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Imagine Dragons @ I-Days 2022

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• Imagine Dragons •

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I-Days 2022

Ippodromo Snai La Maura (Milano) // 11 Giugno 2022

 

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3 giornate di concerti.
2 edizioni saltate negli ultimi anni causa pandemia.
1 line up, quella di sabato 11 Giugno, esplosiva.

La location è lIppodromo Snai La Maura di Milano, il contesto quello degli I-DAYS. In questa cornice, si esibiranno mercoledì 15 anche i Green Day, ma è sui protagonisti del sabato che ci concentriamo qui, reduci da un’esperienza collettiva che ha infiammato i cuori di 65.000 persone, e il cui merito va a Kenny Hoopla, Mother Mother, Rkomi, ma soprattutto a loro, gli Imagine Dragons.

Procediamo con ordine: la giornata ha inizio intorno alle 17:15, quando Kenny Hoopla compare sul palco. Classe 1997, è stato nominato da HYPEBEAST uno dei più interessanti artisti emergenti negli Stati Uniti del momento”, e deve il suo successo ai singoli How Will I Rest in Peace if I’m Buried by a Highway?, Estella e Hollywood Sucks, questi ultimi due in collaborazione con Travis Barker. “Che bomba di performance”, è il commento che si sente tra i presenti mentre Kenny Hoopla lascia il palco per lasciare spazio ai Mother Mother. Il gruppo indie rock canadese crea subito un’atmosfera travolgente: Ryan Guldemond, Molly Guldemond, Ali Siadat, Mike Young e Jasmin Parkin sono i cinque membri della band che hanno pubblicato proprio un anno fa il loro ottavo album, Inside. Gli appartenenti alla generazione Z tra i presenti sono preparatissimi a questo proposito: sono infatti molto condivisi su TikTok.

Si fanno a questo punto le 19:45: fedele al look iconico del Festival di Sanremo 2022 (aka, jeans e petto nudo), Rkomi saluta Milano dal palco. Mirko Manuele Martorana (questo il suo vero nome) è fresco della nomina di giudice della prossima stagione di X-Factor, ma sul palco si sveste di ogni commento o attributo per essere semplicemente Rkomi, il ragazzo che ha scalato le classifiche italiane con brani quali Insuperabile, La Coda del Diavolo feat. Elodie e Quello che Manca, feat. Elisa. Rkomi fa dunque ballare, cantare ed emozionare, o meglio “sospirare tutta la notte” i presenti: salta, corre, si muove con spavalderia e sicurezza sul palco con le canzoni dell’album Taxi Driver. Non può mancare poi Acqua Calda e Limone: insomma, traspare tutta la voglia di mettersi in gioco di un rapper e cantautore che ha vissuto questa esperienza come “Un onore, ma anche una sfida”, consapevole del fatto che questo sia solo l’inizio e che la strada del rap indie fronte a lui sia piena di possibilità, tutte da scoprire.

Sono le 21:15, il sole ha appena iniziato a tramontare e una voce profonda, accompagnata da immagini della natura, di carattere tecnologico ed effetti visivi accesi (che ritorneranno poi nel corso del concerto a scandirne le varie sezioni), inizia a parlare di vita, di rispetto, di bellezza e di umanità. Questa la intro che permette al pubblico di raccogliersi per l’arrivo sul palco degli Imagine Dragons, la band pop rock nata nel 2008 a Las Vegas, composta dalla potente voce di Dan Reynolds e dal talento di Wayne Sermon, Ben McKee e Daniel Platzman per la parte strumentale e di cori, che negli ultimi dieci anni è stata in grado di raggiungere persone diverse in luoghi diversi, creando un fil rouge tra tutte loro grazie alle proprie canzoni e che oggi il pubblico di Milano non vede l’ora di ascoltare dal vivo e di cantare.

“It’s time to begin, isn’t it?”: sono proprio queste le prime parole del singolo It’s Time che Dan intona emozionato. Una voce, la sua, cristallina, sapientemente controllata che è in grado di comunicare emozioni che vanno ben oltre le semplici parole: nel corso delle quasi due ore di concerto infatti, Dan non si limita a cantare grandi successi quali Beliver, Natural o Thunder. Tenendo in mano la bandiera dell’Italia, ringrazia Milano per la capacità di farli sentire a casa, lontani da casa”, ringrazia la vita per l’opportunità di essere di nuovo in tour, con l’augurio di poter suonare con i propri fan “per molti anni, finché ci vorrete e finché non saremo vecchi”.

Ma sopratutto, invita i presenti a “lasciare andare tutto ciò che fa pensare loro di non essere abbastanza, di amarsi, di celebrarsi e di svegliarsi ogni giorno felici di essere sé stessi (…)”. Tutti percepiscono il messaggio, lo fanno proprio e accendono i flash dei cellulari per cantare prima la cover di Forever Young, pezzo iconico degli Alphaville, e poi Wrecked. Il concerto prosegue in crescendo costante: amando “the adrenaline in my veins”, ci si lascia conquistare dall’energia di Whatever It Takes, mentre i brividi si fanno sentire quando le prime note di Demons vengono suonate al piano e accompagnate dalla semplice voce. Segue poi l’energia di Enemy, title song di Arcane, serie animata di Netflix ispirata al mondo di League of Legends e di Bones, il brano apripista di Mercury II. “This is it, the apocalypse”: questa la sensazione quando l’ultimo accordo di Radioactive fa esplodere il pubblico in un applauso scrosciante, mentre gli Imagine Dragons, tra la pioggia di coriandoli, si prendono l’ennesimo e meritato successo. 

I brani che segnano la storia degli Imagine Dragons ci sono tutti, la voglia del pubblico di far sentire il loro affetto per questa band pure. Mentre usciamo dall’Ippodromo, c’è una sola consapevolezza che portiamo nel cuore (insieme ai ricordi e ai video sul telefono): ancora crediamo nel potere della musica. Ancora crediamo nella forza dei concerti. Ancora crediamo nella bellezza. È il caso di dire dunque che gli Imagine Dragonsmade us believers”. Qualcosa che, ogni tanto, ci fa bene ricordarci di essere, sia verso noi stessi che verso il mondo che ci circonda.

 

Testo: Angelica Corà

Foto: Johnny Carrano
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Thurston Moore @ Nova Bologna 2022

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• Thurston Moore •

+

King Hannah

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N O V A  F E S T I V A L  2022

Dumbo (Bologna) // 11 Giugno 2022

 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]Seconda serata all’insegna delle buone chitarre in quel di Bologna, grazie a quel gioiellino del NOVA Festival. Stasera una line up di tutto rispetto, dove in apertura al navigato Thurston Moore ci sono i King Hannah, duo di Liverpool nel pieno delle luci della ribalta.

Infatti, già dal gruppo di apertura, la sala è gremita di persone e si respira un’aria di attesa e pungente curiosità. Hannah Merrick alla voce e Craig Whittle alla chitarra, accompagnati dalla classica formazione di batteria e basso, creano un sound ipnotico ed etereo, che spazia da un Trip hop alla Portishead con tendenze folk rock. Viene presentato quasi interamente il loro disco d’esordio, che gli ha fruttato un contratto con la storica etichetta City Slang, con l’aggiunta di una cover emozionante di Bruce Springsteen State Trooper. Il loro live finisce con la tittle track che li ha resi noti alla grande critica e anche la mia loro canzone preferita I’m Not Sorry I Was Just Being Me: una voce ammaliante e magnetica che richiama una giovanissima PJ Harvey. Diventeranno i big di tutti i prossimi festival invernali, ve lo garantisco.

Dalle atmosfere sognanti ed oniriche si passa al muro di suono che ti devasta timpani e anima che solo i Sonic Youth sanno fare e che giustamente Thurston Moore porta avanti in solitaria. La formazione sul palco, poi, è di tutto rispetto: Debbie Googe (My Bloody Valentine) al basso, James Sedwards alla chitarra (Nought) e Jem Doulton alla batteria. All’anagrafe non proprio giovanissimo, ben 64 primavere, ma sul palco il nostro beniamino americano dimostra una carica e un’energia da diciottenne. La maestria, poi, con cui maneggia la sua chitarra è da lasciarti senza fiato: i riverberi e le distorsioni di suono che riesce a creare sono intense e appassionanti, che deliziano tutti i fan di quel noise rock aggressivo e prorompente. La scaletta prevede sia brani dal suo ultimo disco Screen Time, composto principalmente da lunghe canzoni strumentali eseguite ad arte come The Station e The Neighbor, sia canzoni meno recenti, come la celebre Hashish.

Momento di campanilismo: Thurston Moore venne a suonare nella mia piccola città natale, Vasto in provincia di Chieti, nel lontano 2016 e se ne innamorò completamente, tanto da tornarci successivamente sia come turista che da dedicargli una canzone. Infatti ieri sera, prima di eseguire Siren ha elogiato pubblicamente la mia città, rendendo l’esecuzione ancora più emozionante per la sottoscritta. 

Due band diverse sia per il sound che per l’attitudine, ma perfettamente amalgamate che ci hanno regalato una serata emozionante e suggestiva, che ci hanno lasciato per tutta la serata un sorrisetto soddisfatto di chi, per qualche ora, ha saziato la propria fame di live music di un certo livello.

 

Alessandra D’aloise

Foto: Roberto Mazza Antonov
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KING HANNAH

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Impericon Never Say Die! Tour 2022: di ritorno a novembre!

Hellfire Booking Agency presenta:

Avocado Booking presents: Impericon Never Say Die! Tour 2022
https://www.facebook.com/NeverSayDieTour/

 

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È il caso di mandare un po’ di queste temperature scottanti direttamente a novembre: Hellfire Booking Agency, Erocks Production e Hero Booking annunciano l’arrivo dell’Impericon Never Say Die! Tour 2022!

L’«Avocado Booking presents: Impericon Never Say Die! Tour 2022», spesso abbreviato a Never Say Die, è uno degli appuntamenti metalcore più importanti della stagione autunnale, e tornerà a Milano per un’imperdibile serata questo novembre. A capitanarlo? Una struttura co-headliner fra Suicide Silence e After the Burial!

Deathcore che trae elementi da black metal, grindcore, mathcore e groove metal, i Suicide Silence sono punitivi dalla loro nascita, quando con il loro «The Cleansing» han fatto piazza pulita di chiunque li circondasse, consacrandolo come uno degli album più venduti dell’intera etichetta e irrompendo brutalmente nella Billboard Top 100. Con un contratto con Century Media espugnato in soli due anni di carriera, chart smantellate a livello internazionale e performance sui palchi più importanti del mondo, i Suicide Silence sono una minaccia costante che nessuno può arrestare.

Co-headliner di un tour come questo non poteva che essere il metalcore martellante degli After the Burial, forti di un’ultima release in grado di mozzare il fiato una volta per tutte! Disinibiti, sregolati e liberi da ogni preconcetto, gli After the Burial sono un attacco continuo di riff frenetici, progressioni iper-dinamiche e precisione irremovibile, reso ancora più fatale da doppie chitarre e una maestria impressionante. Preparatevi per dei breakdown da spaccarvi i denti.

E non finisce certo qui! Ad accompagnare Suicide Silence e After the Burial, che si alternano come main headliner ogni notte, saranno Currents, Spite, Invent Animate, Cabal e Boundaries. Una lista di nomi che farebbe più danni di un’intera banda di Unni. Non potete mancare.

23 NOVEMBRE 2022 | CIRCOLO MAGNOLIA, SEGRATE (MI)
Via Circonvallazione Idroscalo, 41, 20090 Segrate (MI)
Evento FB: https://www.facebook.com/events/765463857791689
Biglietti: https://link.dice.fm/O102ce983811 a partire dal 13 giugno alle 11:00

 

Per informazioni:

www.instagram.com/hellfire_booking
www.facebook.com/hellfirebooking
www.hellfirebooking.com
info@hellfirebooking.com

SHINEDOWN: annunciata una data a Milano

Il Planet Zero World Tour fa tappa anche in Italia: SHINEDOWN annunciano il ritorno nel nostro Paese per un concerto da non perdere che si terrà il 18 novembre 2022 al Lorenzini District di Milano!
Prima di loro si esibirà uno special guest d’eccezione: saliranno infatti sul palco ASKING ALEXANDRIA. La serata sarà aperta da Zero 9:36.

SHINEDOWN pubblicheranno “Planet Zero” il 1° luglio su etichetta Atlantic Records: si tratterà del settimo album di una delle rock band moderne più acclamate, capace di vendere in tutto il mondo oltre 10 milioni di album e totalizzare a oggi più di 6 miliardi e mezzo di streaming.

I biglietti per la data italiana saranno disponibili in prevendita generale da venerdì 17 giugno alle ore 11:00.

Radiofreccia è la radio ufficiale del concerto degli SHINEDOWN.

I dettagli della data:
SHINEDOWN
+ special guest Asking Alexandria
+ Zero 9:36
18 novembre 2022
Milano, Lorenzini District

ORARI:
Apertura cancelli: 17:30
Inizio concerti: 19:00

BIGLIETTI:
Prezzo del biglietto in prevendita: € 40,00 + d.p.
Prezzo del biglietto in cassa il giorno del concerto: € 46,00

Moderat @ Roma Summer Fest 2022

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• Moderat •

+

Eva Geist

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R O M A  S U M M E R  F E S T

/

J U S T  M U S I C  F E S T I V A L

Auditorium Parco Della Musica (Roma) // 10 Giugno 2022

 

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EVA GEIST

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Uno dei cantautori più ascoltato nelle serie tv, JOSHUA RADIN, a Milano e Roma a settembre!

Barley Arts

presenta

JOSHUA RADIN

UNO DEI CANTAUTORI PIÙ ASCOLTATI NELLE SERIE TV

A MILANO E ROMA PER DUE SHOW A SETTEMBRE

La sua ultima volta in Italia è stata a febbraio 2020, poco prima che la pandemia di Covid-19 fermasse il mondo. Ora Joshua Radin è pronto a tornare su due palcoscenici nel nostro paese in versione unplugged solo: sabato 17 settembre 2022 all’Arci Bellezza di Milano e mercoledì 21 settembre al MONK di Roma. I biglietti per entrambi i concerti sono disponibili sul circuito Dice; per accedere al concerto di Milano sarà necessaria anche la tessera ARCI.

Quando Joshua Radin descrive l’inizio della sua carriera musicale, viene in mente l’immagine di un cavallo che galoppa così velocemente da diventare quasi una sfocatura all’orizzonte. Il suo cavaliere, nel frattempo, cerca di resistere in groppa, non tanto sicuro di come sia finito lì, ma assolutamente certo di non voler mollare la presa. Ad un certo punto, però, capisce come utilizzare le redini e il cavallo inizia a galoppare in maniera più regolare.

La title track che apre Here, Right Now, l’ottavo lavoro di Radin nonché il debutto su NettwerkMusic Group, è tutta incentrata sul vivere ogni singolo momento. Ma quando quel cavallo ha iniziato la sua folle corsa, quindici anni fa, Radin non sapeva nemmeno cosa fosse IL momento, e tantomeno come mantenersi in equilibrio mentre cercava di trovare il suo giusto passo. A quell’epoca stava cercando di farsi strada come sceneggiatore a New York, ma quando i suoi tentativi fallirono, il frustrato nativo di Cleveland iniziò a suonare la chitarra per sfogarsi: scrisse una canzone e la suonò per il suo amico Zach Braff, protagonista Scrubs, che gli suggerì di inviare un demo al produttore della serie. Dall’oggi al domani, milioni di telespettatori si commossero mentre Winter di Radin faceva da sottofondo a una scena particolarmente emozionante, mandando in tilt il sito web della NBC nel tentativo di rintracciare il cantante. Fu allora che per la prima volta l’idea di intraprendere una carriera da cantautore balenò nella mente di Radin, spingendolo a unirsi al suo amico Cary Brothers a Los Angeles. Ogni volta che Radin debuttava con una nuova melodia strappalacrime all’Hotel Café, qualche consulente musicale faceva in modo di assicurarsela per Grey’s Anatomy, One Tree Hill, Dr. House – Medical Division e molti altri show di successo.

Da quel momento ha condiviso il palco con artisti del calibro di Ed Sheeran, Sara Bareilles,Ingrid Michaelson, Sheryl Crow, Tori Amos, Imogen Heap e The Script, accumulato oltre 350 milioni di stream su Spotify, e la sua musica è stata inserita in oltre 150 programmi TV, spot pubblicitari e film.

JoshuaRadin.com

JOSHUA RADIN

Unplugged Solo

Sabato 17 Settembre 2022

Milano, Arci Bellezza – via Giovanni Bellezza, 16°

Biglietti disponibili su Dice.

Posto unico a sedere: € 15,00 + prev.

Ingresso con tessera ARCI obbligatoria.

Mercoledì 21 Settembre 2022

Roma, MONK – via Giuseppe Mirri, 35

Biglietti disponibili su Dice.

Posto unico a sedere: € 15,00 + prev.

Billy Howerdel “What Normal Was” (Alchemy Recordings, 2022)

Suoni e parole che avvolgono per metterci a nudo

Avete mai pensato a cosa può essere la normalità? Oppure se il concetto di anormalità è assolutamente inesistente e creato dall’uomo stesso per sentirsi in dovere di giudicare il prossimo come meglio crede? Se non lo avete mai fatto prima, potete farlo ora con dieci tracce. Dieci tappe di un percorso verso una musica forte e profonda. Dieci passi in avanti per interrogarsi su ciò che è la normalità o come può apparire guardando attraverso occhi diversi. Di queste suggestioni si compone What Normal Was, per Alchemy Recordings, il debutto da solista di Billy Howerdel polistrumentista e produttore discografico statunitense, fondatore del gruppo alternative metal A Perfect Circle. 

Il progetto, che vede anche la collaborazione di Josh Freese alla batteria, si caratterizza per combinare gli elementi dell’alternative rock con l’industrial rock e il post-punk che richiamano le influenze di gruppi cari a Howerdel come i Depeche Mode e i The Cure creando un’atmosfera sonora densa ma combinata a sfumature più aperte ed elettroniche che già percepiamo in Free and Weightless, brano uscito alcuni mesi fa come singolo. Howerdel si circonda di sfumature elettroniche per sussurrare e poi gridare il desiderio di libertà e leggerezza che prende forma in attimi di sospensione, momenti quasi impercettibili, ma che ti fanno volare via dalla realtà, come aria, senza peso. Howerdel si muove nelle canzoni senza titubanze, attraversando le atmosfere rarefatte di Ani dominate dal synth a quelle più leggere ed evocative di Bring Honor Back Home, dove la tastiera rende il brano etereo e la batteria di Freese richiama all’ordine la struttura. Diventa voce narrante di canzoni che sono combinazioni di conversazioni quotidiane, di una vita “normale”, cioè una vita in cui ci sono cose belle e brutte, giornate buone e meno buone, dove possiamo essere felici ma anche soffrire. Una vita in cui possiamo agire nel modo giusto o sbagliato, oppure combinare entrambe le cose e renderle intense come la melodia di A Beautiful Mistake. 

What Normal Was crea domande e fugge dagli assoluti che solo certe risposte posso dare. Howerdel stesso non aspira al ruolo di vate, ma solo a quello di un musicista che parla attraverso strutture ritmiche e testi precisi per colpire un perbenismo conformista di alcuni dovuto paradossalmente alla mancanza di valori, all’interesse personale, alla superficialità di molti. I brani si alternano tra sonorità tonde e piene ed altre più dure e decise come in Poison Flowers dove il basso arricchisce la ritmica di tonalità gotiche che si intrecciano al synth. Questo non deve far pensare a brani che vogliono ferire, ma solo ad atmosfere che ti prendono e ti chiudono in un guscio che non è fatto per proteggerti, bensì per darti un luogo in cui metterci a nudo, guardare, sentire, forse anche comprendere. Cosa comprendere, però, dipende da voi.  

Questo è un disco che va ascoltato, mentre rimanete in silenzio in attesa di vedere cosa succederà nel vostro viaggio personale. Vi troverete completamente avvolti tra parole e suoni che risvegliano vecchie sensazioni accantonate in chissà quale angolo, oppure nuove e semplicemente pronte, lì, per sorprendervi. Qualcosa che vi farà paura e vi cullerà al tempo stesso, nell’ascolto di un progetto pieno di ottime composizioni sorrette da un’efficace scrittura che non può far altro che farci applaudire questo debutto. 

 

Billy Howerdel

What Normal Was

Alchemy Recordings

 

Alma Marlia