Skip to main content

I Måneskin presentano in anteprima dal vivo il nuovo singolo “Supermodel”

I CAMPIONI IN CARICA SI ESIBIRANNO NELLA GRAN FINALE DEL 14 MAGGIO

I Måneskin, super ospiti della serata finale, tornano all’Eurovison Song Contest. Il prossimo 14 maggio i Campioni in carica saliranno sul palco del Pala Olimpico e presenteranno in anteprima mondiale tv dal vivo il loro nuovo singolo “SUPERMODEL”, in uscita venerdì 13 maggio.  Nessun altro vincitore dell’Eurovision ha mai registrato tanto successo subito dopo la vittoria. Nel 2021, scalato il podio della 65ª edizione del contest con “ZITTI E BUONI”, hanno dominato le classifiche di tutto il mondo, diventando la prima rock band italiana ad ottenere un simile record. Attualmente contano più di 4,5 miliardi di ascolti in tutte le piattaforme digitali e 10 dischi di diamante, 185 platino e 42 oro a livello globale.

 

Lo spettatore della 66ª edizione dell’Eurovision Song Contest – in onda su Rai 1 il 10 e il 12 Maggio (con le due semifinali) e il 14 Maggio, con la gran finale – sarà immerso in un teatro delle meraviglie. Organizzata dall’EBU (European Broadcasting Union), la principale alleanza mondiale dei Media di Servizio Pubblico – con Rai quale Host Broadcaster (Emittente Ospite) – e con la conduzione internazionale dello show affidata a Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika, questa edizione vedrà partecipare 40 Paesi: l’Italia sarà in gara con la coppia Mahmood & Blanco e il brano “Brividi”, che ha trionfato alla 72ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Oltre che su Rai 1 con il commento di Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio, con la partecipazione di Carolina Di Domenico, la diretta dell’Eurovision Song Contest 2022 sarà trasmessa anche da Rai Radio 2 e disponibile su RaiPlay.

 

I Måneskin continuano la loro impressionante ascesa nel 2022: la band si preparerà al tour in Nord America con una serie di importanti partecipazioni nei Festival internazionali quest’estate, tra cui Lollapalooza, Reading & Leeds, Summer Sonic Festival, Rock in Rio, Aftershock e molti altri. Reduci da un anno di successi, con 10 dischi di diamante, 185 dischi di platino e 42 dischi d’oro a livello globale, i Måneskin sono gli artisti italiani più ascoltati nel mondo su Spotify. L’anno scorso hanno conquistato il Regno Unito con le hit “I WANNA BE YOUR SLAVE” e “Beggin'”, diventando la prima band italiana nella storia della musica a entrare nella Top 10 del Regno Unito con due singoli contemporaneamente. La canzone “I WANNA BE YOUR SLAVE” vanta anche una travolgente versione nata dall’iconica collaborazione con il Padrino del Punk Iggy Pop, pubblicata il 6 agosto 2021. Tutti i biglietti per il nuovo tour europeo dei Måneskin sono andati esauriti nell’arco di due ore dalla messa in vendita. La band ha recentemente aggiunto, tra le venue degli spettacoli europei, luoghi iconici tra cui la O2 Arena di Londra, l’Accor Arena di Parigi e la Mercedes Benz Arena di Berlino. Fra gli altri recenti successi dei Måneskin ci sono la doppia nomination ai BRIT Awards 2022 per “International Group” e “International Song” e la vittoria agli MTV European Music Awards come “Best Rock”, la prima in assoluto per un artista italiano in una categoria internazionale. Il loro trionfo negli Stati Uniti è stato impressionante: si sono esibiti a New York e Los Angeles per due date esclusive e sono stati special guest del concerto dei Rolling Stones a Las Vegas. Si sono anche esibiti in programmi TV storici come il Tonight Show di Jimmy Fallon e The Ellen DeGeneres Show, nonché al Saturday Night Live con un’eccezionale performance di “Beggin” e “I WANNA BE YOUR SLAVE”. Ad aprile hanno inoltre partecipato per la prima volta al leggendario Coachella Festival.

GET IN TOUCH!

#Eurovision2022 #ESC2022 #TheSoundOfBeauty

 

Eurovision.tv

BOLOGNA SONIC PARK: manca un mese alla nuova edizione!

Il 4 giugno 2022 torna BOLOGNA SONIC PARK! Dopo due edizioni rinviate causa Covid-19, l’Arena Parco Nord è pronta a riaprire i cancelli per ospitare quattro serate eccezionali che vedranno sul palco come headliner MY CHEMICAL ROMANCE, DEEP PURPLE, IRON MAIDEN e THE CHEMICAL BROTHERS.

Si comincia tra un mese esatto con il concerto, lungamente atteso, di MY CHEMICAL ROMANCE. La serata sarà aperta da due band di supporto che verranno annunciate a breve. La disponibilità di biglietti per questo show è limitatissima, i tagliandi rimanenti sono in vendita su Ticketone.

Il 3 luglio toccherà a delle autentiche leggende del rock: DEEP PURPLE porteranno in Italia il loro THE WHOOSH TOUR, in apertura si esibiranno The Last Internationale.

Il 7 luglio salirà sul palco la band metal più amata al mondo: IRON MAIDEN infiammeranno gli animi dei loro fan con LEGACY OF THE BEAST, il loro tour più spettacolare di sempre che abbiamo già avuto la fortuna di ammirare a Milano e Trieste nel 2018. La serata sarà aperta da Lord Of The Lost e Airbourne. Anche in questo caso la disponibilità di biglietti è decisamente bassa, affrettatevi per non perdervi uno show straordinario!

Il 9 luglio infine spazio a THE CHEMICAL BROTHERS e all’imperdibile set elettronico di Ed Simons e Tom Rowlands! Show direction by Smith and Lyall.

RADIOFRECCIA è la radio ufficiale di BOLOGNA SONIC PARK!

BIGLIETTI
I biglietti sono disponibili su Ticketone.
I biglietti acquistati per i concerti di MY CHEMICAL ROMANCE, DEEP PURPLE, IRON MAIDEN e THE CHEMICAL BROTHERS che avrebbero dovuto svolgersi a BOLOGNA SONIC PARK nel 2020 e nel 2021 restano validi per gli show del 2022!

ORARI
MY CHEMICAL ROMANCE + guest tba
04 giugno 2022
Apertura cancelli: 15:30
Inizio concerti: 18.30

DEEP PURPLE + The Last Internationale
03 luglio 2022
Apertura cancelli: 18:00
The Last Internationale: 19:30
Deep Purple: 21:00

IRON MAIDEN + Airbourne + Lord Of The Lost
07 luglio 2022
Apertura cancelli: 14:00
Lord Of The Lost: 18:10
Airbourne: 19:20
Iron Maiden: 21:00

THE CHEMICAL BROTHERS
09 luglio 2022
Apertura cancelli: 18:00
Inizio concerti: 20:00

COME ARRIVARE
In treno Dalla Stazione FS di Bologna prendere il bus 25 e scendere alla fermata Parco Nord.
In autobus Da Piazza Maggiore prendere il bus 410 o il 25 e scendere alla fermata Parco Nord.
In auto – Dall’autostrada A14 uscite a BOLOGNA FIERA e girate a destra alla prima rotonda, da lì seguite le indicazioni.

Ministri “Giuramenti” (Woodworm, 2022)

I Ministri – il gruppo rock di Davide “Divi” Autelitano, Federico Dragogna e Michele “Michelino” Esposito – sono tornati con il loro settimo album Giuramenti, a un anno dall’uscita dell’EP Cronaca Nera e Musica Leggera.
La band ha annunciato l’uscita su Instagram con una presa di posizione sociale e romantica: “Mentre il vinile sembra aver trovato un posto nella modernità (spesso su una mensola più che sul piatto di un giradischi, ma tant’è), nessuno sembra voler dare una seconda chance al povero CD – nonostante siano ancora tante le case e le auto predisposte per lui soltanto. Giuramenti, il nostro prossimo album, uscirà il 6 maggio anche in Compact Disc, e per giunta in una speciale edizione che includerà anche i quattro brani dell’EP Cronaca Nera e Musica Leggera uscito l’anno scorso.”

Quando i Ministri pubblicano qualcosa di nuovo io sono felice, ma ho anche paura, perché temo sempre che le nuove canzoni non mi piacciano come le precedenti: è come se mi ancorassi a uno stato di perfezione e volessi custodirlo, evitandogli un possibile confronto fatale. La musica, però, deve maturare, perché i Ministri sono una band politica ed è la loro necessità di raccontare le criticità sociali attuali a renderli meravigliosi. 

Partiamo con i primi due singoli estratti dalle nove tracce del disco: Numeri e Scatolette. Numeri è un invito a riprendersi la collettività in un mondo permeato dai dati, in cui sembra che le cifre stabiliscano cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Oggi più che mai “Scendi in strada a cercare qualcuno / Scendi in strada a cercare rumore”, perché non è troppo tardi per vivere liberamente. A proposito del secondo singolo, i Ministri affermano: “Scatolette, tra le ballate che abbiamo scritto, è una delle più amare, probabilmente perché parla della crisi di una delle cose che ci sono più care – la musica. Quella musica con cui abbiamo stretto un patto ancora ragazzi, quella musica che pareva un angolo di libertà e indipendenza in un mondo che si preoccupava solo di far cassa, quella musica che sembrava poterci salvare. Scatolette è anche una canzone su tutte le luci che si sono spente: biblioteche e discoteche per la prima volta unite in un lento declino di cui non riusciamo più a vedere l’inizio.” La voce di Divi canta il dolore di chi ama il proprio lavoro ed è costretto a fare sacrifici e farsi sfruttare per avere una piccola speranza: “Voi ci volete comprare / Noi ci vogliamo salvare / Ma ci volete davvero / Non ci farete del male”. Raccontando la crisi della cultura e dello spettacolo attraverso la loro esperienza, i Ministri confermano un dogma forse sottovalutato: il personale è politico.

Ma passiamo alle note dolenti, ovvero alle mie canzoni preferite dell’album: Vipere ed Esploratori. Probabilmente, vi chiederete che senso abbia definire “dolente” qualcosa che mi piace, ma credo che il tratto distintivo dei Ministri sia la loro capacità di farti male. È la sensazione che provi quando infili le cuffiette e ascolti un brano che senti tuo e ti vibra nella pancia, per poi espandersi e farti venire la pelle d’oca. Vipere si apre con il finto messaggio tranquillizzante “Non avrai più niente da temere / Tra le vipere del tuo cortile / Stanno dormendo / Sotto quel sasso” e racconta un sentimento di continua incertezza. Ci sono momenti di calma in cui ti prendi del tempo per respirare e goderti la vita che ti sembra normale, ma le vipere stanno solo dormendo, è una quiete apparente accompagnata da uno stato di allerta che non ti abbandona mai. Esploratori è una canzone che si adatta a tante persone, uno di quei brani dei Ministri che parlano di percorsi di vita e disillusione e che si modellano sulle nostre vite. “Ti volevi arrampicare / E trasformare il mondo insieme a lei / Ma il mondo finisce qui.”

Davanti al computer, digitando le lettere per raccontarvi cosa penso di Giuramenti, ho realizzato quanto sia strano, da ascoltatrice, avere paura di un nuovo album: non è forse un sentimento che ci si aspetta dai musicisti? Si è creato un senso di reciprocità e credo che sia l’apice della musica. Inoltre, non è sempre corretto considerare ogni album come un’entità a sé stante: Giuramenti fa parte di un discorso più ampio che i Ministri portano avanti dal 2006, fatto di arte politica o, come piace definirla a me, lotta cantata. È come leggere un libro in cui ci sono svariati capitoli e alcuni possono essere migliori di altri, ma è il loro insieme a rendere completa la storia. Quindi, nessuna delusione: le nuove canzoni mi piacciono come le precedenti.

 

Ministri

Giuramenti

Woodworm

 

Marta Massardo

Simple Plan “Harder Than It Looks” (Self, 2022)

La musica, si sa, ha un potere magico grandissimo: riesce a farti viaggiare nel tempo. Non si può mica negare che, ascoltato l’album giusto, ci si immagina nel futuro, nei momenti che segneranno della nostra vita (io, a diciassette anni, immaginavo già il mio matrimonio con sottofondo Lovesong dei The Cure). Al contempo, una canzone può riportarti indietro nel tempo, magari nella tua adolescenza e spensieratezza. Ecco, il nuovo disco dei canadesi Simple Plan, mi ha fatto tornare immediatamente nel 2005, quando avevo tredici anni e portavo sempre una cintura con le borchie e un ciuffo di capelli che mi copriva metà volto. Quelli erano gli anni d’oro del pop punk, dove band come Blink 182, Green Day e Good Charlotte la facevano da padrone ed MTV era la bibbia di ogni adolescente.

Cavalcando l’onda nostalgica di noi trentenni, Harder Than It Looks esce in tempo proprio per festeggiare i 20 anni dal disco d’esordio dei nostri canadesi, No Pads, No Helmets… Just Balls, album che, tra l’altro, è recentemente tornato in testa alle classifiche grazie al singolo I’m Just a Kid, diventato protagonista di una challenge di TikTok dove i protagonisti si sfidano nel riprodurre foto di quando erano bambini.

Anticipato dai singoli The Antidote e Ruin My Life, il sound dell’album è quello tipico del pop punk, con chitarre più aggressive ma melodie che strizzano l’occhio al pop più mainstream. Le tematiche, però, sono decisamente maturate: più che confusione adolescenziale e cotte non corrisposte si parla di paura del futuro, incertezza, precarietà, status che caratterizzano tutta la nostra generazione. Ad esempio, il brano Best Day of my life ha un ritornello istantaneamente orecchiabile e un sacco di attitudine di strada, come ogni pezzo iconico del pop punk vuole. Il testo, però, è tutt’altro che scontato: dopo uno sguardo critico sugli errori e sui sensi di inadeguatezza passati, il cantante Pierre Bouvier, afferma, ha la maturità per capire che possiede già tutto quello che serve per essere felice. Anxiety è, invece, quasi una richiesta di aiuto: descrive quell’orribile sensazione di sentirsi così schiacciato dalle aspettative che gli altri ripongono su di noi da non riuscire più  a respirare. In Two si parla della difficoltà di crescere, di lasciare il nido di sicurezza di casa nostra per buttarci in un mondo nuovo e a tratti spaventoso.

I Simple Plan con questo disco vogliono dimostrare che sono tutt’altro che una band da buttare nel dimenticatoio e che hanno ancora molte cose da dire. Insomma, una vera chicca da gustare per i nuovi giovani fan o per chi è rimasto fedelmente ad aspettarli ed è cresciuto con loro. L’uscita di questo disco e il recupero del tour dei My Chemical Romance dopo due anni di attesa (io non sto più nella pelle!!) segnerà il ritorno di quella wave di pop punk-emo che mi ha accompagnato per tutta l’adolescenza? Spero proprio di sì: it’s not a phase, mum!

 

Simple Plan

Harder Than It Looks

Self

 

Alessandra D’aloise

The Zen Circus @ Tuscany Hall

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

• The Zen Circus •

+

Emma Nolde

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]

 

Tuscany Hall (Firenze) // 06 Maggio 2022

 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]Foto: Aurora Ziani
[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685645808{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22362″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22357″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22358″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22353″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22363″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22354″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22355″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22365″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22356″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22360″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22359″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22361″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

EMMA NOLDE

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22352″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22364″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22351″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row]

Bee Bee Sea @ Covo Club

Il trio dei Bee Bee Sea nasce nella più sperduta e desolata provincia mantovana, in un paesino sconosciuto dal nome Castel Goffredo dove le attività ludiche da fare per dei giovani scarseggiano. Non a caso, infatti, il loro motto è “When there’s no good shit around you better form a band”. E meno male direi, perchè dalla desolazione della pianura padana i ragazzi sono arrivati ad aprire band di un certo peso, come IDLES e Black Lips, e persino Iggy Pop in persona li ha apertamente elogiati nel suo programma radio.

Annullata e riprogrammata più volte, la band si è finalmente esibita venerdì sera sul palco del Covo Club di Bologna, dove per fortuna passano spesso e si può dire che hanno uno zoccolo duro di fan che li supporta costantemente, tra cui la sottoscritta. La loro peculiarità, infatti, sta nel riuscire a suonare un garage rock fresco e innovativo, ma soprattutto di farlo sembrare come la cosa più semplice del mondo. I giovani mantovani sul palco si divertono, scherzano tra loro, si esibiscono in balletti improbabili con una leggerezza e sfacciataggine che sembra quasi che non stiano suonando per un pubblico, ma che siano a cazzeggiare nel garage di casa. Viene presentato il disco, uscito ormai nel 2020, Day Ripper che ha il classico sound energico e incisivo e viene accolto con danze scatenate e stage diving. Non sono mancate citazioni dai dischi precedenti: Sonic Boomerang, dal ritmo incalzante e ripetitivo che puoi ascoltarla solo ondeggiando la testa ossessivamente avanti e indietro, This Dog Is The King Of Losers dal sound dissonante e veloce. Grande finale con la cover Piangi con Me del gruppo beat The Rokes eseguita a dovere con voce straziante da Damiano Nigrisoli, conosciuto ai più come Wilson Wilson.

A fine concerto ero sudatissima, piena di lividi e con un fischio costante nelle orecchie ma un sorriso a trentadue denti. I Bee Bee Sea rimangono una delle band italiane più energiche e divertenti da vedere dal vivo, se sei un amante del garage rock scatenato e del pogo violento non puoi farteli scappare. 

 

Alessandra d’Aloise

Tre Domande a: BORIANI

Se dovessi scegliere una sola delle tue canzoni per presentarti a chi non ti conosce, quale sarebbe e perché?

Molto probabilmente sceglierei Serotonina. È il brano che ha dato il via all’album, il primo pezzo scritto che ha definito il mio ultimo lavoro. Era un periodo particolare, in cui tiravo somme e cercavo di darmi delle risposte. Non coincideva con una mia fase particolarmente positiva, proprio no, provavo comunque a trovare delle motivazioni valide che mi dessero una spinta nel cercare di essere felice. Ecco questa canzone mi ha aiutato tantissimo. È una mezza autoanalisi che mi sono fatto! Scelgo lei perché è la canzone dove più mi sono messo a nudo, dove ho cercato di raccontarmi per quello che sono davvero, senza filtri o caricature.    

 

Se dovessi riassumere la tua musica in tre parole, quali sceglieresti e perché?

Anziché tre parole, ne dico cinque: canzoni tristi che fanno sorridere. Nei miei brani racconto di guai, danni, cazzate e cose non andate proprio nel verso giusto, ma in tutto questo casino cerco sempre di trovare il lato positivo, una soluzione, una speranza, un’idea che riesca a farmi notare il bello anche quando le situazioni sono complicate. Insomma cerco sempre di sorridere alla fine della fiera e nonostante tutto. Non è una descrizione definitiva questa che ho dato perché non riguarda tutti brani dell’album appena uscito (BORIANI, NdR), ma solo alcune canzoni, però mi piace come definizione. La mia musica non è altro che il risultato di come mi vivo le cose, dove semplicemente cerco di raccontarmi senza dipingermi per come la gente vorrebbe o per come vorrei essere. Quando faccio musica, l’unica strada percorribile è quella della sincerità emotiva, per tutto il resto, lascio fare al caos e alla creatività. 

 

Progetti futuri?

La parola futuro mi suona strana, ma allo stesso tempo sta prendendo sempre più forma nella mia testa. Dopo gli ultimi anni, un ritorno al futuro era difficile da immaginare. Il nostro settore ne ha sofferto tantissimo e insieme a lui anche noi musicisti, talmente tanto da dover mettere in pausa il lavoro di una vita. Piano piano si inizia ad intravedere una certa fiducia, soprattutto in vista dell’estate. Ecco se devo parlare di progetti futuri, parlo di un futuro prossimo, molto vicino. Spero di fare più live possibili perché la verità è che il palco mi manca. L’idea è quella di girare pecchio quest’estate per ritrovare quel contatto col il pubblico. Oltre ai live, altra volontà è quella di tirare fuori anche roba nuova, così da tornare a bomba sul mio album appena uscito. Ho aspettato tre anni perché venisse pubblicato il mio disco e in questa attesa non ho fatto altro che scrivere pezzi nuovi. Ecco non vedo l’ora di farvi sapere, con le mie canzoni, tutto quello che mi è successo negli ultimi tempi.

The Lemonheads @ Covo Club

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

• The Lemonheads •

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]

 

Covo Club (Bologna) // 29 Aprile 2022

 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]Il gruppo statunitense alternative rock The Lemonheads non ha bisogno di tante presentazioni. Wikipedia li inserisce, assieme ai Nirvana e Dinosaur Jr, come uno dei gruppi più influenti dell’underground made in USA. Tantomeno Evan Dando, leader fondatore del gruppo, ha fatto parlare di sé tanto per i gossip sulla sua vita privata che per la sua musica. Così, durante un mercoledì che odora di sabato sera, i nostri beniamini americani salgono sul palco del celeberrimo locale bolognese Covo Club per festeggiare un compleanno importante: i 30 anni del disco che li ha portati alla ribalta It’s a Shame About Ray. 

La sala è gremita di fan affezionatissimi, forse non esattamente giovanissimi, che hanno cantato a squarciagola tutto il repertorio. Il disco in questione viene eseguito tutto, dalla prima all’ultima canzone, ed esattamente nella scaletta dell’album. Ovviamente il momento apice è stato durante la cover di Mrs Robinson di Simon & Garfunkel, che ha scatenato un sincero pogo nel pubblico. Dando era visibilmente ubriaco emozionato e quindi molto spesso perdeva il plettro durante la canzone, la chitarra non era accordata la sistemava a metà dell’opera, ma poco importa: è decisamente un animale da palcoscenico e il suo pubblico lo adora. Tanto che, a metà concerto, si ferma per fare una videochiamata col cellulare come se non fosse di fronte ad una folla scalpitante. Ma tutto gli viene perdonato. Anzi, in realtà sembrava proprio che non volesse più smettere di suonare: nonostante l’ora di chiusura del live fosse bella che passata, Evan ha continuato imperterrito col suo repertorio, andando a pescare anche qualche brano dal suo disco Car Button Cloth. Alla fine si decide a scendere dal palco ma comunque non demorde: improvvisa una canzone in acustico in mezzo al pubblico sulla via per l’uscita. 

Nonostante le luci e ombre sul suo passato, Evan Dando dimostra di essere ancora un artista carismatico ed instancabile ed i suoi live rimangono sempre una chicca per i nostalgici del rock americano vecchio stile.

Nota di merito per la band di apertura Basement Revolver, un trio canadese dai volumi tellurici tipici dello shoegaze ma alternandolo a momenti più leggeri dettati quasi dal pop. Una piacevole scoperta per la sottoscritta che non vede l’ora di approfondirne la conoscenza.

 

Alessandra D’Aloise

Foto: Lucia Adele Nanni
[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685645808{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22315″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22318″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22317″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22320″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22312″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”22314″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”22313″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”22316″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22319″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22321″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

BASAMENT

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22322″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22311″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22310″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row]

WHITESNAKE: il concerto si sposta all’Alcatraz di Milano

A causa di ritardi nei lavori di allestimento di Lorenzini District e conseguente indisponibilità della venue nel periodo estivo, il concerto di WHITESNAKE + EUROPE, previsto il 28 giugno 2022, si terrà all’Alcatraz di Milano.

I biglietti già acquistati rimangono validi per la nuova location.
Biglietti disponibili su Ticketone e Vivaticket.

Di seguito i dettagli della data:
WHITESNAKE
Farewell World Tour
+ Very special guests EUROPE
28 giugno 2022
Milano, Alcatraz

ORARI
Apertura cancelli: 18:30
Inizio concerti: 20:00

BIGLIETTI
Prezzo del biglietto in prevendita: €60 + prevendita
Prezzo del biglietto in vendita la sera dello show: €70
Prezzo del pacchetto vip: €205 + prevendita

Formazione attuale WHITESNAKE:
David Coverdale – vocals
Reb Beach – guitar / vocals
Joel Hoekstra – guitar / vocals
Michael Devin – bass / vocals
Tommy Aldridge – drums
Michele Luppi – keys / vocals
Dino Jelusick – keys / guitar / vocals

Dettagli pacchetto VIP:
Whitesnake VIP Package – € 205,00
Un biglietto d’ingresso allo show – Parterre in piedi
Ingresso anticipato
Stampa Whitesnake da collezione – autografata da David Coverdale (tiratura limitata)
Toppa Whitesnake da collezione
Set di spille Whitesnake da collezione
Tote bag con stampa esclusiva Whitesnake
Laminato celebrativo del tour degli Whitesnake
Biglietto celebrativo
Possibilità di acquisti presso il merchandise prima dell’apertura delle porte
Disponibilità limitata

Coez @ Bronson

[vc_row][vc_column][vc_column_text]

• Coez •

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]

 

Bronson (Ravenna) // 03 Maggio 2022

 

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1552435940801{margin-bottom: 20px !important;}”][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]Foto: Luca Ortolani
[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685645808{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22255″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22248″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22252″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22258″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22257″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”22256″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”22246″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_single_image image=”22247″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22250″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22254″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22253″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22251″ img_size=”full”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”22260″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row css=”.vc_custom_1560685686606{margin-top: 10px !important;margin-bottom: 10px !important;}”][vc_column][vc_single_image image=”22259″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Grazie a Words For You | Vivo Concerti
[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

51 edizioni e non sentirle: torna il Pinkpop

C’è un posto, nel cuore d’Europa, in quel pezzettino d’Olanda che s’incunea tra Germania e Belgio, dove per tre giorni ogni estate le migliori band e artisti del pianeta si radunano per dar vita ad uno dei festival più longevi del vecchio continente, il Pinkpop.

Stabilito nel 1970, il Pinkpop è riuscito a soffiare le candeline della 50ma edizione nell’estate del 2019, l’ultima vera estate prima del blocco imposto dalla pandemia. Partito come un festival di un solo giorno da 10,000 persone, negli anni si è esteso ad un intero weekend di concerti, ha decuplicato le presenze grazie innanzi tutto all’offerta di nomi di rilievo, ad una location di 27 ettari in grado di ospitare fino a 40,000 campeggiatori e al suo spirito colorato e festaiolo (ma sempre attento alla sicurezza e all’ambiente).

Il festival quest’anno si svolgerà il 17-18-19 Giugno, a Landgraaf, e vedrà calcare i suoi palchi da più di 60 artisti, tra cui Metallica, i grandi affezionati al Pinkpop Pearl Jam, Imagine Dragons, Deftones, Interpol, Voltbeat e i nostrani Måneskin.

 

Info pratiche

Biglietti ancora disponibili qui

Sito ufficiale del festival qui

Per scoprire di più sul programma clicca qui