Che rumore fa una stella quando cade? Che cosa prova quando brilla e consuma idrogeno? Quando per scaldare quello che ha intorno si fa incandescente e, lentamente, inizia a spegnersi?
Deve esserci, da qualche parte dentro di noi, un sentimento affine alla stella che brucia. Un fuoco dentro, un ideale che non si spegne, nelle strade, nelle case, sopra e sotto i palchi. Qualcosa che ci consuma e che ci dà luce, che scalda gli altri e li brucia, li disintegra.
Un mondo in cui si riceve e si regala amore senza fare male non esiste. Una stella che brucia è hardcore. È sporca, grezza, materiale in evoluzione. Gente poga, si fa male, brucia, è piena di energia, e gli M Experience, Western Addiction e H2O ne sono responsabili. Non lasciano spazio a nulla se non al caos che genera una stella.
Poi la collisione, l’esplosione, il freddo, qualcos’altro che si crea. Il vuoto dei ricordi di quando partono le prime note, il cuore che batte dando il tempo alle farfalle nello stomaco. La punta di malinconia nella gioia più totale. The Get Up Kids, fra identità e storia musicale, regalano un momento che diventa un buco nero. Distorce lo spazio, cambia la percezione del tempo.
L’infinitamente piccolo a confronto dell’infinitamente grande. Un cuore che batte assieme ad una stella che si frantuma, due atomi che, invece che collidere, si abbracciano ai poli opposti dell’universo.
Riccardo Rinaldini