Questo progetto è nato in un momento particolare della mia vita in cui ho preso consapevolezza di stare perdendo la mia identità. Circa tre anni fa mi trovavo lontano da casa ed è stata la vicinanza che mi hanno mostrato le persone che mi vogliono bene che mi ha portato a scegliere il nome Zagara. Il fiore è uno dei simboli della Sicilia, un richiamo per nulla velato a quelle che sono le mie radici e la mia casa. Dopo più di un anno di scrittura e composizione musicale è finalmente fuori dal primo settembre di quest’anno il mio EP d’esordio checosarimane, anticipato dai due singoli libidine e elisir.
Se dovessi riassumere la tua musica con un tre parole, quali sceglieresti e perché?
Sincera: perché non mi sono posto alcun limite nell’esprimere ciò che volevo sia dal punto di vista del contenuto sia dal punto di vista estetico-musicale. Indipendente: perché è tutto autoprodotto e interamente registrato nella mia mansarda. Sperimentale: perché avendo ascoltato generi musicali e artisti molto variegati tra loro facenti parte della mia forma mentis, è stato naturale per me andare a creare una speciale commistione tra le particolarità stilistiche che sono caratteristiche principali di determinati generi o di determinati artisti che mi hanno maggiormente influenzato.
C’è un artista in particolare con cui ti piacerebbe collaborare/condividere il palco?
Colapesce, Dimartino, Niccolò Fabi e i Verdena sono quelli che io considero i miei “padri musicali”, artisti che ascolto da sempre e che mi hanno formato sotto molto aspetti. Stessa cosa posso dire di Bais e Davide Shorty, due ragazzi secondo me fenomenali che fanno parte della “nuova” scena musicale italiana. I loro brani e il loro modo di scrivere sono veramente accattivanti e non riesco a non inserire questi due artisti tra coloro che mi hanno influenzato maggiormente stilisticamente, specialmente negli ultimi anni. Sarebbe molto stimolante per me collaborare con loro!
Camilla Sparksss, aka Barbara Lehnhoff, (musicista electro noise pop, artista visiva svizzero-canadese e co-fondatrice della band post-punk Peter Kernel), annuncia l’uscita di un nuovo album su On the Camper Records.
Lullabies è un album audiovisivo che presenta otto filastrocche per adulti su due dischi vinili animati, accompagnati da un accessorio insolito: uno specchio magico disegnato dall’artista. Appoggiandolo sul disco, le animazioni prendono vita a 45 giri al minuto. In un’epoca di sovraccarico digitale, questo album doveva essere puramente analogico, fisico e reale. Un album che il pubblico può scoprire in un ambiente naturale, senza dover guardare uno schermo.
Parlando del concetto, Camilla Sparksss spiega che il fenakistoscopio di Joseph Plateau è stato la principale fonte d’ispirazione per il progetto, ed è con l’aiuto del designer Giulio Parini che hanno progettato i primi prototipi. Ci sono voluti mesi per determinare la giusta frequenza delle immagini.
L’album contrasta dal punto di vista sonoro con i suoi dischi precedenti, pur rimanendo pienamente in linea con il suo impareggiabile approccio art-punk.
“Lullabies” è disponibile per il pre-ordine al seguente link
A poco meno di un mese dalla prima data headliner di Skynd, è tempo di svelare una sorpresa. Hellfire Booking Agency annuncia i Knife Bride!
Una trilogia di incubi paralizzanti e sogni perversi, i Knife Bride sono un ciclone di visioni disturbanti espresse tramite nu-gothika, un metal dritto alla giugulare con influenze prog, alla Spiritxbox e addirittura Kate Bush. Omaggio ed esplorazione delle donne reali e fittizie dei nostri tempi, i Knife Bride vantano il supporto di BBC Radio 1 e Kerrang! così come del Download, Great Escape e Burn It Down, affiancate da performance esplosive quanto anticonformiste.
I Knife Bride apriranno le danze prima di Skynd in occasione della sua unica data italiana, approdando per la primissima volta nel nostro Paese. Non tardate, sarà una serata da brivido! 07 NOVEMBRE 2023 | LOCOMOTIV CLUB, BOLOGNA Via Sebastiano Serlio, 25/2, 40128 Bologna Evento FB: https://www.facebook.com/events/634822451891136/
Dopo aver pubblicato il loro miglior album, “War Of Being”, i TesseracT invitano ancora una volta i fan a vivere un’intensa esperienza d’ascolto con il nuovo singolo“Echoes”. Domani la band darà il via al suo più lungo tour in Nord America, portando gli ascoltatori direttamente nel mondo di “The Strangeland”. Il tour si svolgerà dal 5 ottobre in North Carolina fino al 13 novembre al Brooklyn Bowl di Nashville, Tennessee.
Il brano “Echoes” arriva con un impatto devastante: i riff di chitarra si scontrano con la batteria poliritmica, lasciando spazio a fluide linee di basso, accompagnate da una performance vocale tanto fragile quanto brillante. Il brano giunge poi al gran finale, dove le scosse di groove si diffondono negli ascoltatori. È il prologo perfetto per comprendere la relazione tra El e The Scribe.
A proposito del brano, Daniel Tompkins ha dichiarato quanto segue: “Il concept di Echoes si basa su alcuni dei nostri personaggi principali, El e The Scribe. Questi due svolgono un ruolo fondamentale nel concept e nel gioco, poiché The Scribe è una parte frammentata dell’ego di El che ha la capacità di controllare il destino e riscrivere il passato“. Dan continua: “Questa è sempre stata una canzone che colpisce a fondo e aggiunge una vera dinamica all’album. Come brano a sé stante emana sentimenti contrastanti, dalla massima euforia, alla disperazione più profonda. C’è un vero senso di frustrazione e di rimpianto, soprattutto quando la canzone culmina con la sua brutale apertura“.
Il video visualiser, creato da Asiel Manuel Rodriguez Espinosa (@ asiel_type), ci trasporta in altri strati dal misterioso mondo di “The Strangeland”. Passa da tranquille pianure lunari a rovine infuocate, portando con sé gli ascoltatori in un altro mondo.
Ora, per la prima volta, la band porterà The Strangeland dal vivo con in un tour mondiale. Oltre ai biglietti normali, i fan avranno anche l’opportunità di vivere un’esperienza VIP che consiste in un’esclusiva performance, Q&A con i TesseracT, una stampa autografata in edizione limitata, un porta badge laminato, l’accesso prioritario al merch e allo spettacolo.
I TesseracT hanno aperto la strada al loro ritorno con il brano “War Of Being”, una vera e propria dichiarazione d’intenti della durata di 11 minuti con l’annuncio di un tour mondiale, seguito da “The Grey”, che ha portato i fan direttamente nel mondo di “The Strangeland”. I TesseracT hanno anche presentato il Kickstarter per il gioco completo VR + Desktop, “War Of Being”, come ci spiega qui il frontman Daniel Tompkins: https://www.kickstarter.com/projects/dmtesseract/war-of-being
US 2023 – support Alluvial e Intervals
OTT 5 The Underground, Charlotte NC OTT 6 Music Farm, Charleston SC OTT 7 Norva, Norfolk VA OTT 8 Rams Head Live!, Baltimore MD OTT 10 House of Blues, Chicago IL OTT 11 Roxian Theatre, Pittsburgh PA OTT 13 Irving Plaza, New York NY OTT 14 Paradise, Boston MA OTT 15 TLA, Philadelphia PA OTT 17 Corona Theatre, Montreal QC OTT 19 Danforth Music Hall, Toronto ON OTT 20 Elevation, Grand Rapids MI OTT 21 Red Flag, St. Louis MO OTT 23 Summit Music Hall, Denver CO OTT 24 The Depot, Salt Lake City UT OTT 26 The Showbox, Seattle WA OTT 27 Commodore, Vancouver BC OTT 28 Knitting Factory, Spokane WA OTT 29 Hawthorne Theatre, Portland OR OTT 31 Regency Ballroom, San Francisco CA NOV 1 The Regent Theatre, Los Angeles CA NOV 3 Observatory North Park, San Diego CA NOV 4 Nile Theater, Phoenix AZ NOV 5 Revel, Albuquerque NM NOV 7 The Granada Theater, Dallas TX NOV 8 Emo’s, Austin TX NOV 9 Warehouse Live, Houston TX NOV 11 The Orpheum, Tampa FL NOV 12 Buckhead Theatre, Atlanta GA NOV 13 Brooklyn Bowl, Nashville TN
‘War Of Being’ è stato registrato presso i Middle Farm Studios nel Regno Unito con Peter Miles (Architects/Sylosis/Dodie) che ha co-prodotto con la band insieme a Katherine Marsh dei Choir Noir (Bring Me The Horizon / Architects / Marillion). Al programming e alla produzione si è aggiunto Randy Slaugh (Periphery, Architects, Devin Townsend). L’additional engineering è stato curato da Forrester Savell (Karnivool). L’artwork, che presenta i caratteri “ex” ed “el”, è stato creato in collaborazione tra l’IA e l’uomo come mezzo per estendere il concetto nella sua presentazione.
“War Of Being” tracklist: 1 – Natural Disaster 2 – Echoes 3 – The Grey 4 – Legion 5 – Tender 6 – War Of Being 7 – Sirens 8 – Burden 9 – Sacrifice
EUROPE 2024 – support Unprocessed e The Callous Daoboys
GEN 18 Rockhal, Esch-sur-Alzette LU GEN 19 CCO La Rayonne, Villeurbanne FR GEN 20 Sala Apolo, Barcelona ES GEN 21 La Paqui, Madrid ES GEN 23 Bataclan, Paris FR GEN 25 Laiterie Strasbourg, FR GEN 26 Trix, Antwerpen BE GEN 27 Im Wizemann, Stuttgart DE GEN 28 Alcatraz, Milan IT GEN 30 Komplex 457, Zurich CH FEB 1 Palac Akropolis, Prague CZ FEB 2 Backstage, Munich, DE FEB 3 Simm City, Vienna AT FEB 4 Barba Negra Red Stage, Budapest HU FEB 6 Colombia Theater, Berlin DE FEB 7 Progresja, Warsaw PL FEB 9 Tavara-asema, Tampere FI FEB 10 Tavastia, Helsinki FI FEB 12 Klubben Fryshuset, Stockholm SE FEB 13 Vulkan, Oslo NO FEB 15 Amager Bio, Copenhagen DK FEB 16 Gruenspan, Hamburg DE FEB 17 Calswerk Victoria, Cologne DE FEB 18 Tivoli Vredenburg – Ronda, Utrecht NL FEB 20 Nottingham Rock City, Nottingham UK FEB 21 O2 Institute, Birmingham, UK FEB 22 O2 Academy, Bristol UK FEB 23 O2 Forum Kentish Town, London UK FEB 24 O2 Ritz, Manchester UK FEB 25 SWG 3 Studio Warehouse, Glasgow UK FEB 27 The Academy, Dublin UK
AUSTRALIA E ASIA 2024 – support TBC Nota bene: Biglietti per l’Australia in vendita ora Biglietti per il Giappone e Singapore in vendita da ottobre 2023 Biglietti per Hong Kong/Taiwan in vendita nel 2024
APR 26 Imperfecto Patio, New Delhi IN APR 27 Dublin Square – Phoenix, Mumbai IN APR 28 Gylt, Bangalore IN MAG 2 Princess Theatre, Brisbane, QLD AUS MAG 3 Metro Theatre, Sydney, NSW AUS MAG 4 Croxton Bandroom, Melbourne, VIC AUS – SOLD OUT MAG 5 Croxton Bandroom, Melbourne, VIC AUS MAG 7 Lion Arts Factory, Adelaide, SA AUS MAG 9 Magnet House, Perth, WA AUS MAG 11 GR.iD L5, Singapore SG MAG 13 Lido Connect Hall, Bangkok, TH MAG 15 Music Zone, Hongkong, HK MAG 16 The Wall, Taipei, TW MAG 18 Shibuya Cyclone, Tokyo, JP MAG 19 Shibuya Cyclone, Tokyo, JP
Esiste una regola non scritta nel mondo del coding e della programmazione che recita più o meno “Never change a running system”, o in alcune varianti, con accezioni e sfumature diverse “If it ain’t broke, don’t fix it”.
Ora.
Io non sono un programmatore, la mia esperienza sui PC si riduce al minimo indispensabile utile alla sopravvivenza.
In tutta onestà non ricordo nemmeno dove mi sia imbattuto in queste citazioni, se esistano realmente, se non siano forse un’elaborazione inconscia del mio cervello al fine di darmi ragione e supportare le mie convinzioni.
Tuttavia da qualche parte dovevo partire per cercare di parlare di questa versione redux che Roger Waters ha fatto di The Dark Side Of The Moon.
E sebbene utilizzare metafore afferenti il campo semantico della fredda, algida informatica possa non sembrare esattamente confacente a quello musicale, beh per il disco in questione, considerata come avvenne sia la genesi che la realizzazione, ed il peso che ebbe una figura come quella di Alan Parson, ingegnere e tecnico del suono (tra le altre cose) che tendeva ad avvalersi nei suoi studi di registrazione delle tecnologie più evolute al tempo esistenti, forse non pare troppo azzardato ecco.
E quindi?
E quindi niente. All’inizio mentre ascoltavo ero perplesso, poi leggermente contrariato, per qualche momento sono stato anche deluso a dire il vero. Non che avessi chissà quali attese a dire il vero ma non ero preparato a sentire un disco come The Dark Side Of The Moon diventare totalmente altro.
Parliamo di un album che, parere del sottoscritto, non è nemmeno sul podio dei migliori dischi dei Pink Floyd (il che non significa che non sia clamorosamente bello sia chiaro), sebbene la sequenza Brain Damage / Eclipse si issi sul podio delle migliori creazioni del quartetto inglese; ma canzone dopo canzone, ascolto dopo ascolto, più passava il tempo e meno trovavo una spiegazione, una motivazione valida per giustificare un’operazione di questo tipo.
Ho letto in un’intervista che Waters diceva che The Dark Side era stato originariamente pensato quasi fosse il lamento di un anziano, ma che al tempo in cui lo scrissero, i Pink Floyd erano giovani, per cui gli era sembrato in qualche modo necessario rivedere il tutto dalla tua posizione di fresco ottantenne.
E quindi eccole qui le dieci tracce ridotte, spogliate, riarrangiate, ripensate, ricantate, rivoltate, private della loro originale natura, della loro epicità, della produzione maniacale di Alan Parson, degli arrangiamenti immortali, della loro unicità, della loro profondità.
Di profondo c’è invero solamente la sua voce, grave e cavernosa, quel timbro che pare non avere fondo, ad introdurre (quasi) ogni brano, con riflessioni, racconti, aneddoti, punti di vista e pareri, e ammetto candidamente che questa teatralità, questa impostazione, non ci mette troppo a diventare indigesta, eccessiva, affettata, ridondante ecco.
Soprattutto perchè poi le canzoni non partono mai, il mood generale si attiene al tuo timbro, e l’ascolto si fa lento e faticoso.
In sostanza, senza voler mancare di rispetto e rischiare il reato di vilipendio (che tanto poi Waters non lo verrà mai a sapere ed io continuerò a volergli un gran bene), mi sento sommessamente di dire che siamo in presenza di un disco che si colloca in una posizione piuttosto lontana dal concetto di bello.