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Korn “Requiem” (Lomo Vista Recordings, 2022)

Nu Metal Sentimentale

La credenza comune è che i metallari non piangano. La società ci giudica per il nostro modo di vestire, e soprattutto per la musica che ascoltiamo. Ci danno dei satanisti, solamente per i nostri abiti scuri, o l’aspetto funereo.
Ma anche noi metallari abbiamo emozioni.
Possiamo dire che il nostro stile comunicativo è un pochino sopra le righe, ma questo non esclude che anche noi sappiamo essere dolci, gentili e malinconici al tempo stesso.

E sono i Korn, con il loro quattordicesimo album Requiem, ad esporre questo lato quasi tenerello del nu metal.

Jonathan Davis, come un moderno Zio Tobia (Zio Tobia Picture Show era uno spettacolo televisivo horror su Italia1, NdA), ci introduce in un mondo spettrale ed emozionale.

La pandemia ha portato una dilatazione nel tempo di creazione del disco e questo ha permesso un lavoro più accurato sulla scrittura e più melodico, dando alla luce un album-viaggio dentro sé stessi che porta alla nascita di qualcosa di nuovo.

“Non siamo mai completamente formati ma sempre soggetti a una lenta evoluzione coscienziale” diceva Marcel Proust e così i Korn, (padri fondatori nel nu metal, attivi dal 1993) iniziano il loro viaggio alla scoperta di nuove sonorità.

Requiem è composto da nove brani, il cui cuore pulsante è il quinto, Disconnect, brano molto saturnino in cui traspare una certa vulnerabilità e, stranamente, dolcezza. 

Ma l’album si apre con tutt’altro che miele e parole soavi.

Primo nella tracklist troviamo Forgotten, con un’accattivante intro di basso che lascia il passo a frammenti melodici per poi esplodere nel ritornello e nel finale. L’epicità del brano successivo, Let The Dark Do The Rest risiede nell’energia che travolge dal primo secondo di ascolto, e procede in un alternarsi di cantato lento (le doti canore di zio Jonathan Davis sono sempre spropositate) e batterie pesanti e growl. 

Hopeless and Beaten e My Confession rappresentano l’anima nu metal del disco, mentre Lost in The Grandeur e Penance To Sorrow sono i pezzi più sperimentali per il sound del gruppo, un rollercoaster di armonia e caos.

L’album si chiude con un regalo per i nostalgici, Worst Is On Its Way, un ritorno alle origini pieno di scat (che ci mancavano tanto).

E per tutti quelli che dicevano che Korn erano finiti, erano morti… Beccatevi sto ritorno in grande stile!

 

Korn

Requiem

Lomo Vista Recordings

 

Marta Annesi

Tre Domande a: Marta Arpini

C’è un artista in particolare con cui ti piacerebbe collaborare?

Sarebbe un sogno collaborare con Andy Shauf, un po’ in qualsiasi forma — co-scrivendo una canzone, o vedendo da vicino come registra e produce i propri album, cantando insieme… c’è qualcosa nella sua voce, e nel suo suono come artista in generale, che mi affascina enormemente, mi emoziona e a cui mi sento affine, e ovviamente amo anche moltissimo come scrive e come arrangia. Ogni volta che ascolto qualcosa scritto o registrato da lui, lo riconosco immediatamente, e mi punge il cuore. Sarebbe un’enorme fonte di ispirazione poter lavorare con lui.

 

Progetti futuri? 

Vorrei continuare a percorrere la strada che ho intrapreso con questo mio disco I Am a Gem: immaginare, scrivere e arrangiare musica per un organico ampio quanto flessibile, anche differente per ogni canzone. Più di tutto vorrei iniziare a produrre la mia musica da me; finora ho sempre collaborato con produttori, che è una cosa molto bella e intelligente, perché può dare un apporto fresco e originale al materiale. Lavorando sulle mie demo in maniera anche ossessiva, ho capito però che ho le idee molto chiare riguardo certi aspetti della produzione, e mi piacerebbe sviluppare il più possibile questo aspetto del processo creativo. Al momento sto scrivendo molte canzoni che prevedono la presenza di voce, chitarre, molti flauti e clarinetti. Vorrei raccoglierne un po’ e pubblicare presto un EP, o comunque una prima parte di un lavoro che può diventare molto più esteso. Mi è piaciuta un sacco l’idea dei Dirty Projectors, che nel 2020 hanno pubblicato 5 EP poi racchiusi in un unico, lungo album. Vorrei prendere ispirazione da questo.
Ad aprile 2022 poi uscirà il primo EP di tiigre, la mia band dream pop indie rock, e di sicuro andremo avanti a lavorare su nuove canzoni, per registrare e pubblicare il nostro primo album alla fine del 2022 / inizio 2023.

 

C’è un evento, un festival in particolare a cui ti piacerebbe partecipare?

Più che un evento o un festival in particolare, c’è una venue ad Amsterdam dove sogno di potermi esibire un giorno. Si chiama Paradiso, ed è una ex chiesa che oggi ospita concerti importanti. Lì ho visto alcuni dei miei artisti preferiti, tra cui i Big Thief nel 2020, poco prima che tutto chiudesse per la pandemia. La serata era sold out, la sala era pienissima e l’atmosfera incredibile. Il Paradiso è un’istituzione qui in Olanda, e poterci fare uno show da headliner un giorno… sarebbe bellissimo.

 

Foto di copertina: Teresa Costa

Marnero @ Teatro del Baraccano

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• Marnero •

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Teatro del Baraccano (Bologna) // 01 Febbraio 2022

 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]Non giriamoci tanto intorno, via; le aspettative erano alte, l’hype attorno all’evento non trascurabile, anzi, biglietti bruciati in pochi minuti, teatro gremito in ogni ordine di posti, l’attesa per scoprire la scenografia e i visual, le indiscrezioni, gli ospiti a sorpresa, rumours che hanno animato queste settimane di avvicinamento a quello che, a conti fatti e senza timore di smentita, è stato il principale evento musicale accaduto, quantomeno in Italia (che la prudenza non è mai troppa) in questo freddo martedì di inizio febbraio: i Marnero in concerto a Bologna al Teatro del Baraccano.

I Marnero, il cui nome, coincidenza vuole abbia lo stesso numero di lettere e le vocali nella corretta sequenza di una nota cittadina costiera in provincia di Imperia, proporranno a poche decine di fortunati, selezionatissimi e soprattutto buongustai spettatori, l’esecuzione integrale di quello che è, a mio insindacabile giudizio, uno dei dischi usciti in Italia più importanti e belli degli ultimi, che ne so, facciamo venti, trent’anni? Un disco che io e il resto degli astanti, come mi sarebbe poi parso di capire dalle reazioni in sala, conosciamo a memoria, parola per parola, nota per nota; quei 31 minuti sono un sentiero, forse meglio un vortice, una spirale, nella quale smaniamo di addentrarci quanto prima. Un disco di mare, del tempo, non necessariamente atmosferico, di navi, di rotte, del perdersi; signore e signori, ecco a voi Il Sopravvissuto.

L’attacco del disco è una sberla in faccia, un pugno in pieno volto, un muro d’aria che ti sbalza a metri di distanza, l’impianto si satura subito, la voce dell’elegantissimo signor Raudo fatica a trovar spazio tra quel turbinio di distorsioni e fendenti di batteria, ma tanto stiamo già tutti urlando “Io sono il Sopravvissuto, son trino e non uno, son vuoto a metà e non mi aspetta nessuno” che a queste quisquilie diamo poca se non nulla importanza. 

I quattro baldi bardi (?) mostrano, ancora una volta, un affiatamento ed un’alchimia commovente da quanto risulta naturale ed intrinseca, e rapito come sono da quanto avviene sul palco, nel mentre attaccano gli inconfondibili violini di Non Sono Più Il Ghepardo di Una Volta, lo sguardo sale di qualche metro sulle immagini (ah, i visual di cui tanto si vociferava!) che scorrono sul fondale – non marino – giusto in tempo per intravedere, da lì in avanti, un individuo malmenare un malcapitato volatile, scorgere delle navi naufragare od in alternativa andare a fuoco (che io debba quindi intuire che sia giunta l’ora, chiedo eh…), vergini in bianca veste dalla bocca grondante sangue, lupi (ah, quanti lupi! sono loro i veri protagonisti della serata sia chiaro) un Cristo crocifisso sulla spiaggia, cadaveri presumo reduci di qualche cruenta battaglia, ed altre simpaticissime immagini che potrete rivedere nei prossimi giorni su Rai Gulp o Cartoonito.

(Che Non Sono Mai Stato) ci porta verso uno dei momenti più alti della serata, ovvero quel Il Porto Delle Illusioni che ti fa un po’ maledire il dover star seduto a con una mascherina sul viso ma tant’è, come dice nuovamente Raudo, “Scalpitate interiormente” (anche se non son sicuro fosse scalpitare il verbo, ma è il pensiero che conta, qui come altrove).

C’è spazio anche per l’imprescindibile (per una kermesse che aspiri ad essere tale) ospite a sorpresa, quel Francesco Zocca già ospite del disco in questione e poi un altro paio di passaggi video di lupi, un riferimento che non colgo (e che ancora mi rode) a Daniele Bossari, una cravatta legata in fronte, ed è tempo di volgere all’epilogo, virare verso il porto, sotto con Zonguldak, e tutti all’unisono con tutto il fiato che c’è rimasto gridiamo “Sono qui, fermo seduto, sopravvissuto ma stanco morto. Guardo le navi ormai arrugginite nel porto”, mentre con la mano sul telecomando digitiamo in maniera compulsiva 01, il codice per votare i Marnero, vincitori morali del Festival di Niente.

 

Alberto Adustini

Foto: Massimiliano Mattiello
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I-DAYS 2022: COMPLETATA LA LINE-UP DEL 12 GIUGNO 2022 CON JOHNNY MARR ED EGO KILL TALENT

 

I-DAYS MILANO • 12 GIUGNO 2022

COMPLETATA LA LINE-UP DELL’ULTIMA GIORNATA DEL FESTIVAL

 


Johnny Marr
, lo storico chitarrista del gruppo inglese The Smiths, e la band brasiliana Ego Kill Talentraggiungono sul palco i Foo Fighters per completare la line-up di I-Days domenica 12 giugno 2022.

Confermati durante la stessa giornata, oltre al gruppo di Dave Grohl, anche Nile Rodgers & CHIC e il gruppo grunge femminile L7.

Per la data di I-Days domenica 12 giugno 2022 i biglietti e gli abbonamenti sono già in vendita su www.idays.it e su tutti i circuiti e punti vendita autorizzati.

Con alle spalle tre album solista, ma una lunga carriera come chitarrista dello storico gruppo inglese The Smiths, Johnny Marr è pronto a tornare in tour facendo tappa nel nostro paese per presentare il suo quarto lavoro, un doppio album, dal titolo Fever Dreams Pts 1-4, in uscita il 25 febbraio 2022. Il disco, diviso in quattro, parti contiene 16 tracce ed è stato anticipato alla fine dell’anno scorso dall’EP Fever Dreams Pt.1, contenente il primo singolo Spirit, Power and Soul. A parlare di questo nuovo progetto è lo stesso Marr che definisce il sound come vario, nato da una ricerca non consapevole. Ad aiutarlo anche il suo ricco e vasto vocabolario musicale che gli ha permesso di poter sfruttare ogni singola sfumatura melodica nella creazione di questo nuovo disco.

Ego Kill Talent è la band rivelazione proveniente da San Paolo, Brasile. Formati nel 2014, il quintetto si caratterizza per il mix di musica heavy e ambizione pop, il sound sudamericano e la fluidità strumentale. Con il singolo di debutto Sublimated hanno catturato l’attenzione delle radio locali, arrivando a far parte della line-up del Lollapalooza Brazil. La traccia è arrivata al quinto posto della playlist Viral Top 50 di Spotify in UK, Francia, Portogallo e ovviamente Brasile. Il loro secondo album, The Dance Between Extremes, è stato registrato proprio agli Studio 606 di Dave Grohl che li ha scelti come opening act per i concerti dei Foo Fighters.

I-Days, il grande festival internazionale che dal 1999 anima la stagione estiva, ha visto esibirsi sui suoi palchi tutti i gruppi più amati della scena rock internazionale, dai Muse ai Nine Inch Nails, dai Tools ai Sonic Youth, senza dimenticare Queens Of the Stone Age, Arcade Fire, Franz Ferdinand e Blink 182, diventando così uno degli appuntamenti fissi dell’estate rock italiana.

Tre Domande a: Milano Shanghai

Come state vivendo questi tempi così difficili per il mondo della musica?

È stato strano aver pubblicato i nostri primi due EP in questi ultimi due anni, con tutte le difficoltà che riguardano la musica live.
Inevitabilmente in questo periodo ci stiamo concentrando sulla fase più creativa del progetto, sulla scrittura e sulla produzione. Avendo la possibilità di trovarci in studio, non ci facciamo frenare dal periodo incerto. Alla fine, scrivere musica è un ottimo modo per non pensare a quello che sta andando male….

 

Ci sono degli artisti in particolare a cui vi ispirate per i vostri pezzi?
Il sound del nostro ultimo EP Vetro e Plastica è stato accostato, in alcune recensioni, ai Bluvertigo nel periodo di Zero, ai Subsonica e ai Coma Cose. Queste affinità ci fanno molto piacere: in effetti veniamo da mondi musicali differenti e ognuno mette le vibes del proprio passato, presente e futuro.
Artisti nuovi che sicuramente ci hanno influenzato sono alcuni esponenti della nuova scena jazz UK, come Yussef Dayes o Joe-Armon Jones. La musica italiana di Cosmo e dei Coma Cose.
Per il resto siamo amanti di un certo tipo di musica underground che ispira le nostre produzioni. Dal trip hop inglese (Massive Attack) a quello italiano (Casino Royale), dalla dub music all’hip hop coi campioni. Siamo sempre alla ricerca della ricetta perfetta che unisca questi ingredienti.

 

Progetti futuri? 
Sicuramente vogliamo portare live il nostro nuovo EP Vetro e Plastica appena sarà possibile farlo. È un lavoro molto variegato: alcuni pezzi, tipo Taoismo, sono stati registrati praticamente in presa diretta grazie alla loro forte attitudine live, mentre altri (ad esempio Gessate) hanno sperimentato un lavoro di produzione più stratificato. Mettere tutto insieme in un live set sarà divertente e stimolante, richiederà soluzioni creative. Stiamo anche lavorando a nuova musica: ci troviamo in studio ogni settimana. Il 2022 per noi è un anno speciale: siamo molto felici di lavorare con una squadra compatta e forte quale è Bradipo Dischi. Verso primavera, se non prima, ci saranno altre sorprese.

 

Foto di copertina: Ferruccio Perrone

acieloaperto | giovedì 16 giugno arrivano AMYL AND THE SNIFFERS

ACIELOAPERTO | DECIMA EDIZIONE

16 GIUGNO 2022
AMYL AND THE SNIFFERS
Dall’Australia al palco della Rocca Malatestiana di Cesena

Continua a prendere forma la decima edizione di acieloaperto:giovedì 16 giugno arrivano alla Rocca Malatestiana di Cesena Amyl and the Sniffers.

Breve, veloce, forte e divertente. È il suono di Amyl and the Sniffers, quartetto australiano famoso per i suoi live esplosivi. Sarà una delle poche occasioni per ascoltarli dal vivo in Italia questa estate, l’unica come band headliner.

Comfort to Me” è il loro nuovo album, nato durante il lungo anno di lockdown. Molte sono le influenze che si ritrovano nel disco che è un mix di punk-rock anni ’70, rock’n’roll vecchia scuola (AC/DC, Rose Tattoo, Motörhead and Wendy O Williams), hardcore (Warthog and Power Trip) e rock australiano (Coloured Balls and Cosmic Psychos).

A proposito dell’album, la leader della band, Amy Taylor, dice : “Se dovessi spiegare com’è questo disco, direi che è come guardare un episodio di The Nanny, ma l’ambientazione è uno spettacolo automobilistico australiano, la Tata si preoccupa dei problemi sociali e ha letto un paio di libri e il signor Sheffield sta bevendo birra al sole. È una Mitsubishi Lancer che va leggermente oltre il limite di velocità in una zona scolastica. È rendersi conto di quanto sia bello indossare pantaloni sportivi a letto. È avere qualcuno che vuole cucinarti la cena quando sei davvero distrutta. Sono io che faccio pugilato a vuoto sul palco, coperta di sudore, invece di sedermi tranquillamente in un angolo”.

L’album è stato accolto con un enorme plauso dalla critica. È stato Album of the Day per la BBC6, Triple J Feature Album e Album of the Week nei media di tutto il mondo.

Quello di Amyl and the Sniffers è il primo annuncio dell’estate 2022 per il palco della Rocca Malatestiana di Cesena, dopo la conferma di Ben Haper a Villa Torlonia (3 agosto), dove arriveranno anche i Flaming Lips (2 agosto).

I biglietti per il concerto saranno disponibili a partire da lunedì 31 gennaio dalle 11:00 tramite i circuiti TicketOne e Ticketmaster.

La rassegna

Organizzata dall’associazione culturale Retropop Live nella splendida Rocca Malatestiana di Cesena e nella suggestiva Villa Torlonia di San Mauro Pascoli (FC), la manifestazione ha portato sui palchi di questi magici luoghi artisti del calibro di Eels, Calexico, Black Rebel Motorcycle Club, Xavier Rudd,Belle and Sebastian, Mark Lanegan, Niccolò Fabi, Gogol Bordello, solo per citarne alcuni. Ha i patrocini dei comuni di Cesena e San Mauro Pascoli, e della Regione Emilia-Romagna.
L’associazione culturale Retro Pop Live è attiva sul territorio cesenate e romagnolo da quasi un decennio. Ha operato in numerosi locali e rock-club del territorio, organizzando concerti e distinguendosi per la proposta artistica che spazia all’interno del rock alternativo in tutte le sue sfaccettature.

INFORMAZIONI AL PUBBLICO
I biglietti della rassegna musicale sono disponibili in prevendita sul circuito TicketOne.
Informazioni al 339 2140806 oppure info@acieloaperto.it
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.acieloaperto.it o sulla fan page facebook “acieloaperto”.

ALLA RICERCA DELL’ANIMO UMANO DENTRO LA CUPOLA DEI WHERE STARS COLLIDE

“Dome” è l’album di debutto dei Where Stars Collide, che arriva dopo un periodo di ricerca di modalità espressive più complete e profonde; l’esigenza dei componenti di sondare le proprie personalità per mezzo di testi più impegnati e di scuotere la loro sensibilità con armonizzazioni più complesse.
La voglia di nuove strutture compositive, melodiche e stilistiche e la necessità di sperimentare sonorità non ancora visitate li ha spinti verso un genere classico ma per loro inedito, grazie al quale sono usciti dagli usuali canoni espressivi entro cui, ormai, si sentivano reclusi.
È la metafora della mente umana, libera, ma anche rinchiusa in sé stessa.

“Dome” è un omaggio dei WSC al progressive ed è reso per mezzo dell’immagine della cupola, che è la parte terminale della architettura di un edificio, ma anche una copertura protettiva e, soprattutto, il simbolo della volta celeste.
È la metafora della mente umana, elevata verso la libertà infinita del pensiero, ma anche rinchiusa in sé stessa per proteggersi durante i momenti bui.
Come la percezione si intreccia alla sensibilità, le tematiche legate alla alternanza si ripetono in varie forme e legano ogni traccia alla precedente. Si forma così una linea continua che, nei suoi alti e bassi, delinea il ciclo continuo della stessa esistenza.
È la strada tortuosa che loro stessi hanno percorso per poter conoscere nel profondo le proprie emozioni. È un invito rivolto a chiunque voglia a sua volta mettersi alla prova. La via d’uscita sarà concessa solo dopo avere terminato il tragitto e averne compresa la reale entità.
Vivere l’esistenza nella sua completezza è l’unica che abbiamo per sentirci liberi in ogni condizione e in ogni situazione.
Tracklist:
1. FREEDOM
2. HESITATE
3. PATH
4. MIST
5. NEW PERSPECTIVE
6. BEYOND PERSPECTIVE 7. WHISPER
8. RAGE
9. EXILED AND ISOLATED
All’interno di “Dome” sono presenti i 3 singoli usciti nella prima metà del 2021: “Freedom”, “Rage” e “Path”, e il nuovo singolo uscito lo scorso 14 gennaio, “Whisper”, il cui video è disponibile su YouTube e l’album completo è presente su tutte le piattaforme di streaming musicali, tra cui Spotify, Amazon Music, Apple Music e Deezer.
Link Utili:
WHERE STARS COLLIDE (Fb page): https://www.facebook.com/wherestarscollideband
WHERE STARS COLLIDE (IG page):
https://www.instagram.com/wherestarscollideband/
WHISPER (Official video – New release)

PATH (Official video)

RAGE (Official visualizer)

FREEDOM (Official video)

Tre Domande a: Lili

Come state vivendo questi tempi così difficili per il mondo della musica?

È un delirio assoluto per tutti e tutte le categorie, il nostro settore non è mai riuscito a ripartire del tutto. Gli ultimi due anni di incertezze hanno sicuramente influito duramente sulle nostre scelte anche da un punto di vista artistico, abbiamo incominciato a scrivere maggiormente a distanza, quindi anche le nostre dinamiche di composizione e produzione sono cambiate, ma siamo felici che nonostante tutto non ci siamo perse d’animo e abbiamo continuato a lavorare, in un certo senso anche più forti di prima.

 

Come e quando è nato questo progetto?

Lili è una costola di Lilies on Mars, il primo progetto che ci vede come songwriters in duo. Il nostro è stato un percorso lungo di sperimentazione nato a Londra, attraversando progetti musicali ed esperienze che ci hanno sempre viste insieme, in un’evoluzione che ci ha coinvolte sempre di più nella produzione di musica elettronica e per la prima volta sperimentando il canto in lingua italiana.

 

Se doveste scegliere una sola delle vostre canzoni per presentarvi a chi non vi conosce, quale sarebbe e perché?

È una domanda difficile a cui rispondere perché tutte le nostre canzoni ci rappresentano, ognuna per motivi diversi. Ma in questo preciso momento indicherei sicuramente Ritornare la terza traccia del nostro primo EP. È un pezzo a cui teniamo molto, che coinvolge la maggior parte degli elementi che ci rappresentano e che ci piacciono nella musica, in questa fase della nostra sperimentazione: dalle atmosfere dreamy su cassa dritta in quattro, al testo onirico e allo stesso tempo emblematico, all’utilizzo di synth e strumenti elettronici e della chitarra distorta. 

 

Foto di copertina: Stefania Anetti

Roberto Angelini, dall’urgenza espressiva a chiavi inedite per portali musicali

Pubblicato il 25 Novembre 2021 per la sua etichetta FioriRari, il nuovo disco di Roberto AngeliniIl Cancello nel Bosco – ci accompagna in un viaggio che alterna tappe cantautoriali a respiri strumentali, pur mantenendo sempre la bussola verso un Nord da rintracciare spontaneamente, in modo naturale e naturalistico, come richiamato dall’immagine nel titolo. Un ritratto coerente con il mood contemporaneo del musicista e produttore romano, per un risultato multicolore tra ispirazione autoriale, sperimentazione, alberi genealogici e portali verso nuovi mondi. 

 

Ciao Roberto, grazie per essere con noi. Inizio da una domanda “panoramica”. Ho visualizzato il tuo ultimo album, Il Cancello nel Bosco, come un’opera di collezionismo da hard disk di infiniti momenti trascorsi in studio, in appartamenti e luoghi creativi. Qual è il fil rouge che lega le tracce?

“Come hai ben detto, Il Cancello nel Bosco è una collezione di esperienze raccolte nell’arco di nove anni ed ho trovato il fil il rouge quasi all’ultimo secondo, con il titolo dell’album e con i brani strumentali. La metafora del cancello nel bosco mi dava la possibilità, a livello immaginifico, di creare uno spazio di fantasia, una sorta di portale. I brani Il Cancello nel Bosco, pt.1, pt.2 e pt.3 aprono la porta su delle tracce non nate per stare tutte nello stesso disco ma sono esperienze differenti che raccontano un po’ come sono io. Non mi sono mai concentrato solo su un aspetto: un po’ sono musicista, un po’ scrivo, un po’ faccio il giullare, un po’ sono serio. Credo che tutti abbiamo personalità complesse e coesistenti.”

 

Sia dalla prospettiva della produzione, sia da quella d’ascolto, è evidente un carattere raffinato e sofisticato. Emerge anche una commistione di linguaggi. Quanto la ricerca di nuovi linguaggi riguarda la composizione melodica e quanto il contenuto testuale?

“Tutte le canzoni, tranne Incognita che ha una storia a sé, sono nate insieme a Gigi Canu e Marco Baroni dei Planet Funk. Quando ero più giovane, passavo notti sul piano e sulla chitarra a cercare canzoni. Ecco, questa urgenza compositiva è un po’ passata, è diventata più una vita legata alla musica, alla parte strumentale che ho inserito nel disco per essere proprio coerente con me stesso. Quindi, nella fase di ricerca di nuovi stimoli, la collaborazione con Gigi e Marco ha dato una direzione alla sezione musicale, di cui si sono occupati a livello di suono, mentre io passeggiavo avanti e indietro per le varie stanze in cui si siamo ritrovati a comporre, con un blocchetto in mano a rintracciare parole e melodie. Il mio apporto è stato molto più legato alla parte “autorale” rispetto al sound. C’è una condivisione di intenti, chiaramente. Tuttavia c’è anche molta “mano” dei Planet, c’è molta elettronica che di solito io non mastico così tanto, sono molto più “acustico” come mentalità. Mi affascinava, però, questo connubio.”

 

Ecco, le collaborazioni sono una punta di diamante del disco. Appaiono nomi d’eccezione, da Rodrigo D’Erasmo a Fabio Rondanini, da Darrin Moneey dei Primal Scream alle musiciste Valentina Del Re e Kyungmi Lee. Che tipo di sinergia si è creata con loro?

“Sono sinergie nate da incontri. Con Rodrigo D’Erasmo ci siamo incontrati tanti tanti anni fa, abbiamo molti progetti insieme, avevamo anche creato un’etichetta e uno studio in passato. Con i Planet c’è un’amicizia quasi ventennale. Sono amici che ritornano nel tempo. Amici vecchi ma anche amici nuovi come Valentina Dal Re e Kyungmi Lee che ho avuto il piacere di conoscere in trasmissione a Propaganda Live. Tutte belle collaborazioni perché, in fondo, la musica è collaborazione. Si morirebbe dentro una stanza, a comporre da soli. C’è bisogno di comunicazione nella musica, no?”

 

Il cancello nel bosco Roberto Angelini

 

Mi ha incuriosito anche un’altra collaborazione, quella con gli Effetti di Clara, da cui è nata un’invenzione… Chi sono?

“Gli Effetti di Clara sono dei fantastici nerd di Roma che riparano strumenti, costruiscono cose. Da anni, avevo in mente il trip di creare uno strumento che fosse modulare ma con effetti per chitarra. Quando ho messo insieme tutto il materiale necessario, sono andato dai ragazzi e ho detto: “Ecco la mia idea, che famo?”. E loro hanno creato questo strumento, chiamato ARP (dai cognomi Angelini, Russo, Pastori), che ha una sua vita e una sua personalità. Si sente particolarmente ne Il Complotto delle Foglie Parlanti e in Hedra, due brani che raccontano questa avventura di sperimentazione. È una parte del mio viaggio nella musica, rappresentato non soltanto dalla sperimentazione nei testi ma anche dalla sperimentazione sonora.”

 

Entrando più nel vivo delle singole canzoni, in Condor canti “tre sono le mie fedi” e confessi di credere nei segnali e non nelle coincidenze. Quali sono queste tre fedi? E ce n’è una che ha guidato la pubblicazione dell’album?

“Sai, mio nonno faceva il pranoterapeuta. Quando ero bambino vedevo persone venire a casa sua e ricevere una sorta di “imposizione di mani”. Qualcosa quasi di “mistico”. Ho sempre tenuto aperta una porticina verso un mondo con sfumature del genere. Può esistere qualche energia che ci lega e che renda le coincidenze non proprio coincidenze. Per quanto riguarda le tre fedi…Non ho mai detto a nessuno quali sono (ride). Poi nelle canzoni si dicono tante cose e, alla fine, quello che resta magari è il Condor. Mi piaceva l’idea di tre fedi ma le potrei anche cambiare continuamente.”

 

A proposito di tuo nonno. Nello stesso singolo, assieme a lui, appari tu come musicista per arrivare poi a La Chiave del Cancello, brano scritto e suonato da tuo figlio Gabriele. È questione di familiarità? Di linfa artistica che scorre nelle vostre vene?

“Mio nonno era anche una sorte di mecenate, una persona che ospitava a casa tanti artisti. È lì che mia madre conobbe Vittorio Camardese, il mio patrigno, un chitarrista formidabile che suonava con Chet Baker. Purtroppo non ho memoria, se non qualche fotografia, essendo ancora molto piccolo, ma a casa suonavano forte. Da padre, non ho fatto niente per portare mio figlio alla musica, è semplicemente cresciuto circondato da strumenti. Questo non vuol dire che scocchi la scintilla. Invece, senza fare nulla, qualche anno fa – era appena dodicenne – l’ho sentito suonare questa melodia e mi sono fiondato con i microfoni che avevo a portata di mano: “Fermati, fermati, aspetta. Capirai tutto quando sarai più grande. Tu registra”. Ho mandato quello che è uscito fuori a Rodrigo D’Erasmo, chiedendogli di comporre un arrangiamento, anche con l’obiettivo di far capire a mio figlio come la musica sia sinonimo di collaborazione. Benché sia passato un po’ di tempo da allora mi faceva piacere inserire nella tracklist La Chiave del Cancello. È una sorta di passaggio di testimone, lo dice anche il titolo. Mi fa sorridere ed è una dimensione tutta nostra: è l’unico brano – ed è il suo – che può aprire questo portale.”

 

17072021 niccolò fabi acieloaperto cesena francesca garattoni 0550

 

Al di là della difficoltà attuale di prevedere il ritorno sui palchi “alla vecchia maniera”, qual è la resa live che immagini per il disco?

“Da sempre mi piace stravolgere la resa live, rispetto a quella del disco. Trovo proprio difficile portare il disco dal vivo così come l’ho registrato. Immagino di presentare sul palco questi brani con un nuovo vestito, una nuova forma. Avevo cominciato, prima di questa ulteriore ondata, a preparare un live: in quel caso eravamo molto acustici, con piano, chitarra e Valentina Del Re al violino e violoncello. Quasi un concerto da camera, molto intimo, perché avevo delineato uno scenario con il pubblico seduto, come se stessimo in un piccolo teatro. Quando si potrà ripartire magari cambierà tutto. Potrei far suonare tutto a un DJ (ride)!”

 

Da tradizione, concludiamo con i ringraziamenti. In occasione dell’uscita del disco, mi ha colpito il tuo ringraziamento a tutti coloro che ti hanno permesso di vivere del sogno della musica. Che cosa consiglieresti, oggi, a chi custodisce lo stesso sogno?

“Consiglierei di non smettere mai di sognare, anche di fronte a una serie di ostacoli, porte chiuse e tutto ciò che comporta trasformare una passione in un mestiere. Personalmente, mi ritengo fortunato perché sono trent’anni che faccio questo mestiere e quello che mi piace. Continuo, anche dopo trent’anni, ad avere i miei piccoli successi ed i miei piccoli fallimenti. In generale, auguro a tutti di fare un lavoro – artistico o meno – che possa stimolare, che abbia alla base tanta passione. È in quel caso che emerge la cura del dettaglio, l’amore per le cose fatte bene. Anche la musica, se fatta male, non rende felici. È questione di passione a 360 gradi che confluisce in una realizzazione.”

 

Laura Faccenda

Foto di copertina: Simone Cecchetti

Foto live: Francesca Garattoni

Tre Domande a: Loren

Come state vivendo questi tempi così difficili per il mondo della musica?

Per prima cosa un grande ciao a tutti. Questi non sono tempi difficili, sono tempi impossibili. Stiamo cercando di restare calmi. Ci facciamo forza a vicenda. Mai come in questo momento c’è bisogno di buoni amici e di parlare di quello che ci sta succedendo. C’è bisogno di non disperdersi, di non isolarsi, di restare Uniti. Non è un caso che abbiamo chiamato così il primo singolo di questa nuova avventura con Garrincha Dischi e Sony Music.

 

Cosa vorreste far arrivare a chi vi ascolta?

In questo nuovo album che stiamo facendo uscire piano piano, il secondo singolo Stendhal è uscito su tutte le piattaforme qualche giorno fa, ci siamo concentrati tanto sul fare un lavoro musicale largo ed eterogeneo. Ci piacerebbe far arrivare il messaggio che con la musica si può giocare; anzi di deve. C’è troppa omologazione in questo momento storico. Ci piacerebbe riuscire a dimostrare che si può uscire dalla strada che tutti percorrono. La rincorsa alle playlist di Spotify sta rendendo il panorama veramente troppo piatto. Quasi soffocante. 

 

Come vi immaginate il vostro primo concerto live post-pandemia?

Lo immaginiamo pieno di vita. Pieno di Energia. Come un’esplosione dopo che ti sei tenuto tutto dentro per troppo tempo. Lo immaginiamo a Firenze che è la nostra città. Lo immaginiamo in un mondo che si è messo alle spalle questa brutta storia della pandemia e, soprattutto, lo immaginiamo presto. Questa primavera. Subito dopo l’uscita del nostro disco. Lo immaginiamo con tutti voi presenti.

 

Un abbraccio 

LOREN 

Il rock emotivo dei Cara Calma

I Cara Calma sono tornati con il loro nuovo album GOSSIP!, che racconta molto di loro stessi e del momento che stiamo vivendo. Per l’occasione, abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro per scoprire le emozioni racchiuse nell’ultimo lavoro.
Ciao ragazzi? Prima domanda un po’ a bruciapelo: come state?
Cesare: “Ciao belli, bene, stanchi come tutti di questa situazione, ma bene.”
Parliamo del vostro ultimo album, GOSSIP!: di solito i gossip si associano poco al rock. Voi come mai avete scelto questo titolo?
“Si è vero il titolo potrebbe sembrare un po’ contraddittorio ma per noi ha un significato più recondito. Partendo dal presupposto che fare musica per noi significa comunicare tutto ciò che c’è di più intimo in noi, bisogna però fare i conti con il fatto che tutto quello che componiamo registriamo e poi masterizziamo su un cd o carichiamo sulle piattaforme viene in qualche modo mercificato, perché le persone possano ascoltarlo e condividerlo. Si tratta di fare gossip di noi stessi e quest’idea ci piace e ci spaventa allo stesso tempo.”
L’album ha un po’ il sapore di una confessione. È stato difficile realizzarlo o invece più spontaneo?
“È arrivato da solo portato da una serie di circostanze ed emozioni provate in questo periodo e senza mentire si può dire che questa situazione pandemica ci ha quasi costretto ad una vera e propria confessione. Ti posso dire quindi che la scrittura, nonostante sia avvenuta a distanza causa Covid, è stata spontanea.”
Cosa distingue GOSSIP! dai vostri lavori precedenti, Sulle Punte per Sembrare Grandi e Souvenir?
“Rispetto ai lavori precedenti Gossip! è sicuramente più vario a livello di dinamiche e c’è qualche canzone come per esempio Per un Attimo o Kernel in cui abbiamo voluto sperimentare un diverso tipo di sound, utilizzando strumenti che non avevamo mai preso in considerazione come i fiati.”
Recentemente avete collaborato anche con i Balto per una canzone del loro disco, intitolata Le Giornate da Morire. È una canzone che parla di incertezza e dello stigma legato al “tempo perso”, temi importanti da affrontare e condividere. Ci raccontate qualcosa in più su questa collaborazione?
“La collaborazione è nata, come spesso accade, prima fuori dallo studio e poi si è consumata lì. I Balto sono amici e Riccardo è stato molto felice quando gli hanno chiesto una partecipazione nel loro ultimo lavoro; il pezzo è molto bello e anche il disco, quindi “Daje tutta regà!””
Un’ultima domanda: se doveste spiegare chi siete con una vostra canzone, quale sarebbe e perché?
“Penso che a questa domanda risponderemmo tutti e quattro con quattro canzoni diverse, io parlo per me e ti dico Kernel perché è la canzone a cui sicuramente sono più affezionato. Scrivere quel pezzo è stato tanto facile quanto doloroso, è sicuramente una delle nostre canzoni più strane a livello sonoro ma anche una delle più emotive.”

Francesca Di Salvatore & Marta Massardo

TUTTI FENOMENI il protagonista della nuova puntata di INDIE JUNGLE

SKY ARTE 

presenta

 

 

INDIE JUNGLE

Un viaggio nella musica dal vivo con 11 concerti
 
LA SECONDA STAGIONE

 

SABATO 22 GENNAIO LA NUOVA PUNTATA

PROTAGONISTA: TUTTI FENOMENI

 

IN ONDA OGNI SABATO ALLE 20.15 SU SKY ARTE,

ANCHE ON DEMAND E IN STREAMING SU NOW

 

CIASCUN LIVE SARÀ INOLTRE DISPONIBILE PER TUTTI SUL SITO DI SKY ARTE

 

È TUTTI FENOMENI il protagonista della nuova puntata di INDIE JUNGLE, il programma di approfondimento musicale, che propone 11 puntate monografiche per altrettanti concerti, in onda su Sky Arte.

L’esclusivo format televisivo dedicato al mondo dei live è giunto alla seconda stagione. La nuova puntata, interamente dedicata a Tutti Fenomeni, andrà in onda sabato 22 gennaio alle ore 20.15 su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) e sarà disponibile on demand e in streaming su NOW.

Tutti Fenomeni, nome d’arte di Giorgio Quarzo Guarascio, è uno degli artisti su cui si è acceso il faro della trap italiana negli ultimi anni. Cresciuto a Roma, prima del suo esordio da solista si avvicina ai Tauro Boys e alla scena trap post-soundcloud romana. “Trauermarsch” e “Valori aggiunti” sono i primi singoli estratti dal disco d’esordio, “Merce Funebre”, pubblicato nel 2020 e prodotto da Niccolò Contessa, con cui l’artista collabora dal 2018. Nel 2021 si esibisce con il “Sopralluogo tour” presentando finalmente dal vivo il suo repertorio con nuovi arrangiamenti e molti brani inediti.

INDIE JUNGLE – IL PROGRAMMA

Dopo il successo della prima stagione, che ha visto protagonisti alcuni tra i nomi più rappresentativi della scena musicale contemporanea, torna il nuovo format televisivo in cui gli autori della musica indie italiana si raccontano attraverso speciali interviste e si esibiscono in esclusive live session. Una formula dedicata al mondo dei live che propone sullo schermo l’esperienza di un intero concerto dal vivo.

Protagonisti della seconda stagione di INDIE JUNGLE sono: Ministri, Motta, Joan Thiele, Fast Animals and Slow Kids, Myss Keta, Francesco Bianconi, Melancholia, Tutti Fenomeni, NAIP, Vasco Brondi, Margherita Vicario.

Un parterre di voci e storie che rappresentano un importante spaccato della musica attuale. In calendario 11 serate alla scoperta delle sonorità e delle storie degli artisti coinvolti, attraverso un accurato ritratto che rende questi live dei veri e propri mini documentari.

Format dedicato alla musica live, INDIE JUNGLE è pensato come un momento per dare spazio e visibilità a nomi del panorama musicale italiano, focalizzando l’attenzione sull’esibizione dal vivo e sul racconto delle storie che si celano dietro la creazione artistica.

In onda su Sky Arte da sabato 20 novembre alle ore 20.15, INDIE JUNGLE sarà disponibile anche on demand e in streaming su NOW. La puntata integrale sarà inoltre visibile in streaming gratuito per tutti sul sito di Sky Artehttps://arte.sky.it/.

Con 11 nuove puntate e nuove storie, INDIE JUNGLE si conferma uno speciale approdo per la musica dal vivo: uno spazio in cui nomi della scena italiana realizzano una esclusiva performance dedicata al pubblico televisivo.

Protagonisti della prima stagione sono stati Frah Quintale, Fulminacci, Calibro 35, Coma Cose, La Rappresentante di Lista, Gazzelle, Ghemon, Eugenio in via di Gioia, Colapesce e Dimartino, Selton, Lucio Corsi, Lucio Leoni. Straordinarie voci che hanno infiammato lo schermo, in un momento che vedeva l’assenza della musica live.

INDIE JUNGLE è un programma scritto da Max De Carolis e Fabio Luzietti e prodotto da ERMA PICTURES in collaborazione con Sky Arte, ATCL e Spazio Rossellini. È in onda dal 20 novembre su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) e sarà disponibile on demand e in streaming su NOW. Visibile anche sul sito di Sky Arte https://arte.sky.it/.

 

Tutti i concerti sono stati registrati in studio presso il polo multimediale Spazio Rossellini a Roma.

 

CALENDARIO PUNTATE

20 novembre 2021 Ministri

27 novembre 2021 Motta

04 dicembre 2021 Joan Thiele

11 dicembre 2021 Fast Animals and Slow Kids

18 dicembre 2021 Myss Keta

08 gennaio 2022 Francesco Bianconi

15gennaio 2022 Melancholia

22gennaio 2022 Tutti Fenomeni

29 gennaio 2022 NAIP

05 febbraio 2022 Vasco Brondi

12 febbraio 2022 Margherita Vicario