Tornano in Italia le NOVA TWINS, duo britannico composto da Amy Love (voce e chitarra) e Georgia South (cori, basso).Dotate di un’identità inconfondibile e di un sound decisamente particolare, le NOVA TWINS hanno negli ultimi anni condiviso il palco con artisti come Foo Fighters, Muse e Bring Me The Horizon e impressionato leggende come Tom Morello (“Sono una band incredibile!”) ed Elton John (“Fenomenali!”). Le NOVA TWINS hanno da poco pubblicato il singolo “Monsters” e annunciano oggi nuovi concerti.La data italiana si terrà alla Santeria Toscana 31 di Milano il 30 settembre 2025. In apertura si esibirà un’altra band che verrà prossimamente comunicata. I biglietti saranno in vendita secondo le seguenti modalità:– in prevendita tramite il sito ufficiale della band dalle ore 10:00 del 30 gennaio;– in prevendita generale su MC2Live.it e Vivaticket.com dalle ore 10:00 del 3 febbraio. Dettagli NOVA TWINS 30 settembre 2025 – Milano, Santeria Toscana 31 Biglietti MC2 Live | Vivaticket
Soltanto un artista come Tony Boy può vantare un pubblico così fedele. All’Estragon, a Bologna, il pubblico è arrivato con molto anticipo, attendendo con ansia la performance del rapper. Pubblico composto per la maggior parte da giovanissimi, in attesa di vedere il concerto del proprio rapper preferito, forse addirittura il primo concerto della loro vita.
Lo stile artistico di Tony Boy è, a tutti gli effetti, una ventata di aria fresca nella scena rap/trap italiana, con il classico stile un po’ biascicato che appartiene al genere mumble rap e testi curati che puntano ad un miscuglio di innovazione, ricerca ed empatia.
Sono pochi e sempre più rari i concerti in cui il pubblico rimane così coinvolto. A Tony Boy non servono tante parole tra un pezzo e l’altro, basta che parta la canzone e il pubblico già inizia ad urlare e ad alzare le mani. La sensazione generale che si avverte è proprio quella della brezza leggera durante una calda giornata di agosto. Le strumentali trap composte per la maggior parte da melodie di flauto o brevi riff di chitarra elettrica, i bassi che quasi abbracciano chi ascolta, la voce del rapper che, se anche distorta con l’autotune, regala una sensazione di novità e di fiducia. Probabilmente il pubblico è così fedele perchè Tony Boy è così sul palco come nelle canzoni o nelle interviste: una carezza, una coccola per chi sta male o per chi passa un periodo complicato, ricordando che è anche giusto divertirsi e prendersi lo spazio che ci si merita.
Wairaki, il produttore del rapper, ha un ruolo fondamentale nell’esecuzione del live. Oltre che cuore musicale per quanto riguarda le strumentali e direttore in console, Wairaki durante il concerto ha doppiato le barre di Tony Boy (quindi ha ripetuto le ultime parole di un verso, rafforzando il significato e l’effetto sonoro) e ha spesso incitato il pubblico a fare rumore o cantare il ritornello insieme all’artista.
Anche la scenografia non lascia spazio all’immaginazione: il palco è allestito con cancelli, cartelli e siepi, a ricordare una sorta di giungla urbana. Sullo schermo alle spalle del rapper, invece, il video cambia per ogni canzone, proiettando auto da corsa, occhi, cancelli e capre (l’animale simbolo del rapper).
È un artista che dal vivo riesce a dare tanto e non tradisce le aspettative. Il suo stile è pulito, emozionale e coinvolgente, tanto che tra il pubblico qualcuno si commuove; ma riesce anche a fare pezzi da discoteca e far caricare, saltare e muovere gli spettatori.
Un rapper, o meglio, un duo rapper/produttore che sicuramente diventerà una pietra miliare nel panorama del rap italiano, che non ha deluso le aspettative e, anzi, col passare degli anni continua ad alzare l’asticella.
La locandina titolava chiaro e tondo: “Il tour che dovevamo fare 5 anni fa”. Perché se è vero che gli ultimi anni sono stati per tutti un tentativo di ritrovare la strada dopo un susseguirsi di stop, chiusure e limiti imposti dalla pandemia, è altrettanto vero che alcuni artisti, come i Giallorenzo, sono riusciti a resistere e ad arrivare dove meritano: sul palco, a farci sentire i brani del loro primo e acclamato disco Milano Posto di Merda. Descritto dalla stampa come uno dei migliori album indie pop del 2019, non ha mai conosciuto un tour ad esso dedicato. La serata di venerdì 24 gennaio al Covo di Bologna, sold out da più di due settimane, insieme alle date di Torino e Prato di dicembre, rappresenta il punto di arrivo di un percorso che ha visto la band bergamasco-bresciana crescere e perdurare nel tempo, ma anche il punto di partenza di una nuova fase della loro carriera.
Lo stanzone del Covo è già gremito di gente quando si alza il volume delle chitarre dei Tonno, band toscana che porta in scena un indie pop dalle tinte emo-punk. Non ero a conoscenza di questa band, amica di vecchia data dei Giallorenzo, e per essere solo degli opener la risposta del pubblico è stata a dir poco entusiasta. Le loro canzoni vengono cantate a memoria e chi è nella mischia inizia già a surfare sulla gente. Una parentesi che di fatto non è solo un apripista, ma una festa a sé stante.
Alle 22:50 i quattro ragazzi headliner fanno il loro ingresso sul palco. Il clima è intimo e coinvolgente, quasi una reunion tra amici. Si parte con la setlist che tutti aspettano: il primo album, suonato rigorosamente nell’ordine originale, brano dopo brano, con una dedizione che ci ricorda la stessa passione con cui è stato scritto. Le tracce del primo disco, che nel 2019 hanno segnato un piccolo grande punto di riferimento per l’indie italiano, sono accolte dal pubblico come inni personali. Chi salta sulle note di Condizioni Meteo Critiche e chi limona su quelle di Krypton. Ogni singolo passaggio è un tributo a un’esperienza condivisa. Risulta estremamente interessante come, attraverso il racconto della vita di alcuni noti pazzi di Milano, questi ragazzi arrivino a descrivere i drammi di una generazione, i timori, le difficoltà e a parlare, quindi, di ciò che interessa invece ognuno di noi.
“Non pensavo che avreste aderito con così tanto anticipo!” commenta il frontman Pietro Raimondi (Montag), incredulo e decisamente emozionato. Il pubblico partecipa al pari della band a questo live, non si risparmia, soprattutto sottopalco. C’è una connessione tangibile, il pogo non si ferma, le mani si alzano per cercare l’applauso e la sala è ormai un unico grande corpo in movimento. La serata è cadenzata da alcune pause, piccoli interludi che permettono qualche gag fra i membri del gruppo, bere un sorso di birra o accordare gli strumenti. Una di queste è quella in cui Giovanni Pedersini, chitarrista della band, decide di prendere il microfono e fare una cover di Yellow dei Coldplay. Un momento che potrebbe sembrare fuori contesto, ma che in realtà è parte di un gioco di contrasti che i Giallorenzo hanno sempre amato fare: dalla spensieratezza del pop internazionale alla riflessione sull’esistenza di chi trova pace solo nell’evadere dal mondo comune e razionale.
La fine del concerto forse risulta la parte meno eterogenea della setlist: brani come Provarci dell’album Fidaty (2020) e Megapugno di Super Soft Reset (2022) sfociano una dietro l’altra nell’inevitabile creazione di un grande e unico pogo selvaggio che trova pace solo nell’ultima ballata, Don Boscow. È stata una festa a tutti gli effetti e l’occasione, per i Giallorenzo, di chiudere un cerchio e farci venire voglia di qualcosa di nuovo con la loro firma.
Concludo con la loro presentazione, che mi ha fatto sorridere: “Insieme siamo… un gruppo di amici, sul palco siamo i Giallorenzo!”
Setlist
118 Rasta che fa le foto Condizioni Meteo Critiche Esterno notte Festa Krypton Kevin ragazzo superdotato Il metodo Perindani Esselunga Stabbing Bonti Tutte le cose Yellow (Coldplay cover) Megapugno Provarci Cruciverbone Corolla Playlover Caduta Rhydon Don Boscow
På D-A-D´s 5 kommende arena-koncerter er BAEST valgt som special guests.
BAEST har været en dominerende kraft inden for dansk dødsmetal siden deres eksplosive debutalbum, Danse Macabre (2018).
Kendt for deres ustoppelige energi, knusende riffs og elektrificerende liveoptrædener har den danske kvintet turneret med metal-legender som Krisiun, Abbath og Entombed AD, men også væltet flere TV programmer, ikke mindst DRs dokumentar ’Den Satans Familie’.
Bandet har udgivet tre anmelderroste albums, hentet sammenlagt 5 Gaffa-priser og senest kåret som ’Årets Artist’ til ’Den Hårde Tone 2024’. BAEST har tryllebundet fans verden over, spillet over 350 koncerter og optrådt på store festivaler som Copenhell, Roskilde Festival og Wacken Open Air.
Inden BAEST til april drager på deres første tour i USA, som support for Arch Enemy er de klar som special guests for D-A-D på den kommende Arena tour. Svend fra BAEST udtaler: “Kongerne af rock har hidkaldt deres uduelige, uvorne og rablende vanvittige sønner! Vi er beærede over at få lov at tage med D-A-D på tour, og vi glæder os til at vise det lidt bredere danske publikum hvor skabet også kan stå – lidt længere nede af gangen, i det mørke og uhyggelige hjørne. Men for fanden hvor er der heavy fest nede i det hjørne. Vi ses, Danmark!”
Jesper Binzer fra D-A-D hilser BAEST velkommen : ”De gør det SÅ vildt for tiden og deres 2025 bliver fantastisk – og så starter de året med os – YEAH !!”
Kort efter udgivelsen af deres nye album ”Speed Of Darkness” spillede D-A-D en udsolgt Royal Arena, og følger nu om med 5 koncerter om få uger, inden deres næste turné som bl.a. bringer dem til Australien i foråret.
Der kan forventes to bands i topform på flg. steder :
Sabato 18 gennaio a partire dalle ore 20:30 presso il Locomotiv Club di Bologna i Vintage Violence in concerto per la tappa conclusiva del loro “I Non Frequentanti Tour” nelle principali città universitarie italiane. In apertura: Maciste.
Dopo il successo delle date di Pisa, Torino e Roma e dopo il sold out di Milano, sarà ora il capoluogo emiliano a ricevere la carica esplosiva della band culto del panorama punk e garage rock italiano,che con questo nuovo tour celebra la recente pubblicazione della nuova versione rimasterizzata di uno dei suoi brani più rappresentativi, “I non frequentanti” appunto che, per l’occasione, viene impreziosito dal featuring del rapper Klaus Noir.
“Il fatto che, dieci anni dopo l’uscita, I non frequentanti sia uno dei nostri brani più ascoltati di sempre la dice lunga sul permanere, se non addirittura sull’acuirsi, delle dinamiche socio-occupazionali la cui osservazione ne ha ispirato la scrittura nel 2014: ora che chi ci governa addirittura si vanta della percentuale di occupazione nazionale è ancora più evidente la stortura esistenziale che questa “’uota per criceti’ che è il neoliberismo rappresenta, sventolandoci davanti al naso la carota dello studia-lavora-crepa come fosse un balsamo per la felicità e non la palestra della morte intellettuale che è. I non frequentanti intendeva additare precisamente questo ‘elefante nella stanza’ opponendogli un inno gioioso al presente: il fatto che nel suo testo oggi ci si riveda una nuova generazione di universitari dimostra quanto sia necessaria, non solo divertente, una sua ripubblicazione, per così dire, aggiornata”. (Rocco Arienti, VV)
I Vintage Violence sono uno dei gruppi storici dell’underground punk e garage rock italiano. Operativi dai primi anni 2000, hanno oltre 400 concerti sulle spalle, 4 album all’attivo, 27 videoclip, una raccolta acustica, un EP live e un greateast hits. Saranno in tour per l’autunno e l’inverno nelle città universitarie per promuovere la riedizione del singolo “i non frequentanti”, dedicato proprio al mondo degli atenei.
Vintage Violence in concerto Sabato 18 Gennaio Locomotiv Club, Via Sebastiano Serlio 25 – Bologna Apertura porte ore 20:30 Inizio live ore 21:30 Ingresso 10€ Prevendite su DICE Tessera AICS 2024-25 obbligatoria (8€) Evento FB
Venerdì 10 gennaio a partire dalle ore 21:30 presso il Covo Club di Bologna, Beatrice Antolini in concerto per presentare dal vivo il suo ultimo album “Iperborea“, pubblicato sul finire dello scorso anno da La Tempesta/Orangle e che ha debuttato alla posizioneN.14 della Classifica FIMI dei dischi fisici più venduti.
Anticipato dai singoli “Il timore” e “L’idea del tutto“, l’album è il sesto LP della carriera dell’artista e si compone di nove canzoni tutte, come ormai consuetudine, composte, arrangiate e prodotte artisticamente dalla stessa Antolini.
Beatrice Antolini in concerto Venerdì 10 Gennaio Covo Club, Viale Zagabria 1 – Bologna Opening: Nora Lang Aftershow: Nictalgia (music selection) Apertura porte ore 20:30 Inizio live ore 21:30 Prevendite su DICE 13€ + ddp (+ 5€ tessera Hovoc 24/25) Evento FB
Dicono di “Iperborea”:
– “Un disco che rappresenta un’eccezione nella musica italiana odierna… nove canzoni in cui sono mixati pop, elettronica, classica, etnica, urban e sperimentazione” (Rolling Stone) – “Iperborea è moderno e antico, guarda al cantautorato colto e vagamente prog con impennate elettriche ed eterei ripiegamenti” (Rockerilla) – “Un artista adulta, matura, consapevole dei propri mezzi e che non ha paura di rischiare” (Rumore) – “Ad ascoltare brani come ‘L’idea del tutto’ o ‘Pensiero laterale’ si celebra il genio creativo privo di limiti e barriere omologate” (Raro) – “Iperborea è un diamante che andrebbe esibito quantomeno nelle giuste situazioni, se non addirittura ogni giorno” (Mow Mag) – “Artista geniale, innovativa, musicalmente estroversa oltre che tecnicamente perfetta… è innegabile di essere di fronte ad una delle migliori proposte musicali che offra il panorama musicale italiano” (Tutto Rock)
Viviamo tempi incerti. Incerti e frenetici. Assorbiti da quotidianità sempre meno “a misura di persona”, oramai anche leggere un libro, ascoltare un disco, sta diventando un atto quasi elitario, per pochi. Anche noi della redazione di VEZ siamo presi dentro a questa gigantesca centrifuga, ma cerchiamo ancora, spesso a fatica, di ritagliarci del tempo per continuare a starci, in quella élite, e nutrirci di arte, in qualunque declinazione essa si presenti. E quindi eccoli qui i nostri 5 dischi del 2024 che ci hanno in qualche maniera aiutato a sentirci, anche per poco, più felici, migliori.
Bring Me The Horizon POST HUMAN: NeX GEn
Ma io cosa devo dire a questi qui? Cosa devo dirgli? Nulla. Più passano gli anni e più spaccano. Si sono reinventati più volte, i loro fan hanno visto il periodo metalcore e quello commerciale, ma nonostante tutto, nonostante il loro nome diventi sempre più ingombrante, loro rimangono li, dentro il nostro cuore. Una sola parola. Grazie.
Traccia da non perdere: YOUtopia
Neck Deep Neck Deep
Questo disco suona più Neck Deep di un album dei Neck Deep! Finalmente i ragazzacci dopo un penultimo album molto soft, sono tornati alle origini e a fare quello che sanno fare meglio, il Pop Punk. Se cercate melodia, energia e spensieratezza, siete nel posto giusto.
Traccia da non perdere: This Is All My Fault
Billie Eilish Hit Me Hard and Soft
Questo album mi ha rapito fin dal primo ascolto, mi fa viaggiare, porta in superficie ricordi lontani e mi porta in luoghi che non so descrivervi. Per me la musica deve fare questo. Non mi importa la maturità che un artista ha raggiunto e di quanto sia seguito. Qui Billie è arrivata dove doveva arrivare. Dentro, in fondo all’anima.
Traccia da non perdere: Birds of a Feather
ScHoolboy Q Blue Lips
Produzioni di impatto che per tutto il disco alternano ritmiche e melodie soul a rap e campionamenti. Luci ed ombre. Ma più la luce è forte, più l’ombra è dura, e qui non abbiamo vie di mezzo, abbiamo uno degli album Rap più belli del 2024 ma forse anche degli ultimi 5/10 anni. Maestoso.
Traccia da non perdere: Thank God 4 Me
Marracash È Finita la Pace
Un album uscito pochi giorni fa, un album uscito senza preavviso e marketing e senza featuring, un album che in un’Italia piena di falsi rapper che si sfidano a chi ce l’ha più grosso, dice le cose come stanno, senza essere mai volgare e nella maniera più reale e libera possibile. Chapeau.