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Ministri @ Balena Festival

Arena del Mare (Genova) // 18 Luglio 2021

 

Due anni esatti prima del concerto dei Ministri (Davide “Divi” Autelitano, Federico Dragogna e Michele “Michelino” Esposito), io mi trovavo all’Arena del Mare. Ero in piedi e, con scarso successo, mi muovevo seguendo il ritmo delle canzoni dei Fast Animals and Slow Kids. All’epoca non potevo sapere che avremmo vissuto una pandemia e che avrei sentito la mancanza della calca, del caldo asfissiante e dei capelli ricci sudati che mi bagnano il collo fino a che non li lego.

I Ministri vengono da Milano e amano Genova, lo hanno voluto ricordare sul loro account di Instagram nei giorni precedenti al concerto che si è tenuto nell’ultima serata del Balena Festival. L’ansia dell’attesa era più forte che mai e ho ripassato le canzoni della scaletta: volevo essere pronta per il mio ritorno ai live. 

In apertura si è esibito Pablo America, che ha scaldato il pubblico agitando la sua imponente massa di capelli ricci, neri e crespi che sembravano perfetti per la sua personalità. Dopo aver cantato alcuni suoi brani, come Noi non siamo il punk, Ascoltavo i Nirvana e Arianna, è iniziata un’attesa di mezz’ora che si è conclusa con l’arrivo dei Ministri sul palco e Tempi Bui. “Veramente vivo in tempi bui”: un inizio azzeccato.

Da subito, ho percepito un senso di stranezza che mi ha accompagnato per tutto il concerto: le sedie e il distanziamento non si adattavano al rock dei Ministri. Come ha detto lo stesso Divi: “Voi siete obbligati a stare seduti e noi siamo obbligati a vedervi così”. Negli intermezzi erano di poche parole, ma perfette. Più volte ci hanno invitato a farci un applauso e ricordarci che, nonostante tutto, ci stavamo portando a casa un concerto e andava bene così. Percepivamo un profondo senso di gratitudine.

Anche sul palco, la band ha ribadito in più momenti il forte legame con Genova e ha ricordato le sofferenze che la città ha vissuto e provato a superare. Avevo cinque anni, ero in vacanza, riconoscevo le mie strade nelle immagini dei telegiornali e non capivo come mai avessi paura. “Venti anni esatti fa, qua a Genova, è stato sospeso lo stato di diritto e noi ci abbiamo scritto una canzone”. La Piazza è uno dei tanti brani da pelle d’oca dei Ministri, ma ascoltarla nei giorni di commemorazione dei fatti del G8 ha tutto un altro sapore.

Abbiamo “ballato” sulle note dell’ultimo EP Cronaca Nera e Musica Leggera e di altri brani come Comunque e Gli Alberi e ci siamo emozionati sul tributo a Franco Battiato con Alexander Platz. Faceva più caldo rispetto alle sere delle settimane precedenti e tra le facce sudate del pubblico, un ragazzo ha guardato il suo smart watch e ha urlato di aver fatto molto più movimento del solito. Ho guardato anche io il mio: finalmente qualcosa ricordava la normalità.

Uno dei momenti più significativi del concerto, è stato quando Divi è sceso dal palco e ha iniziato a cantare e suonare il basso girando tra il pubblico e guardandoci negli occhi, manifestando la voglia di tutto il gruppo di ricominciare a stare in mezzo alla gente. 

Anche la chiusura è stata azzeccata e tra qualche lacrima, abbiamo iniziato a intonare Una Palude insieme ai Ministri. “Non è un segreto che la terra sia una palude senza di te” è una delle frasi migliori per salutare il pubblico che è tornato ad assistere ai concerti. Quando il gruppo ha lasciato il palco si percepiva già la nostalgia e dalle sedie delle ultime file è partito un coro che cantava Abituarsi alla Fine (in una versione più da stadio), un brano che non era nella scaletta. Tutti speravamo che la band tornasse per un ultimo pezzo. 

Poi è arrivato il momento di lasciare l’Arena del Mare, con la consapevolezza che non ci abitueremo mai alla fine dei concerti, ma c’è un pensiero che mi ha consolato mentre raggiungevo il parcheggio con i capelli finalmente legati: quello che ci mancava sta tornando. 

 

Marta Massardo

Foto di Copertina (archivio): Simone Asciutti

Tre Allegri Ragazzi Morti @ NOVA Festival

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• Tre Allegri Ragazzi Morti •

+

Generic Animal

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Dumbo, Bologna // 16 Luglio 2021

 

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Foto: Francesca Garattoni

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Generic Animal

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Grazie a La Tempesta Concerti

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Tre Domande a: platìni

Come state vivendo questi tempi così difficili per il mondo della musica?

Nonostante l’assurdità di questo ultimo periodo, per tutto e per tutti, paradossalmente credo sia stato fondamentale per la mia musica. Poco più di una settimana prima della chiusura totale di Marzo 2020, quando ancora non si sapeva quello che sarebbe successo da lì a poco, ho chiuso il primo pezzo del progetto platìni.
Dopo una serie infinita di tentativi finiti nel cestino del mio Mac ero arrivato ad una quadra musicale che forse mi soddisfaceva e che mi ha fatto dire “OK, forse questa roba mi piace per davvero, da qui posso partire”. E così è stato. Ho sfruttato tutto il tempo libero che avevo chiuso in casa a produrre i pezzi che poi sono diventati i primi pezzi di questa avventura e che adesso stanno iniziando ad uscire.
Quindi a livello artistico, per mettere a fuoco davvero il tipo di sonorità che volevo dare ai pezzi che avevo scritto, è stato importantissimo questo tempo di sospensione che abbiamo vissuto a causa della pandemia. E probabilmente è stato d’aiuto anche per farmi smettere di rimandare il momento in cui prendere la decisione di lanciarmi poi con il progetto solista. In un momento di totale incertezza, dove davvero si faticava e si fatica tutt’ora a capire cosa succederà mi sono detto “Vado, io da adesso cerco di esistere, va come deve andare e vediamo che succede”.

 

C’è un evento, un festival in particolare a cui ti piacerebbe partecipare? 

Milano è una città che, abitandoci piuttosto vicino, ho frequentato spesso per diversi motivi ma in particolare modo per la musica e per tutta l’offerta di concerti che offre. Un festival iconico per Milano, e forse per l’Italia in generale, che negli anni si è fatto sempre più grande ed importante, a cui ho partecipato diverse volte come spettatore (ma una volta mi ci sono ritrovato pure a spillare le birre) è il MiAmi. Quindi forse forse, se dovessi scegliere un festival a cui terrei in modo particolare a partecipare, potrebbe essere proprio questo. Anche solo per il gusto di poter dire al me sedicenne e ventenne e venticinquenne e così via, che più volte si è trovato sotto quei palchi, “Toh, guarda, a sto giro ci sei sopra tu, bravo!”.
E poi va beh dai, anche un capatina al Festival di Sanremo non sarebbe mica male.

 

Quanto punti sui social per far conoscere il tuo lavoro? 

È ovvio e forse anche un po’ banale ricordare e ricordarsi quanto i social siano in questo momento uno strumento importante, importantissimo, probabilmente fondamentale e quasi indispensabile per un artista emergente. Non sono mai stato un grande frequentatore dei social, o quanto meno non in modo attivo. Da quando è partita questa avventura come platìni però mi ci sono lanciato, con un certo entusiasmo e senza fatiche.
Sono un gran coglione, mi piace proprio fare il deficiente nella vita, e se nelle canzoni mi prendo sul serio, a volte forse fin troppo, con i social mi piace lasciar passare la mia parte più cazzona. Per dire “Oh, guardate che se nei miei pezzi cerco di dire solo cose più o meno serie, nella vita in realtà sono anche questo gran pistola che vedete nelle storie di Instagram”.
Ah tra l’altro, momento marchetta, su Instagram sono platini.wav

The Zen Circus @ Dumbo & Arena del Mare

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• The Zen Circus •

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Dumbo, Bologna // 13 Luglio 2021

Arena del Mare, Genova // 14 Luglio 2021

 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_column_text]Per poter parlare di questo concerto bisogna prima fare un passo indietro a due anni fa, quando la virologia ancora non era comune argomento di conversazione e i live si potevano vedere gli uni appiccicati agli altri. Quello a luglio 2019 non è stato il mio ultimo concerto dell’era pre-covid, ma è stata sicuramente l’ultima volta in cui ho messo piede in un’Arena del Mare bardata a festa, per così dire. Appena entrati dal cancello assale quindi una punta di nostalgia: si sa che non sarà quello a cui siamo abituati, però, dopo un anno e mezzo di astinenza da live, le mascherine e le sedie non sembrano un impedimento poi così grande. 

A fare gli onori di casa ci pensano i Balto, giovane band romagnola che era tanto felice di calcare un palcoscenico quanto noi spettatori di vedere finalmente della musica dal vivo. Le loro canzoni, da Preghiera della Sera a Mac Baren, sono romantiche e malinconiche, ma con delle basi piuttosto movimentate e tanta, tantissima chitarra. Già dalla loro apertura si era capito che in questo concerto il “fattore umano” sarebbe stato in qualche modo più presente del solito, perché il fatto di tornare a suonare davanti a tanta gente – cosa non affatto scontata fino a qualche mese fa – sembrava di per sé un piccolo miracolo da tenersi stretto e condividere con il pubblico. 

La stessa sensazione di umanità si percepiva anche con gli Zen Circus, che sembrava fossero davvero tornati a casa, nella loro dimensione naturale. E si vedeva che gli era mancata, questa dimensione. Era come se avessero appena incontrato quell’amico di una vita che non vedevano da tempo, quello a cui vuoi tutto il bene del mondo e che conosci così bene da non avere bisogno di cedere al sentimentalismo. Così gli Zen Circus non tradiscono la loro natura, forse un po’ cinica ma sicuramente autentica e reale. Mai avevo visto un cantante dire al pubblico “lo sapete che siamo un po’ delle merde” e mai avevo visto un pubblico così complice con la battuta da mandarsi a fanculo da soli prima di intonare Andate tutti a fanculo. 

Lo stesso rapporto scanzonato ma complice non c’è solo tra la band e il pubblico, ma anche tra i membri stessi della band: i siparietti tra Appino e Ufo ad intervallare le canzoni hanno dato un ulteriore tocco di leggerezza, come quando il cantante ha dedicato al bassista la loro Figlio di puttana. 

Ma se c’è una cosa che caratterizza perfettamente gli Zen Circus è la versatilità, che durante i live si manifesta nella velocità con cui snocciolano una dietro l’altra le canzoni più diverse, tratte sia da album storici che da altri più nuovi, primo fra tutti il loro ultimo lavoro L’Ultima Casa Accogliente. Si è passato quindi da un dal momento più divertente a quello più coinvolgente sul piano emotivo. Dall’intro con Non si va a Non Voglio Ballare, che ha reso parecchio difficile per noi pubblico non rompere le righe in cui ci avevano chiesto di stare; dopo i toni più politici di Bestia Rara si passa a L’Amore è una dittatura, eseguita in una veste nuova rispetto a quella che avevamo visto al Festival di Sanremo due anni fa. Solo voce, tastiera e fagotto, per quella che è stata l’esibizione più teatrale e forse anche più emozionante dell’intero concerto. Per quattro minuti Appino si è spogliato dei panni del cantante e ha indossato quelli dell’attore, il che gli è riuscito incredibilmente bene. 

Anche il finale è stato un binomio di versatilità, con quella poesia che è L’anima non conta seguita da Viva, richiesta a gran voce da tutto il pubblico e cantata fino alla fine.

Insomma, Appino aveva esordito dicendo che, nonostante tutto, durante il concerto niente sarebbe cambiato e hanno decisamente mantenuto la promessa.

[/vc_column_text][vc_empty_space][vc_column_text]Report (Genova): Francesca Di Salvatore

Foto (Bologna): Alessandra Cavicchi

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Tre Domande a: Disarmo

Come e quando è nato questo progetto?

All’atto pratico il primo singolo firmato Disarmo è uscito a inizio 2020, ma in un certo senso questo progetto nasce con me; considerando che attingo da un bagaglio di esperienze personali e musicali riempito nel corso di una vita e che sommate danno il risultato di quello che sono “artisticamente” oggi.

 

Progetti futuri?

Mi piacerebbe vedere posti che non ho ancora visto, confrontarmi con una cultura nuova, dimenticarmi per un po’ chi sono stato prima. Ho appena chiuso un album e non sento il bisogno di scrivere nulla; non credo nella scrittura come una forma di esercizio, il progetto più bello per il mio futuro è trovare ispirazione.

 

Se dovessi scegliere una sola delle tue canzoni per presentarti a chi non ti conosce, quale sarebbe e perché?

Macerie, la traccia nr. 1 del mio album. Trovo sia un racconto inquieto e profondo nonché manifesto di tutto il disco. Un pezzo lento, che mescola atmosfere jazz dolci e notturne a un ritornello che esplode struggente.

Ghemon @ Pistoia Blues

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• Ghemon •

 

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Pistoia Blues 2021

Pistoia // 11 Luglio 2021

 

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Motta | Lucio Corsi @ Pistoia Blues

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• Motta •

 

• Lucio Corsi •

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Pistoia Blues 2021

Pistoia // 10 Luglio 2021

 

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Lucio Corsi

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Yotam Ben Horin @ Red Velvet Corazon

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• Yotam Ben Horin •

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Red Velvet Corazon

Cervia // 10 Luglio 2021

 

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Gian Maria Accusani @ Covo Summer 2021

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• Gian Maria Accusani •

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Covo Summer 2021

Bologna // 8 Luglio 2021

 

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Fast Animals And Slow Kids @ Sequoie Music Park

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• Fast Animals And Slow Kids •

+

TONNO

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Sequoie Music Park

Bologna // 7 Luglio 2021

 

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TONNO

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Tre Domande a: Zoelle

Come e quando è nato questo progetto?

Il progetto Zoelle nasce in piena quarantena, durante il primo lockdown. La solitudine di quel momento mi ha spinto a tirare fuori i pensieri più profondi e metterli in rima, sfruttando quell’irreale silenzio per dare voce a tutte le sensazioni negative che mi divoravano dentro. Un vecchio pianoforte e una chitarra sgangherata mi hanno permesso poi di trasformare tutto questo in musica e in seguito, grazia alla collaborazione con Joestar e Akiyame, i miei attuali produttori, ho confezionato le mie prime canzoni.

 

C’è un artista in particolare con cui ti piacerebbe collaborare? 

Nel futuro immediato mi piacerebbe collaborare con Etmo, un giovane rapper di Torino che fa parte del roster RKH e registra nell’omonimo studio a cui mi appoggio per i miei brani. Mi sono innamorata del suo stile e della sua musicalità e credo che con la produzione giusta potremmo tirare fuori qualcosa di speciale.

 

Se dovessi scegliere una sola delle tue canzoni per presentarti a chi non ti conosce, quale sarebbe e perchè? 

Se dovessi scegliere una sola canzone sarebbe senza dubbio Fanfara Dark, il mio brano d’esordio. Comporla è stato come fare un salto nel buio. Mi ha portato in una dimensione nascosta, in cui mi sono svestita dei panni di Martina per indossare quelli di Zoelle. Probabilmente avevo solamente bisogno di dimostrare a me stessa di potercela fare e quel brano rappresenta in pieno l’iniezione di fiducia di cui avevo bisogno per andare avanti e inseguire i miei sogni.

SEI FESTIVAL – XV EDIZIONE DALL’11 LUGLIO AL 27 AGOSTO MUSICA, LETTERATURA, CINEMA NEL CUORE DEL SALENTO

SEI FESTIVAL – XV EDIZIONE

DALL’11 LUGLIO AL 27 AGOSTO

MUSICA, LETTERATURA, CINEMA NEL CUORE DEL SALENTO

 

VINICIO CAPOSSELA, VENERUS, ARIETE, FRANCESCO BIANCONI, CRISTINA DONÀ, CRISTIANO GODANO, PAOLO BENVEGNÙ, BOMBINO E ADRIANO VITERBINI, ROBERTO ANGELINI, COLOMBRE, GIANLUCA DE RUBERTIS, VIPRA sono solo alcuni degli ospiti della quindicesima edizione del SEI Festival. Con il claim #wecanbeheroes, dall’11 luglio al 27 agosto tra il Castello Volante di Corigliano d’Otranto e il centro storico di Melpignano, il festival salentino ideato, prodotto e promosso da Coolclub, con la direzione artistica di Cesare Liaci, proporrà un fitto programma di concerti, presentazioni, incontri, residenze artistiche e altri momenti di confronto.

 

Al Castello Volante di Corigliano d’Otranto il festival ospiterà Cristiano Godano (11 luglio), Gianluca De Rubertis (16 luglio), C’mon Tigre (29 luglio), i concerti finali della residenza artistica FeelM con Underspreche, JD Twitch, Populous, Valentina Magaletti, Donato Epiro, Marco Erroi, Stefano Luigi Mangia, Max Nocco, Rachele Andrioli, Kakofonico (30/31 luglio), Roberto Angelini (5 agosto), Paolo Benvegnù (6 agosto), Manu Funk e Nervi (8 agosto), Bombino e Adriano Viterbini (12 agosto), Inude e Post Nebbia (13 agosto), Oscar Giammarinaro (17 agosto), Sofia Brunetta e Tuma (20 agosto), Tutti Fenomeni e La Malasorte (21 agosto),  Yorker e L’Edera (22 agosto), Colombre e Vipera (26 agosto), Cristina Donà (27 agosto). In Piazza San Giorgio a Melpignano approderanno invece Venerus, astro nascente del cantautorato italiano (23 luglio), Vinicio Capossela, con una tappa della sua Bestiale Comedìa (3 agosto), il cantautore Francesco Bianconi, leader dei Baustelle (14 agosto), la cantautrice Ariete e il giovane artista “(un)cool” Vipra (15 agosto).

 

Il festival ospiterà anche un programma di presentazioni di libri (tra gli ospiti Graziano Gala, Doriana Tozzi, Giulia Cavaliere, Francesco Bianconi, Cristò, Mattia Zecca), laboratori per bambini con Fermenti Lattici, in collaborazione con Storie cucite a mano, progetto selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, attività per ragazzi e ragazze a cura di SwapMuseum, una sezione dedicata al cinema musicale in collaborazione con Seeyousound festival di Torino, la piantumazione di alberi in collaborazione con EcoFesta Puglia e il comune di Melpignano, e (dal 19 al 25 luglio) la residenza artistica “Club 27 – Il mio mito” a cura dell’attore e regista Ippolito Chiarello.

 

Purtroppo, per la situazione ancora incerta a causa del Covid19, sarà rinviato di un altro anno l’atteso live dei Pixies, promosso dal SEI Festival in collaborazione con Dna Concerti e Locus Festival. La band statunitense, una delle più importanti della storia del rock, si esibirà a Lecce il 16 agosto 2022. I possessori dei biglietti (acquistati per le precedenti date annunciate nel 2020 e nel 2021) potranno chiedere il rimborso (fino al 18 giugno – esclusi diritti di prevendita) attraverso i rispettivi canale di vendita (Dice, Ticketone o Vivaticket) o mantenere il proprio ticket e godersi il concerto tra un anno.

Il festival è realizzato con il sostegno del Fus – Fondo Unico per lo spettacolo del Ministero della Cultura, della Regione Puglia, il patrocinio dei Comuni di Corigliano d’Otranto e Melpignano, inserito, per alcuni live, nella Programmazione Puglia Sounds Live e Circuito dei luoghi 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro) e il supporto di Red Bull e Vini Garofano e di altri partner pubblici e privati. Mediapartner: Alpaca Music, Le Rane, The Soundcheck, Cromosomi, IndieClub, Puglia Music, Radio WAU, RKO. Prevendite attraverso il circuito Dice.tvbit.ly/SEIFestival

 

Dal 2006 SEI (Sud Est Indipendente) Festival ha portato nel Salento le sonorità più interessanti della musica italiana e internazionale, offrendo al pubblico una panoramica ampia e variegata della musica dal punk al cantautorato, dal rock allo ska, dal folk ai ritmi in levare. Nelle diverse location salentine, che nelle prime tredici edizioni hanno ospitato il festival (Gallipoli, Otranto, Castello di Corigliano d’Otranto, Castro, Masseria Torcito a Cannole, Torre Regina Giovanna ad Apani, la marina di San Cataldo, Piazza Libertini, Anfiteatro Romano e Parco di Belloluogo a Lecce e molti altri), si sono alternati artisti internazionali come Kings of Convenience, Lee Ranaldo, Jon Spencer Blues Explosion, Cat Power, Suzanne Vega, Peter Hook & The Light, Skatalites, Joan as Police Woman, Finn Andrews, Patrick Watson, J.P. Bimeni & The Black Belts, Giant Sand, Hollie Cook, Gogol Bordello, Mad Professor, Bombino, Russell Leetch (Editors), gli italiani Baustelle, Calcutta, Franco126, Mannarino, Avion Travel, Negrita, Lo Stato Sociale, Truppi, Napoli Segreta, Dente, Calibro 35, Brunori Sas, Giardini di Mirò, Be Forest, Diaframma, Any Other, Lorenzo Kruger, Bud Spencer Blues Explosion, Coma_Cose, Galeffi, Eugenio In Via di Gioia, Andrea Poggio, Siberia, Canova, Colombre, Giorgio Poi, Bugo, Daniele Silvestri, Cosmo, Verdena, Tre Allegri Ragazzi Morti, Vallanzaska, Teatro degli Orrori, One Dimensional Man, La Municipàl e molte altre realtà dalla Puglia, dall’Italia e dal resto del mondo.

Mediapartner: Radio Popolare

 

Info

3331803375 – www.seifestival.it

#seifestival #wecanbeheroes

Facebook – Instagram @SeiFestival

 

Ufficio stampa nazionale

BIG TIME – Ufficio stampa per la Musica

pressoff@bigtimeweb.it

 

Ufficio Stampa Puglia

Società Cooperativa Coolclub

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