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Wavves @ Covo Club

La sera di martedì 3 marzo aveva i contorni di una tipica notte di fine inverno: temperature in rialzo, la nebbia della pianura padana che si dissolve lentamente e quell’atmosfera sospesa che preannuncia la primavera. Dentro al Covo Club, storico tempio punk rock della città felsinea, il clima era però decisamente più rovente. Il motivo è presto detto: la prima data bolognese dei Wavves, progetto surf rock guidato dal californiano Nathan Williams.

La band è attualmente impegnata in un tour europeo per presentare l’ultimo LP GhostRamp. Solo due le tappe italiane, Bologna e Milano, entrambe sold out da settimane: un dato che conferma quanto fosse atteso il ritorno in Italia dopo anni di assenza.

La scaletta attinge con decisione al repertorio più amato. L’apertura è affidata a Way Too Much, brano del 2015 che suona come un manifesto generazionale per chi si sente intrappolato nella routine e vittima dell’overthinking. Seguono capisaldi come King of the BeachAfraid of Heights e Demon to Lean On, eseguiti con un’intensità che non concede tregua. I dialoghi con il pubblico sono ridotti al minimo: la band sceglie di lasciare che siano le chitarre sature e la sezione ritmica a parlare. Accanto ai classici trovano spazio anche brani più recenti come Bozo e Spun, accolti con un entusiasmo sorprendente. Il pubblico li canta a squarciagola come fossero già parte integrante della storia del gruppo, segnale inequivocabile di un legame ancora vivo e solido.

Altro protagonista indiscusso della serata è proprio il pubblico. Se nelle retrovie qualcuno osserva con maggiore prudenza, sotto il palco si forma un nucleo compatto di irriducibili che trasforma ogni brano in un’esplosione di movimento. Stage diving ripetuti, pogo serrato e un coinvolgimento fisico totale caratterizzano l’intero set. È uno di quei concerti in cui la mischia sotto al palco diventa parte dell’esperienza: qualche livido è messo in conto, perché quando il divertimento è così intenso il resto passa in secondo piano. Il momento di massima tensione arriva quando, su suggerimento di Nathan, la sala si divide in due ali contrapposte per dare vita a un imponente “wall of death”. Per qualche secondo il tempo sembra sospeso, poi l’impatto: corpi che si scontrano, energia che si sprigiona in modo travolgente, entusiasmo che raggiunge il suo apice. Il set si chiude senza bis, in modo netto e coerente con l’impostazione asciutta dell’esibizione. Dopo un’assenza così lunga, si potrebbe pensare che qualche brano in più sarebbe stato accolto con favore. Tuttavia, è difficile sostenere che la band non abbia dato tutto: dall’ingresso sul palco all’ultima nota, l’intensità non è mai venuta meno.

In un panorama spesso dominato da produzioni ridondanti e durate dilatate, la serata al Covo Club dimostra quanto possa essere efficace un concerto essenziale, costruito su coerenza e impatto diretto. Nessuna concessione superflua, nessun artificio: solo una band concentrata e un pubblico pienamente coinvolto. Si esce con la sensazione di aver assistito a un live autentico, in cui l’energia non è stata un semplice accessorio scenico, ma una vera co-protagonista. Ed è proprio questa autenticità a rendere la serata memorabile.

Alessandra D’aloise

The Blaze @ Poolen

Saturday night, Poolen was truly transformed into an intimate warehouse party as the French Alric cousins from The Blaze took over with their DJ set. I’ve seen them four times before in their live format with the big screens and full production, but never like this — so I was pretty excited. Luckily, they didn’t disappoint.

The bass hit hard from the very beginning, and it quickly turned into a massive dance party. The sound was really good — clean and heavy in just the right way — and the lighting worked perfectly with the music.

Adellic and Ario handled the warm-up and did a great job. They built up the atmosphere so the transition to The Blaze felt completely natural.

All in all, it was a very successful night, where The Blaze proved that their universe works just as well in a DJ set as it does in their large, carefully staged live productions.

SLAM DUNK ITALY: IL CELEBRE FESTIVAL DI MUSICA ALTERNATIVA TORNA IN ITALIA IL 01 GIUGNO 2026 AL CIRCOLO MAGNOLIA

SLAM DUNK ITALY2026

con
KNOCKED LOOSE – PALEFACE SWISS – GORILLA BISCUITS – STAND ATLANTIC – HAWTHORNE HEIGHTS – STATIC DRESS – HOLYWTR – SWEET PILL – and more…

01 GIUGNO 2026 ・ CIRCOLO MAGNOLIA, MILANO

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L’inizio di giugno è sinonimo di Slam Dunk. Anche nel 2026 torna in Italia il celebre festival indipendente dedicato alla musica alternativa, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati del genere.

Nato nel Regno Unito e diventato negli anni un punto di riferimento assoluto per la scena internazionale, Slam Dunk continua a riunire alcune delle realtà più influenti e promettenti del panorama heavy e alternative.

L’edizione italiana porterà su due palchi molte band provenienti da diversi background musicali, tra rock, punk e metalcore, offrendo un’esperienza sonora ampia e trasversale, capace di abbracciare generazioni e sottogeneri diversi.

Quest’anno il festival si svolgerà al Circolo Magnolia di Milano per una giornata capace di riunire l’energia della scena internazionale e la passione del pubblico italiano.

KNOCKED LOOSE

Nome di punta nello scenario metal hardcore americano e internazionale, hanno rivoluzionato il panorama dell’heavy moderno, ottenendo anche una nomination ai Grammy Awards 2024 nella categoria Best Metal Performance con il singolo Suffocate in collaborazione con Poppy e tratto dal loro ultimo disco You Won’t Go Before You’re Supposed To.

Il disco segna una nuova evoluzione del sound dei Knocked Loose, ancora più oscuro, pesante e diretto. Un lavoro che amplifica la loro intensità emotiva e sonora, confermandoli tra i protagonisti assoluti dell’heavy contemporaneo.

Una band dalle scelte consapevoli, con un’identità ben definita e una capacità di stare sul palco intensa e senza paragoni. I Knocked Loose hanno inaugurato l’anno con la pubblicazione di Hive Mind, il nuovo singolo realizzato insieme al rapper Denzel Curry, tra i liricisti più apprezzati della scena contemporanea.

In un’intervista esclusiva a Kerrang!, il frontman Bryan Garris ha ribadito la visione trasversale e sempre più mainstream del gruppo: “Continuiamo a portare avanti il nostro motto: possiamo fare qualsiasi cosa, essere qualsiasi cosa e rimanere noi stessi”.

Tutto lascia pensare che il 2026 sarà un anno decisivo per i Knocked Loose: nuova musica, tour internazionali al fianco dei Metallica, una fitta presenza nei festival estivi e, per il pubblico italiano, l’occasione imperdibile di vederli dal vivo nella tappa dello Slam Dunk al Circolo Magnolia di Milano.

PALEFACE SWISS

Paleface Swiss sono una delle band alternative più conosciute della Svizzera e, dal 2017, si sono affermati come una delle forze trainanti della scena deathcore europea. In pochi anni hanno conquistato il pubblico internazionale grazie a un sound brutale, caratterizzato da breakdown colossali, atmosfere oscure e un impatto live estremamente viscerale.

Il successo dell’album Fear & Dagger li ha proiettati definitivamente sulla scena globale, permettendo alla band di scalare le classifiche indipendenti internazionali e di intraprendere tour continui tra Europa e Nord America.

La loro crescita li ha portati sui palchi dei più prestigiosi festival metal del mondo, tra cui Wacken Open Air e Hellfest, dove hanno consolidato la reputazione di una delle realtà più travolgenti del deathcore contemporaneo.

Dopo il successo del loro recente tour interamente sold out, la band suonerà sul palco di Slam Dunk Italia, pronta a travolgere il pubblico con la potenza e l’impatto dei loro live.

GORILLA BISCUITS

Se siete appassionati di hardcore, Slam Dunk quest’anno vi delizia con l’esibizione di una band a dir poco iconica: Gorilla Biscuits.

I newyorkesi si sono affermati tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 grazie a brani veloci ed energici, diventando un punto di riferimento assoluto del genere.

Con l’album cult Start Today hanno definito un’epoca e influenzato generazioni di musicisti. Il loro tour di reunion continua a registrare sold out in tutto il mondo e a consacrarli come headliner nei festival storici della scena hardcore, dal Groezrock al Rebellion.

Un’occasione imperdibile per vedere dal vivo una vera leggenda del punk hardcore.

STAND ATLANTIC

Gli Stand Atlantic sono una delle band più riconoscibili del pop punk contemporaneo, capaci di conquistare il pubblico globale con melodie immediate, energia punk e testi intensi. Guidati dalla frontwoman Bonnie Fraser, sono tra i protagonisti del revival moderno del genere, contribuendo a rinnovarne suono e identità.

Dopo il successo di Skinny DippingPink Elephant e F.E.A.R., hanno consolidato la loro crescita con Was Here (2024), album che segna un’evoluzione più audace del loro sound e li conferma tra i nomi di punta della scena alternative internazionale.

Il festival sarà ancora una volta, per il pubblico italiano, l’occasione perfetta per vivere da vicino il meglio della scena internazionale in un unico evento.

HAWTHORNE HEIGHTS

La band rock americana, formatasi a Dayton in Ohio, ritorna in Italia dopo molti anni.

Con i loro successi decennali mescolano al rock sfumature emo e pop punk.

Nella scena dal 2001, hanno raggiunto importanti traguardi con posizioni di rilievo classifica, certificazioni discografiche e la fondazione una propria etichetta, affrontando allo stesso tempo momenti difficile, tra cui la perdita di un membro della band.

Un nome storico che porta sul palco tutta l’emotività e la potenza che li ha resi iconici.

STATIC DRESS

Tra le band da tenere d’occhio allo Slam Dunk 2026 ci sono senza dubbio gli Static Dress, tra i nomi più interessanti della nuova ondata post-hardcore britannica.

Il loro sound unisce l’intensità dell’old-school metal core a influenze rock contemporanee, dando vita a un’identità sonora potente e riconoscibile.

Completamente indipendenti, hanno costruito rapidamente una solida reputazione con tre dischi all’attivo tra cui Rouge Carpet Disaster (2022), il lavoro che li ha portati all’attenzione internazionale, oltre a diversi EP e singoli.

L’ultimo, Human Props, conferma una band in costante evoluzione, pronta a imporsi come una delle rivelazioni del festival.

HOLYWATR

Holywatr è una delle realtà emergenti più interessanti della nuova scena heavy, con un sound che fonde nu metal ed emo in chiave intensa e contemporanea.

Ispirati da leggende dell’alt-rock e del metal come i Deftones, stanno tracciando un percorso tutto loro, capace di superare i confini di genere e conquistare il pubblico.

Dopo il successo virale dei singoli Loose EndsFade e Nail Polish, la band ha collezionato milioni di stream e una fanbase in rapida crescita, preparandosi a pubblicare un nuovo album e a imporsi tra le promesse più solide del panorama heavy internazionale.

SWEET PILL

Gli Sweet Pill sono una delle realtà più fresche della scena emo e alternative statunitense.

Nati nel 2018 tra i banchi del college nel New Jersey per iniziativa di Zayna Youssef Michael Williams, a cui si è aggiunto Chris Kearney circa un anno e mezzo dopo, pubblicano nel 2019 l’EP di debutto Lost In It.

Con le difficoltà della pandemia la band si trasferisce a Philadelphia, dove nel 2021 tiene uno dei primi concerti nella nuova fase del progetto.

Nel 2022 esce il primo album Where the Heart Is, che segna una svolta decisiva nel loro percorso e li porta in tour in Nord America insieme ai La Dispute.

Da allora la band continua a evolversi mantenendo al centro autenticità e profondità espressiva, trasformando esperienze personali in una musica intensa e coinvolgente.

Nel marzo 2026 con l’uscita del loro nuovo album Still There’s a Glow raccontano un intenso percorso di crescita che segna una nuova maturità artistica.

DETTAGLI SUL FESTIVAL:

SLAM DUNK FESTIVAL ITALY

1 GIUGNO 2026

CIRCOLO MAGNOLIA – MILANO

BIGLIETTI DISPONIBILI:

– in prevendita esclusiva da ora su Metalitalia.com

– in vendita generale a partire da giovedì 19 febbraio dalle ore 10.00 su Ticketmaster.it

Media Partner:   

Metalitalia — Rock Hard Italia — Salad Days Magazine

Informazioni  slamdunkfestival.com

È una produzione HUB Music Factory

Avatar @ Store VEGA

“Don’t go.
Don’t go in the forest”

Yes, I bloody will. That’s if VEGA Copenhagen was considered a stand in for the forest as the venue for the Avatar Don’t Go in the Forest 2026 tour stop.

First to warm up the crowd was Agabas. Can’t say I knew them before I came to this gig but after that gonzo performance, I will be checking them out later.

The next act on the bill was one long anticipated by many in attendance. New Zealand trio Alien Weaponry took the stage, bringing with them a powerful blend of modern metal and Māori heritage. All three members are of Māori descent, and their cultural roots are central to the band’s identity, particularly through lyrics frequently performed in the Māori language. Guitarist and Lead singer Lewis de Jong, drummer Henry de Jong and bassist/backing vocalist Tūranga Morgan-Edmonds delivered a relentless performance from start to end that featured their new album Te Rā heavily. Great start to the evening.

“Out of the Shadows. Into the dark”

The venue was plunged into darkness. Thick fog spilled across the stage and into the crowd. Four cloaked figures emerged, illuminated only by a lone lantern, and launched into Captain Goat. The theatrical introduction gave way to Silence in the Age of Apes, after which the cloaks were shed and the familiar spectacle of Avatar fully revealed itself.

Vocalist Johannes Eckerström commanded the performance as always, a charismatic ringmaster, addressing the audience like a fervent preacher welcoming them into the domain of Avatar Country. Guitarists Jonas “Kungen” Jarlsby and Tim Öhrström delivered tightly crafted, infectious riffs with a rhythmic bounce that kept the crowd in constant motion. Bassist Henrik Sandelin provided a steady, groove-driven foundation, while drummer John Alfredsson matched Eckerström in visual intensity, frequently locking eyes with the crowd and shifting seamlessly between fluid technical playing and stiff, mechanical precision.

It was a fantastic mix of the old and new with songs from their many albums. Legend of the King, Let It Burn, The Eagle Has Landed, In the Airwaves, Bloody Angel, Death and Glitz (a personal fav from the new album), Colossus, The Dirt I’m Buried In, and Tonight We Must Be Warriors. The crowd responded with unwavering enthusiasm, singing along to every moment of the setlist.

We even had a few quieter moments as Eckerström performed Howling at the Waves and Tower solo on piano, offering a stripped-down, more intimate break from the madness. 

The night concluded with a three-song encore featuring Dance Devil Dance, Smells Like a Freakshow, and Hail the Apocalypse. It once again highlighted why Avatar are one of the most unique voices in metal and under that sideshow circus paint is a band that can craft a banger of a tune in many styles.

If you have not done so already, seek them out. Even if you have, go again. You won’t be disappointed. 

Setlist

Captain Goat
Silence in the Age of Apes
The Eagle Has Landed
In the Airwaves
Bloody Angel
Death and Glitz
Blod
The Dirt I’m Buried In
Colossus
Torn Apart
Howling at the Waves
Legend of the King
Let It Burn
Tonight, We Must Be Warriors

Don’t Go in the Forest
Smells Like a Freakshow
Hail the Apocalypse

JAZZ OPEN MODENA 2026: LUCA CARBONI, PAROV STELAR e MEUTE completano la line up di JAZZ OPEN MODENA. Dal 13 al 18/07 con MOBY, GREGORY PORTER, DIANA KRALL, JM-JARRE e molti altri

JAZZ OPEN MODENA 2026

Con LUCA CARBONI, PAROV STELAR e MEUTE

si completa la line up del celebre festival europeo 

JAZZ OPEN

per il suo attesissimo debutto in Italia, 
a Modena dal 13 al 18 luglio

13 LUGLIO 
GREGORY PORTER, DIANA KRALL

14 LUGLIO 
MOBY

15 LUGLIO
PAROV STELAR, MEUTE

16 LUGLIO
JAMIE CULLUM, JOSS STONE

17 LUGLIO
LUCA CARBONI

 18 LUGLIO 
JEAN-MICHEL JARRE

e poi anche

EMMA SMITH | AARON PARKS | ANDREA SABATINO
MAMMAL HANDS | FRANCESCA TANDOI
HERVE  SAMB & BAND

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Le prevendite per i concerti in Piazza Roma di Gregory Porter, Diana Krall, Moby, Jamie Cullum, Joss Stone e Jean-Michel Jarre 
sono attive su https://tickets.jazzopen-modena.com

Le prevendite per i concerti di Parov Stelar, Meute e Luca Carboni saranno attive dal 19 febbraio.

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Luca CarboniParov Stelar e Meute sono i nuovi headliner che si aggiungono alle star già annunciate nelle scorse settimane – Gregory Porter, Diana Krall, Moby, Jamie Cullum, Joss Stone e Jean-Michel Jarre  per completare la programmazione di JAZZ OPEN Modena, laprima edizione italiana del celebre festival europeo JAZZ OPEN, nato 30 anni fa a Stoccarda sotto la direzione artistica di JurgenSchlensog e da allora un vero punto di riferimento mondiale per la grande musica internazionale. 

Per questo debutto nella Penisola, il festival sempre curato dal fondatore Jurgen Schlensog, si svolgerà nella città emiliana dal 13 al 18 luglio, mantenendo la sua tradizionale formula vincente Jazz & Beyond che abbraccia una vasta gamma di generi, dal jazz classico a quello più contaminato, dal pop al soul e al rock, fino ad arrivare all’elettronica. 

JAZZ OPEN Modena ha come main sponsor Museo Enzo FerrariSystem Ceramics (Gruppo Coesia)MastercardSIXT e Allianz Bank Financial Advisors; è realizzato con il supporto di STIHLDürr, BF capital e LAPP e con il sostegno di Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-RomagnaCamera di Commercio di Modena. Radio Montecarlo è media partner dell’evento. 

Ben tre i luoghi che ospitano il festival, a partire dallo straordinario scenario di Piazza Roma su cui si affaccia il maestoso Palazzo Ducale ora sede dell’Accademia Militare. Fra le meraviglie del patrimonio storico artistico ci sarà quindi il main stage dedicato ai diversi generi musicali proposti dagli headliner, vere e proprie icone della scena artistica contemporanea che si esibiranno di fronte a un parterre delimitato e flessibile, così da rendere unica la qualità dell’esperienza. Se Piazza Roma vibrerà delle più ampie sonorità, il Baluardo ospiterà invece – sempre dal 13 al 18 luglio – la programmazione più propriamente jazz, con i live di artisti come Emma Smith, Francesca Tandoi, Andrea Sabatino, Mammal Hands e Herve Samb & Band. Il Giardino Ducale Estense, infine, sarà il luogo degli Open Stages dedicati ai più giovani e agli artisti emergenti. 

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GLI HEADLINER SUL MAIN STAGE DI PIAZZA ROMA

Ad aprire JAZZ OPEN Modena, che per 6 giorni trasformerà la città emiliana in un meraviglioso palcoscenico a cielo aperto, saranno due star come Gregory Porter Diana Krall, in un doppio live il 13 luglio in Piazza Roma, cuore pulsante dei grandi concerti, di fronte al maestoso Palazzo Ducale.

Artista di assoluto rilievo mondiale, la voce più soul del jazz contemporaneo, il californiano Gregory Porter, il cantante con il passamontagna”, con i suoi album ha conquistato il mondo intero. Classe 1971, un’infanzia difficile alle spalle superata grazie alla passione per la musica e soprattutto per Nat King Cole, vanta ben 8 nomination e 2 vittorie ai Grammy Awards. Voce potente e melodica, le sue radici sono ben piantate nelle migliori tradizioni del jazz e della musica black, del gospel in particolare.  Fra i nomi di punta della mitica Blue Note, Gregory Porter è oggi uno degli interpreti più apprezzati al mondo, capace di unire tecnica impeccabile, profondità artistica e grande calore umano. Porter, che recentemente ha firmato insieme a Ben Harlan la colonna sonora del film Goodbye June con cui l’attrice americana Kate Winslet ha esordito alla regia, sarà inoltre l’ospite di Serena Brancale al prossimo Festival di Sanremo nella serata dedicata ai duetti. 

Con 2 Grammy, 10 Juno, 9 dischi d’oro, 3 di platino e 7 multi-platino, la pluripremiata regina del jazz-pop mondiale Diana Krall è tra le voci più pregiate del panorama internazionale, amatissima per l’inconfondibile charme e l’intensità interpretativa che l’ha resa una delle artiste più riconoscibili del nostro tempo. La cantante e pianista canadese porterà a Modena la sua ricercata eleganza fatta di cool jazz, swing e ballad, in un imperdibile concerto che promette di essere un grande spettacolo teatrale denso di ritmo ma anche di narrazioni intime e delicate. Una preziosa occasione per ascoltare dal vivo le composizioni più celebri scritte in quasi 30 anni di carriera, fino ad arrivare ai brani del suo ultimo album This Dream of You. Ma soprattutto per ascoltare una voce che sembra quasi scolpire l’aria. 

Dopo questa doppia apertura di rara eleganza musicale, il parterre si trasforma per fare spazio alle danze nelle due seguenti serate ad alta intensità ritmica ed euforia sonora. 

Assente dai palchi italiani da diversi anni, il 14 luglio arriva a JAZZ OPEN Modena un altro artista di fama planetaria: il musicista, compositore, cantautore, dj, producer e attivista americano Richard Melville Hall, in arte Moby, che ha appena annunciato l’uscita imminente del suo nuovo album dal titolo Future Quiet. Un lavoro introspettivo che riflette sulla tensione tra la frenesia della vita moderna iperconnessa e il bisogno umano, sempre più urgente, di silenzio e contemplazione. Fra le 14 tracce che scorrono tra minimalismo pianistico e orizzonti ambient, spicca la traccia di apertura impreziosita dalla voce intensa e carismatica di Jacob Lusk: una nuova versione di When It’s Cold I’d Like To Die, brano pubblicato per la prima volta nel disco Everything Is Wrong del 1995 e che negli ultimi anni ha conosciuto una straordinaria popolarità grazie al suo utilizzo nella serie cult Stranger Things, diventando la canzone più ascoltata in streaming di Moby e virale su TikTok. Figura centrale dell’elettronica globale, autore di brani che hanno segnato intere generazioni e di oltre 20 milioni di album venduti in tutto il mondo, atterra al festival con la sua astronave sonora fatta di dance, pop, punk, techno, chill-out, hip hop, gospel, big beat, riconfermando ancora una volta una versatilità creativa fuori dal comune. In oltre 30 anni di carriera ha collaborato con leggende come David Bowie, Public Enemy, Daft Punk e i Beastie Boys, oltre ad aver esteso la sua visione artistica al cinema con la produzione dei documentari Moby Doc e Punk Rock Vegan Movie. Il 2024 lo ha visto in giro per il mondo a celebrare i 25 anni del suo album di culto Play. Per l’estate 2026 è prevista l’uscita del suo primo lungometraggio narrativo dal titolo Tecie, come il penultimo brano del suo album All Visible Objects

Atmosfere ugualmente vibranti per la serata del 15 luglio in Piazza Roma con il duplice live del pioniere dell’electro swing Parov Stelar e della techno marching band Meute. Questa è la party night del festival: una serata ad alto tasso adrenalinico che promette di far ballare tutta la piazza.

Pluripremiato dj, producer ma anche artista visivo con una solida formazione pittorica, Marcus Fuereder, noto con lo pseudonimo di Parov Stelar, è uno degli artisti austriaci più conosciuti a livello internazionale e in oltre 20 anni di carriera ha suonato sui più grandi palchi e festival (Coachella, Glastonbury, Lollapalooza) sia in Europa che negli Stati Uniti, davanti a decine di milioni di persone. Considerato come uno dei precursori di quell’irresistibile combinazione fra jazz, swing, blues con l’elettronica e la dance music, Stelar ha collaborato con artisti come Lady Gaga, Lana Del Rey e Bryan Ferry. Ha un legame speciale con l’Italia che è stato il primo paese fuori dall’Austria a ospitarlo dal vivo, anche grazie a uno dei suoi primi singoli di successo, poi diventato un tormentone per l’utilizzo in un celebre spot televisivo. Lo scorso novembre ha pubblicato Artifact, un album (accompagnato da una serie di video realizzati con l’IA) che scrive un nuovo capitolo del suo percorso creativo: meno orpelli jazzy, meno glamour vintage, più intima emotività e stratificazione sonora, dal pop elettronico al sound cinematico, con maestosi inserimenti orchestrali. Ma senza tralasciare il ritmo, perché i bassi continuano a picchiare e i synth a mordere. 

Amati da mostri sacri come Laurent Garnier e Trentemoeller, celebrati con entusiasmo dalla stampa di tutto il mondo, i MEUTE sono una Techno Marching Band tedesca composta da undici musicisti, fra percussioni e fiati, che, fondendo la techno ipnotica e pulsante con la forza espressiva della musica da banda, strappano il clubbing dalla consolle per sprigionare l’energia direttamente sul palco o in mezzo al pubblico, che non smette mai di accoglierli con grande euforia, come ha notato una testata autorevole come Libération. Trasformare ciò che nasce in digitale in analogico, riarrangiare con strumenti acustici brani cult della scena techno non è cosa da tutti. E infatti Variety li ha descritti come una delle cose più interessanti in programma al Coachella, Billboard parla di “fervore tale da alterare il clima” e DJ Mag di “concept rivoluzionario e musica unica”. A settembre 2025 hanno pubblicato Jubel, un best of che sintetizza i primi 10 anni di carriera. 

La formula del co-bill anima anche il 16 luglio quando il festival accoglie un altro doppio concerto in Piazza Roma con l’esibizione di Jamie Cullum e Joss Stone

Cantautore e polistrumentista di fama mondiale, noto per la sua miscela unica di jazz, pop e rock, per la presenza scenica e uno straordinario talento musicale, Cullum ha raggiunto il successo internazionale con l’album Twentysomething, uno dei dischi britannici più venduti di sempre. Tra i musicisti più innovativi della sua generazione, ha firmato leggendarie performance in oltre quaranta paesi e sui palchi dei più importanti festival globali, da Glastonbury Coachella fino al Fuji Rock in Giappone, oltre ad esibirsi alla Casa Bianca per Barack Obama e a Buckingham Palace per la Regina Elisabetta II

Grandi numeri e riconoscimenti segnano anche i due decenni di carriera della cantante e attrice britannica Joss Stone che vanta oltre 15 milioni di album venduti nel mondo, 1 Grammy, 2 Brit Awards e numerose uscite ai vertici delle classifiche internazionali. Contemporary soul, R&B, funk e reggae disegnano l’orizzonte di una voce tra le più iconiche degli ultimi anni, che trae ispirazione da autentici miti come Aretha Franklin, pur mantenendo uno stile assolutamente personale, grazie anche a una magnetica presenza scenica e ad elettrizzanti esibizioni dal vivo, veri e propri rituali collettivi e intergenerazionali fatti di groove e profondità emotiva unica. Tutti tratti che conquisteranno anche il pubblico di JAZZ OPEN Modena

Dopo 7 anni di assenza da Modena, è attesissimo il ritorno in città di Luca Carboni che sarà il protagonista della serata del 17 luglio sul main stage di Piazza Roma per una nuova tappa del suo tour RIO ARI O LIVE nei festival e nei luoghi storici di straordinaria bellezza della nostra penisola. Accompagnato da una band di otto elementi, Luca Carboni porta in scena un grande racconto tra musica, parole e immagini, alternando momenti di grande festa ad altri di intimità acustica, attraverso le più belle canzoni del suo lungo viaggio artistico: “RIO ARI O” è infatti il primo suono della voce dell’artista arrivato agli ascoltatori, ancora prima delle parole in Ci stiamo sbagliando ragazzi, la canzone che apre il suo album d’esordio … intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film. Un suono che è diventato un simbolo. 

Infine, l’ultimo giorno del festival sarà sicuramente segnato dall’esibizione di un autentico gigante come Jean-Michel Jarre, il 18 luglio sempre in Piazza Roma. Artista visionario, innamorato del futuro e dell’ambiente, il compositore, performer e produttore francese è un instancabile innovatore ed esploratore tecnologico, dal suo ruolo di pioniere nell’ambito della musica elettronica fino alle più recenti esplorazioni nelle performance in realtà virtuale e nel metaverso. Il suo catalogo conta oggi 22 album in studio che hanno superato 85 milioni di copie vendute nel mondo e gli hanno fatto vincere numerosi premi e riconoscimenti. Nell’arco della sua incredibile carriera Jarre ha lasciato un segno indelebile esibendosi davanti a milioni di spettatori in maestosi concerti-evento in alcuni dei luoghi più iconici di tutto il pianeta e in siti patrimonio UNESCO, trasformandoli in vere e proprie tele per la sua musica e per i suoi messaggi ambientali, dalle Grandi Piramidi d’Egitto al Deserto del Sahara, da Piazza Tienanmen alla Torre Eiffel e alla Galleria degli Specchi del Palazzo di Versailles. A questi luoghi straordinari si aggiungerà anche la monumentale esibizione a Modena per la chiusura del festival.

IL PROGRAMMA AL BALUARDO

Sempre fra il 13 e il 18 luglio, JAZZ OPEN Modena abiterà il Baluardo (uno spazio culturale nato all’interno dell’ultimo residuo dell’antica fortificazione cittadina) con una programmazione dedicata alle varie sfumature dell’espressione jazzistica e una line up di assoluto profilo. Il programma al Baluardo si apre il 13 luglio con il live della poliedrica artista britannica Emma Smith. Vincitrice nel 2024 del Parliamentary Jazz Vocalist of the Year, si è esibita ovunque, dalla Royal Albert Hall di Londra ai più importanti jazz club del mondo e ha collaborato con artisti del calibro di Michael Bublè e Quincy Jones Orchestra. Esponente della formazione cult The Puppini Sisters e del Ronnie’s Scott All Stars, è considerata una delle voci più entusiasmanti del jazz contemporaneo. Dopo una trionfale tournée con la superband americana Postmodern Jukebox, la scorsa estate ha pubblicato il suo ultimo album dal titolo Bitter Orange

Ormai un vero e proprio punto di riferimento nel panorama europeo per la sua capacità di reinterpretare il bebop e l’hardbop con una sensibilità moderna, la pianista Francesca Tandoisi esibirà al Baluardo il 14 luglio. Fra virtuosismo, improvvisazione pianistica e scrittura contemporanea, In pochi anni ha calcato i palchi dei club e teatri più prestigiosi del mondo, dal Blue Note di Milano al Duc des Lombards di Parigi, dal Bimhuis di Amsterdam allo Zigzag di Berlino.

Il 15 luglio sarà invece la volta di un puro talento della tromba jazz, il musicista pugliese Andrea Sabatino, già al fianco di nomi altisonanti della scena internazionale come Dee Dee Bridgewater, Sergio Cammariere, Mario Biondi, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Javier Girotto e Roberto Gatto, per citarne soltanto alcuni. Sabatino ha appena pubblicato il suo nuovo album Fatata, un lavoro nel solco del contemporary jazz, in cui confluiscono varie declinazioni stilistiche, dalla musica mediterranea al funk, con echi di musica colta e un utilizzo deciso e consapevole dell’elettronica.

Dalla nuova scena british arrivano i Mammal Hands, in programma al Baluardo per JAZZ OPEN Modena il 16 luglio. Dai concerti memorabili al Barbican di Londra ai tour in Asia, la band è rinomata per le performance dal vivo coinvolgenti e ipnotiche, fatte di ritmi incalzanti, texture magnetiche e un’atmosfera meditativa. Dopo cinque album acclamati dalla critica, sono in procinto di pubblicare il nuovo album Circadia, un’ulteriore evoluzione della loro inconfondibile miscela di jazz, musica classica contemporanea, elettronica, folk, post-rock e minimalismo.

Il 17 luglio sul palco del Baluardo salirà il musicista americano Aaron Parks, fra i pianisti più influenti e rispettati della sua generazione. Con diversi album pubblicati per Blue Note Records e ECM, Parks crea un perfetto equilibrio fra elementi di modern jazz, indie rock e modalità orientali, in un suono unico e personale caratterizzato dalla bellezza lirica, dalla complessità ritmica e dalla sofisticazione armonica.

La programmazione al Baluardo si chiude in grande stile e nel segno della contaminazione il 18 luglio con il concerto del visionario chitarrista senegalese Hervé Samb accompagnato dalla sua band. Samb è un vero pioniere del jazz sabar, un particolare genere musicale che mette in dialogo la libertà del jazz con il sabar, ovvero una danza ma anche un insieme di percussioni ancestrali utilizzate nelle cerimonie Wolof. 

Infine, durante tutto il festival, il Giardino Ducale Estense ospiterà gli Open Stages, concerti gratuiti dedicati ai più giovani e agli artisti emergenti.

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Le prevendite per i concerti in Piazza Roma di Gregory Porter, Diana Krall, Moby, Jamie Cullum, Joss Stone e Jean-Michel Jarre sonoattive su https://tickets.jazzopen-modena.com

Le prevendite per i concerti di Parov Stelar, Meute e Luca Carboni saranno attive dal 19 febbraio.

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Nato a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jurgen SchlensogJAZZ OPEN è diventato nel tempo un punto di riferimento tra i grandi festival estivi europei, grazie alla sua formula vincente “Jazz & Beyond” che abbraccia una vasta gamma di generi: dal jazz classico a quello più contaminato, fino ad arrivare al pop al soul e al rock. Ogni luglio, il cuore della città tedesca si trasforma in una grande arena musicale, con un pubblico che supera annualmente le 60.000 presenze e un programma che spazia dalla musica più ricercata alle sonorità mainstream. Anno dopo anno artisti del calibro di Christina AguileraBob DylanLionel Richie, John Legend, Lenny Kravitz e Sting si sono mescolati a leggende del jazz come Herbie Hancock, Marcus Miller, Gregory Porter, Dianne Reeves e Dee Dee Bridgewater

Dopo trent’anni di successi in Germania, nel 2026, per la prima volta, questo straordinario e consolidato modello culturale – per il quale nel 2025 la società OPUS!LIVE che organizza il festival è stata insignita del prestigioso riconoscimento di Indie Champion dall’autorevole rivista IQ! che ogni anno premiale 20 realtà indipendenti che stanno rivoluzionando il settore a livello globale sbarcherà in Italia con JAZZ OPEN Modena, sempre sotto la direzione di Jurgen Schlensog. 

Link ufficiali: 

https://www.jazzopen-modena.com
https://www.facebook.com/jazzopen.modena
https://www.instagram.com/jazzopen_modena

Tre Domande a: PuramenteSamuel

Come e quando è nato questo progetto?

Innanzi tutto grazie mille per la possibilità di poter parlare di ciò a cui tengo di più, la mia musica. Il progetto PuramenteSamuel è iniziato a muoversi circa due anni fa, nel 2023, a seguito di una costante ricerca artistica e personale coltivata negli anni precedenti. Non posso negare di essere stato influenzato dall’onda rap/trap della mia generazione perchè è proprio grazie a quel genere che ho capito il valore ed il potenziale che ci fosse dentro la mia scrittura. Come ho detto prima, la mia ossessiva ricerca mi ha portato ad una visione chiara che ha permesso a questo progetto di prendere una forma sempre più concreta fino ad arrivare alla mia prima uscita discografica – Sofisticata – con una direzione ben definita. Non è stato per niente semplice, mi sono rimboccato le maniche continuando a perfezionare la mia tecnica vocale, la mia penna e il mio approccio con i social per costruire questo progetto radicandolo con delle basi molto solide. Sto costruendo un rapporto molto genuino e reale con la mia fanbase perchè dietro all’artista che rappresenta questa realtà non c’è nessun personaggio se non la mia anima nella maniera più pura possibile. In questo momento sono consapevole di non volere puntare su una carriera a breve termine  ma di di voler lavorare ad un percorso destinato a crescere e durare nel tempo.

Cosa vorresti far arrivare a chi ti ascolta?

Questa è una delle questioni a cui tengo di più. Io credo che la mia musica nasca dall’esigenza di colorare il mondo in cui mi ritrovo in questo momento perchè ho l’impressione che si stiano completamente sbiadendo le emozioni che proviamo, i gesti d’amore e il valore di ogni piccolo momento. Sofisticata, il mio primo brano uscito il 9 Gennaio, sottolinea proprio la bellezza di ogni singolo attimo che si vive in una relazione apprezzandone anche la sana gelosia che si crea tra due persone che si amano. Ho capito di aver bisogno di scrivere e cantare rivolgendomi a tutte le persone per raccontargli quanto sia bello vivere davvero, farlo appieno e sopratutto senza timore di sbagliare con la propria testa. Proprio per questo il mio pubblico penso che possa essere molto trasversale comprendendo le ultime generazioni fino ad arrivare a quelle molto più grandi della mia. Il messaggio è: “Godetevela, ma fatelo davvero!”. Ovviamente con la consapevolezza che ci saranno dei momenti difficili in questa vita, ma fa parte di questo viaggio e perciò bisogna imparare a godersi anche i “momenti no” per viversi in tranquillità ogni periodo dall’inizio alla fine. Faccio musica nella speranza di essere d’ispirazione a chi non ha ancora trovato una propria strada, un motivo per cui sorridere o semplicemente un posto in cui essere compreso.

Qual è la cosa che ami di più del fare musica?

Beh… forse ci sono fin troppi aspetti che mi fanno innamorare sempre di più della musica ma ce ne sono due in particolare che mi fanno totalmente impazzire! Per me il momento creativo è un qualcosa di etereo e magico perchè è come se riuscissi ad addentrarmi nei miei ricordi, le emozioni e le sensazioni che ho provato in determinate situazioni per poi uscirne con delle frasi tra le mani che diventano melodie, immagini, colori e a loro volta altre emozioni per chi ascolterà ciò che ho scritto. Ora che ci penso mi sembra davvero assurdo che riesca ad accadere tutto questo. L’altro aspetto incredibilmente affascinante, forse il mio preferito, è il momento live in cui riesco a connettermi con l’energia e l’anima delle persone che cantano con tutto il cuore un brano scritto da me oppure una cover reinterpretata nel mio stile. In quel contesto mi rendo davvero conto di quanto sia bello fare musica perchè ha il potere di unire tutti coloro che si sentono parte di un qualcosa che li rappresenti, creando una bolla in cui tutti possano sentirsi vivi e sopratutto se stessi.

BRING ME THE HORIZON: una data a luglio al Ferrara Summer Festival

A grandissima richiesta i BRING ME THE HORIZON tornano in Italia. La band di riferimento dell’alternative metal contemporaneo sarà in concerto il 2 luglio 2026 al Ferrara Summer Festival (Piazza Ariostea).
Insieme a loro ci saranno anche Malevolence, Thornhill e Dying Wish.

I biglietti saranno in vendita secondo le seguenti modalità:
– in prevendita tramite il sito della banddalle ore 15:00 di oggi 23 gennaio;
– tramite Metalitalia.com dalle ore 10:00 del 24 gennaio, non sarà necessaria la registrazione al sito;
– vendita generale su MC2Live.it e Vivaticket.com dalle ore 10:00 del 26 gennaio.

Radiofreccia è la radio ufficiale del concerto dei BRING ME THE HORIZON.
Metalitalia è media partner del concerto dei BRING ME THE HORIZON.

BRING ME THE HORIZON hanno recentemente annunciato “Bring Me The Horizon: L.I.V.E. in São Paulo (Live Immersive Virtual Experiment)”, che sarà proiettato nei cinema di tutto il mondo il 25 e il 28 marzo, con biglietti in vendita dall’11 febbraio alle ore 15.00 su bmth.live e nexostudios.it dall’11 febbraio. La band ha infine confermato l’uscita fisica e digitale di “L.I.V.E. in São Paulo” che sarà disponibile dal 10 aprile.

Dettagli
BRING ME THE HORIZON
+ Malevolence
+ Thornhill
+ Dying Wish
2 luglio 2026 – Ferrara Summer Festival, Ferrara Piazza Ariostea