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La Rappresentante di Lista: siamo porti aperti, come esseri umani

Due artisti: Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina. Una band, in continua evoluzione: La Rappresentante di Lista. A pochi mesi dall’uscita del loro terzo album, li abbiamo incontrati in occasione della data al Bronson di Ravenna. Seduti sul divano nero della hole, vicino al banchetto del merchandise e alle maglie dei Go Go Diva issate a bandiera, ci siamo avventurati nel loro mondo.

Un progetto di ricerca, senza confini, senza definizioni. La sinergia tra musica, teatro e racconto empatico del presente. Uno sguardo al femminile che si espande ad una visione universale dell’uomo, protagonista assoluto nei suoi tratti più solitari, nelle relazioni più complicate e nella possibilità di agire, di fare la differenza.

 

Iniziamo con Go Go Diva, il vostro terzo album uscito lo scorso 14 dicembre. Il titolo rimanda alla figura di Lady Godiva che cavalcò nuda per le vie di Coventry. Come si inserisce questo personaggio nella vostra musica?

VERONICA: Devo dire che il personaggio di Lady Godiva è arrivato dopo, quando avevamo scritto gran parte delle canzoni se non addirittura tutto l’album. Eravamo nella fase della ricerca del titolo e, questa volta, brancolavamo nel buio. Una notte, mentre io ero in Toscana e Dario a Palermo, c’è stato uno scambio di messaggi su Whatsapp per cercare un titolo che potesse racchiudere l’essenza dei brani. Un filo conduttore e, allo stesso tempo, un richiamo e una sorta di prosecuzione di Bu Bu Sad, il titolo del nostro secondo album, che ci ha sempre affascinato e divertito. A un certo punto, ho nominato Lady Godiva e Dario, avendone già sentito parlare, mi ha chiesto di raccontagli qualcosa in più. Continuando nel discorso, ci siamo accorti che sarebbe stata una protagonista perfetta. Il marito le lanciò una sfida: “Io tolgo le tasse, se tu corri nuda per il paese”. E lei la accetta, lo fa. Tutte le tematiche che noi tentavamo di sviscerare, erano contenute in quel gesto.

DARIO: Ci sono il corpo, la femminilità, la nudità, l’atto politico, lo scendere in piazza in un unico collettore.

 

Questo corpo apre la tracklist ed è stato lanciato come primo singolo. Sia il testo che il video sono a forte impatto “fisico”, appunto. Come è nata la canzone?

V: La canzone è nata a Barberino del Mugello, nel 2017. In quel periodo, io, Dario, Marta ed Erika vivevamo in una casa molto bella, accogliente, tra la campagna e la montagna. Avevamo tutto lo spazio per creare, per suonare, per provare. Una mattina, sono andata a correre. Sentivo che dentro di me c’era qualcosa che si stava muovendo, che era in fase di rielaborazione. Sono tornata da quella corsa con un lunghissimo audio registrato sul telefono e gran parte di quell’audio è diventato poi il testo di Questo corpo. Lo abbiamo sistemato tutti insieme, essendo, all’inizio, più un racconto nato da una sensazione viscerale, da un’urgenza che avevo percepito. Allo stesso tempo, combaciava con un argomento che spesso toccavamo: la necessità fisica, di movimento, di istinto primo.

D: L’idea del video è arrivata come rielaborazione ancora successiva e, in questo, ci ha aiutato la regista Manuela Di Pisa. Volevamo raccontare i due aspetti della femminilità. Da un lato la diva, in collegamento con il titolo Go Go Diva appunto, e quindi la rappresentazione di Veronica nel suo essere cantante e artista. Dall’altro, l’intimità, la nudità, l’istinto quasi animalesco, grottesco, nelle scene di primo piano e in quelle in cui si vede la vasca da bagno.

 

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E rispetto al tema della nudità o del corpo inteso nella sua accezione più fisica… Quanto, secondo voi, la musica è ancora incatenata da determinati taboo?

D: Ce ne sono ancora tantissimi! Più che taboo, ci piace parlare della dittatura di un certo tipo di lessico che riguarda la donna, l’amore, le relazioni. È come se, negli ultimi anni, il racconto delle relazioni d’amore di qualsiasi genere sia sempre stata univoca. Ecco, è come se nella musica italiana ci fosse una sola visione del rapporto tra uomo e donna, donna e donna o uomo e uomo che sia…

V: E la concezione univoca è anche estetica… dopo l’uscita del video di Questo corpo, oltre ai commenti che si leggono direttamente sotto, su Youtube, ne abbiamo ricevuti altri… le persone rimanevano sconvolte dalla presenza di alcune parti del corpo messe in evidenza. Tipo la lingua, il gesto di mostrare la lingua.

D: In una modalità non usuale, magari. Penso a tanti video dove appare la ragazza “indie” che lecca il gelato…allora lì va benissimo. Invece a noi molto hanno comunicato questo effetto “disturbante” della lingua. E non abbiamo mai avuto l’intenzione o lo scopo di essere provocatori o disturbanti, tra l’altro!

Un aggettivo, forse l’unico, attraverso cui vi definite è “queer”. Che sfumature assume nel vostro contesto?

D: È una parola che abbiamo preso in prestito dall’ambito dell’identità di genere. In passato, in Inghilterra, veniva affibbiata, in modo dispregiativo, agli omosessuali. La comunità LGBT, invece, ha prelevato questo termine e lo ha reso proprio, con la traduzione di “strano”. È diventato un po’ una bandiera. Quando una volta ci è capitato di leggere la definizione di “queer”, che è, appunto, oltre il genere, strambo, non classificabile, fluido…ci è sembrato perfetto per delineare il nostro genere musicale. Ci siamo spostati dal genere sessuale al genere musicale. Riscontrando sempre difficoltà nel rispondere alla domanda sul “genere” della nostra musica, non essendo né punk, né rock, né funky, né it pop, né indie…abbiamo iniziato a rispondere: “Facciamo musica queer”.

 

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In Bu Bu Sad cantavate Siamo ospiti. Come collegati da un filo rosso, i pezzi del nuovo disco sono stati scritti mentre eravate ospiti di località tra la Toscana, la Sicilia e il Marocco. Come si è sviluppato il processo creativo?

V: È stato un processo che ha toccato vari luoghi. Siamo stati per un periodo in Marocco e lì abbiamo iniziato ad accogliere le prime ispirazioni e a scrivere le prime frasi delle canzoni. Ci siamo concessi anche una pausa per pensare, per fermarci totalmente e seguire il tempo di un altro paese. Abbiamo raccolto tutto e lo abbiamo portato a Palermo, dove sono stati inseriti su un foglio Word gli appunti, le note, le idee, gli stralci di diario, i file audio registrati in giro. Pezzi di un puzzle che venivano rimaneggiati a vicenda… fino a che le canzoni sono uscite da sole, si sono composte. Quando rileggevamo, trovavamo dei discorsi compiuti. C’è stato quasi un atto magico, in questo senso.

D: Se Bu Bu Sad l’abbiamo scritto interamente a Palermo, in un luogo molto specifico, soffrendo anche di una sorta di “imposizione” che avevamo avvertito nello scrivere – nonostante sia stato un disco molto fortunato e che amiamo alla follia – per questo album non ci siamo dati un limite di tempo nella lavorazione. Abbiamo avuto, così, la possibilità di spostarci tra la Toscana e Milano, luogo in cui è stato registrato. Nel comunicato stampa è anche inserita la città di Copenaghen, perché Davide Rossi ha lavorato sugli archi proprio da lì. Ci ha sempre affascinato l’idea che fosse un album nato in vari luoghi.

 

Il nome La Rappresentante di Lista richiama l’ambito elettorale. Quale ruolo può ricoprire la musica e, soprattutto, la vostra musica nell’attuale panorama politico e sociale?

V: Qualche tempo fa, ero rimasta colpita da una frase di Bob Dylan secondo cui il musicista deve essere specchio della società. Inizialmente, il concetto mi era sembrato molto giusto e aderente anche al mio operato. Poi, con Dario, abbiamo riflettuto su questa affermazione …e, per carità, non è che non sia giusta… Ma abbiamo compreso che noi non vogliamo essere didascalici rispetto alla realtà dei fatti. Non ci piace descrivere quello che avviene in modo quasi pedante. Vogliamo, invece, dare una visione altra della realtà, partendo da quello che c’è e tentando di guardare un po’ più avanti. Dare la possibilità al pensiero di chi ascolta le nostre canzoni e le nostre parole di non fermarsi lì. Far sì che un nuovo processo venga avviato da alcuni spunti. Vogliamo lasciare un dubbio, una domanda da poter sviscerare ulteriormente. È dare un appiglio per una speranza, una presa di posizione, uno sguardo al futuro.

D: Non è obbligatorio che un artista si esponga a livello politico ma non deve essergli negata la possibilità di farlo. Un discorso politico da parte di un artista diventa davvero efficace quando entra all’interno del proprio linguaggio. Noi abbiamo un modo ben preciso di scrivere, di parlare, di stare in scena ,di comunicare sui social e con i fan. Se all’interno di questo modo di essere La Rappresentante di Lista riusciamo a veicolare un pensiero riguardante i porti aperti o temi politici quotidiani, allora significa che è coerente con la nostra natura di essere artisti.

 

Laura Faccenda

 

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Foto: Luca Ortolani

Foto Copertina: Claudia Pajewski

 

Grazie a Big Time

Carl Brave @ Teatro_Celebrazioni

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• Carl Brave •

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Notti Brave A Teatro

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Teatro Celebrazioni (Bologna) // 12 Marzo 2019

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 SETLIST:

Pub Crawl

Chapeau

Comunque

Professorè

Fotografia

Spunte Blu

Ridere di Noi

Camel Blues

Pianto Noisy

Vita

Noi

Polaroid

Medley (Alla Tua, Sempre in 2, Tararì Tararà, Noccioline)

Accuccia

Termini

Mezzo Cocktail

Merci

Posso

Malibu

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Grazie a OTR live

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Foto: Luca Ortolani

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Anna Ox: un buon motivo per rivalutare la Lomellina

Suonano insieme da 10 anni, hanno alle spalle tre album, uno dal titolo GIOACCARDO (“Charles” Abnegat Records 2014), gli altri due ELK (“World” Picane 2015 e “Ultrafun Sword” Niegazowana 2016) e il primo marzo 2019 esce il primo ufficiale degli Anna Ox dal titolo Black Air Falcon Dive, grazie alla collaborazione tra l’etichetta To Lose La Track E LAROOM RECORDS.

La particolarità di quest’album è che sarà prevalentemente strumentale, un mix tra post-rock, elettronica, r’n’b, fatta eccezione per un’unica traccia. La traccia in questione si chiama Fucsite ed è quella che vede il featuring con Adam Vida, probabilmente sconosciuto alle orecchie dei più, ma necessario un solo ascolto per capire quanto la sua voce si sposi bene alla strumentale e quanto il pezzo funzioni.

Una voce decisa che non irrompe subito, ma merita di essere scoperta, come lo è d’altronde la storia che racconta il loro incontro.

 

Come è nato il gruppo?

Il nucleo degli Anna Ox suona insieme e si conosce da 10 anni. Veniamo tutti da Vigevano e siamo cresciuti suonando insieme, un po’ alla volta. Vigevano è un paesone e per noi suonare e andare a concerti di band conosciute e soprattutto sconosciute insieme (il video di Fucsite parla proprio di questo) è stata la colla della nostra amicizia. Dopo aver fatto parte di realtà eterogenee che in ogni caso ci hanno dato grandi soddisfazioni, abbiamo deciso di provare (per gioco all’inizio) a mettere insieme una formazione che prendesse spunto dalla musica strumentale, da anni la nostra principale passione. Abbiamo trovato una formula particolare, con un giro complicatissimo di cavi che permette al nostro fonico di essere a tutti gli effetti un membro live della band, dato che ogni suono che passa da chitarre e basso e controllato in uscita dagli ampli dalla sua postazione, per interpretare il momento ma partendo da una sorgente analogica.

 

Parliamo del nome, pare richiamare una cantante non propriamente sconosciuta…

È un classico nome da sala prova, che ha proprio quella dimensione lì che conserva a mio parere in potenza tutto quel sottotetto di amici che si incontrano da una vita per stare insieme e suonare e che sviluppano una chimica utile a partorire fenomeni del genere. In buona sostanza si voleva esser seri e chiamarci con un nome inglese di animale. Ox vuol dire toro e piaceva molto, ma da lì a rinominare la chat di gruppo Anna Ox il passo è stato breve. A dire il vero ci piace molto. Ovviamente musicalmente nessuno di noi ascolta con assiduità Anna Ox a, ma concordiamo sia una super cantante con alle spalle dei gran brani. Sarebbe bello un giorno fare un feat. con lei.

 

Come avete conosciuto Adam Vida?

Ho conosciuto Adam per pura coincidenza durante un viaggio di piacere in California nel 2015. Ero ospite di questa gentilissima signora italoamericana a San Francisco. La prima sera nel preparare la cena, mi raccontò che il giorno successivo ci sarebbe stato anche suo figlio che al momento si trovava al Coachella. Ovviamente ero convinto fosse fra il pubblico e invece era sul palco, come ospite di un noto rapper. Ho conosciuto una persona profonda, umilissima, con una storia e una visione del mondo affascinante nel cuore, che poggia le basi sull’accettazione della vita e del diverso (Adam è figlio di una immigrata italiana e di un immigrato senegalese). Siamo rimasti in contatto, scambiandoci la nostra musica (lui nel frattempo è diventato decisamente e meritatamente popolare). Vista la sua impennata non avrei mai immaginato che saremmo arrivati a collaborare fattivamente a un brano e invece il suo amore per la base di Fucsite è stato a detta sua folgorante e ispirante, tanto che mi sono ritrovato una mattina inaspettatamente una linea di voce su una mail con oggetto una roba del tipo: How does it works? Mannaggia, funziona da Dio Adam, altroché.

 

È previsto un album?

È prevista l’uscita di un album. Si chiamerà BACK AIR FALCON DIVE e uscirà per l’etichetta TO LOSE LA TRACK in collaborazione con LAROOM il 1° marzo. È composta da 7 tracce. Doveva essere tutto strumentale, ma alla fine Fucsite ha come ospite Adam Vida. È stato un esperimento stimolante e di successo, quindi è probabile che altre tracce del disco riusciranno cantate da altri artisti. Per quanto ci riguarda la dimensione strumentale ha comunque una dignità propria altissima, siamo grandi fan del genere ed in effetti le canzoni hanno tutte una propria emotività e grazia che permette loro di stare in piedi già da sole.

 

Alice Govoni

 

 

 

Futura 1993 è il network itinerante creato da Giorgia Salerno e Francesca Zammillo che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro, attraverso un programma radio e tante diverse testate partner. Segui Giorgia e Francesca su Instagram, Facebook e sulle frequenze di RadioCittà Fujiko, in onda martedì e giovedì dalle 16:30.

 

White Lies @ Palaestragon

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• White Lies •

+
Boniface

Palaestragon (Bologna) // 11 Marzo 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Sonorità meravigliosamente british in questo ventoso 11 marzo al Palanordino di Bologna con i White Lies.

Il gruppo di Ealing, Londra, presenta l’ultimo lavoro, il quinto album in studio Five uscito proprio nel 2019 e che risulta essere una sorta di lavoro organico e riassuntivo di tutto ciò che è stato fatto in precedenza, con uno slancio verso il futuro e nuove melodie.

Canzoni che, assieme ai grandi successi che li hanno resi celebri al pari dei connazionali Editors e degli statunitensi Interpol, rievocano quasi delle atmosfere eighties alla Joy Division, tutto condito da luci blu e rosa che hanno dato un’aria magic-pop al palco e alla platea.

Come sempre impeccabili e quasi mistici, a guardare esclusivamente sul palco avremmo potuto tranquillamente essere in un film tipo Sixteen Candles, ma niente abiti pomposi e variopinti attorno a noi.

Solo tanta attualità anni duemila che ci riporta, ahimè, quarant’anni in avanti al meno colorato 2019.

Grandi e ancora grandi, nonostante ci aspettassimo di vederli muovere un pochino di più sul palco quasi ad accompagnare la folla sottostante nei balli e nei canti.

Farewell to the Fairground parte subito come secondo pezzo, così che se ancora non l’hai capito, ti rendi conto di chi c’è sul palco, seguita poco dopo dalle atmosfere più pop di Is My Love Enough?

La cosa che mi ha stupito è stata la scelta di lasciare in fondo alla scaletta il loro super singolo Tokyo tratto dal nuovo album, Five appunto.

Anche se, a questo punto, inizio a chiedermi quanto l’effetto stupore non fosse voluto, quasi a lasciarci credere fino all’ultima canzone che questo splendido pezzo non sarebbe stato suonato.

E ne sono uscita un po’ malinconica, un po’ spiazzata ma con un grande sorriso.

Un concerto riassumibile l’hashstag #solostarebene.

 

SETLIST

Time to Give

Farewell to the Fairground

There Goes Our Love Again

Believe It

Is My Love Enough?

Getting Even

Hold Back Your Love

Unfinished Business

Jo?

Don’t Want to Feel It All

Take It Out on Me

Never Alone

Big TV

Kick Me

Death

Tokyo

To Lose My Life

ENCORE

Change

Fire and Wings

Bigger Than Us

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Grazie a Vivo Concerti

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Foto: Luca Ortolani

Testo: Sara Alice Ceccarelli

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12294,12298,12289,12296,12303,12302,12301,12292,12293″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551660750403{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12307,12304,12295,12291,12297,12287,12288,12290,12299″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551660750403{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12306,12309,12300,12308,12305″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

 

Boniface

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551660750403{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12312,12319,12317,12313,12310,12314,12316,12315,12318,12311″][/vc_column][/vc_row]

Shandon @ Vidia_Club

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• Shandon •

 +
Heartfall

Vidia Club (Cesena) // 09 Marzo 2019

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

SETLIST:

 

Scansione 10 mar 2019 16.35 2

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Foto: Luca Ortolani

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551661546735{padding-top: 10px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12225,12222,12220,12223,12227,12224,12226,12221,12228″][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551660750403{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12230,12229,12232,12231,12237,12240,12235,12233,12234″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Heartfall

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_text_aligment=”center” css=”.vc_custom_1551660750403{padding-top: 0px !important;padding-bottom: 0px !important;}”][vc_column][edgtf_image_gallery type=”masonry” enable_image_shadow=”no” image_behavior=”lightbox” number_of_columns=”three” space_between_items=”tiny” image_size=”full” images=”12244,12242,12243,12245,12241,12246″][/vc_column][/vc_row]

Le colonne sonore: Friday Night Lights OST

1989, Odessa, Texas.

In una calda giornata primaverile i Permian Panthers della Permian High School di Odessa vincono la finale del campionato statale di Football americano delle scuole superiori.

Lo stesso anno i Permian Panthers verranno premiati anche con il titolo Campioni Nazionali detenuto però in condivisione con i St. Ignatius Wildcats della Saint Ignatius High School di Cleveland.

È così che si conclude il malinconico e impeccabile racconto nel libro Friday Night Lights: A Town, a Team, and a Dream di Harry Gerard Bissinger, a proposito della squadra e delle sue conquiste.

Un libro intenso che percorre i 5 anni di lavoro del Coach Gary Gaines che dal 1986 al 1989 ha accompagnato la squadra in una parabola vittoriosa ascendente quanto improbabile, data l’eterogeneità dei componenti del team e tenendo anche conto delle problematiche economiche e sociali degli adolescenti di quegli anni.

Un libro controverso, iniziato con l’intento di raccontare la peculiare storia di una squadra liceale che finisce però con il ritrarre un quadro ben poco roseo e sereno degli Stati Uniti alla fine del XX secolo.

Da questo libro sarà tratto il film Friday Night Lights del 2004 di Peter Berg con un energico e profondo Billy Bob Thornton nel ruolo del coach Gaines e ne seguirà poi una serie TV (vincitrice di svariati premi tra i quali 5 Emmy Award) ideata dallo stesso Berg assieme ai produttori Brian Grazer e David Nevis.

Nel ruolo ispirato al Coach Gary Gaines troviamo Kyle Chandler, nella serie Eric Taylor e nel ruolo della moglie Tami, la stessa Connie Britton che già era presente nel film del 2004.

Partendo dalla direttiva del libro, la serie si sviluppa autonomamente tratteggiando caratteri e personalità di protagonisti unici che svolgono il ruolo di narratori.

Nella semplicità di una ripresa a spalla, con solo tre telecamere e nessuna prova prima delle riprese, gli attori si muovono liberi sulla scena seguiti passo per passo dagli operatori.

Nell’immaginaria città di Dillon, sempre in Texas, i personaggi raccontando la realtà attraverso il proprio filtro visivo e sociale: la cheerleader, il capitano della squadra, il coach, il padre, la figlia adolescente, l’artista, la ragazza facile, l’anziano con una malattia mentale.

A fare da sfondo è sempre il football, collante principale di una serie TV della quale sentiamo e sentiremo sempre la mancanza e che dal 2006 al 2011 ha fatto scuola in termini di rispetto, giustizia e fratellanza.

Nonostante siano presenti canzoni di artisti del calibro di Adele, The Killers e Pearl Jam, con una storia così e dei personaggi così non poteva mancare una colonna sonora creata ad hoc che accompagna le fragilità, le vittorie scolastiche, personali e sportive con solennità, sottolineandole con un amaro sorriso di una chitarra quasi sussurrata.

La band texana di Austin Explosions in the Sky (quelli di The Lone Survivor OST, ndr) si è occupata di creare interamente la musica di sottofondo di tutte e cinque le stagioni, accogliendo i cambiamenti nel plot e interpretando l’interiorità dei personaggi quasi come farebbe uno psicologo navigato.

Il tema principale della serie però, che prende il titolo dalla fiction stessa, è stato affidato alle mani esperte di W. G. Snuffy Walden (compositore di Houston che ha composto le musiche per The West Wing e Felicity, tra gli altri) che ha composto gli arrangiamenti rispettando le sonorità degli Explosions in the Sky che già avevano partecipato alla colonna sonora del fil di Ross.

Compositori unicamente Made in Texas che hanno descritto in musica ciò che l’occhio vede e il cuore percepisce.

Un telefilm che è impossibile immaginare senza le melodie che a tratti azzarderei a chiamare epiche, di Walden e della band texana e di cui ve ne diamo un estratto nella nostra nuova Playlist.

 

Sara Alice Ceccarelli

 

 

 

 

Rancore @ Estragon_Club

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• Rancore •

Estragon Club (Bologna) // 09 Marzo 2019

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Foto: Mattia Celli

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J-AX + Articolo 31 • SI AGGIUNGONO NUOVE DATE ESTIVE!

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CALENDARIO DATE AGGIORNATO:

Domenica 09 giugno 2019 – TREVISO – Home Festival presenta Core Festival – Area Dogana

Sabato 29 giugno 2019 – BOLOGNA – Bologna Sonic Park – Arena Parco Nord

Mercoledì 03 luglio 2019 – Legnano (MI) – Rugby Sound – NUOVA DATA

Sabato 06 luglio 2019 – ROMA – Rock in Roma – Ippodromo delle Capannelle  

Sabato 20 luglio 2019 Bibione (VE) – Piazzale Zenith – Spiaggia – NUOVA DATA

Sabato 31 agosto 2019 Noci (BA) – Animanote Musica in collina – Foro Boario* – NUOVA DATA

Sabato 07 settembre 2019 – CATANIA – Estate Catanese – Villa Bellini – NUOVA DATA

Sabato 14 settembre 2019 – Mondovì (CN) – Wake Up Music Festival – Mondovicino Arena

 

Prevendite Autorizzate

Ticketone.it

 

Biglietti disponibili su Ticketone.it a partire dalle ore11.00 di lunedì 11 marzo 2019

e in tutti i punti vendita Ticketone e presso le altre prevendite autorizzate

dalle ore 11.00 di giovedì 14 marzo 2019

 

*Per motivi di natura tecnica, la messa in vendita del settore di tribuna numerata della data di sabato 31 agosto 2019 a Noci (BA) all’Animanote Musica in collina (Foro Boario) avverrà successivamente.

 

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali

 

Maggiori informazioni su www.vivoconcerti.com

 

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Non accenna a fermarsi J-Ax che, nell’ambito del progetto musicale J AX + Articolo 31 in collaborazione con Dj Jad, annuncia oggi nuove date estive. Il duo storico, infatti, è pronto ad esibirsi anche al Rugby Sound di Legnano(03/07), per poi far tappa a Bibione presso Piazzale Zenith (20/07), a Noci perl’Animanote Musica in collina in provincia di Bari (31/08) e finire a Catania, con un concerto speciale a Villa Bellini (07/09).

Reduce dai 10 sold out consecutivi registrati a Milano, in cui ha rivissuto i suoi 25 anni di carriera insieme a tutti gli artisti con cui ha collaborato e a Dj Jad che, in tutte le date, per una parte del live, ha ricostruito con lui la storia degli Articolo 31, J-Ax è pronto a continuare la festa iniziata al Fabrique, per portarla nei più importanti festival italiani.

Le due metà degli Articolo 31 si uniranno per questo nuovo show, in una dimensione live completamente unica, tornando ad emozionare con vecchi e nuovi successi.

Gli Articolo 31 sono parte integrante della storia della musica italiana, insieme hanno realizzato brani per un’intera generazione, ascoltati e ricordati ancora oggi. J-Ax + Articolo 31 è uno show che porterà gli spettatori in un viaggio esplosivo tra passato e presente.

DETTAGLI NUOVE DATE:

 

MERCOLEDÌ 03 LUGLIO 2019

LEGNANO (MI) – RUGBY SOUND – ISOLA DEL CASTELLO (MAIN STAGE)

Prezzi dei biglietti:

Posto unico in piedi € 32,80 + € 4,92 diritti di prevendita

 

SABATO 20 LUGLIO 2019

BIBIONE (VE) – PIAZZALE ZENITH – SPIAGGIA

Prezzi dei biglietti:

Posto unico in piedi: € 35,00 + € 5,25 diritti di prevendita

 

SABATO 31 AGOSTO 2019

NOCI (BA) – ANIMANOTE MUSICA IN COLLINA – FORO BOARIO

Prezzi dei biglietti:

Parterre in piedi: € 35,00 + € 5,25 diritti di prevendita

Tribuna numerata: € 45,00 + € 6,75 diritti di prevendita (momentaneamente non in vendita)

 

SABATO 07 SETTEMBRE 2019

CATANIA – ESTATE CATANESE – VILLA BELLINI

Prezzi dei biglietti:

posto unico in piedi € 35,00 + € 5,25 diritti di prevendita

 

LINK

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Spotify https://open.spotify.com/artist/2iK8weavvfS2xJCmzNzNE5

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COMUNICAZIONE E IMMAGINE J-AX

Elisabetta Soldati

 

UFFICIO STAMPA VIVO CONCERTI

WORDS FOR YOU

press@vivoconcerti.com

 

Per info:

VIVO CONCERTI

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Mail to: info@vivoconcerti.com

Tel: +39.02.3051502

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Måneskin @ Palaestragon

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• Måneskin •

Palaestragon (Bologna) // 08 Marzo 2019

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Grazie a VIVO Concerti

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CARL BRAVE • NOTTI BRAVE Summer Tour – Nuove date!

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CARL BRAVE

NOTTI BRAVE

Summer Tour

 

DA ROCK IN ROMA A COLLISIONI, DALL’ INDIEGENO ALLO SHERWOOD

CARL BRAVE APPRODA CON IL “NOTTI BRAVE SUMMER TOUR” NEI PIU’ GRANDI FESTIVAL ESTIVI D’ITALIA

8 giugno – Barzio (LC) – Nameless

21 giugno- Padova – Sherwood Festival

22 giugno- Ancona – Spilla Festival

28 giugno- Cervia (RA) – Piazza Garibaldi

5 luglio- Barolo (CN) – Collisioni Festival

9 gluglio- Arezzo – Men/Go Music Fest

13 luglio – Roma – RockinRoma

18 luglio- Genova – Goa Boa

24 luglio- Molfetta (BA) – Luce Music Festival

27 luglio – Riola Sardo – Parco dei Suoni

28 luglio- Sant’Antioco (CI) – Arena Fenicia

3  agosto – Patti Marina (ME) – Indiegeno Fest

6 agosto  – Reggio Calabria – Piazza Castello

10 agosto – Pescara – Zoo Music Festival

11 agosto – Follonica (GR) – Follonica Summer Fest

13 agosto  – Lecce – Sottosopra Fest

Calendario in aggiornamento

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Dopo aver tagliato il nastro di partenza di Notti Brave a Teatro con le prime date del tour indoor che ha registrato il sold out per tutti gli appuntamenti in calendario e ha già guadagnato gli applausi di pubblico e critica, grazie allo spettacolo dinamico che Carl Brave mette in scena, a una band affiatata, ai nuovi arrangiamenti dei brani e alla regia di Giancarlo Sforza. Ora il produttore romano annuncia le nuove date confermate del NOTTI BRAVE SummerTour. Per i concerti outdoor Carl Brave sarà accompagnato ancora una volta dalla sua band: Simone Ciarocchi (batteria), Lucio Castagna (percussioni), Mattia Castagna(basso), Lorenzo Amoruso (chitarra), Massimiliano Turi (chitarra), Valerio D’Ambrosio (tastiere), Adalberto Baldini (sax), Edoardo Impedovo (tromba), Gabriele Tamiri (tromba).

NOTTI BRAVE SummerTour è prodotto da OtrLive, i biglietti saranno disponibili su ticketone.it.

 

Carl Brave prosegue il tour dopo il suo ultimo lavoro discografico “Notti Brave (After)”, anticipato dal primo singolo estratto “Posso”, cantato con Max Gazzè (DISCO di Platino). L’album è composto da sette tracce che sono il naturale sequel di “Notti Brave”, pubblicato a maggio 2018, entrato al Primo posto della classifica dei dischi più venduti e già Disco di PLATINO (certificato Fimi/GFK), mentre il brano “Fotografia”, singolo di debutto, ha ottenuto la Certificazione TRIPLO PLATINO.

 

 

CARL BRAVE BIO

 

Carl Brave al secolo Carlo Luigi Coraggio, classe 1989, è un produttore e paroliere romano. Istrionico e versatile, con il suo stile sta tracciando nuove coordinate nella canzone pop italiana.

Nel 2017 ha pubblicato “Polaroid” .Un disco emerso rapidamente e con forza dal tam tam del web per poi entrare stabilmente non solo nelle classifiche di vendita, ma anche e soprattutto nell’immaginario collettivo contemporaneo. Un nuovo sound fresco e coinvolgente scaturito dall’abile produzione di Brave che ha composto tutte le basi presenti nel disco.  “Polaroid” ha conquistato tutta la penisola grazie anche alle decine di concerti sold-out messi a segno tra maggio 2017 e settembre 2018.

La prolifica capacità compositiva di Carl Brave è sfociata nell’esordio solista “Notti Brave” (Disco di Platino). L’album, uscito a maggio 2018, è entrato diretto al primo posto in classifica, restandoci per due settimane. Notti Brave è senza dubbio un disco che ha colpito nel segno, trainato dal singolo “Fotografia”(Triplo Platino) interpretato assieme a Fabri Fibra e Francesca Michielin. La produzione di Brave si sposa perfettamente con i due ospiti che colorano ulteriormente il pezzo con il loro stile inconfondibile. “Fotografia” con la sua immediata freschezza e sincerità è stato tra i più trasmessi dalle radio. Molti altri sono stati gli artisti che hanno animato le “Notti Brave” di Carl. Le quindici tracce dell’album vedono infatti altre collaborazioni eccellenti come Coez, Franco126, Emis Killa, Federica Abbate, Gemitaiz, Giorgio Poi, Pretty Solero, Frah Quintale, B e Ugo Borghetti.

Un caleidoscopio di generi e sfumature che, dal pop, all’indie, al rap fa il paio con l’instancabile verve di Carl Brave. Una continua ricerca di dettagli sonori che si riflette nei testi sempre densi di atmosfere e pratiche quotidiane in cui riconoscersi.

A novembre 2018 esce “Notti Brave (After)”,presentato dal primo singolo estratto “Posso”(Disco di Platino), cantato con Max Gazzè. L’album è composto da sette tracce che vanno a formare il naturale sequel di “Notti Brave.

 

Foto: Luca Ortolani[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

THO.MAS “Variations” (Macchiavelli Music, 2019)

A circa un anno di distanza dall’EP Fire, esce Variations, il primo album del giovane producer e dj THO.MAS, all’anagrafe Thomas Costantin, prodotto sotto la supervisione di Francesco Pistoi (Motel Connection) per Machiavelli Music.

Il titolo è un elegante riferimento alle Variazioni Goldberg di J. S. Bach, caposaldo tra le cose che Thomas Costantin ama più ascoltare. Variations conta quattordici tracce che nascono dal desiderio naturale di legare i suoi gusti sonori maturi e mostrarci quanto riescano a spaziare in generi differenti.

Il suo animo raffinato lo avvicina a diverse arti creative come si denota anche dal fatto che per la copertina di Variations abbia scelto un lavoro del pittore metafisico Gian Filippo Usellini.

La dedizione di Thomas alla consolle nasce dall’esigenza di voler ascoltare e ballare quello che a lui piace di più e di diventare, con questo fine ultimo, il protagonista degli eventi ai quali prende parte: dalle serate allo storico Plastic di Milano agli eventi di moda per cui gli stilisti lo scelgono per disegnare, insieme alle scenografie, lo sfondo musicale perfetto per le loro sfilate.

La sua ricerca musicale guarda al futuro, imbattendosi di continuo nell’ascolto di sonorità originali e di artisti inediti, ma anche con scelte sensibili verso il passato, attraverso l’inserimento sapiente nelle sue creazioni di pezzi vintage e samples di vecchi film.

Variations è un viaggio elettrizzante su un treno d’epoca in cui ogni scompartimento racconta una storia dalla tappezzeria prima cupa, poi scintillante. La probabile direzione o il punto di partenza, come ci suggerisce il singolo che anticipa l’album, Trip to the moon, è la luna, da dove Thomas dichiara scherzosamente, in un’intervista, di provenire.

Dagli altoparlanti vengono trasmesse via via le tracce e l’incedere del treno sulle rotaie dà ritmo a questa avventura. 2930 rimanda ad uno spy theme hollywoodiano, nel quale gli eleganti passeggeri si scambiano occhiate furtive inseguendosi per i vagoni.

Procedendo nell’ascolto dei quattordici brani risulta impossibile non immaginare scenari maestosi e spettacolari: Waltz of the Cauliflower è incalzante, imponente, gli archi e le forti percussioni si alternano magnificamente come le mosse in un passo a due.

Per l’ultima fermata di questo affascinante viaggio, THO.MAS affida la conclusione dell’LP ad un featuring con uno degli artisti contemporanei che stima di più: Leo Hellden (Tristesse Contemporaine). Futuramour viene accompagnata da una voce femminile suadente e da una futuristica impronta elettronica Nord europea. 

Con Variations, THO.MAS coglie senza alcun dubbio l’obiettivo di trasportarci insieme a lui in un luogo dove l’estetica del “bello” è il tema centrale. Chiunque può attingervi e, finito l’ascolto, avere la sensazione di essere arricchito e attraversato da questa bellezza.

 

THO.MAS

Variations

Macchiavelli Music, 2019

 

Rachele Moro

Il nostro 8 marzo in musica

Marzo è il mese dell’anno in cui si celebrano (non festeggiano) le donne: anche noi di VEZ vogliamo onorare questa ricorrenza a modo nostro. Per farlo, proponiamo un elenco di donne, una lista per omaggiare l’impegno di tutte le cantanti, musiciste, compositrici e artiste che nei secoli hanno cambiato la storia della musica.

 

Ildegarda di Bingen (Bermersheim vor der Höhe, 1098 – Bingen am Rhein, 17 settembre 1179)

Andiamo indietro nel tempo, a quell’epoca buia che era il Medioevo europeo, e incontriamo la prima delle nostre prescelte. Siamo a cavallo dell’anno 1100, nell’Assia tedesca, appena un anno prima che i crociati facciano cadere Gerusalemme: nasce qui e ora Ildegarda di Binden, una figura che fin da bambina si contraddistingue per le visioni e il mistero che la accompagnano.

Di nobile stirpe, la ragazza prende presto i voti e si consacra alla vita monastica, scegliendo un percorso di sacrificio ma anche di studio. Monaca, priora e infine badessa, Ildegarda trova il tempo anche per la poesia, la composizione, la medicina e la politica: la immaginiamo come una donna forte, imperiosa, nonostante la sua salute cagionevole e le visioni, sempre più frequenti con l’avanzare dell’età.

Ildegarda è davvero un pozzo di scienza: inventa una lingua in codice (La lingua ignota), scrive trattati di filosofia e profezie. Non solo: fonda un monastero, è prima amica poi oppositrice dell’imperatore Federico Barbarossa.

Questa donna piena di risorse è stata una delle prime conosciute a essersi occupata di musica con la sua Symphonia harmoniae celestium revelationum, divisa in due parti: i Carmina (Canti) e l’Ordo Virtutum (La schiera delle virtù, opera drammatica musicata). Non abbiamo molte informazioni al riguardo, ma sappiamo che suonava più o meno così.

 

Nadia Boulanger (Parigi, 16 settembre 1887Parigi, 22 ottobre 1979)

A Parigi, negli anni della Belle Époque che hanno visto il fiorire della società sia dal punto di vista storico che socio-culturale, nasce Nadia Boulanger. Nadia nasce figlia d’arte, in una famiglia che già da quattro generazioni fa della passione per la musica il proprio lavoro.

Già dall’età di nove anni inizia a studiare organo e composizione assieme al padre e alla sorella, studi che la accompagneranno verso il proprio primato, consacrandola come la prima donna ad avere il ruolo di Direttore d’Orchestra.

Spezzata nel cuore e nello spirito dalla morte della sorella avvenuta nel 1918, Nadia decide di non comporre mai più e dedica la propria energia all’insegnamento, attività che non abbandonerà fino al giorno della morte, avvenuta all’età di novantatrè anni. Tra i suoi allievi ricordiamo Astor Piazzolla, George Gershwin e Leonard Bernstein.

Fa inoltre il suo ingresso tra “i grandi” della musica classica nel 1936 quando dirige un concerto con la London Philharmonic, entrando di diritto nella storia della musica classica.

 

Elvira de Hidalgo (Valderrobres, 27 dicembre 1892 – Milano, 21 gennaio 1980)

Elvira de Hidalgo è ricordata principalmente per essere stata maestra di Maria Callas, ma quando si dedica all’insegnamento ha già alle spalle una brillante carriera da soprano.

Entra presto al Conservatorio di Barcellona con una borsa di studio per continuare il suo percorso a Milano, e debutta precocemente all’età di 16 anni, nel 1908, al San Carlo di Napoli con quello che sarebbe stato il suo ruolo più acclamato: Rosina, da Il barbiere di Siviglia. La sua voce incanta il pubblico e lei prosegue la sua carriera musicale cantando nei più importanti teatri di tutto il mondo, a fianco di star come Caruso, Miguel Fleta o Titta Ruffo.

Sono gli anni ‘30 del XX secolo quando Elvira si stabilisce in Grecia e incomincia a insegnare al Conservatorio di Atene. Quando si incontrano, la piccola Anna Maria appare bassina, grassoccia e ruvida, ma sembra avere una bella voce.

L’insegnante accoglie sotto la sua ala protettrice questa giovane promessa, la plasma e trasforma Anna Maria Cecilia Sophia Kalos in Maria Callas. Elvira ha il grande merito di comprendere immediatamente la potenzialità di quella voce così particolare, e fa lavorare sodo la sua allieva per ottenere risultati sempre migliori.

Maria Callas, da parte sua, si impegna a fondo nello studio ed è un’allieva modello, rigorosa e intelligente. Al debutto della sua pupilla, Elvira non sente paura, è tranquilla. Da quel momento, il legame tra le due donne si fa sempre più intenso: l’influenza stilistica di Elvira è fondamentale per la formazione della Callas, che d’altro canto si rivolge a lei ogni volta che trova difficoltà o vuole provare un ruolo.

Elvira sarà sempre presente per Maria, assumendo il ruolo talvolta di maestra e altre di amica, provando le parti, cantando al telefono e ricevendo le sue confidenze.

 

Melba Doretta Liston (Kansas City, January 13, 1926 – Los Angeles, April 23, 1999)

Un altro primato va a Melba Doretta Liston, la prima trombonista donna della storia.

Nata negli Stati Uniti nel 1926, già all’età di sette anni riceve in regalo dalla madre il suo primo trombone, incoraggiata dall’intera famiglia ad imparare tutti i segreti della musica.

Melba era molto dotata. A otto anni si esibiva come solista in una radio locale e i genitori iniziarono a credere che forse Kansas City nel Missouri, sua città d’origine, non sarebbe più stata un trampolino di lancio adeguato alla carriera della figlia.

Nel 1936 si trasferiscono verso la più felice California e le opportunità non tardano ad arrivare: già a vent’anni ecco l’occasione di una vita, un tour con Billie Holiday. Melba però non ama particolarmente essere al centro dell’attenzione, preferendo collaborazioni all’attività da solista.

I tour inoltre non fanno per lei: troppo stancanti e talvolta stressanti a tal punto da farle perdere addirittura la voglia di continuare a fare musica. Tra i tanti artisti con i quali Melba collabora ricordiamo Ray Charles e Stevie Wonder.

 

Miriam Makeba (Johannesburg, 1932Castel Volturno, 2008)

Quella di Miriam Makeba è forse è la figura più conosciuta della nostra lista. Nota anche come Mama Afrika, l’artista si forma negli anni ‘50 cominciando a suonare con la band sudafricana Manhattan Brothers. Fin dagli esordi, la sua musica è caratterizzata dall’unione di elementi della musica tradizionale africana alle tonalità del jazz.

Raggiunge rapidamente il successo e inizia a girare il mondo con i suoi concerti, ma viene esiliata dal suo Paese perchè ritenuta un simbolo di lotta per un popolo oppresso. Miriam partecipa infatti attivamente alla lotta per contrastare l’apartheid sudafricano, inserendo anche nei suoi album canzoni che denunciano le condizioni di vita dei neri sotto il regime.

La sua militanza politica le costa l’allontanamento dalla sua amata terra di origine, ma continua la sua carriera proseguendo nella sperimentazione e nella produzione di grandi successi che contribuiscono a renderla un’icona mondiale.

Solo nel 1990 grazie all’intercessione di Nelson Mandela, Miriam Makeba rientra in Africa e continua la sua attività artistica recitando in un film e un documentario, per poi dedicarsi negli ultimi anni della sua vita a un intenso tour di addio che tocca tutte i Paesi visitati durante la sua carriera.

La sua famosissima Pata pata… Il ritmo è tanto coinvolgente che è davvero impossibile star fermi!

 

Sonita Alizadeh (Herat, 1997 – )

La giovanissima artista è nata nel 1997 ad Herat, è una rapper che canta in arabo e in inglese. Cresciuta insieme alle rime di Eminem e della rapper iraniana Yas, ha attirato l’attenzione della critica internazionale grazie al suo singolo Brides for sale, in cui denuncia la compravendita delle spose bambine.

La sua è un’esperienza diretta: la sua famiglia ha cercato più volte di “venderla” come sposa, ma è riuscita a fuggire negli Stati Uniti dove oggi studia e continua la sua attività di cantautrice. La sua storia è solo all’inizio, e speriamo di continuare a sentir parlare presto di lei… Qui il suo video più famoso.

 

Concludiamo la nostra parabola delle “prime volte” con due menzioni molto importanti, la Anacaona Band e il caso della Queen’s Hall Orchestra di Londra.

 

Anacaona, prima band composta interamente da donne, le undici sorelle Castro, si impone sullo scenario cubano durante il periodo prebellico ed estremamente rigido e chiuso del Generale e Presidente Gerardo Machado.

Le sorelle Castro si trovano costrette da un giorno all’altro ad abbandonare l’Università a causa della loro repentina chiusura essendo siti deputati al disordine pubblico secondo la visione del Presidente cubano. Dopo lavori saltuari e di fortuna, le sorelle decidono di dedicarsi ad un’attività totalmente differente: la musica.

Nel 1932 fondano la band Anacaona con l’intento di frantumare i pregiudizi e dimostrare che non solo gli uomini erano in grado di comporre e suonare la musica SON cubana, genere che è un mix tra ritmi africani e sonorità spagnole.

 

La Queen’s Hall Orchestra passerà alla storia invece come prima orchestra ad aver ammesso un membro femminile tra le proprie fila. Correva l’anno 1913 e il direttore Sir Henry Wood decise di superare le convenzioni fino ad allora esistenti nel mondo della musica. Nel 1918 Sir Wood aveva assunto ben 14 donne nella propria orchestra.

 

La musica è solo un altro ring sul quale le donne hanno dovuto disputare più di una battaglia per la parificazione all’uomo, forse non sanguionosa come su altri fronti ma pur sempre tormentata e disseminata di ostacoli e preconcetti.

Chissà quali altri primati da questo momento in poi le donne riusciranno a conquistare nel mondo della musica?

 

Irene Lodi

Sara Alice Ceccarelli

 

Per approfondimenti 

  1. Castro Alicia, Queens of Havana: The Amazing Adventures of Anacaona, Cuba’s Legendary All-Girl Dance Band, New York, Grove Press, 2002
  2. Flanagan SilviaIldegarda di Bingen, vita di una profetessa, Firenze, Le lettere, 1991
  3. Modigliani Ettore, A Londra durante la Guerra, Milano, Treves, 1915
  4. Monsaingeon Bruno, Incontro con Nadia Boulanger, Palermo, RueBallu, 2007
  5. Saviano RobertoMiriam Makeba: la rabbia della fratellanza, in La bellezza e l’inferno, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2009
  6. Intervista registrata con Melba Doretta Liston