. Ne nacque una galassia di artisti liberi di cantare un nuovo umanesimo, spostò l’obbiettivo dell’epos musicale degli anni novanta, lo fece restando fin troppo coerente col messaggio che portava, ma indicandoci, forse, anche la via più sicura per non seguire i suoi ultimi, sbagliatissimi, passi.

Non rimaneva altro che fare un bel respiro, voltare la testa al futuro, convincere i piedi a fare lo stesso e rimettersi in cammino.

Ma sì, dopo tanti anni, posso fare pace con te, Kurt.

 

 

Andrea Riscossa

Foto di copertina: Jeff Kravitz/FilmMagic

 

Limbrunire e l’innovazione nel cantautorato

Siamo nell’era dell’emulazione, del – tutti copiano tutti – con la convinzione che la stessa formula valga e funzioni a prescindere da quelli che siano i contenuti di ogni singolo individuo.

Siamo nell’era in cui la musica sembra un grosso contenitore, a tratti fin troppo piccolo, incapace di racchiudere così tante note e parole, ma la cosa più difficile è senza dubbio quella di distinguersi ed “emergere” facendo la differenza.

C’è un ragazzo che sa bene come fare, sa bene come farsi riconoscere senza che ci sia neanche lontanamente il rischio di non essere identificato e questo accade per due motivi: il primo riguarda i testi delle sue canzoni, tutti lontani dalla parola “banale” perché ha la straordinaria capacità di descrivere e raccontare in un modo tutto suo ciò che sente e lo fa con estrema cura nella scelta delle parole da usare e accostare l’una all’altra.

Il secondo riguarda la sua persona, il modo in cui percorre la strada che ha scelto “lottando” a mani nude e con la sua chitarra creando musica vera, proteggendo e conservando la sua identità artistica che coincide perfettamente con la sua identità personale e umana.

Il ragazzo in questione si chiama Francesco Petacco, meglio conosciuto come Limbrunire un giovane talento proveniente dal levante ligure che ho scoperto qualche mese fa grazie al suo ultimo singolo “Ho – Oponopono” estratto dal suo primo disco: “La spensieratezza”  uscito a giugno del 2018.

La prima cosa che ho pensato ascoltando quella canzone dal titolo quasi impronunciabile è stata: “Che genio!” e la stessa esclamazione mi ha accompagnata durante l’ascolto di ognuna delle restanti tracce del disco che ho ascoltato e riascoltato fino a conoscerle a memoria.

Limbrunire ormai mi accompagna “all’imbrunire”di molte delle mie giornate, soprattutto durante i viaggi in macchina.

Con la sua musica è un po’ come fare un “viaggio nel viaggio” e ho aspettato prima di chiedergli un’intervista, perché volevo andare a fondo.

Volevo capire bene quali fossero i suoi messaggi e quale fosse la sua linea che si è rivelata ben presto una bellissima linea curva, proprio come la vita di ognuno di noi…

E’ solo che poi c’è qualcuno che ha una sorta di “dono” nel raccontarla e risulta quasi impossibile non rimanerne affascinati.

Ecco alcune delle mie curiosità….

 

image4 2

 

Facciamo subito un passo indietro prima di arrivare ad oggi e all’uscita del tuo primo album: La spensieratezza Chi era e quali erano i sogni di Francesco prima di diventare Limbrunire?

Francesco era ed è un ragazzo come tanti altri con una grande passione diventata nel tempo sostanza vitale e necessità primaria come la testa fuori dall’acqua dopo secondi d’apnea. I sogni di Francesco in realtà sono fiori di un prato che vengono annaffiati costantemente, a volte appassiscono ma poi rinascono più grandi e colorati di prima, alle volte vengono raccolti e regalati ad un sorriso come un battito di ciglia, di stupore. Francesco ha sempre creduto nelle possibilità di ogni individuo e come tale sente il bisogno di mettersi in gioco per lasciare un punto esclamativo su questo interrogativo passaggio! La condivisione per Francesco è un pasto fondamentale così come la curiosità di andare oltre i propri limiti, circoscrivere la temuta drammaticità del tempo a favore del qui ed ora, dell’essere presenti appieno, adesso!

 

L’uscita di un disco è il primo e vero confronto diretto con il grande pubblico, è il traguardo al quale si arriva attraversando vari step che vanno dalla stesura di un testo alla sua registrazione. A distanza di quasi un anno dal giorno di uscita del tuo debut-album e dopo aver avuto modo di portare in giro la tua musica con un bel tour in giro per l’Italia, qual è la parte che hai amato o che ami maggiormente di quello che hai avuto modo di vivere grazie a questa esperienza e in generale del tuo percorso musicale personale?

Chiudere i flight-case, preparare la valigia, salire in auto, fermarsi agli autogrill, le cazzate, i chilometri on the road, le domande, i dubbi, le tensioni, i gradini, il palco, il sound-check, il riscaldamento, il bicchiere di vino, l’ultimo briefing e l’abbraccio con la band, l’ok, 3..2..1, la sensazione d’infinito! Turbinio d’emozioni e lacrime trattenute a stento, nastri riavvolti.

 

C’è un tuo brano che amo in particolar modo e che ad ogni ascolto mi regala una riflessione in più perché riesco a cogliere sempre qualche dettaglio che la volta prima mi era sfuggito ed è Non è allarmante. Prendendo spunto proprio dal suo testo, per te di cos’è fatta quella bellezza (da tramandare) e come inganni le forze contrarie?

La bellezza da tramandare risiede dentro di noi, nella nostra anima, nella fratellanza e riconoscenza, nella mano allungata e non nel pugno in faccia, nei piccoli gesti e negli spazi grandi, negli abbracci sinceri, nella presenza! Il mondo è pregno di bellezza ma l’odio, la brutalità, la malvagità ahimè fanno più notizia, hanno maggiore appeal mediatico e catalizzano maggior interessi, e tutto ciò che si ripete ciclicamente se viene servito come unico pasto quotidiano alla fine diventa paradossalmente buono, l’alibi sul quale addossare un nemico. Io credo che l’impegno di ognuno possa risiedere nel tramandare i flussi positivi e non considerare quelli negativi, nell’ignorarli completamente. Martin Luther King affermava:

“L’odio genera l’odio, la violenza genera la violenza, un conflitto genera conflitti ancora più grandi”.

Io credo che la bellezza possa generare solo bellezza, la non violenza la pace, la gratitudine e riconoscenza solo un mondo migliore. Gli esempi sono fondamentali perché noi un giorno saremo gli antenati di coloro che verranno! La mia missione risiede in questo, nell’essere ricordato come “artista” ma ancor prima come persona.

 

image2 4

 

Seguendoti molto sui social, ho avuto modo di vedere che hai fatto da poco un viaggio a Praga e da lì hai pubblicato la foto di un foglio pieno di parole, ci sono nuovi progetti in cantiere? E a proposito di viaggi, se avessi la possibilità di teletrasportarti in questo istante da qualche parte, dove andresti e perché?

Ci sono sempre nuovi progetti in cantiere, vivo di progetti, mi aiutano ad essere intenso e costantemente stimolato, ad essere proiettato sempre sul prossimo step da compiere! Nell’immediato uscirà un nuovo singolo con relativo videoclip e dopo… Chissà. Se avessi la possibilità di teletrasportarmi adesso sarei in Islanda o in Nuova Zelanda, comunque sia agli antipodi di dove sono adesso, per immergermi totalmente nell’ambiente selvaggio, lasciarmi rapire da scenari unici e creare un tutt’uno con gli elementi per ridimensionare l’ego e riconsiderare me stesso.

 

Se dovessi descriverti con uno stato d’animo, quale sceglieresti e perché?

Nostalgico perché ho la sensazione che qualcosa ci sia sfuggito, che qualcosa ci manchi.

 

Ultima domanda: quali sono gli elementi fondamentali della tua felicità? Li hai tutti in questo momento o c’è qualcosa che ti manca?

Non so cosa sia realmente la felicità, ci sto lavorando. So cos’è l’altopiano della serenità, il benessere psico-fisico e quello che mi permette di essere allineato. Mi manca sempre e comunque una cosa ma non la dirò per scaramanzia, la sto cercando da anni!

 

image5

 

 

Ringrazio Francesco per aver condiviso un pezzettino del suo mondo raccontando qualcosa in più di sé stesso e vi consiglio di ascoltare il suo album (disponibile su tutte le piattaforme online) per intraprendere uno di quei viaggi di cui vi parlavo poco fa, in grado di far guardare tutto quello che ci circonda ogni giorno da una prospettiva diversa da quella a cui siamo abituati.

Se a scuola durante l’ora di musica ci fosse la possibilità di studiare i testi delle canzoni, proporrei senza dubbio di analizzare alcune delle sue.

Chi mette attenzione in quello che fa, poi quella stessa attenzione la merita ed automaticamente l’attira.

Limbrunire in questo è un fuoriclasse.

 

Claudia Venuti