Impericon Never Say Die! Tour 2022: di ritorno a novembre!
Hellfire Booking Agency presenta:
Avocado Booking presents: Impericon Never Say Die! Tour 2022
https://www.facebook.com/NeverSayDieTour/

È il caso di mandare un po’ di queste temperature scottanti direttamente a novembre: Hellfire Booking Agency, Erocks Production e Hero Booking annunciano l’arrivo dell’Impericon Never Say Die! Tour 2022!
L’«Avocado Booking presents: Impericon Never Say Die! Tour 2022», spesso abbreviato a Never Say Die, è uno degli appuntamenti metalcore più importanti della stagione autunnale, e tornerà a Milano per un’imperdibile serata questo novembre. A capitanarlo? Una struttura co-headliner fra Suicide Silence e After the Burial!
Deathcore che trae elementi da black metal, grindcore, mathcore e groove metal, i Suicide Silence sono punitivi dalla loro nascita, quando con il loro «The Cleansing» han fatto piazza pulita di chiunque li circondasse, consacrandolo come uno degli album più venduti dell’intera etichetta e irrompendo brutalmente nella Billboard Top 100. Con un contratto con Century Media espugnato in soli due anni di carriera, chart smantellate a livello internazionale e performance sui palchi più importanti del mondo, i Suicide Silence sono una minaccia costante che nessuno può arrestare.
Co-headliner di un tour come questo non poteva che essere il metalcore martellante degli After the Burial, forti di un’ultima release in grado di mozzare il fiato una volta per tutte! Disinibiti, sregolati e liberi da ogni preconcetto, gli After the Burial sono un attacco continuo di riff frenetici, progressioni iper-dinamiche e precisione irremovibile, reso ancora più fatale da doppie chitarre e una maestria impressionante. Preparatevi per dei breakdown da spaccarvi i denti.
E non finisce certo qui! Ad accompagnare Suicide Silence e After the Burial, che si alternano come main headliner ogni notte, saranno Currents, Spite, Invent Animate, Cabal e Boundaries. Una lista di nomi che farebbe più danni di un’intera banda di Unni. Non potete mancare.
23 NOVEMBRE 2022 | CIRCOLO MAGNOLIA, SEGRATE (MI)
Via Circonvallazione Idroscalo, 41, 20090 Segrate (MI)
Evento FB: https://www.facebook.com/events/765463857791689
Biglietti: https://link.dice.fm/O102ce983811 a partire dal 13 giugno alle 11:00
Per informazioni:
www.instagram.com/hellfire_booking
www.facebook.com/hellfirebooking
www.hellfirebooking.com
info@hellfirebooking.com
SHINEDOWN: annunciata una data a Milano
Il Planet Zero World Tour fa tappa anche in Italia: SHINEDOWN annunciano il ritorno nel nostro Paese per un concerto da non perdere che si terrà il 18 novembre 2022 al Lorenzini District di Milano!
Prima di loro si esibirà uno special guest d’eccezione: saliranno infatti sul palco ASKING ALEXANDRIA. La serata sarà aperta da Zero 9:36.
SHINEDOWN pubblicheranno “Planet Zero” il 1° luglio su etichetta Atlantic Records: si tratterà del settimo album di una delle rock band moderne più acclamate, capace di vendere in tutto il mondo oltre 10 milioni di album e totalizzare a oggi più di 6 miliardi e mezzo di streaming.
I biglietti per la data italiana saranno disponibili in prevendita generale da venerdì 17 giugno alle ore 11:00.
Radiofreccia è la radio ufficiale del concerto degli SHINEDOWN.
I dettagli della data:
SHINEDOWN
+ special guest Asking Alexandria
+ Zero 9:36
18 novembre 2022
Milano, Lorenzini District
ORARI:
Apertura cancelli: 17:30
Inizio concerti: 19:00
BIGLIETTI:
Prezzo del biglietto in prevendita: € 40,00 + d.p.
Prezzo del biglietto in cassa il giorno del concerto: € 46,00
Moderat @ Roma Summer Fest 2022
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• Moderat •
+
Eva Geist
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R O M A S U M M E R F E S T
/
J U S T M U S I C F E S T I V A L
Auditorium Parco Della Musica (Roma) // 10 Giugno 2022
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EVA GEIST
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Uno dei cantautori più ascoltato nelle serie tv, JOSHUA RADIN, a Milano e Roma a settembre!
Barley Arts
presenta
JOSHUA RADIN
UNO DEI CANTAUTORI PIÙ ASCOLTATI NELLE SERIE TV
A MILANO E ROMA PER DUE SHOW A SETTEMBRE
La sua ultima volta in Italia è stata a febbraio 2020, poco prima che la pandemia di Covid-19 fermasse il mondo. Ora Joshua Radin è pronto a tornare su due palcoscenici nel nostro paese in versione unplugged solo: sabato 17 settembre 2022 all’Arci Bellezza di Milano e mercoledì 21 settembre al MONK di Roma. I biglietti per entrambi i concerti sono disponibili sul circuito Dice; per accedere al concerto di Milano sarà necessaria anche la tessera ARCI.
Quando Joshua Radin descrive l’inizio della sua carriera musicale, viene in mente l’immagine di un cavallo che galoppa così velocemente da diventare quasi una sfocatura all’orizzonte. Il suo cavaliere, nel frattempo, cerca di resistere in groppa, non tanto sicuro di come sia finito lì, ma assolutamente certo di non voler mollare la presa. Ad un certo punto, però, capisce come utilizzare le redini e il cavallo inizia a galoppare in maniera più regolare.
La title track che apre Here, Right Now, l’ottavo lavoro di Radin nonché il debutto su NettwerkMusic Group, è tutta incentrata sul vivere ogni singolo momento. Ma quando quel cavallo ha iniziato la sua folle corsa, quindici anni fa, Radin non sapeva nemmeno cosa fosse IL momento, e tantomeno come mantenersi in equilibrio mentre cercava di trovare il suo giusto passo. A quell’epoca stava cercando di farsi strada come sceneggiatore a New York, ma quando i suoi tentativi fallirono, il frustrato nativo di Cleveland iniziò a suonare la chitarra per sfogarsi: scrisse una canzone e la suonò per il suo amico Zach Braff, protagonista Scrubs, che gli suggerì di inviare un demo al produttore della serie. Dall’oggi al domani, milioni di telespettatori si commossero mentre Winter di Radin faceva da sottofondo a una scena particolarmente emozionante, mandando in tilt il sito web della NBC nel tentativo di rintracciare il cantante. Fu allora che per la prima volta l’idea di intraprendere una carriera da cantautore balenò nella mente di Radin, spingendolo a unirsi al suo amico Cary Brothers a Los Angeles. Ogni volta che Radin debuttava con una nuova melodia strappalacrime all’Hotel Café, qualche consulente musicale faceva in modo di assicurarsela per Grey’s Anatomy, One Tree Hill, Dr. House – Medical Division e molti altri show di successo.
Da quel momento ha condiviso il palco con artisti del calibro di Ed Sheeran, Sara Bareilles,Ingrid Michaelson, Sheryl Crow, Tori Amos, Imogen Heap e The Script, accumulato oltre 350 milioni di stream su Spotify, e la sua musica è stata inserita in oltre 150 programmi TV, spot pubblicitari e film.
JOSHUA RADIN
Unplugged Solo
Sabato 17 Settembre 2022
Milano, Arci Bellezza – via Giovanni Bellezza, 16°
Biglietti disponibili su Dice.
Posto unico a sedere: € 15,00 + prev.
Ingresso con tessera ARCI obbligatoria.
Mercoledì 21 Settembre 2022
Roma, MONK – via Giuseppe Mirri, 35
Biglietti disponibili su Dice.
Posto unico a sedere: € 15,00 + prev.
Billy Howerdel “What Normal Was” (Alchemy Recordings, 2022)
Suoni e parole che avvolgono per metterci a nudo
Avete mai pensato a cosa può essere la normalità? Oppure se il concetto di anormalità è assolutamente inesistente e creato dall’uomo stesso per sentirsi in dovere di giudicare il prossimo come meglio crede? Se non lo avete mai fatto prima, potete farlo ora con dieci tracce. Dieci tappe di un percorso verso una musica forte e profonda. Dieci passi in avanti per interrogarsi su ciò che è la normalità o come può apparire guardando attraverso occhi diversi. Di queste suggestioni si compone What Normal Was, per Alchemy Recordings, il debutto da solista di Billy Howerdel polistrumentista e produttore discografico statunitense, fondatore del gruppo alternative metal A Perfect Circle.
Il progetto, che vede anche la collaborazione di Josh Freese alla batteria, si caratterizza per combinare gli elementi dell’alternative rock con l’industrial rock e il post-punk che richiamano le influenze di gruppi cari a Howerdel come i Depeche Mode e i The Cure creando un’atmosfera sonora densa ma combinata a sfumature più aperte ed elettroniche che già percepiamo in Free and Weightless, brano uscito alcuni mesi fa come singolo. Howerdel si circonda di sfumature elettroniche per sussurrare e poi gridare il desiderio di libertà e leggerezza che prende forma in attimi di sospensione, momenti quasi impercettibili, ma che ti fanno volare via dalla realtà, come aria, senza peso. Howerdel si muove nelle canzoni senza titubanze, attraversando le atmosfere rarefatte di Ani dominate dal synth a quelle più leggere ed evocative di Bring Honor Back Home, dove la tastiera rende il brano etereo e la batteria di Freese richiama all’ordine la struttura. Diventa voce narrante di canzoni che sono combinazioni di conversazioni quotidiane, di una vita “normale”, cioè una vita in cui ci sono cose belle e brutte, giornate buone e meno buone, dove possiamo essere felici ma anche soffrire. Una vita in cui possiamo agire nel modo giusto o sbagliato, oppure combinare entrambe le cose e renderle intense come la melodia di A Beautiful Mistake.
What Normal Was crea domande e fugge dagli assoluti che solo certe risposte posso dare. Howerdel stesso non aspira al ruolo di vate, ma solo a quello di un musicista che parla attraverso strutture ritmiche e testi precisi per colpire un perbenismo conformista di alcuni dovuto paradossalmente alla mancanza di valori, all’interesse personale, alla superficialità di molti. I brani si alternano tra sonorità tonde e piene ed altre più dure e decise come in Poison Flowers dove il basso arricchisce la ritmica di tonalità gotiche che si intrecciano al synth. Questo non deve far pensare a brani che vogliono ferire, ma solo ad atmosfere che ti prendono e ti chiudono in un guscio che non è fatto per proteggerti, bensì per darti un luogo in cui metterci a nudo, guardare, sentire, forse anche comprendere. Cosa comprendere, però, dipende da voi.
Questo è un disco che va ascoltato, mentre rimanete in silenzio in attesa di vedere cosa succederà nel vostro viaggio personale. Vi troverete completamente avvolti tra parole e suoni che risvegliano vecchie sensazioni accantonate in chissà quale angolo, oppure nuove e semplicemente pronte, lì, per sorprendervi. Qualcosa che vi farà paura e vi cullerà al tempo stesso, nell’ascolto di un progetto pieno di ottime composizioni sorrette da un’efficace scrittura che non può far altro che farci applaudire questo debutto.
Billy Howerdel
What Normal Was
Alchemy Recordings
Alma Marlia
Noyz Narcos @ Rock In Roma 2022
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• Noyz Narcos •
+
Gemello
+ Guest
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R O C K I N R O M A
Ippodromo delle Capannelle (Roma) // 10 Giugno 2022
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GEMELLO
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I Phoenix dal vivo in Italia!
BIGLIETTI DISPONIBILI DALLE 10 DI OGGI PER 24H IN PREVENDITA VIVOCLUB!
Phoenix, la band pop-rock parigina, è finalmente pronta a tornare!
🎸 Vincitori del Grammy “Best Alternative Album” nel 2010 con Wolfgang Amadeus Phoenix
🎸 Proprio 22 anni fa pubblicavano il primo album United, che contiene brani tra cui If I Ever Feel Better e Too Young, tra i più rappresentativi della loro carriera
🎸 Sono appena tornati, dopo due anni, con il nuovo singolo Alpha Zulu
Dobbiamo aggiungere altro? 😎
Tre Domande a: Nathan Radovic
Com’è nato questo progetto?
Non posso realmente dire che questo progetto sia “nato” da qualcosa in particolare. Tutto quello che ho fatto nel passato, dalla prima nota strimpellata sul pianoforte di mia nonna ai miei attuali esprimenti da produttore autodidatta mi hanno portato a questo punto della mia crescita artistica. Sicuramente il lockdown di due anni fa è stato un momento catartico. Come sempre nei momenti dove paura e incertezza potrebbero prendere il sopravvento quello che faccio è rifugiarmi nella musica. E per la prima volta dopo molti anni mio malgrado con un sacco di tempo a disposizione, mentre la vita frenetica di tutti i giorni aveva subito un brusco stop.
Ho ascoltato, cercato, provato sonorità nuove e scoperto quello che non avevo mai fatto sino ad ora: le mie radici più profonde. Sono nato a Trieste ma la mia famiglia originariamente ha radici serbo-croate. Ricordo che durante le videochiamate con i miei genitori su FaceTime abbiamo ripercorso tutto l’albero genealogico. Da lì ho iniziato ad ascoltare e riascoltare la musica proveniente delle mie terre: da Bregovic (mio papà è un suo grande fan e l’abbiamo visto circa una decina di volte dal vivo) ai Balkan Beat Box. Nello stesso periodo ho conosciuto Alberto Ladduca che da subito ha sposato il progetto che avevo in mente: unire le sonorità balkan con l’elettronica. Si è poi aggiunto anche Giacomo Carlone e ne è nato un vero e proprio brainstorming, o dovrei dire una tempesta di musica, dove ciascuno di noi è riuscito con il suo contributo e le proprie competenze a rendere reale qualcosa che prima era solo nella mia testa.
Zagabria è solo il primo singolo di questo nuovo progetto.
Cosa vorresti fare arrivare a chi ti ascolta?
Zagabria parla di un viaggio ma non necessariamente di una meta. Dovrei dire che parla di un percorso. A volte sentiamo il bisogno di percorrere kilometri non tanto per andare altrove quanto per interiorizzare qualcosa. La canzone ad un primo ascolto parla di un amore, forse perduto, sicuramente lontano. In realtà parla dell’Amore e di tutti gli amori. È un viaggio di cruda analisi di se stessi. Senza indorature, senza accondiscendenze ma anche senza giudizi. Perché solo capendo se stessi, i propri errori come anche le proprie imprescindibili necessità, solo così si può raggiungere l’Amore. In primo luogo l’amore per se stessi.
Anche a livello di arrangiamento musicale l’intento è quello di suscitare emozioni. Ad esempio il moog (per me uno dei migliori synth mai esistito) quando parte è un vero e proprio tuffo al cuore, e non solo sonoramente. L’instrumental inizia come una tranquilla ballad ma poi cambia ed esplode con l’energia delle danze gitane amate da Battiato. Questo è ciò che voglio far arrivare: un ballo emozionale.
Progetti futuri?
Dopo Zagabria sono già pronti altri singoli dello stesso progetto. Nel frattempo in brevissimo tempo uscirà anche il video della canzone diretto da Philipp Berezin – è un giovane regista russo di grande cuore e con tanta arte dentro. Ci siamo trovati molto in sintonia e sono super orgoglioso di aver potuto collaborare con lui. Poi spero di poter passare del tempo nella mia città natale per assorbire nuovi impulsi. Trieste è da sempre una città cosmopolita, crocevia di popoli e non di meno città di mare. Il suo essere poliedrica è la cosa più bella. Ovviamente vorrei anche portare tutte le canzoni dal vivo: finalmente stanno riaprendo i concerti e non vedo l’ora di poter vedere le reazioni “live” del pubblico. E’ una cosa che mi elettrizza. Finger crossed.