Bull Brigade @ Estragon Club
Per serate del genere non basta un cuore. L’Estragon Club di Bologna si è fatto fortino di una tappa live dei Bull Brigade, band punk rock torinese che sta portando in tour il nuovo album Perché Non Si Sa Mai.
Descrivere pienamente questo tipo di concerti è quasi sempre una sfida, non solo perché le cose da dire sarebbero davvero tante, tanto per i Bull Brigade quanto per i Diario di Bordo e i DiscoMostro, le band di apertura, ma soprattutto per la forza degli ideali che si respira a questo tipo di eventi, che non devono essere per forza concerti, ma anche letture o serate autofinanziate. Una delle cose più belle del punk, a mio parere, è la capacità di integrazione e di accettazione di tutti e la costante consapevolezza di essere uniti sotto lo stesso tetto di valori. Chiaramente, questo si riflette anche sulla musica, sia a livello di testi che di melodia. La capacità del genere di creare arte, musica, partendo da una base di denuncia e disagio non è scontata e simboleggia ancora una presa di posizione che è tanto nobile quanto impegnativa: si può combattere per i propri valori, e divertirsi nel farlo.
I Diario di Bordo e i DiscoMostro non sono esclusi da questo discorso. Certo, l’identità di ogni singola band è diversa ma in queste c’è il filo conduttore di cui parlavo prima: denuncia, rivolta, bisogno e coraggio di dire la propria e raccontare cosa succede partendo dalla vita di tutti i giorni. Entrambe le band sul palco sono molto energiche, scaldano bene il pubblico che già dalle prime canzoni canta e poga.
L’esibizione dei Bull Brigade, invece, si apre con l’intro del nuovo album, che parla di sacrificio, di vita al margine, di Torino. La band è impeccabile sul palco, suonando come da studio, anzi, a tratti meglio. La voce graffiata del cantante, Eugenio Borra, riesce a trasmettere quella forza di lotta quotidiana e indomabile di cui il pubblico ha bisogno. Considerando che ci sono stati anche tanti vecchi cavalli di battaglia del disco Il Fuoco Non Si è Spento e qualche canzone storica di Strade Smarrite e Vita Libertà, il live riesce ad accontentare e sfamare tutti i fan, dai veterani a quelli dell’ultima ora.
Questi sono i tipi di concerti da cui si esce con il cuore che batte forte, le orecchie che fischiano e la testa da un’altra parte, da cui si esce felici. E mentre usciamo e abbiamo tutti il cuore che batte forte e un sorriso sulle labbra, penso che le cose brutte del mondo finiscono dove inizia lo street punk.
Riccardo Rinaldini