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I Kokoroko in concerto al Locomotiv Club di Bologna

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• Kokoroko •

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Locomotiv Club (Bologna) // 03 Novembre 2019

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Foto: Siddharta Mancini

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Massimo Pericolo: il grido di rivalsa di una generazione ai margini

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• Massimo Pericolo •

Speranza

Barracano

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Estragon (Bologna) // 2 Novembre 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Un live così è molto più di una semplice data promozionale, va oltre l’hype e il marketing. All’opposto, è il frutto dell’esigenza di esorcizzare anni di difficoltà e problemi all’interno di una grande festa fra amici, raccontando con durezza e verità ciò che si era, che si è e che si sarà. Stiamo parlando del primo concerto del tour di Massimo Pericolo, Speranza e Barracano, andato in scena all’Estragon Club di Bologna il 2 Novembre con grandi aspettative alle spalle.

I tre sono tra i rapper più chiacchierati e interessanti dell’ultimo periodo, essendo stati in grado di portare un’estetica e un linguaggio nuovo nel panorama hip-hop contemporaneo italiano.

Sono cresciuti tutti in situazioni non facili della provincia italiana: Massimo Pericolo, all’anagrafe Alessandro Vanetti, arriva da Brebbia, in provincia di Varese e dietro di sè ha un passato complicato che lo ha portato anni fa a scontare quattro mesi di carcere e un anno ai domiciliari per spaccio; Speranza e Barracano sono entrambi originari del casertano, un’area colpita duramente dalla presenza della mafia e dall’abbandono sociale.
Questi ragazzi sono si sono ritrovati così uniti dalla necessità di emergere da tali contesti tramite la propria arte, la propria musica e le proprie parole, per salvarsi e dare voce a chi possibilità non ne ha.

È pertanto perfettamente coerente la scelta di esibirsi in un tour congiunto, data la similarità di linguaggio, sound e anche di pubblico. Infatti, appena si arriva all’Estragon si percepisce una grande uniformità fra i fan, in larga parte giovanissimi.

A differenza di certe date in cui gli artisti di apertura sono delle comparse spesso poco considerate dal pubblico, qui nessuno sembra essere venuto appositamente per una soltanto delle esibizioni, ma vuole godersi appieno la serata, supportando con la stessa energia e lo stesso entusiasmo tutti e tre i rapper.

Il club è sold out e l’attesa si percepisce nell’aria, i ragazzi fremono davanti al palco, molto minimal, tipicamente hip-hop, senza ledwall o luci clamorose, ma solo con un fondale recante i nomi degli artisti e la postazione dei deejay incaricati di lanciare le basi.

Poco dopo le 21:30 sale sul palco Barracano, a cui è affidato il compito di scaldare i presenti, riuscendoci egregiamente. Il rapper va in scena con l’estetica classica che lo contraddistingue, fatta da una tuta da calcio e un borsello a tracolla, arringando subito i fan con brani cantati dalla prima all’ultima parola, cori e passaggi ironici e coinvolgenti. Riesce molto bene a gestire un problema tecnico all’audio intrattenendo il pubblico con barzellette, sfottò e frasi affilate nell’attesa che i tecnici risolvano il tutto. È evidente la voglia di rivalsa e la fame di Barracano, che infila in scaletta gran parte dei brani contenuti nel suo primo album Il Figlio di Scar, pubblicato lo scorso 31 Ottobre.
Appena dopo la title track che chiude il suo set, il rapper casertano lascia spazio al conterraneo Speranza che sale sul palco con una maglietta dedicata a Bologna, mandando in visibilio la folla. Ci sono tutti i singoli di successo che negli ultimi mesi hanno contribuito a far emergere il nome dell’artista, da Manfredi a Sirene, da Givova a Pagnale, non manca nulla e anche in questa occasione i fan cantano a squarciagola ogni singolo testo, nonostante le molte parole in dialetto campano che caratterizzano i brani.

L’Estragon dopo due set di fuoco così scalpita ancora di più, manca pochissimo all’arrivo sul palco del nome più atteso: Massimo Pericolo.
Al primo brano il pubblico canta così forte da sovrastare la base, costringendo il rapper di Brebbia a interrompersi e ripartire da capo con Scialla Semper, dal suo primo disco omonimo uscito alcuni mesi fa e già divenuto oggetto di culto.
Alessandro in scena è magnetico, si muove da un lato all’altro del palco con delle orecchie finte da gatto sulla testa e una birra sempre in mano. Saluta i fan, li ringrazia costantemente, infilando qua e là anche frasi di forte impatto sociale, dall’uguaglianza fra i sessi fino alla volontà di dare voce a storie vere, forti, crude e troppo spesso dimenticate come quelle dei curdi, di cui viene esibita una bandiera in loro sostegno.
Senza dubbio sa dominare la scena e coinvolgere i fan, come quando chiede a tutti di abbracciare un amico presente se ne hanno uno, mettendo dunque al centro anche una buona dose di sentimenti ed emotività, in grado di contrastare molto bene con le tematiche esplicite e forti dei testi. Ne è un esempio Sabbie d’oro, che crea un’atmosfera eterea su cui si incastra alla perfezione il flow di Massimo Pericolo, certamente uno degli episodi migliori del live.

Non poteva mancare il momento in cui tutti e tre i protagonisti della serata si riuniscono sul palco per cantare insieme alcuni pezzi in cui hanno collaborato, tra cui Criminali, l’ultimo recentissimo singolo pubblicato dal trio poche settimane fa. Viene allora raggiunto l’apice dell’evento, i cori e gli applausi si fanno sempre più intensi e il palco diventa il teatro di una festa collettiva fra le crew dei rapper, degna conclusione del concerto.

Il tour non poteva che iniziare meglio, la serata è stata trascinante ed estremamente vera, senza sovrastrutture esagerate. L’impatto è dato da una ricerca continua del contatto con le persone, dimostrando che gli artisti provengono da un’Italia dimenticata, ai margini, e non se lo scordano di certo. Con la loro ribellione e il loro furore, Massimo Pericolo, Speranza e Barracano in questo momento sono tra le voci migliori capaci di raccontare vissuti crudi e pieni di difficoltà, ma proprio per questo reali, in cui molti ragazzi possono immedesimarsi, e un concerto così è l’opportunità unica anche per loro di urlare in faccia al mondo la loro storia.[/vc_column_text][vc_column_text]Testo: Filippo Duò 

Foto: Alessandra Cavicchi

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DEPRODUCERS in scena a Genova

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• DEPRODUCERS •

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Teatro della Tosse (Genova) // 2 Novembre 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Un collettivo artistico innovativo e formato da quattro teste di serie del panorama musicale italiano. I DEPRODUCERS sono Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Gianni Maroccolo e Max Casacci e compongono musiche per conferenze scientifiche. In altre parole, i loro strumenti accompagnano spiegazioni di argomenti tanto affascinanti quanto complessi come, in questo caso, l’evoluzione della vita sulla Terra.

Al Teatro della Tosse di Genova, più che ad un concerto, abbiamo assistito ad un vero e proprio spettacolo teatrale intitolato DNA, che sta girando l’Italia e la cui tappa genovese è stata inserita nel programma del Festival della Scienza del capoluogo ligure. I DEPRODUCERS hanno portato sul palco un progetto ambizioso che mira a portare quelli che possono essere gli aspetti più misteriosi e affascinanti della scienza ad un pubblico variegato, a dimostrazione che genetica, biologia o filosofia possono interessare anche i non addetti ai lavori.

Lo spettacolo è stato diviso in otto atti che hanno ripercorso la storia della vita sulla Terra. A partire dall’abiogenesi – la nascita della prima cellula organica a partire da materiale inorganico – sono state poi analizzate le varie tappe dell’evoluzione, con un’attenzione particolare verso noi esseri umani, la duplicazione del DNA e le mutazioni genetiche “frutto di caso e necessità”, tra cui anche quelle responsabili del cancro. Non a caso, il progetto è stato realizzato in collaborazione con AIRC, che da decenni si occupa di ricerca in questo campo.

Chitarra, tastiera, basso e batteria si sono fuse insieme su un palco illuminato da luci quasi psichedeliche, creando suoni elettronici e ritmi che diventavano tanto più energici e ipnotici quanto più il progresso si fa rapido. Alle spalle dei musicisti, uno schermo proiettava immagini esplicative per chi di scienza ne sa poco o nulla, in modo da essere catapultati anche noi nel mondo delle cellule. Sembrava di guardare in un microscopio a velocità aumentata e, come è accaduto con i suoni, anche le immagini del DNA che si replica sono risultate ipnotiche e affascinanti. 

Ogni atto dello spettacolo è stato inframezzato da interventi del professor Telmo Pievani, storico della biologia ed esperto di evoluzione dalla capacità oratoria incredibile, in grado di far capire a chiunque in quella sala gremita anche argomenti complessi come il funzionamento del DNA o alcuni meccanismi particolarmente altruisti che regolano le nostre cellule. 

Non sono mancati i momenti toccanti, soprattutto verso la fine. Il penultimo atto – Cancro – è stato suonato completamente al buio, dopo un discorso del professore sull’importanza di non nascondere la testa sotto la sabbia quando si parla tumori. Le luci poi le abbiamo riaccese noi dalla platea per l’ultimo atto, intitolato Serendipità. Ogni nostra torcia voleva rappresentare ogni singolo contributo della ricerca, non solo relativa alla lotta contro il cancro ma alla scienza in generale. Quei contributi che, a detta del professore, sono spesso frutto del caso, o meglio, dei momenti di serendipità, quando cioè si cerca una cosa e lungo il cammino se ne trova un’altra che nemmeno immaginavamo e che spesso ha la stessa importanza.[/vc_column_text][vc_column_text]

Testo: Francesca Di Salvatore 

Foto: Giulia Spinelli

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Grazie a Fleisch Ufficio Stampa[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Aabu + La Gabbia @ Covo Club

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• Aabu + La Gabbia (Release Party) •

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+
SAFARI

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Covo Club (Bologna) // 02 Novembre 2019

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Sono i SAFARI, trio genovese attivo dal 2016, ad aprire questa data al Covo Club di Bologna. 30 minuti di alternative rock con testi in italiano e in inglese per presentarsi al pubblico bolognese.
Secondi in scaletta gli Aabu, band nata a Bologna nel 2010, che sceglie questa data per concludere il tour 2019. Tra i suoni potenti e a tratti malinconici, gli Aabu esprimono dal palco la loro passione e la forte emozione per un percorso che si sta per consolidare con un nuovo album in cantiere.
Arriva il momento de i La Gabbia che condividono con noi un nuovo inizio, l’uscita del loro ultimo album Madre Nostra. Anche loro bolognesi, si riaffermano tra il pubblico con i loro pezzi rock, pop rock e indie, che il frontman Michele Menichetti ci trasmette dritto al cuore con tutti i sentimenti che racchiudono.

 

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Foto: Luca Ortolani

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La Gabbia

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SAFARI

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Sunset Sons “Blood Rush Déjà Vu” (Bad Influence, 2019)

Esiste un luogo in Europa, una lunga striscia di terra bagnata dall’Atlantico, che è il paradiso dei surfisti del Vecchio Continente. Verso la fine degli anni novanta la mia grossa tavolona bianca e viola si muoveva lungo l’asse che da Hossegor, Francia, portava fino a Zarautz, Spagna, passando per Biarritz e San Sebastian. Erano anni spensierati, in cui il surf regalava alla storia della musica personaggi come Eddie Vedder e Anthony Kiedis, film come Point Break, e io trovavo la pace cosmica in un’adolescenza, ovviamente, travagliata.

Leggere che i Sunset Sons, ragazzoni di madrelingua inglese (un po’ aussie e un po’ brit), hanno preso casa proprio a Hossegor, mi ha subito incuriosito. Anzi, a dirla tutta hanno una storia degna di una pinta davanti a un caminetto. Comodi, per favore.
Una sera di una calda estate il batterista Jed Laidlaw incontra un amico maestro di tavola in un bar, Le Surfing (ma guarda un po’), dove sta tenendo un personalissimo show nientemeno che il lavapiatti. Il giovine però è dotato e viene notato. E strappato a un destino crudele e privo di gloria. Al secolo Rory Williams, entra in un mondo fatto di adrenalina e di musica. I due, insieme a Robin Windram (chitarra) and Pete Harper (basso), collezionano date nei posti più incredibili, macinano chilometri e concerti, tutto per finanziarsi una endless summer all’europea: in inverno si stabiliscono in Val d’Isere, per la stagione di snowboard, in estate tornano a ovest, a Hossegor, per il surf. Scendono dalle tavole per salire sui palchi e viceversa e questo ha, come effetto secondario, che diventano piuttosto bravi e nel 2016 esce un primo disco, Very Rarely Say Die, che riscuote un buon successo. Iniziano a viaggiare più per la musica che per lo sport e lentamente si trasformano in una band con alle spalle qualcosa come 250 live. Aprono i concerti degli Imagine Dragons e dei Nothing But Thieves, e poi capita anche che il materiale prodotto tra una data e una uscita in mare porti a produrre un secondo album, Blood Rush Déjà Vu.

Musicalmente sono molto affini alle band con cui hanno collaborato, anche se i Kings of Leon rimangono il riferimento più chiaro e evidente.
È un disco malinconico, che guarda al passato, soprattutto alle relazioni che finiscono , e che ci regala qualche momento di affettuosa redenzione e gioiosa nostalgia. Il batterista Laidlaw lo inquadra quasi in modo Felliniano: “In the summertime the population quadruples and it’s just the happiest place. But like a lot of coastal towns, in winter time it’s dark, rainy and there’s a real sense of isolation.”
Questi i confini dell’immaginario dei nostri ragazzoni. 

Il disco nasce inizialmente in uno studio creato nella casa del cantante Williams, dove, nell’arco di sei mesi, vengono composte un numero incredibile di canzoni, pare, con altrettanti stili diversi. I quattro hanno radici diverse e culture musicali che vanno “accordate”. Entrano in scena quindi Catherine Marks ( producer di Wolf Alice, The Amazons) e un nuovo chitarrista, Henry Eastham, e l’album prende forma, identità e infine vede la luce.

È un lavoro più maturo e più ricco, rispetto all’album di esordio. Il singolo che precede l’uscita dell’LP, Heroes, è in questo senso paradigmatico. E’ il frutto di una collaborazione tra i vari membri della band, ma anche delle ore spese sul palco nelle session live. C’è più gusto e mestiere e qualche astuzia di postproduzione.
Personal giudizio: band come questa vanno valutate in quello che sanno fare meglio, ossia stare su un palco, perché sono nate in un bar di surfisti e non in conservatorio, perché è gente abituata alle onde, alla neve, alla buona birra. Quindi, dopo aver apprezzato il disco, godeteveli dal vivo, quella è la vera dimensione dei Sunset Sons. 

 

Sunset Sons

Blood Rush Déjà Vu

Bad Influence, 2019

 

Andrea Riscossa

• MANGO • ESCE IL 15 NOVEMBRE IL COFANETTO “TUTTO L’AMORE CHE CONTA DAVVERO”

Disponibile in 3 versioni:
Deluxe Edition (4CD), Light Version(3CD), Vinile LP

 

IN RADIO IL SINGOLO
FORSE CHE SÌ, FORSE CHE NO (feat. LUCIO DALLA)

 

Warner Music Italy annuncia l’uscita di “TUTTO L’AMORE CHE CONTA DAVVERO”, un imperdibile cofanetto che raccoglie il patrimonio musicale di MANGO, a quasi cinque anni dalla sua scomparsa. Suddiviso in tre raccolte tematiche e disponibile in 3 versioni, sarà in tutti gli store da venerdì 15 novembre.


La
“Deluxe Editionè composta da 4CD (CD1 ISuccessi, CD2 Gli Incontri, CD3 I Tesori Nascosti, CD4 Il concerto) arricchito da uno splendido booklet di 48 pagine contenenti materiale fotografico inedito, manoscritti originali, appunti tratti dalle agende e dai quaderni dellartista; la “Light Versioncomprende 3CD (CD1 I Successi, CD2Gli Incontri, CD3 I Tesori Nascosti) e un booklet di16 pagine, mentre il Vinile include invece esibizioni live tratte da “Serata con” di Video Italia risalenti agli anni 2003, 2004, 2005, 2008 e 2010.

Ne “I Successi” sono stati inseriti gli evergreen che hanno segnato la trentennale carriera di Mango. Nella raccolta riservata a “I Tesori Nascosti”, invece, sono stati inclusi i pezzi che non sono mai diventati “di punta” ma che respirano d’arte libera e restituiscono allascoltatore la sua essenza più intima e geniale. Ne “Gli Incontri” troviamo infine le collaborazioni artistiche più significative e le cover più spiazzanti.

Alla realizzazione del progetto hanno partecipato in prima persona la moglie Laura Valente e i figliAngelina e Filippo Mango, Arturo Bertusi in veste di art director e curatore editoriale dellapubblicazione e Lorenzo Cazzaniga, storico ingegnere del suono.

A questo proposito la moglie Laura ha dichiarato: «L’esigenza, dopo 5 anni di silenzio discografico, è stata quella di creare un compendio del patrimonio musicale e letterario lasciato da Pino, tentando di dare nuova linfa, oltre che agli innumerevoli grandi successi, anche ai suoi tesori nascosti, agli incontri musicali più riusciti e alla sua straordinaria attitudine live, propria del grande cantante e dell’uomo sensibile e autentico che era. C’è bellezza in questo lavoro, c’è amore; un abbraccio che ha stretto intorno a me, ad Angelina e a Filippo amici meravigliosi che ci hanno sostenuto eaiutato nell‘”impresa”, con tutto l’amore che conta per Pino, per sempre».

E in rotazione radiofonica il singolo FORSE CHE SÌ, FORSE CHE NO (feat. LUCIO DALLA), un emozionante duetto proprio con lamico Lucio.

 

DELUXE EDITION 4CD

Cd1 –  i successi

01. Oro

02. Australia

03. Lei verrà

04. Odissea

05. La rosa dell’inverno

06. Bella d’estate

07. Mia madre

08. Nella mia città

09. Sirtaki

10. Come monna lisa

11. Mediterraneo

12. Come l’acqua

13. Giulietta

14. Amore per te

15. La rondine

16. Ti porto in africa

 

Cd2 – gli incontri

01. Forse che sì, forse che no (feat. Lucio dalla)

02. Amore bello (feat. Claudio baglioni)

03. La stagione dell’amore (feat. Franco battiato)

04. Bella d’estate (feat. Neri per caso)

05. Get back (feat. Angelina & filippo mango)

06. Il dicembre degli aranci (feat. Laura valente)

07. Verso il terzo millennio (live)

08. Heroes

09. A me me piace ‘o blues

10. Fields of gold

11. La canzone dell’amore perduto

12. Dio mio no

13. I migliori anni della nostra vita

14. One

15. Volver

16. Quanto t’ho amato

 

Cd3 – i tesori  nascosti

01. La massa indistinguibile

02. Dove andrò

03. Non moriremo mai

04. Gli angeli non volano

05. Fiore del mondo

06. Francesco

07. Eccoti, folle d’amore

08. Io ti vorrei parlare

09. I’ te vurria vasà

10. Mille male penziere

11. Di quanto stupore

12. Sempre

13. Dentro me ti scrivo

14. Sorprenderò l’immenso

15. Guarda l’italia che bella

16. Dignitose arrendevolezze

17. Il rifugio

 

Cd4 – il concerto

 

Esibizioni live tratte da “serata con” di video italia, 2003, 2004, 2005, 2008, 2010)

 

01. Intro parlato  

02. Nella mia città  

03. La rosa dell’inverno  

04. Se con un t’amo  

05. Oro  

06. Giulietta  

07. Il dicembre degli aranci  

08. Disincanto  

09. Mediterraneo  

10. Mia madre  

11. Solo d’amore  

12. Epilogo parlato

13. La rondine  

 

LIGHT EDITION 3CD

 

Cd1 –  i successi

01. Oro

02. Australia

03. Lei verrà

04. Odissea

05. La rosa dell’inverno

06. Bella d’estate

07. Mia madre

08. Nella mia città

09. Sirtaki

10. Come monna lisa

11. Mediterraneo

12. Come l’acqua

13. Giulietta

14. Amore per te

15. La rondine

16. Ti porto in africa

 

Cd2 – gli incontri

01. Forse che sì, forse che no (feat. Lucio dalla)

02. Amore bello (feat. Claudio baglioni)

03. La stagione dell’amore (feat. Franco battiato)

04. Bella d’estate (feat. Neri per caso)

05. Get back (feat. Angelina & filippo mango)

06. Il dicembre degli aranci (feat. Laura valente)

07. Verso il terzo millennio (live)

08. Heroes

09. A me me piace ‘o blues

10. Fields of gold

11. La canzone dell’amore perduto

12. Dio mio no

13. I migliori anni della nostra vita

14. One

15. Volver

16. Quanto t’ho amato

 

Cd3 – i tesori nascosti

01. La massa indistinguibile

02. Dove andrò

03. Non moriremo mai

04. Gli angeli non volano

05. Fiore del mondo

06. Francesco

07. Eccoti, folle d’amore

08. Io ti vorrei parlare

09. I’ te vurria vasà

10. Mille male penziere

11. Di quanto stupore

12. Sempre

13. Dentro me ti scrivo

14. Sorprenderò l’immenso

15. Guarda l’italia che bella

16. Dignitose arrendevolezze

17. Il rifugio

 

Il concerto

Esibizioni live tratte da “serata con” di video italia (2003, 2004, 2005, 2008, 2010)

 

1LP

Lato A

01. Intro  parlato: mango

02. Nella mia città  

03. La rosa dell’inverno  

04. Se con un t’amo  

05. Oro  

06. Giulietta  

07. Il dicembre degli aranci  

 

Lato B

01. Disincanto  

02. Mediterraneo  

03. Mia madre  

04. Solo d’amore  

05. Epilogo parlato: Mango

06. La rondine  

 

RED&BLUE MUSIC RELATIONS
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Delvon Lamarr Organ Trio in concerto al Monk di Roma

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• Delvon Lamarr Organ Trio •

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Monk  (Roma) // 31 Ottobre 2019

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Foto: Simone Asciutti

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Visual Journal vol.2: King Nun

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• King Nun @ Fabrique (Milano) // 29 Ottobre 2019 •

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Siamo stati al concerto de The Struts al Fabrique di Milano, ma, invece di parlarvi  di una delle rock band più famose del momento, abbiamo deciso di raccontarvi della loro band di supporto per il Young & Dangerous Tour: i King Nun.

La cosa che preferisco del fotografare band emergenti è vedere la passione che emanano da tutti i pori, c’è qualcosa nei loro occhi, che molto spesso in una band affermata col tempo va a perdersi, ed è la voglia di realizzare il loro più grande sogno: fare musica.

I King Nun questa energia ce l’hanno tutta e sono pronti a schiaffarcela in faccia appena prendono in mano gli strumenti.

I quattro ragazzi londinesi in una quarantina di minuti di set sono riusciti a conquistare un Fabrique completamente sold out, regalandoci uno show da vera punk band, con tanto di corse tra il pubblico a petto nudo e chitarre finite in frantumi sul palco.

 

 

PER SCORRERE LE IMMAGINI UTILIZZARE LE FRECCE AI LATI

DA MOBILE SI CONSIGLIA DI RUOTARE IL DISPOSITIVO IN ORIZZONTALE PER UNA MIGLIORE VISIONE DELLE IMMAGINI

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Foto: Elisa Hassert

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[Video] Thom Yorke ha suonato “Daily Battles” live per la prima volta a Los Angeles

Il brano è tratto dalla colonna sonora del nuovo film di Edward Norton Motherless Brooklyn.

Il frontman dei Radiohead è attualmente in tournée da solo negli Stati Uniti a sostegno del suo recente album ANIMA, e ha suonato Daily Battles per la prima volta durante il suo concerto al Greek Theater di Los Angeles il 29 ottobre.

Guarda il filmato della performance di seguito.

 

 

La carriera solista di Thom Yorke:

Il 7 luglio 2006 è uscito il suo primo album da solista, The Eraser (anticipato dal singolo Harrowdown Hill), prodotto con la collaborazione di Nigel Godrich, produttore di tutti gli album dei Radiohead da OK Computer. Analyse, secondo singolo estratto, accompagna i titoli di coda del film The Prestige, diretto da Christopher Nolan.

Nel 2009 ha partecipato alla colonna sonora di The Twilight Saga: New Moon con il brano Hearing Damage.

Il 26 settembre 2014 pubblica a sorpresa il secondo album da solista, Tomorrow’s Modern Boxes. Il disco, composto di otto tracce, e prodotto con l’aiuto di Nigel Godrich, viene venduto al costo di 6 dollari attraverso una inedita interfaccia di BitTorrent ed è accompagnato dal video di A Brain in a Bottle. In meno di 24 ore, l’album viene scaricato più di 100.000 volte nel mondo e secondo Yorke l’innovativa modalità di vendita e distribuzione diretta rappresenta una nuova via per i musicisti di ottenere un maggior controllo sulle proprie opere.

Nel 2015 ha composto un brano, Subterranea, per la mostra a Sydney dello storico collaboratore per artwork e copertine dei Radiohead Stanley Donwood, che ha fatto molto parlare di sé. La cosa sorprendente su di esso è la sua durata, di ben 18 giorni, cioè esattamente la durata dell’esposizione, di cui, inoltre, nessuno dei 25.929 minuti è uguale all’altro.

Viene annunciata per il 26 ottobre 2018 l’uscita di Suspiria (Music for the Luca Guadagnino Film) per XL Recordings. L’album contiene 25 brani composti per il film Suspiria di Luca Guadagnino. Il disco è stato anticipato dal singolo Suspirium, premiato come miglior brano originale alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia.

A metà Giugno 2019 annuncia il nuovo lavoro solista, iniziandone la promozione stampando e affiggendo alcuni volantini in giro per Milano, contenenti un numero verde e la scritta “Hai perso i tuoi sogni? Non disperare. Qui ad ANIMA abbiamo costruito una Camera dei Sogni. Chiama il numero verde e troveremo i tuoi sogni per te.” O altri con la scritta: “Perché non possiamo ricordare i nostri sogni? È sempre la stessa storia. Notte dopo notte viaggiamo verso terre lontane, meravigliose e insolite. Ma alla mattina facciamo fatica a ricordare i dettagli. O persino i contorni. Ma ora quei giorni sono passati. Qui ad ANIMA abbiamo costruito una camera dei sogni. Chiama il numero verde e i tuoi sogni saranno tuoi da rivivere ancora e ancora.” Chiamando il numero si poteva ascoltare in anteprima la traccia. Ha inoltre realizzato un cortometraggio diretto da Paul Thomas Anderson e prodotto da Netflix, il cui trailer è stato pubblicato su YouTube il 20 Giugno 2019.

• Punkreas • XXX 1989-2019: The Best

La raccolta che celebra i 30 anni di carriera della Band

IN USCITA IL 29 NOVEMBRE

Contiene il brano inedito “Sono Vivo” e una nuova versione di “Aca Torofeat. Ska-P

CONTEMPORANEAMENTE I PUNKREAS ANNUNCIANO

UN CONCERTO SPECIALE ALL’ALCATRAZ DI MILANO, IL 25 GENNAIO 2020

 

I PUNKREAS e UNIVERSAL MUSIC annunciano oggi l’uscita di XXX – 1989-2019: The Best, la raccolta che celebra i loro 30 anni di carriera. In uscita il 29 novembre 2019, questo Best Of conterrà inoltre brano inedito “Sono Vivoprodotto da Tommaso Colliva (Muse, Calibro 35, Afterhours) e una nuova versione di “Aca’ Torofeat. Ska-P. XXX sarà disponibile in 2CD, 3LP, Digital downolad e streaming.

Annunciato oggi anche un concerto speciale all’Alcatraz di Milano il 25 gennaio 2020 per festeggiare dal vivo insieme al pubblico questo importante anniversario.

10 album in studio all’attivo, 3 decenni di infaticabile attività live con migliaia di concerti in tutta Italia, brani diventati dei veri e propri inni come “Aca’ Toro”, “La canzone del bosco”, “Canapa”, “Sosta”, “Tutti in pista”: il lungo percorso artistico dei PUNKREAS li ha portati ad essere un baluardo della scena punk-rock italiana.

XXX è una raccolta che ripercorre l’intera carriera della band, dagli esordi di United Rumors Of Punkreas alle più recenti prove di Inequilibrio Instabile, attraverso 33 traccetra le più note della loro discografia e due brani inediti: una versione di “Aca’ Torofeat. Ska-P e un nuovo singolo, “Sono Vivo, prodotto da Tommaso Colliva (più volte nominato e vincitore di Grammy Award). Il brano, dall’inconfondibile suono dei PUNKREAS, viene descritto dalla band:

Ci sono donne e uomini la cui unica ricchezza è la propria vita.

Ci sono donne e uomini la cui unica speranza e ambizione è conservarla, quella vita.

“Sono Vivo” è dedicata a tutti quelli che lottano ogni giorno per sopravvivere.

Nessuno potrà dire che non lo sapeva, nessuno potrà dire di non averli visti.

Sono Vivo” è una gemma punk-rock che incarna perfettamente lo spirito Punkreas, lo stesso spirito selvatico che si ritrova nel racconto di Noise:

Quando abbiamo iniziato nessuno di noi avrebbe mai pensato di arrivare fino a qui.

Ai tempi pochi suonavano punkrock. La bomba “Dookie” dei Green Day non era ancora esplosa in Italia, tra i giovani i più “regolari” sognavano Tracy Spencer e le tette di Samantha Fox, noi invece, più selvatici, gli Iron Maiden e… le tette di Samantha Fox.

Il punk non era di moda, ma i Punkreas lo erano già. Per lo meno a San Lorenzo di Parabiago, la frazione che ha visto nascere la band, poi anche a Rescaldina per il primo concerto, poi al Leocavallo, poi all’Heineken Jammin festival.

Questo disco, “XXX”, non è un vero e proprio “Best Of”, ma la colonna sonora che ci ha accompagnato sui palchi di tutta Italia, dai centri sociali, sui carri nelle manifestazioni, fino ai grandi festival internazionali.

È la nostra colonna sonora, ma forse di più la vostra; di quelli che hanno alimentato e sostenuto il sogno Punkreas, nutrendosene e nutrendolo allo stesso tempo. “XXX” è il nostro regalo per questo 30°compleanno e un enorme grazie a tutti voi; quelli che c’erano, che ci sono e che ci saranno.

Perché noi lo sappiamo bene che “Finché ci sarete il sogno non muore”.

I PUNKREAS saliranno sul palco dell’Alcatraz di Milano(via Valtellina, 25) il 25 gennaio 2020 per festeggiare insieme al loro pubblico il 30° anniversario della loro carriera.

I biglietti saranno disponibili su www.ticketone.it, www.mailticket.it e nei punti vendita abituali.

Early Bird a prezzo speciale: 13€ + ddp fino ad esaurimento. Una produzione Tube Agency, Rollover Production e Shining Production.

TRACKLISTING XXX

CD1

1. Sono Vivo
2. Acà toro (feat. Ska P)
3. Canapa
4. Voglio armarmi
5. Cuore nero – Orchestral Version
6. Sosta
7. Modena – Milano (feat. Modena City Ramblers)
8. Vulcani
9. Zingari
10. Fermati E Respira
11. In fuga (feat. Lo Stato Sociale)
12. Toda la noche
13. I chiromanti
14. Tutti in pista
15. Il mercato del niente
16. Falsi preoccupati
17. Fegato Centenario
18. Occhi puntati

CD2

1. Acà toro
2. La canzone del bosco
3. U-Soli
4. Polenta & Kebab (feat. O Zulù)
5. Salta
6. Inequilibrio
7. Astronauta
8. Sotto esame
9. Va bene così (feat. Shiva)
10. Chiapas
11. Terzo mondo
12. Ultima notte
13. Non cambio mai
14. L’orologio
15. Bastardi
16. Disgusto totale
17. Il Vicino

CONTATTI:

Punkreas Facebook / Instagram

• SUBSONICA • “MICROCHIP TEMPORALE” il nuovo album fuori ovunque dal 22 NOVEMBRE 2019

SUBSONICA

MICROCHIP TEMPORALE

 

IL NUOVO ALBUM

FUORI OVUNQUE DAL22/11

 

 

Una rielaborazione di “MICROCHIP EMOZIONALE”

a vent’anni dall’uscita, realizzato con 14 artisti:

 

ACHILLE LAURO, COEZ, COMA_COSE & MAMAKASS, COSMO, ELISA, ENSI, FAST ANIMALS AND SLOW KIDS, GEMITAIZ, MOTTA, M¥SS KETA, NITRO, LO STATO SOCIALE e WILLIE PEYOTE

 

“AURORA SOGNA”

primo brano disponibile in digitale dal 1° Novembre

 

 

30 ottobre 2019 – Il 22 novembre 2019 esce “Microchip Temporale” (Sony Music). A vent’anni dalla pubblicazione del disco che ha segnato in modo indelebile la scena musicale italiana, i Subsonica riavvolgono il filo della storia. “Microchip Temporale” è una rielaborazione di “Microchip Emozionale” realizzato in complicità con 14 artisti che hanno, oggi per la maggior parte, l’età dei Subsonica di allora.

 

Il nuovo lavoro, rielaborato interamente dal gruppo e dagli ospiti, è un regalo per chi ha conosciuto, vissuto e amato “Microchip Emozionale”, un album che ha accorciato le distanze tra la musica indipendente italiana e le produzioni internazionali, integrando elettronica, rock, dance, testi e melodia in una sintesi unica. Oggi “Microchip” viene completamente risuonato, rivisitato e arricchito dalla creatività e dalle parole di alcuni tra i più significativi protagonisti della scena attuale.

Torna anche la ragazza giapponese con la pistola, la stessa Midori Tateno, in copertina 20 anni dopo a segnare il legame tra passato e presente.

 

“Microchip Temporale” è anticipato dal brano “Aurora Sogna”, nella nuova versione  realizzata con Coma_Cose insieme ai Mamakass, disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire da venerdì 1° novembre 2019. In questo pezzo i Subsonica scelgono le voci e le parole dell’apprezzatissimo duo milanese, insieme al contributo musicale dei due producers, per rileggere ed arricchire uno dei brani più amati dal proprio pubblico. E per regalare ad “Aurora” anche una voce femminile.

 

Qui la tracklist di “Microchip Temporale”:

 

  1. BUNCIA 2019
  2. SONDE – WILLIE PEYOTE
  3. COLPO DI PISTOLA – NITRO
  4. AURORA SOGNA – COMA_COSE & MAMAKASS
  5. LASCIATI – ELISA
  6. TUTTI I MIEI SBAGLI – MOTTA
  7. LIBERI TUTTI – LO STATO SOCIALE
  8. STRADE – COEZ
  9. DISCO LABIRINTO – COSMO
  10. IL MIO D.J. – ACHILLE LAURO
  11. IL CIELO SU TORINO – ENSI
  12. ALBE MECCANICHE – FAST ANIMALS AND SLOW KIDS
  13. DEPRE – M¥SS KETA
  14. PERFEZIONE – GEMITAIZ

 

NOTE BIOGRAFICHE:

Subsonica sono un gruppo rock elettronico italiano nato a Torino nel 1996 dall’unione di alcuni esponenti della scena musicale alternativa: Samuel (cantante), Max Casacci (produttore e chitarrista), Boosta (tastierista), Ninja(batterista), e Pierfunk (bassista), sostituito poi da Vicio nel 1999.

La band, influenzata dai linguaggi musicali più sperimentali, ha rivoluzionato la scena e ha creato un sound molto riconoscibile, coniugando suoni elettronici, incisività melodica tipicamente italiana e grande carica sul palco. I Subsonica sono, infatti, unanimemente apprezzati per la potenza del loro live.

Numerosi i premi e riconoscimenti avuti fra i quali: Premio Amnesty Italia, MTV Europe Music Award, Premio Italiano della Musica, Italian Music Award, Premio Grinzane Cavour, TRL Award, ed una partecipazione al Festival di Sanremo.

Nella loro carriera hanno pubblicato 8 album in studio: “Subsonica” uscito nel 1997, “Microchip emozionale” del 1999, “Amorematico” del 2002 che conta 100.000 copie vendute, “Terrestre” del 2005, 110.000 copie vendute, “Leclissi” del 2007, “Eden” del 2011, certificato platino, “Una nave in una foresta” del 2014, certificato platino, la raccolta del 2008 “Nel vuoto per mano 1997/2007”, certificata platino, e “8”, disco di inediti uscito il 12 ottobre 2018 a cui seguono un tour europeo a dicembre 2018, la tournée italiana nei palazzetti (febbraio 2019) e date estive nei principali festival italiani. Il 22 novembre 2019 i Subsonicapubblicheranno “Microchip Temporale”, una speciale riedizione di “Microchip Emozionale” in collaborazione con alcuni dei nomi più importanti del panorama musicale italiano.

 

Segui su:

https://subsonica.it/

IG @subsonicaofficial

FB @Subsonica

#subsonica8

Gli AABU e quell’implacabile bisogno di urlare

Come vi siete conosciuti e come è nato il nome della band?

La band è nata attraverso conoscenze della scuola superiore poi nel tempo la formazione attuale, che è in piedi dal 2013, è cambiata.
Il nome della band, all’inizio, era un acronimo in inglese ma successivamente abbiamo iniziato a scrivere pezzi in italiano, quindi abbiamo deciso di far cadere l’acronimo ma di lasciare il nome AABU. Con questo disco abbiamo poi trovato l’acronimo in italiano: Abbiamo Ancora Bisogno di Urlare.

 

Qual è il processo creativo delle vostre canzoni?

Per quanto riguarda Abbiamo Ancora Bisogno di Urlare, la maggior parte delle idee dei testi delle canzoni veniva da uno di noi cinque.
In studio poi lavoriamo molto insieme, ci piace molto suonare e passiamo parecchio tempo in sala prove, perciò l’arrangiamento delle canzoni è sempre frutto di tutti e cinque.
Nelle canzoni però è necessario che la scintilla iniziale ce l’abbia soprattutto uno, in particolare su quest’ultimo disco avevamo un’idea che era molto personale e interpretata dai singoli in maniera differente; tutti hanno quindi dato il loro contributo a livello testuale.

 

Nell’arco di due anni siete usciti con due album, a quale siete più legati?

Gli album sono come figli.
Dal punto di vista emotivo, per noi l’ultimo disco è importantissimo perché nasce da una serie di nostre riflessioni, sia sul mondo musicale che sul mondo nostro, inteso come esseri umani.
La cosa incredibile è che la direzione di questo disco l’abbiamo trovata nell’arco di due ore, quindi in un arco di tempo molto breve considerando che siamo cinque persone.
C’è stata quindi una comunione di intenti che, per quanto ci sia sempre all’interno dei gruppi, così sviluppata non era mai successo di trovarla.
Il primo disco è sempre il primo disco.
C’è tutta l’incoscienza di approcciarsi ad una cosa completamente nuova, perciò c’è entusiasmo. Dal punto di vista artistico invece, ascoltandolo a posteriori pensiamo che avremmo potuto fare tante cose diversamente.
Abbiamo attraversato molte fasi durante il primo disco e quella attuale è “gli vogliamo bene ma conosciamo i suoi limiti”, non è più quello che ci rappresenta al 100% come lo è invece Abbiamo Ancora Bisogno di Urlare.

 

Quali sono le vostre influenze musicali ed in che modo la vostra musica si differenzia dalle altre band italiane?
Per quanto riguarda le influenze musicali ce ne sono tantissime, veniamo da mondi molto affini, perciò ascoltiamo musica molto simile.
Ci sono quindi gruppi che ascoltiamo tutti e cinque e a cui idealmente ci ispiriamo ma quando ti ispiri ad un artista non è che puoi replicare una formula perché sarebbe molto sminuente per quello che stai cercando di fare.
A noi piacciono in particolare i Biffy Clyro, in Italia i Ministri, che hanno un fascino particolare per noi, come anche Marta sui Tubi, di americano invece i Manchester Orchestra e The Dear Hunter; però più che replicare un certo suono cerchiamo più di inseguire un’idea di scrittura che traspare dai gruppi da cui ci ispiriamo.
Noi siamo una band rock, non abbiamo un carattere di unicità alla David Bowie; noi però possiamo dire che con l’ultimo disco abbiamo fatto scelte sonore che non sentivamo da un pò, quindi principalmente è presente un suono molto scuro, distorto e poco post prodotto.
Quest’ultima questione è stata per noi una sfida, ci siamo dedicati all’analogico, quindi quello che possiamo dire è che in questo disco siamo noi che suoniamo nel bene e nel male.
Quello che ci differenzia è che abbiamo delle cose da dire: ultimamente ascoltare musica è diventato complicato, perché c’è tanta gente che la fa ma non ha niente da dire e poi ti ritrovi ad ascoltare dischi di cantautori che hanno solo una chitarra acustica e un microfono e ti spaccano la faccia con niente, solo perché hanno qualcosa da raccontare.
Quindi noi abbiamo imparato la lezione: non puoi fare arte senza avere urgenza.

 

Giorgia Zamboni